Come prepararsi per affrontare al meglio la scuola superiore

Terminata la scuola media lo studente dovrebbe essere in grado di affrontare la scuola in autonomia, senza che genitori o insegnanti gli dicano sempre cosa fare, quando farlo e perché farlo.
Se lo studente riesce in questi anni ad affinare le sue capacità di studio, sarà poi in grado di affrontare brillantemente l'università.
Per sapere studiare bene occorrono determinate capacità ed è necessario mettere in atto alcune strategie. 
Lo studente che sa studiare potrà affrontare la scuola che ha scelto con buoni risultati e senza troppa fatica, mantenendo una discreta quantità di tempo libero da dedicare ad altro. Questo vale ovviamente se lo studente ha scelto il percorso scolastico giusto, quello più in linea con i suoi interessi e aspettative.

Ciò che dirò di seguito potrà forse sembrare banale, ma basta passare qualche mese in qualsiasi scuola, anche di buon livello, per capire che nulla di ciò che dirò può essere dato per scontato. Gli insegnanti hanno ovviamente un grosso ruolo nell'aiutare i ragazzi ad affinare queste capacità, ma anche i genitori, se hanno un'idea chiara delle difficoltà del figlio, possono trovare il modo migliore di aiutarlo.

Capacità che lo studente deve possedere e affinare per saper studiare bene

Ascoltare le lezioni
Pochi studenti sono in grado di ascoltare. Sono costantemente distratti da altro, la loro vita è fatta da cose più urgenti e sicuramente più divertenti. È importante responsabilizzare i ragazzi sull'importanza di sfruttare al massimo il tempo a scuola. Più lo studente ascolta, più "sfrutta" l'insegnante, meno tempo dovrà dedicare a casa per studiare.

Prendere appunti
Prendere appunti è un'arte, andrebbero presi su appositi quaderni e non sui libri. Non è necessario scrivere romanzi, basta ricopiare ciò che viene scritto alla lavagna, segnare qualche concetto importante, annotare le date, le formule, ciò che poi si va a ricercare sul libro e che sarà proprio quello che interessa al professore, perché l'ha nominato in classe. Saper studiare significa anche essere furbi, saper capire quali sono le cose più importanti secondo il punto di vista di chi sta facendo lezione. Prendere appunti è molto utile anche sotto questo aspetto.

Mantenere l'attenzione
Prendere appunti aiuta tra l'altro a mantenere l'attenzione. È difficile stare attenti per un'ora, ma è importante, per tutti, anche come forma di rispetto per i compagni e l'insegnante. I genitori dovrebbero prendere molto sul serio eventuali richiami da parte degli insegnanti (il ragazzo disturba, dorme in classe, parla...) e fare leva sul senso di responsabilità, sull'importanza della scuola come "lavoro". Difficilmente in un luogo di lavoro ti permettono di andare a prendere il caffè o giocare con la PSP ogni 10 minuti. Purtroppo invece molti genitori non danno peso alle lamentele degli insegnanti perché pensano che sia colpa dell'insegnante che non sa tenere la classe e non del genitore che non educa il figlio in modo che si sappia comportare adeguatamente.

Comprendere il lessico che usa l'insegnante
Si spera che da parte dell'insegnante ci sia sempre il maggiore sforzo per farsi comprendere e per rendere il suo lessico il più facile possibile, pur mantenendo la correttezza dei termini. Nonostante questo però alcuni studenti faticano a comprendere ciò che dice l'insegnante. Questo vale soprattutto se gli studenti arrivano da contesti culturalmente poveri. Spesso i comuni, le scuole, le associazioni culturali, organizzano conferenze, seminari, dibattiti. Partecipare ad alcuni assieme ai compagni può essere utile e divertente.

Leggere
Bisogna leggere capendo ciò che si legge, e non semplicemente guardando le lettere una dopo l'altra. Difficile dare suggerimenti a questo riguardo, se non che si impara a leggere solo leggendo.

Usare il libro di testo
Lo studente medio si limita a leggere da riga tot a riga tot secondo le indicazioni del professore, fa i 3 esercizi assegnati e fine. A volte basterebbe fare lo sforzo di girare la pagina per trovarsi una bella mappa concettuale che aiuterebbe a ripassare, o un riassunto, o delle domande a cui cercare di rispondere per vedere se si ha capito. Anche le figure e gli schemi sono molto importanti per aiutare a capire. Cercare di sfruttare a fondo il libro di testo utilizzando tutti gli strumenti che fornisce è un buon modo per dare un senso alla spesa. 

Distinguere i concetti fondamentali da quelli secondari
Bisogna capire quali concetti sono le colonne e quali invece sono solo intonaco e mattoni. In questo modo ci si focalizza solo sui concetti importanti cercando di capire e memorizzare quelli, lasciando eventualmente per un secondo tempo gli altri. Seguire le lezioni e usare bene il libro può dare un grosso aiuto nel comprendere cosa è più importante.

Ricercare il significato delle parole che non si conoscono
Se leggendo il libro si incontra un termine di cui non si è sicuri del significato, occorre cercarlo. Spesso i libri hanno in fondo un glossario. Ho conosciuto studenti che non sapevano di avere un glossario in fondo al libro. Per dire come viene usato bene il libro di testo.

