Diciamo basta!

Rabbia, frustrazione, delusione.
Sono questi i sentimenti che ho provato, e che mi hanno fatto provare alcuni colleghi di lavoro l'altro giorno, quando senza farsi scrupoli si sono messi a parlare davanti a me, di culi e di tette, di tette e di culi.

Ho cercato, invano, di contenermi e di trattenere ciò che stavo pensando di loro in quel preciso momento, ma è stato più forte di me, ed ho detto: Basta!.
Ovviamente, non ho ottenuto nessun risultato nei confronti dei miei interlocutori, che anzi si sono offesi e sono andati via inviperiti, perché secondo loro era "ovvio" che stavano scherzando.

Il risultato più grande che ho ottenuto però, è stato quello avuto nei miei confronti, perché questo piccolo diverbio mi ha molto sconvolta, aprendo dentro di me una serie di dubbi e preoccupazioni che non credevo di avere.

Sono tornata a casa, continuando a riflettere su ciò che era successo, ma più riflettevo, più cercavo di capire il perché di questo loro comportamento, più mi addentravo dove non avrei mai voluto entrare; per la prima volta ho sentito di far parte del mondo delle donne, e mi sono sentita persa.

Ma perché nessun'altra dice basta?
Perché continuiamo a lasciare che le cose vadano cosi?

Bambine che già ad otto anni sperano che da grandi faranno le veline e sposeranno un calciatore, ragazze che vendono i loro corpi e di conseguenza se stesse perché le due cose NON possono essere separate, per una ricarica del cellulare, donne che stanno in silenzio ed accettano.
È cosi, noi accettiamo, ed anzi siamo entrate a far parte del grande gioco degli uomini, pensando che l'unico modo per essere ascoltate, essere viste sia quello di spogliarci, di conformarci ad uno stile estetico che non ci appartiene, perdendo cosi la nostra unicità.

È proprio della perdita di unicità che parla Lorella Zanardo nel suo "Il Corpo delle Donne", in particolare esamina, cercando di definirlo, il ruolo delle donne all'interno della televisione.
E anche qui i risultati non sono per nulla incoraggianti, si sofferma poco su una cosa che secondo me è vera ed è preoccupante: oramai guardiamo noi stesse con occhi maschili, e automaticamente cerchiamo di modellare il nostro corpo con forme che non ci appartengono, tendiamo ad uniformarci.

Così però perdiamo tutto.

Allora basta, basta dare più importanza all'apparenza piuttosto che all'essere, basta sentirci inadeguate, basta con questo silenzio mortificante.
Dobbiamo metterci in testa che senza rispetto nei confronti di noi stesse non possiamo aspirare al rispetto di chi ci sta intorno.

Flavia Giuliano (21 anni) per Officina Genitori

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Una sorellina per Paolino

Presto mamma coniglio avrà un piccolo e tutti sono felici...

Tutti tranne Paolino. Il suo amico Robi l'ha avvertito: i neonati sono una vera catastrofe e Paolino, a dire il vero, preferirebbe avere un criceto, piuttosto che un bebè.

Ma, quando nasce la sorellina, cambia tutto...

Una storia piena di umorismo e tenerezza che parla dei dubbi e delle paure di tutti i bambini, quando arriva a casa un fratellino.

Età consigliata: dai 3 anni.

 

autore: Brigitte Weninger, Éve Tharlet (traduzione di L. Battistutta)

editore: Nord-Sud

Il ritmo del corpo. Muoversi con consapevolezza

Un libro e un percorso sulla consapevolezza del sé, per sintonizzare il proprio corpo e la propria mente con i ritmi interiori e con quelli dell’ambiente che ci circonda attraverso la pratica costante, perseverante e umile del Daoyin Yangshen Gong, la forma del qi gong diffusasi in Cina negli anni 70 al fine di migliorare la salute e acquisire longevità.

Gli autori del libro, uno insegnante di qi gong e operatore tuina e l’altra fondatrice dell’Associazione Culturale ”Centro per lo Sviluppo Evolutivo dell’Uomo”, raccontandoci la propria esperienza personale maturata da contesti diversi, ci conducono passo dopo passo e con estrema chiarezza in questa dimensione caratterizzata da esercizi fisici armonici e rilassanti di estremo beneficio per la nostra salute, ma anche e soprattutto funzionali ad un recupero della capacità del nostro corpo-mente di ascoltarsi lasciando scorrere le energie vitali.

Leggi tutto...

Il bambino arrabbiato. Favole per capire le rabbie infantili.

“Una rabbia infantile cela il più delle volte una situazione di conflitto e di sofferenza psicologica. Quando un genitore si trova di fronte a tali manifestazioni spesso si sente in un tunnel: vede che il piccolo sta male ma non riesce a individuare i reali motivi che si nascondono dietro il disagio e la sofferenza del proprio figlio.

Se riusciamo a capire che un bambino si arrabbia perché sta soffrendo per qualcosa che impedisce il suo naturale processo evolutivo, è più facile anche per noi adulti cercare dentro di noi delle strade diverse per aiutarlo a sciogliere i suoi nodi.

Attraverso l’uso di favole, che prendono spunto da storie reali, questo libro offre alcuni suggerimenti per aiutare gli adulti a comprendere meglio le rabbie infantili.” 

 

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)