Bibliografia. Per spiegare la Shoah. II Parte

Bibliografia. Per spiegare la Shoah. II Parte

Testi per bambini dai 5 ai 10 anni



Età di lettura: da 5 anni

L. Farina "Il volo di Sara" Ed. Fatatrac, 2012
L'incontro lieve tra una bambina e un pettirosso è il tema di questo straordinario testo di Lorenza Farina. Se aggiungiamo il contesto storico in cui si inquadra, un campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale, e le immagini di una delle illustratrici più intense del panorama italiano Sonia Possentini, ne esce un insieme di potenza e lirismo unici. Il piccolo pettirosso deciderà di portare con se questa nuova amica dal nastro azzurro trai capelli, perché la Shoah e i campi di concentramento sono cosa troppo crudele per una bambina.

G. Clima "Storia di Vera" Ed San Paolo 2010
Vera non riesce a capire perché è rinchiusa insieme alla sorella Teresa e alla mamma Shara in un enorme campo circondato da reti e pieno di soldati. Quando Teresa si ammala, Vera prova a chiedere aiuto ai militari, ma ottiene solo di essere presa in giro. Alla morte della sorellina, Vera inizia a sognare – ogni notte – di donare un pezzettino del suo grande cuore a quegli uomini che ne sono privi... E un giorno, al risveglio, i nazisti non ci sono più.

A. Fortes, J. Concejo "Fumo" Ed. Logos 2011
Una storia commovente illustrata dalla polacca Joanna Concejo con immagini di grande intensità. Un libro pieno di sensibilità e bellezza, nonostante rifletta una realtà terribile. Lo struggente racconto di un bambino internato in un lager, in cui affiorano ricordi della sua vita precedente, quella a cui è stato strappato. 

S. Mignone; M. Pericoli "Il mestolo di Adele" Ed. Emme Edizioni 2008
Un oggetto non parla, eppure sa dire molte cose: un mestolo, ad esempio, evoca piatti squisiti, banchetti festosi e l'amore con cui una madre cucina. E dice ancora di più, quando giace su un tavolo, tra decine di altri oggetti confiscati a una famiglia ebraica.



Età di lettura: da 6 anni

 

B. Vignozzi “Lev” Gallucci Editore 2016

Questa è la storia vera di Lev, un ragazzino ebreo di 13 anni che sfuggì alla persecuzione nazista scappando con uno degli ultimi Kindertransport. Grazie a questa iniziativa, migliaia di bambini riuscirono ad arrivare in Gran Bretagna appena prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale. E così furono salvi.

S. Ruiz Mignone; Sonia M.L.Possentini “La città della stella” Ed EAGA Edizioni Gruppo Abele, 2016

Honza è un ragazzo di quattordici anni, "l'età dei giochi". Porta una stella cucita sul cappotto, una stella che non ha scelto di indossare e che proprio non gli piace. Come non piace a tutti i bambini e le bambine di Terezín: la città della stella. Vorrebbero strapparla via dai vestiti, e sentirsi finalmente liberi. Ma possono farlo solo per gioco, per finta, mentre mettono in scena la storia di Brundibar, sorretti dalla musica di uno sgangherato pianoforte e dall'affetto di uno zio che si occupa di loro. A volte disegnano, anche se non hanno colori, oppure cantano in coro. E le note della musica si alzano in volo libere come farfalle. Quella di Honza e dei suoi amici è una storia di speranza, di desiderio di libertà, di avversione alla barbarie della guerra.

A.Sarfatti, M.Sarfatti "L' albero della memoria. La Shoah raccontata ai bambini" Ed. Mondadori 2013
Samuele Finzi e la sua famiglia vivono a Firenze, dove conducono una vita serena seguendo i precetti della tradizione ebraica. Nel giardino della loro casa c'è un vecchio olivo, nella cui cavità Sami ripone i suoi "tesori". Ma con l'entrata in vigore delle leggi antiebraiche la vita dei Finzi cambia per sempre: i genitori devono abbandonare il lavoro, Sami la scuola e gli amici, gli zii emigrano. Le persecuzioni si fanno più intense e scoppia la guerra Dopo l'8 settembre 1943 i Finzi entrano in clandestinità. Il figlio viene nascosto in collina presso i nonni dell'amica Francesca. I genitori vengono arrestati. I tesori di Sami rimangono nell'olivo... Seguendo le vicissitudini di Sami e della sua famiglia, basate su eventi storici realmente accaduti tra il 1938 e la fine della Seconda guerra mondiale, i bambini possono conoscere che cosa accadde agli ebrei in Italia in quel periodo. L'appendice storico-documentaria aiuta a comprendere il significato della Shoah.

