MammaFit. Ginnastica con il neonato

Dopo il parto quante volte ci siamo sentite stanche ed inadeguate, la nostra vita è cambiata in modo vertiginoso, niente è più come prima e spesso, nonostante la nostra buona volontà abbiamo l'impressione di girare a vuoto. 

Circa il 70 per cento delle neomamme soffre di baby blues, la tristezza che assale le puerpere dopo il parto, piccole alterazioni dell'umore non gravi, ma che a lungo andare, se la donna si trascura, abbrutendosi, isolandosi, pensando solo ed esclusivamente alle esigenze del bambino, rischiano di trasformarsi in una vera e propria depressione (ne soffre una donna su dieci).

Anche per evitare rischi del genere sarebbe opportuno imparare a riappropriarci dei nostri spazi, riprendere la vita sociale, e per riuscire a farlo senza dover lasciare il neonato, incontrando delle mamme che vivono la nostra stessa situazione, è nato MammaFit.

MammaFit è un programma di allenamento pensato proprio per le neomamme che hanno voglia di tornare rapidamente in forma, trascorrendo qualche ora della propria giornata insieme ad altre donne che vivono la stessa esperienza, all'aperto o al chiuso, in compagnia del proprio bambino. È una ginnastica da svolgere con l'ausilio della carrozzina, del passeggino o del marsupio, facilita la tonificazione muscolare, migliora la circolazione sanguigna, aiuta il controllo del peso, e giova al benessere psicofisico della mamma, perché aiuta a diminuire lo stress.

In primavera e in autunno i corsi si svolgono all'aperto, nei parchi cittadini, mentre nei mesi invernali si possono frequentare in palestra, con l'ausilio del marsupio. 
Gli esercizi che si possono fare con il passeggino sono tanti; le lezioni durano normalmente 40-60 minuti: ad esempio ogni spinta del passeggino sul posto tonifica le gambe, inoltre sono previsti degli esercizi a terra su un tappetino per gli addominali. Anche per la ginnastica con il marsupio si lavora molto sugli arti inferiori, mentre il piccolo si sente al sicuro vicino al cuore della mamma.

Il metodo MammaFit è stato messo a punto da due neomamme: Elaine Barbosa e Monica Taranto, che hanno poi fondato un'associazione sportiva con lo stesso nome, avviando una collaborazione con Reebok che da sempre sostiene l'universo femminile e il fitness come momento di aggregazione. 
Alla pagina Mammafit/corsi si trovano gli indirizzi, regione per regione, dove poter frequentare i corsi.

Per le irriducibili solitarie che avessero voglia di allenarsi da sole c'è anche il manuale, scritto dalle fondatrici del metodo, che illustra gli esercizi per il recupero della forma fisica nel post-parto. 

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Parla con me. Comunicare con i nostri figli è difficile? Consigli, situazioni, soluzioni per un dialogo sereno

Non si può non comunicare e come genitori dobbiamo sempre pensare agli effetti che la nostra comunicazione avrà sui destinatari dei nostri messaggi, cioè i nostri figli. Non esiste solo una comunicazione verbale atta a trasmettere concetti e significati, esiste anche una comunicazione implicita, non verbale, caratterizzata da comportamenti e da atteggiamenti attraverso i quali i bambini percepiscono cosa i genitori pensano di loro e sono il veicolo di emozioni e sentimenti.

 

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Asino chi legge

Se scrivo, soffro, dice Irene, 16 anni. Mi piace, è rilassante ma se insisto soffro. Perché scavo e scavo. Alessandra, invece, fa il liceo "Psicopedagogico", e si indigna perché tutte le compagne votano come rappresentanti di scuola i pochi maschi, dell'unica classe dello Scientifico. Sara legge Bakunin e sa di essere diversa. Mosche bianche, perle rare che si annidano tra le pareti cadenti, tra i brutti casermoni di cemento della scuola italiana.

Si stringe il cuore a leggere Antonella Cilento, che racconta con passione l'esperienza dei suoi laboratori di scrittura creativa tenuti come Esperto Esterno nelle scuole pubbliche italiane. Nell'insegnare scrittura "mostro tecniche che la scuola non insegna, risolvo problemi di relazione, riporto i ragazzi alla lettura, suggerisco letture a insegnanti che non leggono o non sanno bene come orizzontarsi tra i libri, a volte riporto anche ragazzi che hanno abbandonato l'obbligo a scuola", scrive. Il quadro che ne emerge non è molto diverso se a seguire i laboratori sono i ragazzi di una media della periferia di Napoli o del liceo bene della città o di una bella scuola di Bolzano: si, diverso l'ambiente, ma ovunque si nota la stessa povertà culturale di fondo, l'incapacità di concentrarsi per più di 5 minuti fosse anche guardare un film di Hitchocock (che per altro non conoscono) gli stessi "sogni diventati sintetici o semplicemente estinti". Ma la lettura, la passione, per fortuna, si trasmettono e quasi sempre ne emerge profonda soddisfazione per un lavoro così impegnativo, e poco gratificante in termini economici e di riconoscimenti. Abbiamo allora un problema, almeno in Italia. Lo sapevamo già, d'altronde, però non è irrisolvibile se poi emerge della vera poesia in qualche incipit di ragazzine che sanno raccontare uno stato d'animo in maniera struggente, o un idraulico descrive in maniera suggestiva gli attrezzi blu del suo lavoro. Ma viva i ragazzi, scrive Cilento, perché non è certo colpa loro. Troppo spesso inascoltati, sia che abbiano in tasca troppi soldi, sia che vivano nell'indigenza dei quartieri più malfamati e abbandonati.

Questi ragazzi crescono con l'idea che sia facile ottenere ciò che si vuole, che conta l'apparire, dove tutto si può improvvisare: mentalità che hanno appreso dagli adulti, anche dagli stessi insegnanti che improvvisano laboratori, teatri come se la tecnica, la professionalità non contassero. E naturalmente colpa è anche dei genitori, sempre di fretta, che fanno al posto dei figli, piuttosto che aspettare che facciano e magari sbaglino, che li proteggono dalle frustrazioni, dalla disciplina e rigore, dove disciplina non è intesa con ordine precisione obbedienza, fare i compiti, ma applicazione, imparare con passione, impegno e metodicità.

Allora, in un'Italia che non legge se non il best seller del momento o il giallo dove c'è una rivelazione in ogni riga altrimenti ci si annoia, queste persone riscoprono il "piacere degli asinI" quello della lettura, perché come si fa a scrivere senza leggere? La letteratura, i racconti, le storie, sono come internet, scrive Cilento, è avere relazioni, scoprire che prima di te tanti altri hanno sofferto, pianto, amato. E dopo aver scoperto il piacere di leggere ci si accorge che scrivere "è una disciplina , è accorgesi del tempo, lasciarlo andare, ritmare il lavoro.
È un balsamo per l'anima. Abbiamo bisogno di tutto questo, ne abbiamo bisogno noi per poter aiutare i nostri ragazzi, ne abbiamo bisogno per indignarci, per non accettare le apparenze e andare oltre.

Paola Crisafulli per Officina Genitori

La musica in testa

Autobiografia del giovane pianista e compositore Giovanni Allevi che intervalla il racconto degli episodi che hanno contrassegnato la propria ascesa al successo con riflessioni filosofiche sulla vita e sull’importanza che l’arte musicale ha esercitato su di essa. Il libro inizia con il primo concerto di Napoli quando a 22 anni  era ancora agli inizi della propria carriera e a vederlo erano solo 5 spettatori e approda ai trionfi conquistati negli Stati Uniti.

 

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