Bibliografia. Abuso, le parole per parlarne

Il primo istinto di un genitore che vuol proteggere i propri figli è quello di spaventarli raccontando loro che ci sono persone orribili che potrebbero fargli del male, così facendo, però, rischiamo di crescere dei bambini paurosi e diffidenti verso gli altri. 
Per fortuna quando le cose gli vengono spiegate con parole adatte alla loro età, i bambini le capiscono e grazie al loro buon senso, impareranno contemporaneamente a evitare i pericoli e a guardarsi attorno. E quali sono le parole più adatte se non quelle che si trovano all'interno di un libro scritto apposta per loro?

Un bimbo è come un re

Io so bene come fare 
A non farmi molestare 
Del mio istinto io mi fido 
E se ho paura grido. 
Se non mi sento sicuro 
Scappo via come un siluro 
Corro forte, corro via 
Dalla mamma o dalla zia. 
Se qualcuno mi impaura 
Una cosa è assai sicura: 
raccontare io potrò 
agli adulti ciò che so 
perché tutti sanno che 
un bambino è come un re 
importante e assi speciale 
mai nessun può fargli male. 
E se c'è qualcuno che 
Pensa che non siamo re 
E per questo ci importuna 
E ci vuol rubar la luna 
Noi con luna sole e stelle 
Ne faremo delle belle. 
Lo faremo scappar via 
E prender dalla polizia. 
"Le parole non dette" A. Pellai

Età di lettura: da 2 anni

"Kiko e la mano" 2011
Il consiglio d'Europa ha avviato la Campagna "Uno su cinque" all'interno del programma: "Costruire un Europa per e con i bambini", l'Italia ha aderito alla campagna, diffondendo attraverso vari mezzi di comunicazione, la regola del Quinonsitocca.
La Regola del Quinonsitocca è una guida semplice che è stata studiata per aiutare i genitori e quanti si occupano dell'infanzia ad avviare un dialogo con i bambini molto piccoli sull'argomento. Per far questo sono stati realizzati un filmato ed una fiaba della buonanotte, nei quali i protagonisti sono una bambina di nome Kiko ed una mano dai molti colori. Giocano insieme, e la mano chiede sempre il permesso a Kiko di toccarla, quando vuole farle delle carezze. Ma è proprio quando la mano chiede se può toccare sotto la biancheria che Kiko grida forte di no. 
Il video Kiko e la mano 
Il libro Kiko e la mano 
Guida per i genitori

Età di lettura: da 3 anni

A. Bacceliere "Alina e l'orco Ulrico" Ed. Mammeonline, 2011
Gli orchi non esistono solo nella fiabe. Spesso, purtroppo, sono molto più vicini a noi di quanto si possa immaginare. Niente paura, però! Nella vita, come nel mondo della fantasia, ci sono sempre un principe buono o una fata madrina pronti ad aiutare le bambine e i bambini che si trovano in difficoltà. Pur senza cavallo bianco o bacchetta magica, gli eroi del nostro tempo trovano sempre una soluzione adatta. L'importante è prendere coraggio e confidarsi con la persona giusta proprio come fa Alina, protagonista di una fiaba delicata che offre a genitori, educatori e insegnanti uno strumento idoneo per insegnare alle bambine e ai bambini a proteggersi dalle violenze.

R. Giommi R. Lucani "Mi piace non mi piace" Giunti Progetti Educativi 2001
Come fare per affrontare il tema degli abusi con i bambini della Scuola dell'Infanzia? Come metterli in guardia senza turbare la loro fiducia negli adulti? Questo libro suggerisce, con semplici immagini e semplicissimi testi, di guidarli a sentire e a distinguere ciò che piace da ciò che non piace. Dando un senso ai propri rifiuti, i piccoli si abitueranno a sottrarsi alle proposte dannose per loro. Educatori e genitori troveranno, nelle ultime pagine, indicazioni qualificate per usare insieme ai bambini gli spunti dati da testi e immagini.

