Genova. La Superba.

A Genova non c’è solo l’acquario, c’è un mondo da scoprire, un’avventura da vivere, una storia da raccontare.
La zona dell’acquario con il Bigo, la Città dei bambini, ed il Museo Luzzati è sicuramente una meta d’obbligo per chi visita Genova, soprattutto se ci sono dei bambini al seguito, ma poi? Cosa fare?


 Il centro storico più grande d’Europa è da vedere, immaginando i tempi in cui Genova era la Superba e qui giravano pescatori e marinai d’ogni dove, ricchi mercanti ma anche piccoli eroi come il Balilla, patriota che nel Settecento diede il via con il lancio di un sasso alla rivolta popolare contro le truppe austro-piemontesi che tentavano di occupare la città.
Come non menzionare le edicole votive, che si possono ammirare negli angoli più nascosti e che sono la testimonianza d’antiche tradizioni popolari: nel 1846, in “Pictures from Italy” Charles Dickens, parlando di Genova, scriveva: “ci sono tantissimi tabernacoli dedicati alla Vergine e ai Santi, posti di solito alle svolte delle vie. Il modo più comune per mantenere desto nei fedeli l’ardore religioso, è dato da un dipinto che rappresenta un contadino in ginocchio, con la vanga e qualche altro attrezzo agricolo accanto, e la Madonna col Gesù Bambino in braccio che gli appare sopra ad una nuvola, questa è la leggenda della Madonna della Guardia...”

Molte le chiese dedicate a Maria e moltissime le piccole, preziose, testimonianze della devozione popolare sui muri dei palazzi della città antica: appunto, le “Madonnette”.
In ardesia dipinta, in marmo o in semplice stucco, si affacciano agli angoli degli antichi vicoli medievali, in genovese “carrugi”.
Ognuna di queste “Madonnette” ha una sua storia: in vico Sotto le Murette, per esempio, si afferma che fino a qualche anno fa, dietro alla statua della Madonna, si trovava una catena da galeotto spezzata, a ricordo del marinaio che condannato ingiustamente nel 1600, mentre era condotto al carcere, passando davanti all’edicola con la statua della vergine, sentì spezzarsi la catena e si trovò libero, facendo inginocchiare e gridare al miracolo tutti i presenti.

Girando nei vicoli, alzate gli occhi al cielo per godervi gli scorci d’azzurro e i panni stesi al vento, cercate di perdervi e troverete sicuramente l’imponente cattedrale di San Lorenzo ma anche il Santuario di Nostra Signora delle Grazie al Molo; cercate poi i Palazzi dei Rolli, 42 edifici dichiarati patrimonio Unesco, che ai tempi dell’antica Repubblica appartenevano a nobili famiglie le quali li mettevano a disposizione di viaggiatori illustri che si trovavano a transitare per Genova.

Perdetevi e troverete i musei e le gallerie, Palazzo Bianco, Palazzo Rosso, il Chiossone ed il Castello de Albertis ma anche i vicoli cantati da Fabrizio De Andrè, gli uomini e le donne, i colori ed i profumi della sua città, le creuze e Via del Campo.

Appena fuori dai vicoli vi accoglieranno Piazza De Ferrari, con il Palazzo Ducale e il Teatro Carlo Felice; la ferrovia di Casella vi porterà nell’entroterra cittadino per raggiungere piccoli paesini come Sant’Olcese, famoso per il salame o la stessa Casella, immersa nel verde; un giro sul lungomare vi farà arrivare a Boccadasse, piccolo borgo marinaro dove la sera ancora adesso è possibile acquistare il pesce fresco direttamente dai pescatori che rientrano in barca.

Sembra strano ma una visita la merita anche il Cimitero di Staglieno, uno dei più importanti cimiteri monumentali d’Europa, ricco di statue e tombe di illustri ed antiche famiglie genovesi, dal patriota Mazzini all’attore Gilberto Govi, fino ad arrivare a Caterina Campodonico, famosa venditrice di noccioline il cui epitaffio in dialetto recita "A forza di vendere collane di noccioline e dolci all'Acquasanta, al Garbo, a san Cipriano, con vento e sole, con acqua giù a secchi, alla mia vecchiaia per assicurarmi un pane; fra i pochi soldi, mi ammucchiavo quelli per tramandarmi al tempo più lontano, mentre son viva, da vera abitante di Portoria: Caterina Campodonico (la Paesana) -1881- da questa mia memoria, se vi piace, voialtri che passate, pregatemi pace."

Se uscite da Genova, troverete poi Nervi con una splendida passeggiata sugli scogli ed il suo parco popolato di scoiattoli, il roseto e le manifestazioni di danza classica o di teatro itinerante proposti dal Teatro della Tosse; troverete a Pegli Villa Durazzo Pallavicini, esempio di giardino romantico ottocentesco progettato ai tempi da uno scenografo del Teatro Carlo Felice.

Per concludere non possono mancare alcuni consigli golosi, oltre la famosa focaccia, da comprare in Via San Vincenzo presso il panificio Mario, sono da assaggiare la torta di carciofi e la farinata: per quest’ultima però sarebbe bene prolungare il viaggio e da Genova arrivare a Savona da Vino e Farinata, antica osteria che ha mantenuto i sapori della tradizione locale ed anche gli ambienti e dove è ancora possibile acquistare la farinata nella carta e gustarla passeggiando. 

