Le delizie del carnevale

Come stelle filanti, anche le ricette nate per festeggiare il Carnevale corrono lungo tutta l'Italia.

Eccone alcune:

Dal Veneto
I Galani di Patty
Ingredienti:
3 uova 
1/2 hg burro 
3 cucchiai pieni di zucchero 
2 cucchiai di latte 
1 cucchiaino raso di sale 
1 tazzina da caffè di grappa possibilmente non abboccata 
6/7 hg di farina 

Sciogliere a bagnomaria burro, zucchero, latte e sale. 
In una terrina fare la fontana con parte della farina e romperci le uova, fare una pastella 
aggiungere il bagnomaria, mescolare bene, aggiungere la grappa e impastare cominciando a mettere la farina avanzata (la pasta sarà  pronta quando avrà  la consistenza di pasta da tagliatelle). 
Tirare la pasta sottile, tagliarla a rettangoli 5x10 cm ca con la rotella zig-zag, friggere in olio bollente fino a leggera doratura 
Appoggiare su carta assorbente e cospargere di zucchero a velo. Se si tira la pasta più spessa si possono farcire con la mostarda, come dei ravioli e poi friggerli.


Da Venezia 
Le Fritole (Fritoe ) 
La fritola veneziana è quella piccola, con l'uvetta nell'impasto e rigorosamente non farcita con creme o zabaione
Ingredienti:
500 gr di fior di farina 
2 bicchieri di latte 
130 gr di uvetta sultanina 
80 gr di zucchero 
40 gr di lievito di birra 
2 bicchierini di grappa 
scorza grattugiata di un limone 
sale 
un pizzico di cannella in polvere 

Si pulisce bene l'uvetta e la si mette in ammollo nella grappa. Si diluisce il lievito in mezzo bicchiere di acqua tiepida e, in una capace terrina, si versa il fior di farina incorporando bene il latte, lo zucchero, la scorza di limone, il pizzico di cannella e il sale. Si mescola bene il tutto col fido cucchiaio di legno e si uniscono il lievito di birra e l'uvetta sultanina con la grappa restante. Si amalgama il composto, che deve presentarsi alquanto morbido. Si copre la terrina con un panno e si mette a riposare per cinque ore in luogo tiepido. Dopo questo periodo la lievitazione è completa e, se l'impasto risultasse troppo asciutto, si aggiunga un po' di latte o d'acqua.
Si riscalda bene l'olio in una padella e vi si versano cucchiaiate di composto distanti l'una dall'altra, rimestando nella terrina perché l'uvetta non rimanga sul fondo. Si fanno dorare le frittelle da entrambe le parti senza farle bruciare. Si tolgono appena hanno raggiunto una bella colorazione nocciola. Si posano sulla carta assorbente per liberarle dall'unto eccessivo e si spolverano con lo zucchero a velo (ma anche con quello comune, se si preferiscono "rustiche"). Si mettono con grazia sul piatto di portata e non rimane altro da fare che mangiarle. 
(di Espedita Grandesso "Magna e bevi che la vita xe un lampo! " )


In Toscana 
Le Frittelle di Riso di San Giuseppe
Ingredienti:
Riso 350 g. 
Latte 1 litro 
Zucchero 3 cucchiai 
Lievito 1 bustina 
Farina 50 g. 
Uova 2 
Sale 1 pizzico 
Zucchero a velo quanto basta 
Olio per friggere 

Cuocere il riso nel latte, aggiungendo un pizzico di sale. Dopo lasciatelo raffreddare in una larga zuppiera. Unite pian piano la farina, il lievito, i tuorli e gli albumi già montati a neve.Mescolate continuamente per non lasciare che si formino grumi. Preparate delle palline con le mani, passatele nella farina e friggetele in abbondante olio bollente. 
Dopo averle scolate con un mestolo forato, sistematele su carta assorbente; spolverizzatele con lo zucchero a velo e servirle molto calde.
Si possono anche aromatizzare con dei fiori di arancio o si può aggiungere dell'uvetta candita.