Età di lettura: da 5 anni


C. Carrer "La bambina e il lupo" Ed. Topipitori 2005
Un atto di fiducia verso i bambini e le loro inesauribili risorse di intelligenza, prontezza, coraggio. In questa antica versione popolare francese della fiaba di Cappuccetto Rosso, nessun cacciatore risolve la situazione: confidando nelle sue sole forze la bambina supera la terribile prova, ingannando il lupo con uno stratagemma 

Gilles Tibo-Zaü "La bambina che non sorrideva più" Ed. Nord-Sud, 2003
Lisa ha un segreto, un terribile segreto che non può rivelare a nessuno. Soltanto un uomo lo conosce, un uomo che le mette paura e che le fa dei regali perché taccia. Spaventata, la bambina si chiude allora nel silenzio. Non parla più, non gioca più, non sorride più; vive giorno e notte con quel male che sembra aggrappato al suo ventre. Fino al giorno in cui uno dei suoi disegni rivela quello che la perseguita e la aiuta infine a trovare le parole che la liberano. Tra le braccia della maestra, il terribile segreto così si spezza e diventa più leggero. Il racconto sconvolgente di Lisa restituirà la speranza a più di un bambino che, come lei, soffre in silenzio. 

R. Doyle "Il trattamento ridarelli" Ed. Salani 2001
Il signor Mack, assaggiatore di biscotti, sta per scontrarsi con un destino ingrato (e puzzolente): è sul punto di sperimentare... il trattamento Ridarelli. A chi tocca il trattamento Ridarelli? Agli adulti che sono cattivi coi bambini, che raccontano che una cosa sa di pollo quando non è così, che scoreggiano e incolpano i figli, che mangiano l'ultima fetta di pizza senza offrirne un po' agli altri. In che cosa consiste il trattamento Ridarelli? E perché il signor Mack sta per meritarselo?

Età di lettura: da 6 anni

V. Rizzi "Il vento della verità" Ed. Paoline, 2009
Un'audiofiaba delicata e avvincente, un racconto per bambini ricco di voci, di musica e di magia, tutto da ascoltare.
È la storia di Rosina, piccolo bocciolo di rosa, la futura principessa di Cuorinfiore, che, dopo aver subito in silenzio le insidie del perfido Cocco Secretillo, decide di ribellarsi e di dire finalmente la verità, seguendo le regole della vita che le ha insegnato Madre Natura e superando con coraggio la vergogna, l'omertà e i sensi di colpa. 
Il vento della verità attraverso i suoi tanti personaggi, le vicende, le atmosfere, il linguaggio sempre attento ai possibili risvolti psicologici, ha lo scopo di di aiutare i minori a riconoscere le proprie componenti emotive per raccontarsi senza paura, fornendo nello stesso tempo agli adulti degli strumenti efficaci per riconoscere e contrastare eventuali fenomeni di maltrattamento e di abuso. 
L'audiofiaba, in forma drammatizzata, è recitata dagli attori del Teatro Stabile di Ostia Antica (RM) diretti da Corrado Croce, con la colonna sonora composta e orchestrata dal Maestro Sandro Di Stefano e due canzoni di Paolo Donzelli. 

F. Polizzi M. Zanotti Gillini "Il bacio della lumaca" Ed. San Paolo 2009
Bianca, una bambina delle elementari, è a giocare da un'amica quando subisce le attenzioni sgradevoli dello zio. Il suo cuore suona l'allarme, ma la bambina non sa come gestire quella situazione e, soprattutto, si sente prigioniera di un segreto terribile che non riesce a raccontare a nessuno. Una storia breve sugli abusi sui minori. Il taglio toccante del racconto in prima persona si unisce al tono sempre delicato e al finale positivo. Una storia a lungo analizzata da autrice, curatrice e psicologa, che, data la delicatezza del tema, è stata vagliata e modificata onde evitare di provocare traumi in lettori vicini a questa esperienza. 

