Il diritto di crescere

La morte di quattro bambini Rom in una tendopoli della capitale lascia sbigottiti, addolorati e, sopra ogni cosa, indignati. 
Arsi vivi in quel mondo fatiscente al quale ancora oggi noi permettiamo di esistere. 
Chiediamoci allora del valore che diamo alla vita e a quelle esistenze che troppo spesso abbiamo la tentazione di catalogare di serie B: vuoi perché delinquono, vuoi perché urtano i nostri modelli condivisi, vuoi perché sono altro da noi. 

E allora proprio oggi che piangiamo questi bambini, bambini e basta, ci ritroviamo anche a piangere - triste ironia della sorte o messaggio alle nostre coscienze? - colui che ha dato tanto al mondo dell'infanzia nei suoi preziosi e lunghi 98 anni di vita. 

Oggi più che mai ci manca Giovanni Bollea, padre della neuropsichiatria infantile italiana e "padre" dei bambini del mondo. 
E forse può farci bene ricordarlo anche attraverso la morte di queste quattro innocenti creature. 

Anche di questi bambini Giovanni Bollea avrebbe detto che i loro occhi erano colmi di bisogni, desideri e persino sogni; che avevano diritto di vivere e di viverli, che nella loro semplice esistenza c'era il sacrosanto diritto di esprimere la loro unica e insostituibile vita, la loro unicità. 
Giovanni Bollea avrebbe rimproverato la nostra umana miseria nel permettere che questi bambini avessero negato il loro diritto di crescere: sani e integri nei loro bisogni. 
Un monito affinché mai, nella mente di nessuno, possa farsi strada il pensiero che nelle nostre città possano esserci bisogni e diritti di bambini da tutelare, e bisogni e diritti di bambini sui quali permetterci di non vedere. 

Grazie Prof. Bollea!

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Il Segreto dei Bambini Felici

“Perché tanti adulti sono infelici? Pensate a tutte le persone che conoscete, che hanno problemi come la mancanza di fiducia in se stesse, oppure l’incapacità di prendere decisioni, o di rilassarsi, o di fare amicizia. D’altronde spesso si rimane colpiti dall’allegria e dall’ottimismo che alcune persone dimostrano costantemente. Per quale ragione, dunque, alcuni individui sono più sereni e più equilibrati di altri, nonostante le avversità?

Semplicemente, l’infelicità di molte persone deriva da un condizionamento. Durante l’infanzia, queste persone sono state inconsapevolmente condizionate all’infelicità e durante l’età adulta si sono comportate di conseguenza. Leggendo questo libro scoprirete forse che, senza volerlo, state ipnotizzando i vostri figli in maniera tale da indurli a disprezzare se stessi e state creando così, in loro, molti problemi che forse li affliggeranno per tutta la vita. Nondimeno ciò non è affatto inevitabile. Potete insegnare ai vostri figli ad essere ottimisti, affettuosi, valenti, felici e ad avere la possibilità di condurre una vita lunga e prospera.”

Un manuale che darà ai genitori più fiducia in se stessi, rendendoli più forti, più capaci di amare, più rilassati e... più felici.

autore: Steve Biddulph - Illustrazioni A. Stomann

editore: Tea Libri

Flicts

Flicts è un colore triste e solitario perché nessuna cosa intorno ha quel colore e nessuno vuole giocare con lui. Flicts non è rosso, non è giallo, non è verde, non è blu. Il sole è giallo, il cielo è azzurro, i fiori sono rossi, arancioni, rosa. Ma niente è flicts. Nessun colore lo invita a fare il girotondo, tutti hanno da fare quando lui li cerca. Finché non scopre che .... la luna è flicts. Pochi hanno visto il vero colore del suolo lunare, ma Armstrong, il primo astronauta che ha messo piede sul nostro satellite, garantisce che la luna ha quel colore, con tanto di autografo. 

Un librino bello, colorato. Flicts in realtà è una specie di ocra, colore forse "normale" per noi, ma ogni bimbo in realtà si sente un po' flicts, a volte. Vorrebbe essere uguale agli altri e invece è diverso. Le chiavi di lettura sono tante e secondo me ha una poeticità semplice ma commovente.

Alves Pinto Ziraldo è tra i più conosciuti autori per l'infanzia in lingua portoghese.

Consigliato per l'età prescolare. 

autore: Alves Pinto Ziraldo

editore: Editori Riuniti

Io sono Malala. La mia battaglia per la libertà e l'istruzione delle donne

Malala Yousafzai è una ragazza nata in Pakistan nella valle dello Swat. Nel libro descrive con orgoglio la bellezza della sua terra: la natura meravigliosa, la bellezza delle montagne e delle sue acque; racconta con sguardo attento anche la storia del suo paese e del suo popolo: i Pashtun, suddivisi in varie tribù sparse nel Pakistan e nell’Afghanistan dove l’ospitalità e l’onore sono i valori fondamentali. Malala ci racconta della sua famiglia, di suo padre e di sua madre che si sono sposati per amore e non attraverso un accordo stipulato dalle rispettive famiglie.

Il padre, in particolare, figlio di un Imam insegnante di teologia, è un padre diverso dagli altri che usano violenza contro le loro mogli. Suo padre condivide ogni scelta di vita con la propria moglie. Anche il nome Malala fu scelto da lui perché era il nome di un’eroina afghana che nel 1880 incitò le truppe del suo paese che stavano per essere sconfitte dall’esercito inglese: innalzò una bandiera afghana, venne uccisa, ma il suo coraggio servì a vincere una sanguinosa battaglia.

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