Nelle Marche
La Cicerchiata
Ingredienti:
300 g di farina bianca 
150 g di mandorle tostate 
3 uova 
1 limone non trattato 
1/2 bicchierino di cognac 
miele fluido millefiori 
strutto 

Impastate la farina con le uova sbattute con il cognac, aromatizzate con la parte gialla della scorza del limone grattugiata. Formate dei bastoncini con l'impasto e friggeteli nello strutto bollente. Fate assorbire il grasso in eccesso su carta assorbente. Metteteli in una ciotola, spolverizzateli con le mandorle e coprite di miele, rimestando col cucchiaio di legno. Stendete su un piatto e mettete al fresco. 
Abbinamenti con il vino: Suggerito l'abbinamento con il mistrà.
Cenni storici e geografici: Il nome di questo dolce deriva dalla cicerchia, anche se con i ceci non ha nulla a che vedere se non l'aspetto. 


A Roma
dalle Frappe
Ingredienti:
400 gr di farina 
50 gr di burro 
50 gr di zucchero 
2 uova intere 
1/2 bicchiere di cognac 
pizzico di sale 
q.b. di zucchero a velo 
q.b. di olio (per friggere
Setacciare la farina sul piano di lavoro. Formare un buco e disporvi al centro le uova, lo zucchero, il burro fuso (ma tiepido), un pizzico di sale ed il cognac. Lavorare il composto fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo quindi stendere una sfoglia e con il tagliapasta ricavare delle striscioline. Friggere le striscioline in abbondante olio bollente, scolarle e farle asciugare su della carta da cucina. Quando si saranno raffreddate spolverarle con lo zucchero a velo. 


e alle Castagnole!
Ingredienti:
4 uova 
400 gr di farina 
50 gr di zucchero 
100 di burro 
1 bicchiere di rhum 
1 scorza grattugiata di limone 
2 dl e 1/2 di olio (d'oliva) 
100 gr di zucchero a velo 
1 pizzico di sale 

Impastate la farina, le uova, il rhum, il burro precedentemente fuso, la scorza grattugiata del limone e un pizzico di sale. 
Ottenuto un impasto né¨ troppo morbido né¨ troppo duro, preparate delle palline della grandezza delle castagne, e mettetele a friggere in molto olio. 
Appena le palline si saranno sgonfiate, scolatele su carta assorbente e cospargetele di zucchero a velo.


A Napoli: 
Non solo Zeppole 

Per la pasta:
6 uova
300 gr di farina
50 gr di burro
½ litro di acqua
zucchero a velo

Per la crema pasticcera:
50 cl di latte
2 uova
100 gr. di zucchero
80 gr di farina
1 limone

olio per friggere
confettura di amarene o amarene sciroppate

Versare in una pentola l'acqua con il burro e il pizzico di sale, accendete il fuoco a fiamma media, quando l'acqua comincerà a fare le prima bollicine, ma non a bollire, versatevi la farina setacciata tutta insieme e mescolate energicamente per 10 minuti con la frusta fino a quando il composto non si staccherà  dai bordi della pentola.
Spegnete il fuoco e aggiungete le 6 uova, uno alla volta sempre girando con forza ed eventualmente con una frusta elettrica finché si sarà amalgamato tutto il composto. Lasciate riposare per 20-25 minuti.
Preparate ora la crema pasticcera: lavorate in un recipiente lo zucchero con i tuorli di 2 uova fino ad ottenere un composto bianco e spumoso. Aggiungete la farina setacciandola con un colino per non formare grumi, il latte e due pezzetti di buccia di limone. Mettete il recipiente su fuoco a fiamma media e addensate la crema senza far bollire, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Togliete le bucce di limone e lasciate raffreddare.
Procedete alla frittura delle zeppole: riempite di olio per friggere una casseruola dai bordi alti, in quanto le zeppole devono essere immerse completamente nell'olio altrimenti non si gonfiano. Mettete la casseruola sul fuoco a fiamma media. riempite di pasta una siringa da pasticcere con la bocca larga e premete il composto in un piattino da caffè unto di olio, dandogli la forma di una ciambella.
Lasciate scivolare una zeppola alla volta nell'olio ben caldo, ma non fumante e cuocetela fino a quando si gonfierà . Alzate leggermente la fiamma per farla colorire, poi toglietela senza perforarla e appoggiatela su un foglio di carta assorbente.
Procedete alla cottura di un'altra zeppola e assicuratevi ogni volta che l'olio non sia troppo bollente.
Quando le zeppole si saranno raffreddate, cospargetele di zucchero a velo, ponete nel mezzo poca crema e mezzo cucchiaino di confettura di amarene o di amarene sciroppate e servite..

ma anche chiacchiere e sanguinaccio, crema densa di cioccolato e, fino a qualche anno fa, sangue di maiale (oggi solo cioccolato) aromatizzata con cannella e vaniglia. 
La chiacchiera tradizionalmente si "inzuppa" nel sanguinaccio. 
Oggi molte pasticcerie vendono chiacchiere parzialmente ricoperte di cioccolato fondente.

Pin It
Accedi per commentare

Cappuccetto rosso, verde, giallo, blu e bianco

Cappuccetto Rosso è la fiaba dei fratelli Grimm, le altre sono versioni alternative alla fiaba classica, ognuna delle quali monocolore, rispettivamente verde, gialla, blu e bianca.

Cappuccetto Verde, con l'amica ranocchia e il lupo cattivissimo nascosto tra le siepi; quello Giallo nella giungla d'asfalto della città sembra un po' i nostri bimbi; quello Blu vive sul mare e è alle prese con uno squalo; quello Bianco è tutta da ... disegnare.

Il tema conosciuto pur con le fantasiose varianti aiuta il bambino nella lettura: sanno cosa succede e questo è rassicurante ma sono incuriositi dalla diversa ambientazione colorata e divertente.

Consigliato a partire dai sei anni.

autore: Bruno Munari, Enrica Agostinelli

editore: Einaudi

 

Mi hanno ucciso le fiabe. Come spiegare la guerra e il terrorismo ai nostri figli.

Durante l'osservazione del comportamento di alcuni bambini del suo Centro giochi di Masal, l'autrice - nota psicoterapeuta, rimane impressionata dalla seguente conversazione: "Secondo me dovrebbero dare il permesso agli americani di usare la bomba atomica così ne sganciano una su Bagdad ed è finita la guerra". Un'altro bambino risponde "Io penso che sia sbagliato perchè se butti una bomba atomica su Bagdad uccidi tutta la gente e poi anche...come si chiama..Aladino. Così uccidono tutte le nostre fiabe e non ci sono più fiabe". Dialogo surreale che mette in evidenza un problema molto serio: guerre, massacri di innocenti, armi chimiche, attacchi kamikaze ed eventi naturali incontrollabili: le notizie dei disastri colpiscono grandi e piccini e nessun mass media riserva spazi a loro adeguati per aiutarli ad impadronirsi della realtà.

In questo libro Masal Pas Bagdadi ha intervistato bambini e fermato i loro pensieri e le loro emozioni ma soprattutto ci insegna a stare loro vicini, a rassicurarli e a decodificare le loro paure sui grandi temi della guerra e della distruzione. Ci dice come dirglielo e cosa dirgli, cosa fargli sapere e cosa non fargli vedere, ci mette in guardia contro le difficoltà che si possono incontrare e ci suggerisce come affrontarle.

Un libro per entrare in sintonia con i propri figli, per comprendere i loro ragionamenti e percepire le realtà che possono provvedere al loro fondamentale bisogno di sicurezza.

autore: Masal Pas Bagdadi

editore: Franco Angeli

 

”Vorrei scappare in un deserto e gridare…”

Questo libro svolge brillantemente l'importante compito di far conoscere ad un pubblico "laico" un disturbo di cui i mass media parlano spesso, fornendo tuttavia, come accade non di rado, notizie in gran parte inesatte e talora decisamente errate. E’ scritto da un medico pediatra e da un ingegnere, ambedue genitori di bambini affetti da ADHD, quindi da persone che hanno avuto modo di conoscere il disturbo nelle più intime pieghe della sua quotidianità familiare.