S. Raweh "La storia della nonna bambina. La Shoah raccontata ai bambini" Ed Gilgamesh, 2012
Questo breve libro, che si potrebbe definire una poesia in prosa, contiene una testimonianza in versi della tragedia della Shoah, raccontata in modo lineare da chi sa apprezzare i valori della poesia e con la delicatezza di toni di chi sa quanto arduo sia il mestiere dell'"insegnare la Shoah", soprattutto ai bambini. È la vicenda personale dell'autrice Susanne Raweh, di una Nonna-bambina sopravvissuta ai tragici mesi della deportazione e del concentramento nazista, che senza perdere la gioia dell'esistere, ma anzi ricavando proprio da quelle drammatiche esperienze l'energia necessaria a riprendere il cammino della vita, ha saputo restituirci una storia esemplare, che finalmente potrà essere conosciuta anche dal pubblico italiano.

L. Levi "La portinaia Apollonia" Ed. Orecchio Acerbo 2006
Autunno 1943. Un bambino ebreo e una città occupata dai soldati tedeschi. Il padre non c'è. La madre lavora a casa e Daniel deve correre a fare la fila per comprare da mangiare. Ma è l'arcigna portinaia Apollonia, di sicuro una strega, a spaventarlo più di ogni cosa. Finché un giorno... Forse anche una strega può salvare un bambino?

R. Hausfater-Douïeb; O. Latyk "Il bambino stella" Ed. Pisani 2005
È sempre difficile evocare il genocidio degli ebrei e lo è in particolar modo se lo si deve raccontare a lettori molto giovani. E così che nasce la storia del "Bambino Stella". All'inizio il Bambino Stella è affascinato da quell'astro brillante che è spuntato sul suo petto, ma a poco a poco comprende che quella grande stella finirà per metterlo in pericolo. Presto arriva la notte e con essa i cacciatori di stelle che indossano grandi stivali neri... Per fortuna il Bambino Stella riuscirà a nascondersi e non dovrà salire su uno di quei treni che vanno lontano lontano... E così che i due autori vogliono raccontare l'Olocausto; attraverso gli occhi innocenti di un bambino che non sa.



Età di lettura: da 7 anni


A. Baccellieri, L. Carone "In punta di stella. Racconti, pensieri e rime per narrare la Shoah" Ed. Progedit 2013
L'orrore della Shoah, a distanza di più di mezzo secolo, lo si può e lo si deve raccontare anche ai bambini, loro stessi protagonisti e vittime. "In punta di stella" è stato progettato, scritto e illustrato per raccontare l'orrore della Shoah alle giovani generazioni. Ma l'autrice e l'illustratrice affrontano l'inenarrabile con parole semplici e chiare, con tavole a colori serene e cariche di speranza, mai crude o violente, e, soprattutto, evitando la spettacolarizzazione del dolore e delle atrocità.

R. Vander Zee, R. Innocenti "La vera storia di Erika" Ed. Margherita 2013
Dal 1933 al 1945 sei milioni di Ebrei, della mia gente, furono sterminati. Fucilati, lasciati morire di fame, gassati, bruciati nei forni. Io no. Io sono nata intorno al 1944. Non so esattamente quando. Non so neanche il vero nome. Non so da dove vengo. non so se avevo fratelli o sorelle. L'unica

T. Ungerer " Otto. Autobiografia di un orsacchiotto" Ed. Mondadori 2012
Un orsacchiotto e due piccoli tedeschi: compagni di gioco inseparabili, vengono improvvisamente divisi perché un giorno David è costretto a cucirsi sugli abiti una stella gialla ed è portato via da misteriosi uomini in uniforme. Poi la guerra trascina via anche l'orso Otto, finito nella vetrina di un rigattiere americano, lontano dai suoi due amici.

R. Innocenti "Rosa Bianca" Ed. La Margherita 2011
La storia di Rosa Bianca, che viveva in una piccola città della Germania. Le strade della città erano anguste; vi erano antiche fontane e alti edifici con i colombi appollaiati sui tetti. Un giorno arrivarono i primi camion e molti uomini vi salirono sopra.

L. Levi "Un cuore da Leone" Ed. Piemme 2006
Leo ha un segreto che i suoi amici non devono sapere: in realtà si chiama Leone, ma si vergogna di quel nome troppo impegnativo e ha deciso di abbreviarlo. Una notte, però, fuggendo dai tedeschi che cercano gli ebrei casa per casa, Leo scopre che il suo nome gli sta a pennello, perché dimostrerà di avere un vero "cuore da leone".


Età di lettura: da 8 anni

 

J. Elvgren, F.Santomauro "La città che sussurrò" Ed.Giuntina 2015

Anett scopre che nello scantinato della sua casa si nasconde una famiglia di ebrei. Anche se scendere le scale buie dello scantinato le fa un po' paura, è lei a portar loro da mangiare oltre a tutte le cose di cui hanno bisogno. Così conosce Carl, un bambino come lei, con cui fa presto amicizia. La famiglia di Carl sta aspettando una notte di luna piena per raggiungere il porto e fuggire in Svezia, ma le nuvole non vogliono diradarsi ed è troppo buio per scappare. Finché ad Anett non viene in mente un'idea geniale per salvare il suo amico Carl dai soldati nazisti che si stanno avvicinando sempre di più. Ma per metterla in pratica dovrà coinvolgere l'intero villaggio e soprattutto non fare troppo rumore...   

