Peter Maurice Wanjau

Severo censore dei costumi africani, Peter Maurice Wanjau racconta nei suoi quadri l’orrore della fame e delle sopraffazioni e la brutalità dell’infibulazione. Nel villaggio in cui vive, in Kenya, è anche responsabile della Salute e ha visto morire un gran numero di bambine. Le sue tele oggi sono quotate 10.000 euro l’una, eppure lui usa ancora colori sfumati per risparmiare, per non dimenticare le sue povere origini e per non distogliere lo sguardo dalle sofferenze della sua gente e soprattutto dei bambini che soffrono la fame e subiscono l’infibulazione.

I quadri-denuncia di Peter Maurice Wanjau inducono alla riflessione. La morte di molte bambine per infibulazione non è solo un fatto africano, coinvolge tutti. E di tutti è la responsabilità della loro perdita. Ma che cos’è l'infibulazione? Possiamo fare qualcosa per fermare questa pratica, tanto pericolosa e umiliante quanto pericolosa per una bambina e futura donna?

Con il termine “infibulazione” si definisce una pratica mutilativa che prevede la parziale chiusura della vagina e che può includere anche la rimozione del clitoride. Diffusa in circa 40 paesi, dall’Africa sub-sahariana (Mali, SudanSomalia) all’Egitto, l’infibulazione riguarda 130 milioni di donne nel mondo, a cui si aggiungono ogni anno 2 milioni di bambine. Per queste culture si tratta di un riconoscimento sociale a cui è difficile sottrarsi perfino quando le famiglie emigrano in Occidente. In Italia vivono alcune decine di migliaia di donne infibulate e numerose bambine di genitori provenienti dalle aree geografiche citate sono a rischio, ogni anno.

La legge italiana vieta questa pratica, ma la sua demonizzazione non risolve il problema perché essa viene spesso eseguita in condizioni di clandestinità e di precarietà igienica. Ginecologi e medici di famiglia affrontano più efficacemente la questione seguendo un approccio transculturale, cioè “educando” le donne che chiedono l’infibulazione per le loro figlie, spiegando loro i gravi effetti collaterali a cui vanno incontro.

Serve quindi creare una nuova cultura del corpo, un nuovo modo di inserirsi nella comunità.
L’intervento deve avvenire a livello culturale, introducendo una pratica sostitutiva che garantisca la continuità culturale come è accaduto nel Ghana, dove si fa una festa collettiva che richiama l’infibulazione senza che essa venga realmente praticata.

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Il mago dei numeri

Un libro da leggere prima di addormentarsi, dedicato a chi ha paura della matematica.

Roberto è un bambino come tanti, che odia la matematica, soprattutto perché non la capisce e gli sembra noiosa. Ma una notte gli appare un mago che lo porta in un mondo affascinante e sconosciuto.

Pian piano Roberto prende familiarità con strumenti matematici che si rivelano divertenti e comincia ad apprezzare quel mondo matematico di cui prima aveva paura. Concetti matematici anche difficili spiegati ai bambini come delle favole.

La matematica è un mostro che fa un po' meno paura.

Per Enzensberger la matematica è un mondo immaginario che riserva continue sorprese ed è capace di colpirti con la sua genialità. Questo libro, scritto per una bambina di dieci anni ma destinato ai lettori di tutte le età, ne è la prova.

autore: Hans Magnus Enzensberger - Illustrazioni di Rotraut Susanne Berner

editore: Einaudi - collana Supercoralli

1940-1945 Gioele, fuga per tornare

Un viaggio a ritroso nel tempo, basato su documenti originali e su frammenti di memoria, dove l'autore Giulio Levi, trova la forza di ritornare alla sua infanzia per raccontare ai bambini di oggi, sono passate due generazioni, la storia della sua famiglia; siamo negli anni bui che vedono le leggi razziali applicate anche in Italia.

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Intelligenza emotiva per un figlio

Questo libro è l'applicazione all'educazione dei figli della teoria che Goleman illustra nel suo famoso saggio "Intelligenza Emotiva".

L'intelligenza emotiva è una facoltà il cui quoziente intellettivo si fonde con virtù morali quali l'autocontrollo, la pervicacia, l'empatia e l'attenzione per gli altri e che, opportunamente coltivata, può permettere a tutti di condurre una vita migliore.

A prima vista può sembrare un manuale, visto che si propone di insegnare ad essere dei buoni "allenatori emotivi" per i figli. In realtà ci sono molti spunti interessanti e informazioni molto utili riguardo le varie fasi dell\'età evolutiva. Gottman divide schematicamente i genitori in quattro categorie: il genitore "censore", modello autoritario per intenderci; il genitore "noncurante", quello che si disinteressa delle emozioni del figlio; il genitore "lassista", che nonostante comprenda il figlio non offre indicazioni di comportamento né aiuta il figlio a risolvere il problema; il genitore "allenatore emotivo" che oltre a comprendere e a rispettare le paure e sentimenti del figlio riesce a porre dei limiti e aiuta a risolvere i problemi.

autore: John Gottam con Joan De Claire (tradotto da A. Di Gregorio e B. Lotti)

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli