Testati in officina - Togliere il pannolino

L'abbandono del pannolino è un momento importante di crescita per il bambino e spesso dalla famiglia viene vissuto come un momento molto delicato. Tra i 18 e i 30 mesi il bambino sviluppa il pensiero causale, cioè si rende conto che c'è una causa a tutto ciò che avviene, inoltre dal punto di vista fisico ha la capacità di controllare lo stimolo. Non bisogna però preoccuparsi se alcuni bambini non sono pronti fino ai quattro anni: dal punto di vista psicologico il bambino sarà pronto solo quando supererà la "paura del distacco".

I pediatri suggeriscono i seguenti passaggi: far sedere il bambino sul vasino dopo i pasti lasciandolo giocare, restando a fargli compagnia e lodandolo al primo successo. Se non hanno voglia, i bambini non vanno costretti, bisogna essere molto pazienti, non vanno né puniti né rimproverati se si sporcano.

Tutto questo non è sempre facilissimo, nel forum di Officina Genitori abbiamo parlato più volte di questo argomento. Ecco qualche consiglio che arriva direttamente da chi ha già affrontato questo passaggio.

Innanzitutto è importante che il bambino sia pronto, ma come fare a capire se lo è? 

Ecco qualche possibile segnale: 

-Il bimbo stesso chiede le mutandine e di utilizzare il wc
-Tra un cambio e l'altro il pannolino è asciutto
-Fisicamente il bambino è pronto quando ha una buona coordinazione dei movimenti grossi, di solito ci si riferisce alla capacità di salire e scendere le scale. 

Meglio rimandare di qualche settimana, se il bambino non riesce ancora a dire di dover andare in bagno, se non ci avverte di dover far pipì anche nel pannolino e se non è in grado di tirarsi su e giù le mutande da solo.
Il periodo migliore è in primavera o estate quando i vestiti sono più leggeri o quando, con le vacanze al mare, i bimbi possono stare anche nudi.

Cosa fare quando è il momento giusto ? 

-L'emulazione spesso fa miracoli: lasciamo che i bimbi ci "accompagnino" in bagno o invitiamo a casa un bimbo della sua età che usa già il vasino.

-Prepariamo il bambino al cambiamento e, una volta risolto "il problema", incoraggiamo i familiari a complimentarsi per la sua impresa riuscita. 

-Se il bambino frequenta il nido o sta con i nonni o con una tata, coinvolgiamo anche loro in modo da procedere tutti nella stessa direzione. 

-Andiamo a comprare il vasino insieme per vivere la nuova esperienza come un gioco (per esempio con delle canzoncine) ed elogiamo le volte il cui il piccolo riesce a fare i bisogni nel posto giusto. 

-Portiamo il bimbo in bagno a cadenza regolare (ogni ora circa) dicendo "andiamo a fare pipì?" con un tono entusiasta. 

-Stabiliamo con il bimbo un regalo se riesce a fare la pipì nel vasino per tutto il giorno (e poi per periodi sempre più lunghi) senza bagnarsi.

-Non sempre l'abbandono del pannolino durante il giorno, coincide con il controllo della pipì notturna. Non è necessario obbligare i bimbi a "bruciare le tappe", anche la cacca spesso viene ancora fatta nel pannolino per qualche mese dopo che è stato tolto il pannolino per la pipì. 

Che cosa è meglio non fare? 

-Non scoraggiamoci e non umiliamo il bimbo se capita un incidente di percorso.

-Non far sparire il pannolino senza spiegazioni: il piccolo potrebbe non adattarsi a questo cambiamento repentino e diventare nervoso e insofferente; potrebbe anche bloccare la pipì e la popò perché non vuole farla "nel vuoto" e si sente più sicuro a farla nel pannolino ancora per qualche tempo. 

-Non cominciare mai a togliere il pannolino in concomitanza di eventi importanti (nascita di fratellini o sorelline, ingresso alla materna etc.)

-Non rimettere il pannolino per qualche occasione o per uscire, il bambino si potrebbe confondere. 

Infine ecco il racconto o i suggerimenti di alcuni genitori della Community che hanno già fatto questa esperienza:

"Il mio bambino, non ne voleva sapere di fare la pipì nel vasino... allora su suggerimento di un'amica l'ho portato a passeggio: quando si bagnava e capiva che dovevamo tornare a casa per cambiarci (non mi portavo il cambio volutamente) e che quindi non potevamo andare al parco a giocare si controllava... ma la svolta è stata quella di dar da bere alle formiche: ogni tot di tempo facevamo pipì, quelle correvano felici... e lui restava asciutto." 

"Altra cosa che mi è stata utilissima per evitare di essere sommersi è stata il gioco del calendario in bagno dove segnare stelline o croci rosse, bellissima idea suggerita proprio qui sul forum." 