M. Palazzesi “In Svizzera la cioccolata è più buona” Ed. Einaudi Ragazzi, 2015

Carlo vive in una fattoria sulle montagne sopra Varese insieme ai genitori. Per lui la guerra è qualcosa di vago e lontano, ma tutto cambia quando scopre un bambino nascosto nei boschi che circondano la sua casa. Volpe ha pochi anni più di Carlo e gli racconta tutto quello che lui, bambino ebreo, è stato costretto a subire dall'entrata in vigore delle leggi razziali. La speranza è una sola: riuscire a raggiungere la "ramina", la rete che separa l'Italia dalla Svizzera. Sono in tanti a cercare di farlo, e sono in tanti a venire traditi senza pietà dai passatori che, pur di intascarsi la taglia, consegnano gli ebrei alle autorità a pochi metri dalla salvezza. Una storia sul confine tra il bene e il male: la storia di un bambino che sapeva da che parte si trovasse l'uno e da che parte si trovasse l'altro, e di come cercò di ricordarlo agli adulti, che quel confine lo avevano tracciato, ma chissà perché non erano più in grado di vederlo.


L. Farina "La bambina del treno" Ed. Paoline ed 2010
L'olocausto spiegato ai bambini, attraverso la storia di Anna, una bambina che sale sul treno con la madre e tante altre persone ammutolite dalla disperazione. Il treno è diretto ad Auschwitz. Lungo la strada gli occhi della bambina si incontrano con quelli di un bambino che dal ciglio della strada guarda incuriosito i treni sfrecciare. I due si salutano con la mano e il racconto della storia passa a quest'ultimo, che chiede a sua madre il perché di quel viaggio. Due bambini, due madri, due punti di vista. È difficile trovare le parole adatte per spiegare l'olocausto ai giovanissimi. È difficile pure trovare le immagini adeguate. Questo libro, per l'eleganza delle immagini e il candore del linguaggio, è riuscito perfettamente nell'intento.

A. Salvatici Jacob "Il bambino di creta" Ed. Enaudi 2010

Un mattino di ottobre del 1943 molti bambini romani furono deportati con tutti i loro familiari verso uno dei luoghi più tetri del mondo. Non avrebbero fatto ritorno. Ma di quegli stessi avvenimenti esiste un altro racconto, che finisce in ben altro modo e parla di un bambino di creta, vivo come noi, che parte alla ricerca di Marco, uno dei bambini romani di quel mattino di ottobre. Se è vero che la storia è storia e guai a dimenticarla, neanche va dimenticato il mondo di Jacob, in cui noi vogliamo vivere, dove chi si vota a far male finisce sconfitto e disperso. 



Età di lettura: da 9 anni

 

P. Valentini; C. Abastanotti “La Shoah spiegata ai bambini” Ed. Becco Gialli, 2016

Nella Bottega di una sarta chiamata Nuvoletta Gentile, Bottoni, Fili di Seta, Aghi, Ditali, Spille e Tessuti lavorano in armonia per realizzare splendidi abiti da sposa. Fino all'arrivo del nuovo sindaco, il Generale coi Baffi, che impone le sue leggi crudeli a tutti gli abitanti del Piccolo Villaggio. Questo libro è uno strumento per cominciare a parlare della Shoah con i più piccoli.

 

L. Farina; M. Brancaforte “La casa che guarda il cielo” Raffaello Editrice 2014

Anna Frank, la ragazzina perseguitata dai nazisti perché ebrea, ha commosso con il suo Diario intere generazioni, divenendo simbolo della Shoah. In questo racconto si è scelto un originale taglio narrativo: è la casa di Amsterdam, in cui Anna e i suoi familiari trovarono rifugio, con le sue umide e scalcinate pareti, la narratrice partecipe della loro forzata prigionia. Attraverso una narrazione intrisa di malinconia ma anche di speranza, l'autrice mette in luce la poetica ammirazione di Anna per la natura e la sua fiducia incrollabile nello splendore del cielo, fonti di consolazione e di speranza. È un romanzo che si propone di avvicinare i giovani lettori all'immane tragedia della Shoah, con uno stile accattivante e un linguaggio scorrevole, intrecciando finzione narrativa e realtà storica.

R. Mambelli "Il sorriso delle vongole" Ed. Piemme 2011
Ogni giorno, al sorgere del sole, Gigio si fa trovare in spiaggia: quello infatti è il momento in cui, come dicono i pescatori, le vongole "sorridono" ed è facile raccoglierle. Una mattina, però, Gigio e i suoi amici scoprono che Gabri, un ragazzino ebreo, si nasconde in una villa abbandonata per sfuggire ai rastrellamenti dei nazisti e, nonostante il rischio che sanno di correre, decidono di aiutarlo.

