Mi muovo dunque sono

Nella nostra cultura occidentale, dal medioevo fino all'inizio del secolo scorso, il corpo e la mente erano viste come due entità separate: quasi sempre il corpo era considerato impuro, o nella migliore delle ipotesi un involucro al servizio della mente. Oggi sappiamo che è il corpo a trasmettere le sensazioni di piacere o sofferenza, ed esso è il luogo dell'identità dell'individuo, strettamente legato alla mente sia a livello razionale che a quello emozionale.

Abbiamo tutti sperimentato l'arrivo improvviso di un'idea mentre si cammina, o osservato un bambino che saltella ripetendo la lezione. È il neurologo Jean Dupré, all'inizio del Novecento, a parlare per la prima volta di psicomotricità, una disciplina che si basa appunto sulla considerazione della persona in modo "globale", cioè espressione dell'integrazione fra movimento (volontario e involontario) e attività psichica (affettiva e cognitiva). Qualunque genitore con figli in età da scuola dell'infanzia sa infatti quanto lo sviluppo motorio e la percezione del proprio corpo nello spazio, appresi nel gioco spontaneo, sono fondamentali per lo sviluppo dell'intelligenza. 
Successivamente Piaget, con la sua teoria dell'epistemologia genetica che studia lo sviluppo cognitivo del bambino, colloca il corpo come base fondamentale per lo sviluppo psichico fino ad arrivare alla psicanalisi che stabilisce che i vissuti corporei costituiscono il nostro inconscio. 

Esiste quindi uno stretto legame tra corpo, emozioni e mente. Il bambino fin dai primi istanti, infatti, cerca, ancora prima del nutrimento, di stabilire una relazione con la madre, la quale a sua volta risponde con sorrisi e parole. Questo forte legame è alla base dello sviluppo psichico ed emotivo, ed è proprio grazie all'affettività che si sviluppa l'intelligenza. Muovendosi nello spazio e giocando, il bambino impara. Di fronte a bimbi che non stanno mai fermi quante volte abbiamo detto "stai fermo?". Eppure loro muovendosi stanno imparando a percepirsi come persone e a stabilire relazioni. Paradossalmente, proprio a quei bambini che a sei anni non stanno mai fermi viene imposta a volte l'immobilità come punizione, senza valutare che forse se si muovono ancora così tanto in maniera non strutturata è perché hanno ancora difficoltà relazionali e/o cognitive. 
Il corpo esprime un disagio che la testa non sa esprimere: il bambino è impegnato a risolvere a livello corporeo quello che ha fallito a livello psichico, per mantenere un'adeguata strutturazione. 

Particolare importanza assume allora lo sport in quanto movimento coordinato e "svago" in relazione con gli altri e non inteso come attività agonistica che sacrifica la relazione per l'emergere del singolo. Quest'ultima infatti non fa aumentare l'autostima, neppure quando è praticata in uno sport di squadra con forte spirito competitivo, dove un allenatore non è un educatore quando incita alla vittoria a tutti i costi. Utili risultano essere invece quegli sport di squadra dove ci sono movimenti e relazioni all'interno di regole codificate, questo porta sviluppo emotivo, intellettivo e molta gratificazione. 

In particolare durante l'adolescenza il movimento fatto insieme ad altri assume proprietà strutturanti della personalità. Di fatto si comunica col corpo che continua a mantenere un ruolo rilevante nelle relazioni. Ed è per questo motivo che le comunicazioni virtuali non hanno la stessa importanza degli incontri fisici: mancando il contatto visivo e corporeo si perde tutta la potenza dei linguaggi non verbali; l'esprimersi con sguardi, sorrisi, abbracci, toccate di spalle, tutte cose che si imparano nell'attaccamento e che ora si devono sperimentare nel costruire il rapporto con gli altri e il proprio sé.

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I conquistatori

Un bel libro pacifista per bambini della scuola dell'infanzia, che racconta in modo semplice e intuitivo come fece una nazione piccola e disarmata a non farsi conquistare da un Grande Paese che aveva il Cannone.

Sottilmente attuale: le donne del piccolo paese si vestono con lunghi abiti dai colori sgargianti e portano il capo coperto...

