Casa editrice Lo Stampatello

È nata a Milano "Lo stampatello", la prima casa editrice per bambini, che nasce con l'obiettivo di pubblicare libri che rappresentino anche famiglie omogenitoriali, dove i genitori sono due donne o due uomini che si amano.

Anche le tematiche più complesse attraverso un linguaggio semplice e chiaro, possono essere spiegate ai bambini.

In Italia sono sempre di più i figli di coppie omosessuali, ed hanno bisogno di sentirsi rappresentati all’interno dei libri illustrati. Libri per tutti, con la convinzione che conoscere la realtà vissuta da altri sia un’opportunità di crescita per ogni bambino.

Oggi incontriamo Francesca Pardi, una delle due fondatrici della nuova casa editrice e protagonista e autrice del primo libro illustrato “Piccola storia di una famiglia: perchè hai due mamme?” , il secondo è “Più ricche di un re” di Cinzia Barbero, nell’autunno del 2011, sempre nella serie Piccola storia di una famiglia: “Qual è il segreto di papà?”

Da dove nasce l'idea di questa casa editrice?

Dal primo libro pubblicato dalla casa editrice (Piccola storia di una famiglia: perché hai due mamme?): un grosso editore doveva pubblicarlo, e a contratto firmato ci disse che si tirava indietro a causa del tema trattato.

Qual è il pubblico di riferimento?

I bambini. Tutti. Pensiamo che affrontare con parole semplici e chiare tematiche riguardanti la famiglia che spesso mettono in imbarazzo gli adulti di oggi, possa aiutare gli adulti di domani ad affrontare la vita con una mentalità più aperta, uno sguardo più sereno e una maggiore sicurezza. Sia che siano toccati direttamente da tali situazioni, sia che le conoscano attraverso gli altri.

Qual è stata la risposta delle famiglie?

Ancora non lo sappiamo!

Pensate di riuscire a distribuire i vostri libri nelle librerie e raggiungere anche un pubblico più vasto?

E’ nelle nostre intenzioni. Ora che il grande Altan ha accettato di illustrare un nostro racconto (che si chiamerà “Piccolo uovo”), crediamo di avere qualche possibilità di realizzare questa ambiziosa aspirazione.

I vostri libri sono stampati in stampatello maiuscolo, proprio perché il vostro motto è “parlami in stampatello” per affrontare temi anche complessi con un linguaggio semplice e chiaro, quindi per un pubblico di bambini molto piccoli, in futuro prevedete di rivolgervi a bambini più grandi, magari i preadolescenti?

Il motto vale per tutti, anche per gli adulti. Sicuramente è nostra intenzione affrontare tutte le fasi dell’infanzia, fino all’adolescenza. Magari cambierà il carattere di stampa, ma non l’intenzione di usare un linguaggio semplice e chiaro, e soprattutto teso a parlare delle varie realtà famigliari in modo diretto, anche quando queste escono da quei modelli nei quali nel nostro paese si pretende di costringerle, ignorando mutamenti ormai radicati a fondo nella nostra società.

La vostra casa editrice nasce per colmare un vuoto nell’editoria infantile, quello rappresentato dalle famiglie in cui i genitori sono due donne o due uomini che si amano, ma i libri sono rivolti anche ai bambini che non vivono questa realtà?

Certo. Come dicevo, riteniamo che uno sguardo su queste realtà – ed altre ugualmente trascurate – possa dare molto a chi comincia a viverci in mezzo, all’interno di una società che ufficialmente le ignora o peggio tenta di delegittimarle. Noi tentiamo di colmare attraverso un’ operazione culturale questa frattura profonda tra il paese reale e i politici che lo rappresentano, crepaccio nel quale finiscono sempre i più deboli, o i più piccoli.

Sul vostro sito si parla anche di omoaffettività, cos’è e come parlarne a un bambino?

Quando parliamo di omoaffettività, parliamo di omosessualità senza centrare l’attenzione sulla sessualità ad essa connessa, e per questo la usiamo dal momento che ci rivolgiamo a bambini, ancora lontani dalla sfera sessuale. Parliamo di omoaffettività quando parliamo dell’amore tra due persone dello stesso sesso. E’ sempre facile parlare a un bambino dell’amore, è ciò che conosce meglio: per loro non fa alcuna differenza se il ranocchio baciato dalla principessa si trasforma in un’altra principessa invece che in un principe.