A.Salvatici "Jacob, il bambino di creta" Ed.Einaudi, 2010
Un mattino di ottobre del 1943 molti bambini romani furono deportati con tutti i loro familiari verso uno dei luoghi più tetri del mondo. Non avrebbero fatto ritorno. Ma di quegli stessi avvenimenti esiste un altro racconto, che finisce in ben altro modo e parla di un bambino di creta, vivo come noi, che parte alla ricerca di Marco, uno dei bambini romani di quel mattino di ottobre. Se è vero che la storia è storia e guai a dimenticarla, neanche va dimenticato il mondo di Jacob, in cui noi vogliamo vivere, dove chi si vota a far male finisce sconfitto e disperso. 

I. Cohen-Janca; M. Quarello "L'albero di Anne" Ed. Orecchio Acerbo 2010
Un vecchio ippocastano, nel cortile di una casa alle spalle di uno dei tanti canali di Amsterdam. "Ho più di cento anni, e sotto la corteccia migliaia di ricordi. Ma è di una ragazzina - Anne il suo nome - il ricordo più vivo. Aveva tredici anni, ma non scendeva mai in cortile a giocare. La intravedevo appena, dietro il lucernario della soffitta del palazzo di fronte. Curva a scrivere fitto fitto, quando alzava gli occhi il suo sguardo spaziava l'orizzonte. A volte però si fermava sui miei rami, scintillanti di pioggia in autunno, rigogliosi di foglie e fiori in primavera. E vedevo il suo sorriso. Dicono che sotto la mia corteccia, insieme con i ricordi, si siano intrufolati funghi e parassiti. E che forse non ce la farò. Sì, sono preoccupato per le mie foglie, per il mio tronco, per le mie radici. Ma i parassiti più pericolosi sono i tarli, i tarli della memoria. Quelli che vorrebbero intaccare, fino a negarlo, il ricordo di Anne Frank". 

L. Levi "Una valle piena di stelle" Ed. Mondadori, 2010
Brunisa ha tredici anni e pensa che il destino le abbia fatto fin troppi dispetti: prima un nome stravagante, poi le leggi razziali di Mussolini e adesso la guerra che devasta l'Europa e mette in pericolo le vite di milioni di ebrei come lei. Suo padre, però, non si rassegna, e decide di affrontare con i suoi un viaggio clandestino per portarli oltre il confine svizzero, in una valle "piena di stelle". Ma il pericolo cresce a ogni passo e non sarà così semplice. 

E. Heuvel; R. van der Rol "La stella di Esther" Ed. De Agostini, 2009 
La stella di Esther è un fumetto ideato e prodotto dalla Fondazione Anne Frank di Amsterdam; quella di Esther è la storia di una possibile coetanea di Anne, sullo sfondo di una delle pagine più oscure della storia dell'umanità: la Shoah, il genocidio nazista del popolo ebraico. Esther visita dopo molti anni la fattoria dove si era rifugiata durante la seconda guerra mondiale per sfuggire alla persecuzione nazista. È un viaggio di scoperta e di conoscenza, alla ricerca delle persone che l'hanno aiutata e che hanno condiviso il suo destino. 

K. Levine "La valigia di Hana" Ed. Rizzoli, 2008 
Nel marzo del 2000 una vecchia valigia arriva nel piccolo museo dell'Olocausto di Tokyo, in Giappone. Sopra qualcuno ha scritto con della vernice bianca: Hana Brady, 16 maggio 1931, orfana. Chi era Hana? E che cosa le è successo? Fumiko Ishioka, la curatrice del museo, parte per l'Europa, destinazione Praga, sulle tracce di una bambina di tanti anni fa, che possedeva una valigia che è finita ad Auschwitz.

L. Levi "Che cos'è l'antisemitismo? Per favore rispondete" Ed. Piemme 2006
Durante i suoi incontri con i ragazzi, Lia Levi si è sentita rivolgere tante domande sugli ebrei, l'ebraismo e l'antisemitismo. In questo libro ne ha scelte venti tra le più significative, alle quali risponde con chiarezza e semplicità. Completano il volume la prefazione di Elio Toaff, rabbino-capo emerito della Comunità Ebraica di Roma, e una dettagliata cronologia di Luciano Tas sulla storia degli ebrei. 

C. Claudio "I fiori della tempesta" Ed. Città Aperta 2007
Una storia narrata con delicatezza, racconta dell'olocausto e della speranza della salvezza legata a una piantina di verbena, che fiorisce dopo la tempesta. Una storia ricca di illustrazioni cariche di significato e di emozioni che sottolineano la drammaticità del male e la luce della speranza.