"In questi giorni sto tentando di togliere il pannolino, (il mio bambino compirà tre anni a fine settembre). Siamo andati in vacanza, mi sono portata un tot di pannolini e, ogni volta che lo cambiavo, gli dicevo "Guarda, sono rimasti x pannolini, tra poco finiscono  e bla, bla. 
Finiti i pannolini gli ho messo le mutandine, anche qui con tutto il rituale, siamo andati a comprarle insieme con tanti "Bravo bravo complimenti". Il primo giorno ha fatto cacca nelle mutande e anche il secondo e il terzo. La notte è andata subito bene, qualche incidente di pipì c'è stato, ma poca roba. Adesso, dopo un mese, siamo ad un buonissimo punto, asciutto giorno e notte e cacca nel water. "

"Secondo me non ha senso cominciare se: non sono capaci di dire che devono andare in bagno, non ti dicono di dover fare pipì anche nel pannolino, non sanno tirarsi su e giù almeno le mutande da soli."

"Io dopo un anno di pannolino solo la notte ero un po' disperata. Secondo me i fattori vincenti sono stati: pipì appena tornati dall'asilo (circa ore 18.30), pipì prima di mettere il pigiamino. Niente succhi di frutta la sera, niente roba salata."

"Prima pipì immediatamente al risveglio, prima che la faccia nel panno della notte, poi puntavo la sveglia ogni due ore e lo portavo in bagno, non aspettavo che avesse da solo lo stimolo a far pipì! Niente panno durante la nanna del pomeriggio e durante le uscite varie. Una volta che si decide di toglierlo, se le condizioni psicofisiche ci sono ( proprietà di linguaggio per chiedere di far pipì/popò e sviluppo fisico tale da controllare gli sfinteri), non ci sono ragioni per tornare indietro."

"Sono pronti quando sanno salire due tre gradini da soli senza aiuti. Me l'aveva insegnato il pediatra dei miei bambini"

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Il Guerriero di Legno

Cosa siamo senza la nostra storia? Una pianta senza radici.
È così che si sente il Vecchio Albero, Guerriero di legno, quando perde la sua magica capacità di raccontare storie. Un vecchio albero è quanto di più vicino ci sia all'immagine della stabilità, della solidità. Ma se non c'è memoria, non c'è voce, ma solo un grande silenzio. L'albero guerriero non è solo, però: tutti i giovani alberi, che avevano sempre ascoltato i racconti del vecchio albero, diventano a loro volta narratori di storie, testimoni di quella memoria che è stato loro tramandata. Diventano dunque capaci di rigenerare la primavera delle parole dando così sollievo a chi non è più in grado di trattenere ricordi.

Un tema difficile, quello dell'anziano che per colpa della malattia perde la memoria, raccontato ai bambini con toni poetici, dove traspare il dolore, la malinconia ma con delicatezza e garbo, anche grazie alle splendide illustrazioni che seguono il racconto in perfetta sincronia, intonandosi alle parole. Così la pagina in cui la betulla argentata chiede una storia assume tonalità blu come l'argento, gli oggetti dai colori vivaci appaiono man mano che l'albero li descrive. Perfino il sole con la risata scoppiettante ha i raggi come popcorn. Poi arriva il vuoto e il silenzio della memoria e le pagine si adeguano, nei colori freddi dell'inverno. Non si guarisce, ma molto si può fare, e anche i colori tornano in qualche dettaglio pur rimanendo tenui e delicati.

Nel testo troviamo una felice parallelo tra i libri e il bosco. Nel nostro immaginario i libri hanno molti legami con le foreste, le biblioteche sembrano un po' dei boschi, pensiamo per esempio agli allestimenti nelle manifestazioni per ragazzi dove tantissimi libri sono appesi alle pareti con dei fili e i bambini possono passarci in mezzo, fermarsi e aprirli. 
I libri, infine, ci aiutano là dove la nostra memoria non può arrivare. Anche loro ci salvano dall'oblio e ci guidano nei sentieri del bosco.

Autore: Lorenza Farina - Manuela Simoncelli

Editore: Lineadaria editore

Narciso innamorato. La fine dell'amore romantico nelle relazioni tra adolescenti

“La realizzazione del proprio Sé”. E’ questo l’obiettivo principale dei genitori di oggi, formare cioè dei figli consapevoli delle proprie capacità, dei propri desideri, fornendo stimoli per una loro crescita felice, autonoma, ricca di relazioni sociali, contatti ed esperienze diverse.

 

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Tommaso e i cento lupi cattivi

E' notte. Una notte nera come la pece. Le raffiche di vento fischiano alle finestre, quasi volessero spalancarle.

Ed è proprio in notti come questa che - feroci e affamati - i lupi cattivi vanno a caccia di bambini... per mangiarseli!

Cento lupi famelici... no, forse erano cinquanta.
Cinquanta lupi assetati di sangue... beh, forse erano dieci.
Dieci lupi mannari... o era soltanto uno? Comunque, con una cacciatrice di lupi esperta come la mamma, si può dormire tranquilli!

Un libro molto bene illustrato, molto bella la scena della mamma che fa tanto rumore con la scopa contro... i bidoni della spazzatura per cacciare i lupi di cui Tommaso, e di conseguenza i suoi fratellini che poco prima dormivano tranquilli, hanno paura.

Molto adatto per i bambini che hanno timore ad addormentarsi!

Età prescolare.

autore: Valeri Gorbachev

editore: Nord-Sud