Per voi che cos’è la famiglia?

E’ ciò da cui veniamo e a cui tendiamo, è una parola che racconta cosa abbiamo preso e cosa lasceremo al mondo, di inestimabile e caro. E’ il luogo in cui si sogna il futuro assieme alle persone che si amano e in cui si decide di mettere al mondo persone nuove sperando che vivranno in un mondo sempre migliore. E’ anche il luogo dove tanti sogni si infrangono, e che custodisce tanti fallimenti insieme a tanti successi, di qualunque tipo essa sia.

Vai a vedere il sito: Casa Editrice LO STAMPATELLO

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Città blu città gialla

 

Città Blu e Città Gialla sono vicine e separate solo da un fiume. Una è famosa per i suoi ombrelli variopinti, l’altra per i calzolai che fabbricano scarpe eccezionali.

Gli abitanti hanno sempre vissuto in pace e un ponte permette agli abitanti di passare da una sponda all’altra e tutti andavano d’accordo, finché un giorno non decidono di ridipingere il vecchio ponte che collega le due città: già, ma di quale colore?

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Le favolette di Alice

"Anche se non va nel paese delle meraviglie, l'Alice di Rodari porta a termine straordinari, inaspettati e simpaticissimi percorsi: la sua piccolissima statura le consente infatti di esplorare oggetti e angoli nascosti della vita quotidiana.

In famiglia ormai conoscono la sua predilezione per le avventure imprevedibili e non si stupiscono più delle improvvise scomparse e delle altrettanto prodigiose riapparizioni.

Rodari nascondeva in ognuno dei suoi personaggi un fondo di verità e con Alice il nostro favoloso Gianni sembra valorizzare la curiosità, che è una delle stupende, preziose qualità dell'infanzia."

 

autore: Gianni Rodari

editore: Einaudi Ragazzi

Nebbia di streghe

Nebbia di streghe, una bella fiaba avventurosa, avvincente e allo stesso tempo commovente, che aiuta i giovani lettori a comprendere la separazione tra genitori. 

Carletto è il protagonista di questo libro, ha sette anni e vede fra i sui genitori una nebbia grigia, che con il passare del tempo, diventa sempre più fitta, al punto tale che non riescono quasi più a parlare e ad incontrarsi.

La nebbia l’ha mandata la strega Cunegonda, perché Carletto non ha accettato di seguirla nel suo castello, dove lei lo ha invitato per una grande festa di bambini.
Carletto, rendendosi conto che la nebbia fra i genitori peggiorava decide di seguire la strega, con la speranza che questo possa servire a farla svanire.

Giunto al castello, Carletto scopre che insieme a lui ci sono tantissimi altri bambini e comincia un avventura che li porterà a sconfiggere le streghe, colpevoli di voler trasformare i bambini in streghe e streghi, e a fuggire dal castello.

Al suo ritorno a casa la gioia dei genitori è immensa ma dopo pochi giorni la nebbia ritorna, a quel punto Carletto è convinto che quello che sta succedendo accade solo per colpa sua.
Per fortuna trova il coraggio e si confida con la mamma, la quale gli spiega che a volte fra i genitori cala una nebbia che rende difficile la loro convivenza, al punto tale che non riescono nemmeno più a rivolgersi la parola.
La colpa non è certamente di Carletto, lui non c\'entra niente, può succedere che i genitori smettano di amarsi, e anche se ciò accade non smetteranno mai di voler bene ai loro bambini.
La mamma spiega a Carletto che l’unico modo per far si che la nebbia vada via è che la mamma e il papà non vivano più sotto lo stesso tetto.
Carletto è spaventato perché non sa che fine fanno i bambini che hanno i genitori che si separano, la mamma lo rassicura immediatamente, abbracciandolo teneramente e spiegandogli che i bambini staranno un pò nella nuova casa della mamma e un pò in quella del papà, in modo tale che quell’orribile nebbia non torni più.

autore: Giulio Levi

editore: Falzea Editore