J. Poole "Anne Frank" Ed. Emme, 2005
Il diario di Anne Frank ha appassionato e fatto commuovere milioni di persone. Anne era una bambina come molte altre, allegra, vivace, curiosa, con tanti amici e mille impegni. Ma un giorno fu costretta, per sfuggire alle persecuzioni dei nazisti, a nascondersi, con la propria famiglia, in un alloggio segreto. Fu cosi che, giorno dopo giorno, le pagine del suo diario cominciarono a custodire i pensieri e i segreti, le speranze e le paure di una giovinezza destinata a finire tragicamente.

L. Levi "Una bambina e basta" Ed. Angolo Manzoni 2005
Questo racconto è un gioiello. Ha vinto nel 1994 il Premio Elsa Morante-Opera Prima ed è molto diffuso anche nelle scuole, dove viene letto con passione. è la storia di una bambina ebrea e del suo rapporto con la madre. La piccola viene nascosta in un convento cattolico alle porte di Roma per sfuggire alla deportazione. È attratta dal Dio «buono dei cristiani e non da quello sempre arrabbiato degli ebrei», dalla sicurezza di quel mondo cattolico non minacciato, da una lieve vertigine mistica ambiguamente incoraggiata da qualche monaca, dalla speranza d'interpretare la Madonna alla recita di Natale. Ma quando è a un passo dall'abbracciare la nuova fede, interviene la madre, «tigre, leonessa, che ha poco tempo per libri e sinagoghe perché deve difendere le figlie», la loro vita ma anche la loro identità minacciata. Solo a guerra terminata potrà dire alla figlia: tu non sei una bambina ebrea, sei una bambina e basta.

T. Buongiorno "Io e Sara: Roma 1944" Ed. Piemme junior, 2003 
Isabella, detta Isa Osa, vive a Roma, in una vecchia villa piena di scale, con tante stanze misteriosa e un grande giardino. Quando conosce Sara è felice: finalmente un'amica vera, con cui condividere giochi e segreti! Sara però è ebrea, e sono gli anni difficili della seconda guerra mondiale, protette dalle mura del giardino, le due amiche inventeranno un mondo tutto loro, fatto di allegria e avventure.

R. Vander Zee "La storia di Erika" Ed. La Margherita 2003
Dal 1933 al 1945 sei milioni di Ebrei, della mia gente, furono sterminati. Fucilati, lasciati morire di fame, gassati, bruciati nei forni. Io no. Io sono nata intorno al 1944. Non so esattamente quando. Non so neanche il vero nome. Non so da dove vengo. Non so se avevo fratelli o sorelle. L'unica cosa che so, è che avevo solo pochi mesi, quando fui strappata all'Olocausto. 

L. Levi "La perfida Ester" Ed. Mondadori, 2002 
È una storia realmente successa in una scuola ebraica in Italia negli anni dal 1941 al 1943, durante le leggi antisemitiche promulgate dal fascismo e racconta le vicende accadute alla classe V B.


Età di lettura: da 10 anni 

 

E. Silvestri "Il commerciante di bottoni" Ed BUR Biblioteca Univ Rizzoli i 2017
Cioccolata contro dolore. Marmellata contro ricordi. È un metodo che funziona, lo uso anch'io quando sono triste, con i bottoni. Apro la scatola e li spargo tutti sul pavimento. Li metto in fila per forma, per colore, ogni volta mi stupisco di quanto sono diversi. Ti ricordi quando te l'ho raccontato? Dallo sguardo ho capito che sapevi di cosa parlavo. "Bottoni. Ma guarda il destino! Anche a me piacciono tanto. Ora che ci penso non te l'ho mai detto, ma ho diretto un'azienda di bottoni per anni." In questo libro, l'amicizia tra un sopravvissuto di Auschwitz e una ragazza.

 

M. Corradini “La repubblica delle Farfalle” Ed BUR Biblioteca Univ Rizzoli, 2015

Terezín si trova nella Repubblica Ceca. Nata a fine Settecento come città-fortezza, durante la Seconda guerra mondiale diventò un campo di raccolta degli ebrei destinati allo sterminio. Vi furono rinchiuse 155 mila persone. Solo 3807 tornarono a casa dai campi di Treblinka, Auschwitz-Birkenau e dagli altri lager del Reich dove furono deportate. Nel ghetto vissero circa 15 mila tra bambini e ragazzi: alla fine della guerra ne erano rimasti in vita 142. A Terezín c'era tutto: case, strade, musica, teatro. Peccato che non ci fosse la libertà. Le SS pattugliavano il ghetto giorno e notte. Si sparava, c'era sangue per le strade. Ogni tanto qualcuno cercava di fuggire e non ci riusciva, le famiglie erano separate e cercavano con ogni mezzo di restare in contatto. Ogni venerdì sera un gruppo di ragazzi si raccoglieva di nascosto intorno al bagliore di lumino per creare un giornale che fu chiamato Vedem, ovvero Avanguardia, e metteva insieme le notizie del momento: gli arrivi, le partenze verso l'ultima destinazione, ma anche poesie, disegni, interviste. Era il loro modo di lottare, di tenersi stretta la voglia di restare vivi. Molte pagine del giornale Vedem sono oggi conservate al Memorial di Terezín. Matteo Corradini è partito da quei documenti per raccontare una straordinaria forma di resistenza. 