Il primo autore, in quanto pediatra, ha arricchito questa conoscenza con le capacità di osservazione e di comprensione derivate dall'esercizio quotidiano della sua professione: una conoscenza partecipe, quale "l'esperto" estraneo non ha. Nello stesso tempo il linguaggio riesce a essere "laico", quindi con la massima comprensibilità per tutti, ma soprattutto per i genitori, cui specificamente si rivolge. A questi pregi si aggiunge la capacità espressiva degli autori, che rende piacevole la lettura.

Il libro dunque parte da esperienze vissute, che però sono state elaborate ed approfondite attraverso il confronto con gli "esperti" e soprattutto da un lodevole impegnativo studio dei dati scientifici esistenti, che vengono correttamente esposti e sono puntualmente aggiornati. Esso rappresenta anche un significativo documento sulle difficoltà in cui viene spesso a trovarsi un genitore di bambino con ADHD a causa delle disfunzioni organizzative e delle insufficienti conoscenze che si trovano anche tra i medici, ampiamente testimoniato da un buon numero di lettere di genitori, non poche delle quali devono far riflettere i medici e in particolare i neuropsichiatri su un certo tipo di errore che è stato a lungo commesso. Un errore che fa parte di uno stereotipo culturale derivante da vecchie teorie o da cattiva interpretazione delle stesse e che si basa sull'assunto "la colpa è sempre dei genitori"! Com'è successo per l'autismo (potremo mai calcolare il danno e la sofferenza che questa impostazione ha provocato nei genitori e di conseguenza nei figli?), ora continua, a volte, per l'ADHD.

Già da anni la letteratura scientifica ha contraddetto queste teorie relativamente all' autismo e all'ADHD, ma evidentemente non tutti si aggiornano. Ben lungi dal negare che tante problematiche del bambino dipendano dall'ambiente e soprattutto da quello familiare, ma bisogna saper distinguere e non imputare allo stato d'ansia riscontrabile nella madre, ad esempio, la causa della patologia del bambino. Questo suggerisce una insufficiente capacità di approfondire i meccanismi della relazione interpersonale e a volte appare un modo del terapeuta di scaricare ad altri le responsabilità: «La colpa è di voi genitori, curatevi voi altrimenti io non posso far nulla per il bambino!». Anche nei casi in cui vi è una responsabilità più o meno ampia dei genitori, l'atteggiamento del terapeuta deve essere diverso, non accusatorio ma, secondo il proprio ruolo, "terapeutico", cioè di indirizzo, di richiamo e di ricerca della collaborazione da parte del genitore.

Più o meno indirettamente il libro mette in luce anche un'altra carenza che a volte si riscontra in alcuni operatori neuropsichiatrici (non solo in Italia): l'insufficiente conoscenza di tecniche terapeutiche in senso lato. Essi sono preparati per un solo tipo di psicoterapia efficace per alcuni disturbi, mentre non hanno evidentemente conoscenza di altre tecniche di intervento terapeutico non farmacologico, efficaci per altri tipi di disturbo. Questo perché è necessaria una maggiore capacità del terapeuta di usare approcci diversi in rapporto a problematiche diverse. Il libro non manca da questo punto di vista di segnalare interventi semplici ma talora molto efficaci di guida ai genitori e agli insegnanti.

Un libro per laici, che sarà utile pure ai medici e agli altri operatori del settore, perché dà un panorama scientificamente corretto dell'ADHD e degli interventi da adottare in favore di coloro che ne soffrono e anche perché riporta, attraverso le lettere dei genitori, una istruttiva esperienza di casi clinici.

autore: Raffaele D'Errico, Enzo Aiello

illustratore: S. Deflorian

editore: AIFA