Carnevali storici

Dal punto di vista storico il carnevale è un periodo di festa e di rinnovamento durante il quale il caos va a sostituire l'ordine quotidiano, ordine che però, una volta terminata la festa, riemerge nuovo, rinnovato e garantito per un ciclo valido fino all'inizio del carnevale seguente.
Il carnevale è ricco di significati mitologici: è un passaggio aperto tra gli inferi e la terra abitata dai vivi, le anime perché non diventino pericolose devono essere onorate ed ecco perché si prestano loro le maschere, corpi temporanei che fanno sì che chi le indossa assuma le loro caratteristiche soprannaturali.
Il fraternizzare delle forze soprannaturali con i vivi crea un nuovo regno della fecondità, l'arrivo della Primavera è la rinascita della terra; il tempo e l'ordine cosmici prima sconvolti dal carnevale si ricostituiscono tramite il rituale del funerale che spesso culmina con il falò del Re carnevale rappresentato da un fantoccio.

Nel XV e XVI secolo, a Firenze i Medici organizzavano grandi mascherate su carri, chiamate trionfi e accompagnate da canti e balli di cui anche Lorenzo il Magnifico fu autore. Celebre è il ‘Trionfo di Bacco e Arianna' scritto proprio da Lorenzo il Magnifico. Nella Roma del governo papalino si svolgevano invece la ‘corsa dei barberi' (cavalli da corsa) e la gara dei moccoletti accesi che i partecipanti cercavano di spegnersi reciprocamente.

Il martedì grasso ha invece un'origine cattolica e rappresenta la fine del carnevale e l'inizio della Quaresima, periodo di penitenza e digiuno. La tradizione vuole che in questa giornata si consumino tutti i cibi più prelibati rimasti in casa come carne, pesce e uova, cibi che nei successivi quaranta giorni non possono essere consumati.
Un appunto a parte va alla diocesi di Milano ed al rito ambrosiano secondo il quale la Quaresima inizia la domenica successiva, pertanto la conclusione del carnevale ambrosiano è posticipata al sabato grasso.

Il carnevale di Venezia, conosciuto per la bellezza dei costumi inizierà il 19 febbraio e terminerà l'8 di marzo , il tema di quest'anno è "Ottocento" , e sarà un carnevale combattuto tra suggestioni romantiche e fermenti risorgimentali, eleganza in redingote e cilindro o in bustino e crinoline. 

Il carnevale di Viareggio 
è caratterizzato dai carri allegorici più o meno grandi che inizieranno a sfilare a partire dal 20 febbraio e sui quali troneggeranno come da tradizione enormi caricature in cartapesta di uomini famosi nel campo della politica, della cultura o dello spettacolo, i cui tratti caratteristici, specialmente quelli somatici, vengono particolarmente sottolineati con satira ed ironia.

Lo storico carnevale di Ivrea,
è invece molto conosciuto per il suo momento culminante della Battaglia delle Arance. L'intero carnevale rappresenta la rivolta dei cittadini per la libertà dal tiranno della città, probabilmente Raineri di Biandrate, ucciso dalla Mugnaia su cui si apprestava ad esercitare lo jus primae noctis. Fu quell'evento a innescare la guerra civile rappresentata dalla battaglia tra il popolo e le truppe reali che viene rievocata durante il carnevale, dove le squadre di aranceri a piedi (il popolo) difendono le loro piazze dagli aranceri su carri (l'esercito) a colpi di arance a rappresentare le frecce, mentre tra le vie della città sfila il corteo della Mugnaia che lancia dolci e regali alla popolazione. 

La Puglia è una delle regioni italiane che vede un gran numero di eventi legati al carnevale, famoso il carnevale di Putignano, quello di Gallipoli e il carnevale Dauno di Manfredonia.

Famoso invece in Sicilia il carnevale di Sciacca , tradizionalmente aperto da Peppe Nappa, maschera commediale di un servitore pigro e beffardo, capace però di salti ed acrobazie degne di un funambolo, personaggio goloso che staziona abitualmente nei pressi della cucina patronale annusandone i deliziosi profumi emanati.