 

Si presta ad essere abbinato all'ascolto della canzone Napoleone di Endrigo/Rodari.

autore: David McKee

editoreIl Castoro

L'ombra del vento

"Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra."

Un'ottima opera prima, di questo scrittore che finora si era cimentato solo nella narrativa per bambini; un libro che, uscito in sordina, è diventato un best-seller grazie al passaparola dei lettori. Un romanzo a tratti inquietante, che mescola mistero, Storia e vita vissuta; e che ha, soprattutto, un grande pregio: è sempre coerente alla trama e ai riferimenti. Ogni rimando, ogni indizio, alla fine trova una sua collocazione, ogni mistero ha una spiegazione, ogni rapporto una sua conclusione. Bellissime le descrizioni di una Barcellona cupa, invernale e lontana dall'idea che si può avere di questa città, vittima di un triste dopoguerra ed un ancor più triste strascico del regime. Ancor più belle, seppur drammatiche alcune, le descrizioni delle coppie: coppie di padri e figli, coppie di amici, coppie di fidanzati, e degli intrecci che li legano.

Da leggere d'un fiato, e rileggere con calma una seconda volta.

autore: Carlos Ruiz Zafon

editore: Mondadori

Pane e cioccolato

Nina e Susi sono amiche del cuore, stanno molto bene insieme e hanno molte cose in comune, tranne…il colore della pelle. A scuola tutte le chiamano pane e cioccolato.

Nina sogna una principessa color cioccolato, proprio come lei, ma ha paura di essersi sbagliata perché i suoi compagni dicono che è impossibile: non esiste qui una principessa così. E anche a casa, nel libro di fiabe della mamma, una principessa nera non si trova. Così mamma e papà, insieme alla sua amica Susi organizzano una caccia alla principessa color cioccolato, fanno una spedizione in biblioteca e scoprono che fra le pagine di un libro c'è Akira, una principessa africana, bella e anche coraggiosa.

Questa è l'incantevole storia di una bambina nera, che esprime il suo senso di estraneità in mezzo a gente dalla pelle "bianca come la panna".

Per affrontare un tema delicato come le diverse identità e le varie peculiarità somatiche, è molto utile la chiave di lettura per gli adulti a cura di Mariateresa Zattoni, inserita alla fine del libro, scritto da Lodovica Cima.

Età consigliata dai 6 agli 8 anni

Il libro è inserito all'interno della collana "Parole per dirlo" edita da San Paolo Edizioni, rivolta ai bambini di 6-8 anni. Non sempre è facile trovare le parole giuste per spiegare ai bambini alcuni eventi della vita, situazioni difficili che si incontrano in famiglia, a scuola o con gli amici. Il modo migliore è quello di raccontare loro una storia che gli aiuti a capire ed accettare la novità.

Lodovica Cima vive e lavora a Milano, dove si è laureata in Letteratura italiana comparata alla Letteratura inglese. Ha due figli. Da più di quindici anni lavora nell'editoria per ragazzi, dapprima come redattrice in case editrici librarie (Signorelli, Vita e Pensiero, Cetem, De Agostini, Giunti, PBM Editori) e poi, dal 1996 come autrice/progettista e consulente editoriale. Ha creato e diretto per nove anni la collana di narrativa per ragazzi "La giostra di carta" per Bruno Mondadori Editore. Insegna al Master per L'Editoria istituito dall'Università degli studi di Milano e dalla Fondazione Alberto e Arnoldo Mondadori. Partecipa a giurie di premi letterari riservati ai ragazzi e scrive, oltre a romanzi e fiabe che si trovano in libreria, anche testi scolastici e parascolastici.

Francesca Carabelli, autrice delle illustrazioni, è nata a Roma nel 1969. Ha iniziato la sua attività artistica nel campo dell'animazione e successivamente si è dedicata all'illustrazione per l'infanzia. Ha partecipato a diverse mostre e concorsi. Ha pubblicato i suoi lavori con varie case editrici.

Intervista all'autrice: Lodovica Cima

autore: Lodovica Cima - Illustrazioni Francesca Carabelli

editore: San Paolo Edizioni, 2009