Parlando di separazione. Intervista a Giulio Levi

Fantasia, ironia e divertimento, sono gli ingredienti fondamentali che Giulio Levi usa nei suoi libri per affrontare anche temi complessi come la separazione dei propri genitori, attraverso un linguaggio adatto all’età dei suoi giovani lettori.

Spesso succede che i bambini non ricevano adeguate spiegazioni, e si sentano responsabili di quanto sta accadendo proprio come nel caso del protagonista del libro Nebbia di Streghe (Faelza Editore) che visualizza questa “rottura” come una nebbia molto fitta, inviata da una strega cattiva, che si frappone tra i suoi genitori.

A Levi, che oltre ad essere un affermato autore per ragazzi, è un nonno con un po' di esperienza e tanto buon senso, abbiamo rivolto alcune domande sul tema della separazione:

Secondo lei, qual è l'età più difficile per i bambini che affrontano una separazione?
Dai tre anni in su.

Come mai ha deciso di scrivere una favola che parla di separazione?
L'ho scritto dopo avere vissuto con grande sofferenza la separazione di mio figlio da sua moglie quando avevano una bambina di un anno.

Quali sono a suo parere gli errori in cui incappano frequentemente i genitori in fase di separazione?
La scarsa capacità di adattamento e di compromesso, necessari in ogni matrimonio. A volte la paura di perdere la propria libertà e la giovinezza con la nascita dei figli.

Cosa si dovrebbe o potrebbe dire ai bambini quando i genitori si separano?
Che può capitare che due persone non si vogliano più tanto bene e che se non vivono più volentieri nella stessa casa è meglio che vivano in case diverse.

Quali sono le rassicurazioni più importanti da fare?
Che tutti e due i genitori continueranno a volere tanto bene ai loro bambini, forse addirittura più di prima. E che se non riuscivano più a stare insieme serenamente è a causa dei loro caratteri e non per colpa dei bambini.

Perché secondo lei, come nel suo libro, il più delle volte quando i genitori si separano i bambini temono che sia colpa loro?
I bambini tendono a colpevolizzarsi quando percepiscono che un genitore è triste, infelice o malato. Quest'ultimo caso è descritto nel mio libro La mia mamma guarirà. Il fatto è che i bambini vedono i genitori come persone perfette in confronto alle quali si sentono piccoli, deboli e pieni di difetti. E allora non possono che essere loro la causa dei mali che colpiscono il babbo o la mamma.

Di cosa parlerà il suo prossimo libro?
Il libro che sta uscendo in questi giorni è un albo illustrato e parla ancora di disagio infantile, in tutt'altro contesto e in altre latitudini (oceano indiano).
È la storia di una amicizia che nasce tra una bambina che da una spiaggia di un villaggio di pescatori viene sollevata da un enorme tsunami e depositata su un albero della foresta e una ragazzina appena più grande, che vive nella foresta perché è scappata di casa, in quanto i suoi genitori la volevano far sposare con un uomo bianco mai conosciuto. Il finale è lieto e il titolo del libro è Phon e Yu (Acco editore) .

Giulio levi è nato a Firenze nel 1937, sposato, ha due figli e tre nipoti. Vive a Roma dal 1967.
Medico, specializzato in neuropsichiatria, dal 1963 ha svolto attività di ricerca nel campo della biologia e della fisiopatologia del sistema nervoso in Italia e all'estero. Già Direttore del Laboratorio di Fisiopatologia dell'Istituto Superiore di Sanità, Roma, è in pensione dal 2003. Attualmente è Direttore scientifico della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla.
È stato Membro del Consiglio Scientifico della Enciclopedia dei Ragazzi dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani (2003-2006), alla quale ha collaborato anche come autore.
Nel 1999 comincia la sua attività letteraria dando vita a circa 45 racconti/fiabe indirizzati a fasce di età variabili dai 7 ai 16 anni, una raccolta di filastrocche e un romanzo indirizzato a ragazzi di 11-12 anni. Si è classificato primo o tra i primi in vari concorsi letterari. Ha pubblicato 12 libri.

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