Inserimento Scuola dell'Infanzia

L'inserimento nella scuola dell'infanzia è un momento molto emozionante per tutti i genitori, anche per quelli i cui figli hanno già frequentato il nido, perché indica il primo ingresso "ufficiale" in quello che sarà un percorso scolastico lungo, che terrà i nostri figli impegnati per parecchi anni.

La scelta della scuola è oramai avvenuta mesi prima, in base alle programmazioni dell'offerta formativa (POF) e anche della metodologia di insegnamento (steineriana, montessoriana ecc.).

Prima dell'inizio dell'anno scolastico nella maggioranza delle scuole è solitamente convocata una riunione, per conoscere le insegnanti e le modalità d'inserimento.
Segue poi un colloquio individuale utile ad informare le insegnanti sulle competenze e le conoscenze acquisite sino a quel momento dal bambino, sul suo livello di autonomia, i suoi interessi per il gioco e nelle attività di vita quotidiana. 

L'accoglienza è un momento particolare della didattica e non va vista come una fase temporanea, una scuola accogliente è una garanzia per un buon inserimento scolastico. È molto probabile che durante uno dei primi incontri con le insegnanti vi venga chiesta una o più foto del bambino, che serviranno per allestire in anticipo lo spazio della sezione con i singoli segni d'appartenenza, molto importanti per i bambini, perché si sentiranno accolti e perché riusciranno a riconoscere i propri spazi personali, come l'armadietto dove potranno riporre il proprio corredo personale, o dove potranno attaccare il giubbottino.

È molto importante che l'inserimento avvenga nel modo più sereno possibile, rispettando i tempi di ogni singolo bambino e, se vogliamo che il distacco dal suo ambiente familiare ed il conseguente inserimento nel nuovo contesto vada a buon fine, dobbiamo noi adulti per primi adattarci alle sue esigenze, sostenendolo il più possibile. 
In linea di massima, inoltre, il buon inserimento dipende anche da quanto i genitori e soprattutto le madri siano convinte della scelta che hanno fatto, per poter trasmettere serenità al bambino.

Durante le prime settimane l'inserimento avverrà gradualmente, infatti il bambino si tratterrà a scuola solo poche ore. In molte scuole i primi giorni almeno uno dei genitori, o l'eventuale figura sostitutiva, rimarrà al suo fianco o nelle immediate vicinanze sino a quando non avrà preso confidenza con il nuovo ambiente; in altre scuole invece si preferisce un inserimento senza la presenza del genitore. Entrambe le scelte sono a discrezione della scuola e sono supportate da valide ragioni pedagogiche.

Nella maggior parte delle scuole d'infanzia l'inserimento dei bambini è scaglionato proprio per permettere alle insegnanti e ai bambini di fare conoscenza in modo approfondito e sereno.

È possibile che durante i primi giorni, i bambini meno socievoli abbiano qualche difficoltà nel distacco, ma più l'inserimento avverrà in modo graduale, e più è probabile che non abbiano crisi, neanche in momenti delicati come quello del pasto e del sonno, vissuti forse, fino a quel momento, in modo intimo ed esclusivo con la mamma.

Pin It
Accedi per commentare

Genitori fatti ad arte. Prepararsi all'arrivo di un bambino

Questo libro è un diario, una storia, un prezioso scrigno di suggerimenti, idee, proposte, esercizi, riflessioni che accompagnano e si intrecciano al percorso che ogni donna e ogni uomo fanno nelle 40 settimane di attesa.

Dalla scoperta dell'esistenza di una nuova vita all'emozione del primo vagito.

Leggi tutto...

Il bambino arrabbiato. Favole per capire le rabbie infantili.

“Una rabbia infantile cela il più delle volte una situazione di conflitto e di sofferenza psicologica. Quando un genitore si trova di fronte a tali manifestazioni spesso si sente in un tunnel: vede che il piccolo sta male ma non riesce a individuare i reali motivi che si nascondono dietro il disagio e la sofferenza del proprio figlio.

Se riusciamo a capire che un bambino si arrabbia perché sta soffrendo per qualcosa che impedisce il suo naturale processo evolutivo, è più facile anche per noi adulti cercare dentro di noi delle strade diverse per aiutarlo a sciogliere i suoi nodi.

Attraverso l’uso di favole, che prendono spunto da storie reali, questo libro offre alcuni suggerimenti per aiutare gli adulti a comprendere meglio le rabbie infantili.” 

 

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

Cecilia passeggia nel parco

Cecilia è una bambina ipovedente. Il suo uccellino Pilù, che sempre la accompagna, non sa volare. Il mondo intorno a loro è privo di colore, ma una passeggiata nel parco, ricca di stimoli sensoriali e un incontro-scontro inatteso faranno tornare i colori nella sua vita e daranno nuove ali a Pilù.

Leggi tutto...