L. Leyson, M.J. Harran, E.B. Leyson "Il bambino di Schindler" Ed. Mondadori, 2014
Un piccolo villaggio, i fratelli, gli amici, le corse nei campi, il bagno in un fiume limpido: questa è la storia vera di Leon, quella di un mondo spazzato via all'improvviso dall'invasione dei nazisti. Quando nel 1939 l'esercito tedesco occupa la Polonia, Leon infatti ha soltanto dieci anni. Ben presto lui e la sua famiglia vengono confinati nel ghetto di Cracovia insieme a migliaia di ebrei. Con coraggio e un pizzico di fortuna Leon riesce a sopravvivere in quello che ormai sembra l'inferno in terra e viene assunto nella fabbrica di Oskar Schindler, il famoso imprenditore che riuscì a salvare e sottrarre ai campi di concentramento oltre milleduecento ebrei. In questa testimonianza rimasta a lungo inedita, Leon Leyson racconta la propria storia straordinaria, in cui grazie alla forza di un bambino l'impossibile diventa possibile.

L. Levi "Il segreto della casa sul cortile" Ed. Mondadori, 2013 
1943: L'esercito tedesco entra a Roma e deporta migliaia di cittadini ebrei. La vita di Piera, già scossa dalle leggi razziali, adesso è sconvolta dalla necessità di nascondersi: nella città occupata dai tedeschi è cominciata la caccia all'ebreo, e i Segre decidono di prendere un altro nome e di confondersi con gli abitanti di un immenso palazzone. E così, tra i bombardamenti alleati e la speranza che la guerra finisca presto, Piera dovrà fingersi un'altra.


N. Terranova, O. Amit "Bruno. Il bambino che imparò a volare" Ed. Orecchio Acerbo 2012
Un bambino, ebreo. La grossa testa lo rende incerto e impacciato nei movimenti, il carattere è schivo e introverso. Curioso e attento a ogni cosa che lo circonda, è affascinato dalle eccentriche stravaganze del padre, dalle sue stupefacenti metamorfosi. Lo perderà anzitempo, ma, non volendosene separare del tutto, farà rivivere nei suoi disegni e nei suo scritti la straordinaria capacità paterna di riconoscersi e identificarsi in ogni oggetto, in ogni animale, in ogni persona. Fino a una giornata d'autunno del 1942, quando un ufficiale nazista lo ucciderà per strada, nel ghetto di Drohobycz, una piccola città della Galizia Orientale. Attraverso la scrittura commovente ed essenziale di Nadia Terranova e le suggestive immagini di Ofra Amit, un libro che ci conduce nel mondo fantastico di uno dei più grandi scrittori polacchi, Bruno Shulz, autore di "Le botteghe color cannella".

A.Leslie Gold "Mi ricordo Anna Frank" Ed. Rizzoli 2011
La storia vera di Hannah Goslar, amica d'infanzia di Anna Frank, emigrata a Gerusalemme nel 1947. Un'amicizia che parte dall'infanzia, si allenta a causa delle leggi razzia che r rubano la libertà alle due ragazze, e si riaccende quando, rinchiusa in un campo di concentramento, Hannah incontra, fatalmente la sua amica di sempre, Anna Frank.

S. Jacobson, E. Colon "Anne Frank. La biografia a fumetti" Ed.Rizzoli, 2011
È' il 1918, e l'Europa esce a fatica dall'incubo della Prima guerra mondiale. L'ebreo tedesco Otto Frank è tra i pochi "fortunati" a tornare sano e salvo al proprio Paese, una Germania terribilmente provata dall'orrore appena trascorso e afflitta dal fardello dei pesanti risarcimenti di guerra. Ma la vita è fatta per continuare, l'esistenza di milioni di individui riprende nel tentativo di annullare il ricordo della violenza: è così anche per il tenente Frank e per la moglie Edith, che nel 1 925 vivono il presente di una giovane coppia innamorata, la cui gioia potrà aumentare solo con la nascita di due splendide figlie. Nella solida famiglia Frank la dolce, pacata Margot e la più piccola e vivace Anne vivono dunque un'infanzia serena, nonostante gli intrecci della storia mondiale e gli effetti della politica nazionale rendano ogni giorno più difficile la vita di tutti. Anne è un'ignara bambina di tre anni quando il partito nazionalsocialista si fa seriamente strada nel Parlamento tedesco, e ne ha solo quattro quando Adolf Hitler viene nominato cancelliere. Non può ancora capire il nuovo incubo in cui lei e milioni di altri ebrei stanno per precipitare: l'incubo di una vita negata, della dignità fatta a pezzi e calpestata, l'orrore infinito della bestialità umana che giorno dopo giorno, ormai adolescente e costretta a nascondersi dai nazisti in un rifugio segreto, Anne descrive nel famoso diario che la renderà poi famosa come il più forte personaggio-simbolo della Shoah