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Il libro di tutte le cose

Ho appena finito di leggere questo magnifico libro.

È ambientato in Olanda, il protagonista si chiama Thomas. Lui vive in un mondo tutto suo, si rifugia nella sua testa, perché non accetta la realtà. Lui però la realtà, in una parte della sua testa la conosce. Thomas sa che il padre fa cose sbagliate e che gli preferisce la sorella, che secondo lui ha un cervello di gallina, ma nel corso del romanzo avrà modo di fargli cambiare idea.

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La bambina che mangiava i lupi

E' la storia di una bambina di nome Bambina, che aveva una gallina di nome Gallina e che viveva in una casetta in cima a un albero di un bosco.

D'inverno Bambina aveva così tanta fame da mangiare i lupi. Così che la favola di Cappuccetto Rosso viene ribaltata; nel bosco si sparge la voce che c'è una bambina che mangia i lupi e sono i lupi ad avere paura dei bambini.

Bambina infine diventa essa stessa un lupo, troppi avendone mangiati.
(E dunque non abbiate paura dei lupi, bambini. Dentro di loro batte il cuore di Bambina).

Per bambini di età 3-6 anni

autore: Vivian Lamarque

editore: Emme Edizioni (collana Prime Letture)

Nazi Hunters. L'avventurosa cattura del criminale nazista Adolf Eichmann

Il Primo Ministro prese posizione dietro il podio. Nella stanza, tutti aspettavano in silenzio. In tono fermo e solenne annunciò: «Devo informare che recentemente i servizi segreti israeliani hanno catturato uno fra i maggiori criminali nazisti, Adolf Eichmann, responsabile insieme ad altri dirigenti nazisti di quello che essi stessi avevano definito "la soluzione finale del problema ebraico", cioè lo sterminio di sei milioni di ebrei europei. Adolf Eichmann si trova attualmente in carcere in Israele e presto sarà condotto in tribunale in conformità alla legge per i reati commessi dai nazisti e dai loro alleati». 

Neal Bascomb è giornalista, saggista e autore di molti bestseller per adulti, tra cui "Hunting Eichmann", dal quale è stata tratta la versione per ragazzi, intitolata appunto: "Nazi Hunters. L'avventurosa cattura del criminale nazista Adolf Eichmann."

Il libro descrive nei minimi dettagli e con dovizia di particolari quella che fu la cattura di Adolf Eichmann, capo del dipartimento IVB4, la divisione delle SS responsabile della "soluzione finale", che dopo la fine della seconda guerra mondiale partì dall'Italia per l'Argentina dove cominciò una nuova vita insieme alla sua famiglia.
Nonostante il suo tentativo di vivere una vita nell'anonimato per non farsi scoprire, verrà individuato, infatti, David Ben Gurion, primo ministro israeliano, decide di inviare in Argentina un gruppo scelto di spie del Mossad (servizi segreti israeliani) molte delle quali avevano perso familiari nei campi di concentramento, con il compito di catturare e trasportare a Gerusalemme, in assoluta segretezza, l'emblema dell'orrore dell'Olocausto. Lì sarà oggetto di uno dei più importanti e significativi processi contro i crimini perpetuati dai nazisti. 

Il 27 gennaio 1945 è la data in cui le truppe sovietiche arrivarono ad Auschwitz, scoprendo l'omonimo campo di concentramento, cinquantacinque anni dopo, nel 2000, è stata scelta questa data per commemorare ogni anno le vittime del nazismo.

Il libro di Bascomb mette in evidenza due aspetti che raramente vengono toccati quando si parla di antisemitismo ai ragazzi: il primo e alquanto intuitivo, è che la fine della seconda guerra mondiale non ha significato la fine dell'ideologia nazista che anzi ha continuato a serpeggiare sia tra chi aveva vissuto la guerra così come tra i giovani, nei paesi europei come in quelli oltre oceano.
Un esempio è l'Argentina: simpatizzante nazista che è uscita dalla sua neutralità politica e si è schierata con gli Alleati solo poco prima della fine della guerra, quando oramai era chiaro che le potenze dell'Asse sarebbero state sconfitte. Il suo appoggio agli Alleati è stata una scelta politica intelligente e durante gli anni dopo la fine della guerra ha aiutato diversi esponenti del partito nazista a nascondersi cambiando identità.
Per questo motivo, la cattura di Eichmann da parte del Mossad è stata un'operazione molto rischiosa da svolgere in completa segretezza.

Il secondo aspetto è l'importanza che ha avuto per il popolo ebraico e il neonato stato di Israele il processo a Eichmann. L'autore infatti scrive: "il processo si rivelò quasi più importante nel campo dell'educazione che in quello della giustizia" perché per la prima volta, dopo il processo di Norimberga, permise ai sopravvissuti di parlare apertamente delle loro esperienze. Fu un processo di educazione per i ragazzi che dovevano conoscere ciò che era stato fatto al popolo ebraico e contemporaneamente Israele legittimava così la nascita del paese, che assumeva quindi il vessillo del rifugio di tutte le vittime del genocidio che era stato commesso.

autore: Neal Bascomb

editore: Giunti editore