A.Pellai, B, Tamborini "Il segreto di Fata Lina +DVD" Ed. Erickson 2008
Ci sono segreti così pesanti che spesso non trovano parole per poter essere raccontati. L'abuso sessuale è uno di questi. Bambini e preadolescenti hanno il diritto di sapere cos'è e cosa possono fare per non caderne vittime. Devono anche sapere che vicino a loro ci sono adulti disposti ad ascoltare, consolare, curare e proteggere.
Il segreto di Fata Lina è un innovativo progetto di educazione emotiva e di prevenzione dell'abuso sessuale che può essere condotto a scuola o in famiglia.
Questo kit contiene numerosi strumenti operativi: un manuale base con tutte le informazioni teoriche e metodologiche necessarie agli adulti per fare prevenzione con i minori; un curriculum educativo strutturato in cinque sessioni di lavoro con numerose schede fotocopiabili; un DVD contenente l'episodio della Melevisione (Rai Tre) Il segreto di Fata Lina; le Spumosa card, mazzo di quaranta carte da gioco a colori per potenziare l'autostima e le competenze emotive di bambini e preadolescenti.
Tutti questi materiali sono stati pensati per insegnare ai bambini come difendersi da chi vuole abusare di loro, perché nessuno abbia più paura della paura e viva in balia dei segreti pesanti e delle parole non dette. 

G. Maiolo, K. Schneider, G. Franchini "Giù le mani! Il pinguino Leo impara a difendersi dagli adulti" Ed. Erickson 2007
"Ma che fa, signor Max?" "Nulla piccolo, nulla, sta buono... non ti agitare... va tutto bene." Come ci si deve comportare se si è piccoli e indifesi e un adulto vuole farci del male? Come trovare il coraggio per parlare con i genitori di un abuso? Questa favola dedicata ai bambini più piccoli, tratta il tema delle molestie sessuali con grande sensibilità e chiarezza. E la storia del pinguino Leo, un cucciolo che, dopo aver subito un tentativo di abuso, si sente imbarazzato, confuso e impaurito. Finché non trova il coraggio di raccontare alla mamma quello che gli è successo... Una favola unica, che riesce ad affrontare un tema estremamente delicato con eccezionale limpidezza. Un racconto che per la prima volta si rivolge direttamente ai bambini, che potranno così imparare come è giusto comportarsi in certe situazioni e chiedere subito aiuto all'adulto senza vergognarsi e senza ingiusti sensi di colpa.

A.Veo "Non Voglio Le Tue Caramelle!" Ed Interculturali 2005
Questo libro è stato scritto pensando ai bambini e al loro modo semplice e immediato di spiegare le cose, ma soprattutto a quei genitori che non sanno come affrontare l'argomento "pedofilia" senza spaventare o caricare di ansie eccessive i propri figli. Contiene sei storie. Ogni storia è, ovviamente, a lieto fine. È stato scelto volutamente di non rappresentare le "scene forti" e di non raffigurare i "cattivi" per non influenzare negativamente la fantasia dei piccoli lettori. 
Non sono stati presi in considerazione, di proposito, i casi di abusi sessuali consumati nell'ambito della famiglia, anche se sono i più numerosi, perché è logico che ci rivolgiamo ad adulti normali e alla stragrande maggioranza di bambini per i quali, se il pericolo c'è, il pericolo è "fuori". E la famiglia è il rifugio sicuro. 
La speranza è che comunque, facendo circolare questo libro, anche i bambini che subiscono degli abusi tra le mura domestiche, abbiano la possibilità di sapere che esiste un modo per uscire dalla loro tragedia, perché c'è chi è pronto ad aiutarli con forza e determinazione. 
Alla fine di ogni storia è stata inserita una scheda che racchiude una serie di consigli pratici facilmente assimilabili dai piccoli lettori, e una serie di domande che danno modo all'adulto di verificare se il bambino ha interiorizzato i contenuti nel modo corretto.

