Leggiamo insieme

Nell'ambito del progetto Nati per leggere, la scuola materna di mia figlia ha organizzato dei momenti di lettura coinvolgendo noi genitori. Ognuno di noi in pratica si è reso disponibile a recarsi a scuola in un orario concordato con le maestre, per poi leggere alla sezione frequentata dal proprio bambino un breve racconto o una filastrocca. Avevamo la possibilità di scegliere se portarci un libro da casa o se utilizzarne uno della biblioteca della scuola.
È stato bello starsene accovacciati lì, con questi bambini che prima erano seduti ad una distanza ragionevole e che alla fine praticamente tenevo tutti in braccio, e qualcuno sulle spalle!
Ho cercato di coinvolgerli modificando il tono e l'impostazione della voce, o chiedendo a loro in certi momenti di rispondermi modulando la loro o muovendosi in certi modi. Si sono create confidenza e complicità e questo ha migliorato ancor di più il rapporto tra i bambini all'interno della classe!

Presa dell'entusiasmo di questa esperienza, anche le letture casalinghe si sono un po' animate e mi hanno aiutato moltissimo due libri.
Il primo è di uno dei più noti scrittori per bambini, Gianni Rodari, ed il titolo è "A sbagliare le storie", storia di un nonno poco attento che racconta a modo suo Cappuccetto Rosso ad un nipotino invece molto preparato, che continuamente lo corregge! Ed ecco il lupo trasformarsi in giraffa e cavallo, il cappuccetto prendere tutti i colori tranne il suo… Leggerlo enfatizzando gli errori del nonno, (anche gli adulti sbagliano!), ha fatto si che io abbia coinvolto oltre che la figlia cinquenne anche il figlio novenne!
Il secondo è un volumetto che ho trovato per caso grazie a internet e mi ha entusiasmato, "Esercizi di stile su cappuccetto rosso" di David Conati, dove di volta in volta la storia di Cappuccetto Rosso viene riletta e riscritta sotto forma di telegramma, bugiardino,opuscolo di viaggio. 
L'edizione straordinaria con collegamento in esterno e dichiarazione del cacciatore eroe del giorno è stata apprezzata da entrambi, il bollettino medico sulle condizioni del lupo ricoverato con un lungo taglio all'addome nel quale sono state ritrovate tracce di frittelle di mele, un cappuccio rosso ed il bottone di una camicia da notte della nonna, ha colpito la piccola mentre il grande si è sbellicato alla versione radiocronaca sportiva letta in modalità "cardiopalma"alla Giampiero Galeazzi.

Questo esercizio si può rapportare naturalmente ad ogni storia, basta usare la fantasia e magari coinvolgere i bambini con un testo che loro già conoscono ed amano per fargliene cogliere i diversi aspetti.
I bambini più piccoli apprezzeranno il tempo dedicato loro mentre i quelli più grandi o i ragazzi, possono cogliere spunti per ampliare i loro orizzonti, per imparare ad apprezzare la diversità, per raccontare in modo diverso le storie,o per valutarne i diversi punti di vista, per trovare il proprio modo di esprimersi e raccontare, comprendendo che leggere e scrivere possono essere un gioco divertente. 
In fondo Edoardo Bennato cantava "ogni favola è un gioco" e "giocando si impara", sempre!
Scritta così sembra facile lo so, a me da sempre piace leggere e scrivere, poi la predisposizione dei bambini o l'ambiente in cui ci si appresta a leggere possono condizionare la "riuscita" del gioco, e poi come fare per riuscire anche quando non si è particolarmente di buon umore? Nel caso della scuola materna di mia figlia eravamo nell'aula adibita a biblioteca che è davvero molto carina ed accogliente, a casa o ci mettiamo tutti insieme sul lettone oppure butto i cuscini per terra e ci sediamo lì vicini, e per una volta, alla stessa altezza, per guardarci negli occhi, perché siamo uguali, io sono l'adulto e loro i bambini certo, ma davanti ad un libro, quando ci immedesimiamo nei personaggi, nell'atmosfera, quando ci emozioniamo o ci impauriamo siamo proprio uguali, e si vede dai nostri occhi, dall'espressione del nostro volto, che può diventare buffa o serissima, dipende solo da quanta voglia di giocare abbiamo!

È bene che i bambini riconoscano le emozioni, belle o brutte, positive o negative, e le sappiano affrontare imparando proprio da questi momenti in cui noi siamo accanto a loro e cerchiamo di "accompagnarli"!
Di solito succede che il mio umore migliori, perché i bambini riescono sempre a scoprire quel particolare che a noi adulti invece sarebbe sfuggito, riescono sempre a farti vedere il mondo con i loro occhi ed il loro entusiasmo, bisogna solo riscoprirsi ed emozionarsi, lasciarsi prendere per mano, mettersi completamente a loro disposizione: piano piano per i piccoli lettori aumenteranno anche il tempo e la capacità di attenzione, miglioreranno la comprensione e la memorizzazione e allora saranno pronti, pronti per un pomeriggio in biblioteca o in libreria. 
Ma questa è un'altra "avventura"…

Per approfondire: Nati per leggere,

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Le streghe

Un racconto inquietante che vi farà sapere chi sono le vere streghe.

Non quelle delle fiabe, sempre scarmigliate e a cavallo di una scopa, ma quelle elegantissime, somiglianti a certe signore che probabilmente già conoscete.

Come fare a individuarle?

Bisogna stare attenti a chi porta sempre i guanti, a chi si gratta la testa, a chi si toglie le scarpe a punta sotto il tavolo e a chi ha i denti azzurrini, perchè tutto ciò serve a nascondere gli artigli, i crani calvi, i piedi quadrati, la saliva blu mirtillo: tutti segni distintivi delle vere streghe.

Sapendo questo potrete evitare di venir trasformati in topi!

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illustrazioni: Quentin Blake

editore: Salani Editore

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