D. Palumbo "Le valigie di Auschwitz" Ed. Piemme 2011 
Da una visita al campo di sterminio di Auschwitz nascono le storie, inventate ma tragicamente realistiche, di quattro bambini che nell'Europa dilaniata dalle leggi razziali vivono sulla loro pelle l'orrore della deportazione. Il libro induce il lettore, ragazzo o adulto, a riflettere su un capitolo della nostra storia che non deve essere dimenticato.

M. Gubbellini "Nessuna differenza!?" Ed.Principi & Principi, 2010
Riuscite a vedere le differenze tra i disegni e le foto? Sono le stesse situazioni, bambini che alzano le inani e bambini che salgono in treno, che indossano un giubbotto nuovo o che dormono nella loro cameretta. Simili però solo in apparenza, perché contrappongono una situazione normale e serena, che ogni bambino può incontrare oggi, nella sua vita quotidiana, ad avvenimenti orrendi che si spera e si crede non debbano più ripetersi. Situazioni a confronto, che impongono l'uso della memoria perché, come ha detto un grande poeta "... il ventre che ha partorito quel mostro è ancora gravido!" Sta a noi riconoscere, oggi come ieri, qual è la differenza!

K. Kacer "Un posto sicuro" Giunti Junior 2009
Siamo nel 1939. Edith Schwalb ha sette anni e vive a Vienna. Edith e la sua famiglia sono ebrei. Da un anno Hitler ha annesso l'Austria al Terzo Reich, e le cose per loro, come per gli altri ebrei viennesi, vanno sempre peggio: retate, controlli continui della polizia, talvolta pestaggi, minacce, e un clima di paura che si va facendo sempre più insopportabile. Un giorno, mentre Edith è a passeggio con il padre, i due vengono fermati dalla Gestapo per un controllo. Il padre si salva solo perché il giovane soldato che li ha fermati lo riconosce. L'uomo, infatti, è un famoso giocatore di calcio della città. La famiglia decide di scappare dall'Austria. Da quel momento comincia una nuova vita, fatta di fughe, amicizie, separazioni, ricongiungimenti. 

S. Kaminski; M.T. Milano "Il grande libro della Shoah. Ogni bambino ha un nome" Ed Sonda 2009
Un'originale raccolta di materiale narrativo, storico, artistico, musicale e didattico finora inedito in Italia, rielaborato con sensibilità e competenza dalle autrici, sul tema specifico della Shoah vissuta dai bambini. Oltre al racconto inedito di Lia Levi ‘Sulla luna nera un grido' e a quello di Uri Orlev ‘Il sottomarino', il volume vede la collaborazione di autorevoli studiosi come Marco Brunazzi, Alberto Cavaglion, rav Roberto Della Rocca, Anna Foa e Brunetto Salvarani, ed è arricchito dalle illustrazioni e opere d'arte di Marc Chagall, Emanuele Luzzati, Nerone (Sergio Terzi) e Valeria De Caterini. La ricostruzione, attraverso testi e immagini, del vissuto dei «bambini nella Shoah» e la presentazione e analisi di materiale finora inedito in Italia (sui ghetti di Tódz e Terezin), nonché la rievocazione di fatti, ricordi, testimonianze, canzoni e frammenti di vita quotidiana, offrono al lettore la concretezza del vissuto di allora, l'occasione per interpretare l'oggi e lo spunto per costruire il domani. 

J. Kerr "Quando Hitler rubò il coniglio rosa" Ed. Rizzoli 2009
Anna è una bambina quando con la sua famiglia deve lasciare la Germania, perché lei è ebrea e nel Paese è arrivato Hitler. Anna dovrà abbandonare la sua casa, la sua scuola, i suoi giochi... E anche il suo amato coniglio rosa. Davanti a lei e alla sua famiglia si apre un futuro incerto, paesi sconosciuti, città nuove. Ma cambiare vita può anche diventare una bella avventura, se si sta tutti insieme.