A. Gatti "Nik e la banda del levriero" Ed. I colori del mondo-Città Nuova 2001
Nik è un cucciolo intraprendente e felice, come tutti i cuccioli (anche se un pò geloso dei succhialatte appena nati). E Jolittle è il suo grande amico. Durante una scorribanda, Nik arriva alla vecchia cascina dove incontra gli strani amici dello zio Max, il levriero Rush e i quattro boxer. La banda gli tende una trappola pericolosissima, in cui sono caduti già altri cuccioli prima di lui, ma fortunatamente l'intervento di papà e dei suoi amici è coraggioso e tempestivo. Una storia a lieto fine, per fortuna. 
Il libro è stato anche segnalato come strumento per la prevenzione dell'abuso.

L. Azzolini Ceresa "S.O.S. Tamagotchi" Ed. Interlinea 1999
Storia di Tommasino, che durante una gita in montagna incontra un minaccioso uomo lupo. Un modo per parlare ai bambini, attraverso il racconto, di argomenti difficili come la violenza e l'abuso. 

V. Dumont "Quel signore mi fa paura" Ed. Motta Junior 1998
Sofia ha otto anni e ha imparato ad andare a scuola da sola e va tutto bene fino al giorno in cui incontra "un signore che fa vedere il pisellino a tutti". Questo libro solleva la delicata questione della violenza sui bambini e della difficoltà che essi hanno a capirla. Insegna loro anche a dire no e a proteggersi meglio, senza per questo incitarli a rifiutare la tenerezza dei loro cari o a diffidare senza ragione di tutto e di tutti.

Età di lettura: da 8 anni

A. Ferrara "Mi chiama il suo angelo" Ed. Fatatrac 2008
Nel bosco a volte purtroppo il lupo c'è davvero e l'orco può uscire dalle fiabe per trasferirsi in casa, vicinissimo ai bambini e ai loro affetti. Ma c'è sempre un guardacaccia, un adulto con cui parlare, che ascolta per dare aiuto indicando il sentiero per uscire dall'incubo.

M.F. Botte P. Leaitre "Mimì fiore di cactus e il suo porcospino" Ed. Giunti Progetti Educativi 2004
Abbiamo provato a fare un esercizio difficile: quello di insegnare ai bambini a difendersi dagli abusi. Come? Seguendo insieme le avventure di Mimì Fiore di Cactus, un personaggio che ride, gioca, ama la vita e trova il suo spazio nel cuore di ogni bambino. Con Mimì Fiore di Cactus, grandi e piccoli imparano a riconoscere una situazione che presenta una potenziale minaccia, partendo dal principio che un bambino meglio informato ha più strumenti per difendersi!

R. Jocelyne "Non fatemi del male" Ed. Elledici 2002
Un libro chiaro, uno strumento educativo sereno, concreto ed efficace su un argomento di scottante attualità. Scopo dell'opera e' fare del bambino e dei genitori una "squadra" più astuta del "predatore". Con tanti esempi, giochi ed esercizi da svolgere con i bambini.

B. Masini, D. Villa "Anna ritrova i suoi sogni" Ed. Carthusia 2004
La storia di Anna affronta il tema delicatissimo del maltrattamento dei minori ed è dedicata ai bambini in difficoltà che hanno bisogno di accoglienza e attenzione e agli adulti che vogliono aiutarli a ritrovare la serenità. Un pieghevole allegato spiega ai grandi come usare il libro per parlare ai piccoli. La piccola Anna, vittima di abusi sessuali da parte del padre, incontra nel bosco dove sta girovagando disorientata un anziano che la rassicura e la ospita in una cosa dove vengono accolti i bambini maltrattati.

Età di lettura: da 10 anni

Torey L. Hayden "Una bambina" Ed. Feltrinelli 2009 
A sei anni Sheila non parlava, non piangeva, e i suoi occhi erano pieni di odio. Abbandonata sull'autostrada dalla madre in fuga con l'amante, picchiata dal padre alcolizzato, Sheila è assegnata a una classe di bambini irrecuperabili dopo aver tentato di bruciare vivo un bambino di tre anni. Solo la sua insegnante, Torey Hayden crede in lei. Il racconto di una insegnante ed il suo gravoso percorso compiuto con una sua allieva di 6 anni che ha subito violenza.