A questi link potete trovare:

Un excursus sul carnevale dalle origini ad oggi 
Tante idee per mascherarsi e per divertirsi 

Viva i coriandoli di Carnevale,
bombe di carta che non fan male…
Guida l'assalto, a passo di tarantella,
il generale in capo Pulcinella.
Cessata la battaglia, tutti a nanna. 
Sul guanciale
spicca come una medaglia
un coriandolo di Carnevale.

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Mi hanno ucciso le fiabe. Come spiegare la guerra e il terrorismo ai nostri figli.

Durante l'osservazione del comportamento di alcuni bambini del suo Centro giochi di Masal, l'autrice - nota psicoterapeuta, rimane impressionata dalla seguente conversazione: "Secondo me dovrebbero dare il permesso agli americani di usare la bomba atomica così ne sganciano una su Bagdad ed è finita la guerra". Un'altro bambino risponde "Io penso che sia sbagliato perchè se butti una bomba atomica su Bagdad uccidi tutta la gente e poi anche...come si chiama..Aladino. Così uccidono tutte le nostre fiabe e non ci sono più fiabe". Dialogo surreale che mette in evidenza un problema molto serio: guerre, massacri di innocenti, armi chimiche, attacchi kamikaze ed eventi naturali incontrollabili: le notizie dei disastri colpiscono grandi e piccini e nessun mass media riserva spazi a loro adeguati per aiutarli ad impadronirsi della realtà.

In questo libro Masal Pas Bagdadi ha intervistato bambini e fermato i loro pensieri e le loro emozioni ma soprattutto ci insegna a stare loro vicini, a rassicurarli e a decodificare le loro paure sui grandi temi della guerra e della distruzione. Ci dice come dirglielo e cosa dirgli, cosa fargli sapere e cosa non fargli vedere, ci mette in guardia contro le difficoltà che si possono incontrare e ci suggerisce come affrontarle.

Un libro per entrare in sintonia con i propri figli, per comprendere i loro ragionamenti e percepire le realtà che possono provvedere al loro fondamentale bisogno di sicurezza.

autore: Masal Pas Bagdadi

editore: Franco Angeli

 

La vera storia del pirata Long John Silver

La biografia - raccontata in prima persona - di Long John Silver, il temibile pirata con una gamba sola dell'Isola del Tesoro, fatto sparire da Stevenson nel nulla che riappare ora vivo e ricco in Madagascar intento a scrivere le sue memorie.

E così ci si ritrova - adulti - a leggere una storia di pirati, con lo stesso gusto con cui lo facevamo da bambini, sognando ancora di porti affollati di vascelli, taverne fumose, tesori, arrembaggi, tempeste improvvise.

Ma non c'è solo questo, c'è anche la scoperta del mondo all'epoca della pirateria, i legami con il commercio ufficiale, le condizioni atroci dei marinai, i soprusi dei capitani, il codice egualitario dei pirati, le loro efferatezze e quelle contro cui si ribellavano.

 

Un grande affresco di un'epoca e di un mondo che ha sempre affascinato grandi e piccoli.

autore: Larsson Björn (traduzione K. De Marco)

editore: Iperborea

Il banchiere dei poveri

Muhammad Yunus vive in uno dei paesi più poveri del mondo. Ad arginare gli effetti devastanti delle calamità naturali, della malnutrizione, della povertà strutturale, dell'analfabetismo e della alta densità di popolazione, in Bangladesh, non sono bastati i trenta miliardi di dollari degli aiuti internazionali.

E' difficile, quindi, immaginare che l'Occidente abbia qualcosa da imparare da questo paese. Eppure, è nata qui la Grameen Bank e con essa un'idea per far sparire la povertà dalla faccia della terra. Il professor Yunus ha trovato il modo, accordando minuscoli prestiti ai diseredati della terra, di fornire al 10% della popolazione - bengalese (dodici milioni di persone) gli strumenti per uscire dalla miseria, e di trasferire poi la sperimentazione del microcredito dal Terzo mondo ai poveri di altri paesi.

La banca presta denaro, a tassi bonificati, solo ai poverissimi: in questo modo coloro che non potevano ottenere prestiti dai tradizionali istituti di credito (e sono state in maggioranza donne) vengono messi nella condizione di affrancarsi dall'usura, di allargare la propria base economica e di prendere in mano il proprio destino. 

Segnaliamo un articolo su Muhammad Yunus scritto dalla redazione di Officina Genitori

autore: Muhammad Yunus
editore: Feltrinelli