G. Levi "1940-1945 Gioele, fuga per tornare" Ed. Fatatrac 2007
Un viaggio a ritroso nel tempo, basato su documenti originali e su frammenti di memoria, dove l'autore Giulio Levi, trova la forza di ritornare alla sua infanzia per raccontare ai bambini di oggi, la storia della sua famiglia. 
Il padre di Gioele, protagonista di questo racconto, viene espulso dall'ospedale dove lavora e l'intera famiglia è costretta a fuggire in Svizzera, un viaggio lungo fatto di brevi soste e improvvisi spostamenti, di campagne e città sconosciute, di campi profughi. Gioele non capisce perché la sua famiglia è costretta a queste partenze precipitose, anche perché i genitori per difenderlo riescono a nascondergli la realtà dei fatti, le leggi razziali, la guerra e la morte dei parenti nei campi di concentramento. Gioele è tra i fortunati che ritornano, e ritrova con gioia la sua casa e i suoi giochi. Ma questo, si chiede e ci chiede lo scrittore, può essere considerato un lieto fine? Un racconto emozionante che riesce a far sorridere nonostante il pesantissimo contesto nel quale è inserito.

J. Spinelli "Misha corre" Ed. Mondadori, 2004 
Lo hanno chiamato ebreo. Zingaro. Ladro. Nanerottolo. Sporco figlio di Abramo. È un ragazzo che vive nelle strade di Varsavia. Un ragazzo che ruba cibo per se stesso e per gli orfani. Un ragazzo che crede nel pane, nelle madri, negli angeli. Un ragazzo che sogna di diventare uno Stivalone, con alti stivali lucidi e un'aquila scintillante sulla visiera. Finché un giorno succede qualcosa che gli fa cambiare idea. E quando davanti al cancello del ghetto si fermano i carri merci che porteranno via gli ebrei, è un ragazzo che scopre come, sopra ogni altra cosa, sia più sicuro non essere nessuno.

J. Reiss "La stanza segreta" Ed. Piemme 2003
Quando nel 1940 la Germania occupa l'Olanda, Annie è solo una bambina, e non capisce perché i suoi amici non vogliono più giocare con lei. Sarò colpa di quelle assurde leggi contro gli ebrei? Da un giorno all'altro Annie e sua sorella sono costrette a scappare di casa e a nascondersi. Chiuse in una stanza segreta, con la paura costante di essere scoperte, Annie e Sini creano un mondo tutto loro, fatto di fantasia, di piccole cose e di grandi sogni.

Ultimo aggiornamento gennaio 2017

 

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I bambini nascono per essere felici. I diritti li aiutano a crescere

Il termine "diritto", sempre più presente nel nostro vocabolario comune, è alla base del nostro vivere, per questo è fondamentale che anche i più piccoli ne conoscano il significato, che siano consapevoli che in quanto bambini, hanno dei diritti propri, perché anche "da grandi" ne siano veri promotori.

Le parole di Vanna Cercenà e le immagini di Gloria Francella danno qui una reinterpretazione della "Convenzione sui Diritti dell'Infanzia approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall'Italia con legge del 27 maggio 1991 n. 176 depositata presso le Nazioni Unite il 5 settembre 1991".

Data la complessità del testo originale, gli articoli sono stati raggruppati in temi principali: da quelli a carattere più generale a quelli più specifici su identità, famiglia, partecipazione, educazione, protezione, salute, informazione, controllo dell'attuazione. Ognuno di questi argomenti viene sviluppato puntualmente con il riferimento agli articoli - spiegati con termini semplici e comprensibili – e una divertente e arguta filastrocca, di cui le immagini, coloratissime e ricche di particolari, sono il perfetto complemento visivo.

Come gli altri libri-gioco della collana Carte in Tavola, seguendo la numerazione delle schede, si affiancano le immagini fino a formare un'unica grande tavola illustrata: un grande albero su cui "sbocciano" le rappresentazioni dei 20 diritti riportati sul retro.

TEMI TRATTATI: diritto, famiglia, identità, multiculturalità, informazione, gioco, disabilità, salute, uguaglianza, pace, scuola, libertà, genitorialità, Stato.


La bambina che mangiava i lupi

E' la storia di una bambina di nome Bambina, che aveva una gallina di nome Gallina e che viveva in una casetta in cima a un albero di un bosco.

D'inverno Bambina aveva così tanta fame da mangiare i lupi. Così che la favola di Cappuccetto Rosso viene ribaltata; nel bosco si sparge la voce che c'è una bambina che mangia i lupi e sono i lupi ad avere paura dei bambini.

Bambina infine diventa essa stessa un lupo, troppi avendone mangiati.
(E dunque non abbiate paura dei lupi, bambini. Dentro di loro batte il cuore di Bambina).

Per bambini di età 3-6 anni

autore: Vivian Lamarque

editore: Emme Edizioni (collana Prime Letture)

L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento

Non sono più rami storti da raddrizzare e nemmeno vasi da riempire i nostri ragazzi che frequentano le scuole, siano esse primarie, secondarie o università . L’insegnante deve recuperare il ruolo che è indicato nella stessa etimologia  della parola “insegnare”, lasciare un segno, un’impronta importante nell’allievo, svincolandosi dal contenuto del sapere, per trasmettere l’amore per il sapere. 

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