H. Benedict "Impara a difenderti" Ed. Bompiani con Telefono Azzurro 2007
Non è facile affrontare il mondo. A volte si corrono dei rischi. Si fanno brutti incontri. Ci si trova in pericolo. Questo libro ti aiuta a evitare le situazioni pericolose, a reagire con prontezza se qualcuno ti dà fastidio, a chiedere aiuto se sei nei guai.
Perché la violenza esiste. Gli abusi sessuali esistono. Non si può far finta di niente. Però si può imparare a difendersi.

Età di lettura: da 12 anni


S. Weeks "Il ragazzo che non mangia le ciliegie" Ed. Il serpente a sonagli 2007
Jamie odia le ciliegie sciroppate. Vive in una roulotte con la madre e la zia Saffi, che ha smarrito la memoria. La scuola gli scivola addosso ed è allergico a Miss Miller, l'insegnante che non conosce il suo vero nome. Una volta aveva un padre e anche un gatto. Adesso ha solo un ricordo da dimenticare. E' convinto che Audrey Krouch, la ragazza della roulotte accanto, che indossa occhiali da uomo e crede di avere poteri paranormali, sia matta da legare. Ma è proprio a lei che racconta un segreto che gli impedisce di vivere serenamente

H. Benedict "Impara a difenderti" Ed. Fabbri 2002
Non è facile affrontare il mondo. A volte si corrono dei rischi. Si fanno brutti incontri. Ci si trova in pericolo. Questo libro ti aiuta a evitare le situazioni pericolose, a reagire con prontezza se qualcuno ti dà fastidio, a chiedere aiuto se sei nei guai. Perché la violenza esiste. Gli abusi sessuali esistono. Non si può far finta di niente. Però si può imparare a difendersi. 

Età di lettura: da 14 anni

S. Hall "No! Era il segreto di mio padre" Ed. Mondadori 2004
Lisa ha un segreto. Un segreto che a volte minaccia di soffocarla, che le toglie l'appetito e la gioia di vivere, e stende un'ombra cupa su tutta la sua esistenza. Perché fra Lisa e suo padre c'è un rapporto speciale. Molto speciale. A mamma interessavano solo il suo prezioso lavoro e le recite della sua compagnia teatrale di dilettanti. Non li capiva, lei. Era un'estranea. Così, quando Lisa era piccola, era sempre papà a consolarla se cadeva, o a cacciare via i mostri cattivi in agguato nei suoi incubi infantili. Finché un giorno quel papà tanto affettuoso si era trasformato lui stesso nel peggiore degli incubi. Combattuta tra amore e odio, Lisa rischia di andare alla deriva, ma nel caos della sua vita entra finalmente l'amore "vero" di un compagno di scuola.


Adulti

A.Pellai "Un bambino è come un re. Come mamme e papà possono crescere bambini sicuri e prevenire gli abusi sessuali sui minori" Ed F. Angeli 2008 Edizione aggiornata ed ampliata
Sempre più spesso i bambini ci fanno domande difficili sulla pedofilia e sugli abusi all'infanzia di cui sentono parlare a scuola, a casa e nei media. Frequentemente gli adulti non sanno trovare le parole per rispondere ai loro mille quesiti. Cosi l'abuso sessuale continua a essere un problema di "parole non dette".
Dopo il grande riscontro ottenuto con il libro Le parole non dette, Alberto Pellai ha preparato questo nuova guida destinata ai genitori e ai loro bambini, per parlare di abuso sessuale senza allarmismi inutili, ma sempre usando le parole migliori. Giochi e filastrocche vi aiuteranno a fare prevenzione in un modo semplice e positivo.
La prevenzione è attualmente lo strumento più efficace per combattere la pedofilia e con questo libro anche voi potrete crescere bambini felici e sicuri, amati e protetti con rispetto e dignità... perché "un bambino è come un Re"

A.Pellai "Le parole non dette. Come insegnanti e genitori possono aiutare i bambini a prevenire l'abuso sessuale" Ed F. Angeli 2000
L'abuso sessuale sui minori è una realtà che spaventa. Paure ed emozioni che suscita in genitori ed educatori, lo hanno trasformato in un problema rispetto al quale è meglio non parlare, non agire, non fare nulla. Si spera semplicemente che un evento tanto terribile non capiti mai nella propria famiglia o nella propria scuola e questa è l'unica prevenzione che viene messa in atto. Da anni, invece, in molte nazioni, la prevenzione dell'abuso sessuale viene proposta ai bambini di tutte le età sia a scuola che in famiglia, affinché sappiano difendersi nelle situazioni di rischio e soprattutto comprendano che il loro corpo e la loro persona hanno valore e dignità.
La conoscenza aiuta sempre a risolvere i problemi e in questo volume genitori e insegnanti potranno capire cos'è l'abuso sessuale e cosa provoca sul bambino che ne è vittima. I genitori troveranno una guida per fare prevenzione con i propri figli, gli insegnanti le indicazioni per condurre a scuola un percorso educativo con i propri alunni. Questo libro vuole pertanto aiutare a promuovere la prevenzione a scuola e in famiglia, perché l'abuso sessuale non sia più un problema di... parole non dette.

G. Franchini, G. Maiolo "Attenti al lupo cattivo. Riconoscere l'abuso e proteggere i bambini" Ed. Erickson 2005
Cos'è la violenza sui minori? Come si possono riconoscere i segnali dell'abuso? Cosa si può fare per tutelare i bambini? Come ci si attiva, concretamente, quando si sospetta che un bambino venga maltrattato o abusato sessualmente? Strutturato in forma di domande e risposte, il libro getta luce su vari aspetti di un fenomeno diffuso più di quanto si creda, che oggi richiede l'impegno e la collaborazione di tutti. Porta l'attenzione sul mondo sommerso della violenza fisica e psicologica, sui fenomeni della pedofilia e dell'incesto, sull'abuso sessuale che sempre di più si compie tra le mura domestiche, nell'ottica di promuovere una nuova cultura dell'infanzia, attenta, rispettosa e solidale. 
Corredata di una serie di schede illustrate a colori da utilizzare con i bambini per aiutarli a proteggersi e a riconoscere precocemente i pericoli, l'opera si rivolge a genitori, insegnanti, educatori, psicologi e a tutti coloro cui stanno a cuore i bambini e gli adolescenti. 

Foto: Wallpaper di "Kiko e la mano" 

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Senza Biglietto da visita. Cosa sei disposta a lasciare per essere te stessa?

Veronica Viganò, ex "manager ninja", e ora blogger e consulente di comunicazione è una mia amica. Virtuale finché volete ma mia amica.

Ci siamo conosciute via web 7 anni fa, e credo parlate al telefono solo una volta, quando a Radio24, insieme a Iolanda Restano, ha recensito il mio libro  "Mammina Vecchia fa buon brodo”.  Ho capito che tra noi c’era feeling dal modo in cui ha commentato alcuni capitoli: si avvertiva che avevamo lo stesso sentire, la stessa visione della maternità e del nostro essere donne. Per anni ci siamo incrociate sui social, mettendo “mi piace” ai rispettivi post: soprattutto quando si parlava di “mammitudine” e tematiche relative al lavoro. Così, quando qualche mese fa è uscito il suo libro “Senza biglietto da visita”  l’ho subito ordinato, letto tutto d’un fiato e capito che era giunto il momento di ricambiare il favore.

 

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Io sono Malala. La mia battaglia per la libertà e l'istruzione delle donne

Malala Yousafzai è una ragazza nata in Pakistan nella valle dello Swat. Nel libro descrive con orgoglio la bellezza della sua terra: la natura meravigliosa, la bellezza delle montagne e delle sue acque; racconta con sguardo attento anche la storia del suo paese e del suo popolo: i Pashtun, suddivisi in varie tribù sparse nel Pakistan e nell’Afghanistan dove l’ospitalità e l’onore sono i valori fondamentali. Malala ci racconta della sua famiglia, di suo padre e di sua madre che si sono sposati per amore e non attraverso un accordo stipulato dalle rispettive famiglie.

Il padre, in particolare, figlio di un Imam insegnante di teologia, è un padre diverso dagli altri che usano violenza contro le loro mogli. Suo padre condivide ogni scelta di vita con la propria moglie. Anche il nome Malala fu scelto da lui perché era il nome di un’eroina afghana che nel 1880 incitò le truppe del suo paese che stavano per essere sconfitte dall’esercito inglese: innalzò una bandiera afghana, venne uccisa, ma il suo coraggio servì a vincere una sanguinosa battaglia.

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Bianco su nero

Note di Copertina

Mosca, 20 settembre 1968. Nell'esclusiva clinica del Cremlino riservata alla nomenclatura sovietica nascono due gemelli: il primo muore quasi subito, il secondo, Rubén, si rivela affetto da paralisi cerebrale: le facoltà intellettuali sono intatte, ma non può muovere gli arti, salvo due dita.

Dopo poco più di un anno Rubén sarà separato dalla madre (che, figlia del segretario del Partito comunista spagnolo in esilio, è stata mandata dal padre in Russia a trascorrere un periodo di "rieducazione" e lì si è innamorata di uno studente venezuelano) e rinchiuso negli speciali orfanotrofi in cui vengono isolati, e sottratti allo sguardo, quelli come lui, considerati impresentabili da una società che esalta il mito dell'uomo nuovo e dichiara di muoversi verso un radioso futuro.

Solo all'inizio degli anni Novanta Rubén riuscirà a fuggire dal suo Gulag personale e, ritrovata la madre, comincerà a raccontare la sua storia, rivelandosi scrittore vero. Perché quello che colpisce in questo libro, e si imprime nella memoria del lettore, non è tanto la cronaca di un'infanzia e di un'adolescenza trascorse all'interno di un sistema feroce, dove in nome dell'ideologia si perpetrano vessazioni quotidiane, ma la voce che trasforma l'orrore in narrazione, e lo sguardo che questo stesso orrore trasforma in immagini a volte commoventi, altre volte grottesche, altre ancora di corrosiva comicità, ma sempre potentemente tratteggiate, come lo sono del resto tutti i personaggi che attraversano la vita di Ruben: la studentessa spagnola che balla per lui senza musica in una stanza d'ospedale; il cane randagio monco di una zampa che i bambini adottano; le inservienti e le insegnanti, potenti deità femminili raramente benevole e più spesso minacciose; il ragazzo Sasa che si trascina nella neve fino all'aula per rivendicare il suo diritto a studiare; e Sergej, il ragazzo senza gambe che si allena per mesi allo scopo di poter fare a pugni con uno che le gambe le ha tutt\'e due...

Sono un ritardato. Non è un nomignolo offensivo, è semplicemente un dato di fatto. Ho un livello intellettuale troppo basso per un'esistenza autonoma, per una forma pur elementare di sopravvivenza. So fin da piccolo che il ritardo mentale può essere compensato o non compensato. Il ritardo compensato è quello per cui si ha una carenza intellettuale che ti permette comunque di vivere nella società senza dover contare sull'aiuto altrui. L'esempio standard di ritardo compensato è solitamente quello di individui con disturbi mentali che, grazie agli sforzi di dottori e pedagoghi, riescono a imparare un mestiere, magari quello di imbianchino o portinaio. Quanto a me, i pedagoghi mi hanno insegnato a risolvere equazioni complesse, i dottori mi hanno diligentemente rimpinzato di medicine e ingessato con grande zelo, ma i loro sforzi sono risultati vani. A tutt'oggi non sono in grado di sollevare un pennello da imbianchino.

autore: Rubén Gallego (traduzione di Elena Gori Corti)

editore: Adelphi