Ordinare i concetti secondo un criterio (cronologico, alfabetico, tassonomico, logico...)
Anche per questo il libro è un grosso aiuto. In ogni caso è bene farsi degli schemi, delle mappe concettuali, che poi possono essere utili per ripassare. Avere i concetti bene in ordine nella testa aiuta poi a richiamarli.

Connettere tra loro gli argomenti
La mappa concettuale è un esempio di come connettere tra loro gli argomenti. Sapere fare collegamenti, anche interdisciplinari, è una capacità che pochi studenti possiedono.

Analizzare
Dato un concetto, sviscerarlo in tutte le sue possibili sfaccettature. Capacità utile ad esempio quando si devono scrivere temi o risolvere problemi.

Sintetizzare
Riuscire ad esprimere in poche parole i concetti importanti. Nelle prove dove è richiesto di rispondere in poche righe è fondamentale la capacità di sintesi.

Inferire
Trarre una conclusione. Analizzando tutto ciò che ho di fronte arrivo a una conoscenza che non è affermata esplicitamente, ma è implicita nei dati che possiedo. È una capacità fondamentale per lo sviluppo del senso critico.

Generalizzare
Capire cosa hanno in comune diverse situazioni, osservare da una prospettiva più ampia che comprenda più concetti.

Esporre in modo chiaro, logico e coerente ciò che si è studiato
Ed infine questa è la capacità più importante. Si può aver studiato, capito, assimilato, ma a poco serve se non si sa esporre in un italiano corretto scritto e orale, usando i termini appropriati, evitando le abbreviazioni (xchè, qnd, nn) e utilizzando alcune delle capacità sopra quando richieste, sintetizzando se si deve scrivere poco, analizzando se è richiesta una risposta articolata, generalizzando o inferendo o collegando diversi concetti e soprattutto enunciando per primi i concetti che rispondono alla domanda e non cominciando con i primi concetti del capitolo per poi arrivare alla fine dell'ora di verifica a quello richiesto, che viene esposto in due parole e finisce che la verifica è insufficiente: "ma come prof, ho scritto tantissimo e tutto giusto" "certo cara ma non hai risposto alla domanda".

Strategie utili per studiare bene senza sprecare tempo

Pianificare il tempo dello studio
Se lo studente ha difficoltà, se non riesce a stare dietro alle scadenze, se si riduce a notte fonda, allora forse è il caso di aiutarlo a pianificare il tempo dello studio. Significa preparare una tabella oraria con ore dedicate allo studio, al relax e alle altre attività. La tabella va seguita tassativamente. Lo studente studia meglio se sa che studierà solo per 2 ore e poi potrà rilassarsi, giocare al computer e via dicendo. 

Distribuire il tempo rispettando la complessità delle consegne delle varie discipline
Anche se non ci si prepara una tabella è comunque importante dedicare del tempo ad ogni materia, mai più di 2 ore per materia di seguito. Si dovrebbero fare nei periodi di maggiore lucidità le discipline più difficili, e lasciare ad altri momenti quelle più facili. Non si dovrebbe mai arrivare al punto di tralasciare del tutto una disciplina per poter dedicare più tempo alle altre.

Rispettare le scadenze
Lo studio va organizzato anche in base alle scadenze. Non bisogna fare prima le cose più facili, ma prima ciò che va consegnato prima, portandosi comunque avanti anche nelle altre discipline in modo da non ridursi all'ultimo. Non ci si dovrebbe ridurre a fare il lunedì tutti i compiti per il martedì, perché presumibilmente molti di quei compiti sono stati assegnati giorni prima. Una buona pianificazione settimanale evita questi problemi.

Rivedere a casa gli appunti
Questo è utilissimo e va fatto subito. Si rileggono, anche sull'autobus, non è necessaria una grande concentrazione. Si segna ciò che non è chiaro, e la volta dopo si chiedono delucidazioni. In questo modo i concetti appena ascoltati si fissano molto meglio e lo studio vero e proprio diventa molto più rapido ed efficace.

Procurarsi il materiale necessario
Il libro di testo, un quaderno dove prendere appunti ed inserire le fotocopie fornite dall'insegnante, penne, matite, gomme, righelli, vocabolari e via dicendo. Ci sono studenti che arrivano a scuola senza nemmeno la cartella. E poi i genitori arrivano stupiti alla fine dell'anno perché il loro ragazzo è stato bocciato.

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Che forza papà!

Un gruppo di vivaci bambini conversando tra loro riflettono su quanti tipi di papà ci sono al mondo.

Dai loro racconti viene fuori che le tipologie sono le più variegate; ci sono papà che lavorano vicino e quelli che lavorano lontano, quelli che aggiustano automobili e quelli che "aggiustano" animali. Quelli che fanno la spesa, quelli forti, quelli coraggiosi, quelli che sanno fare tutte le faccende domestiche. Poi c'è chi ha due papà, quello biologico e quello di "cuore", ci sono papà che si frequentano tutto l'anno, altri solo nei fine settimana o nel periodo delle vacanze; alcuni singoli altri doppi...

Sarà Mario, che ha un papà single, ad aiutarli a capire che, quale che sia la tipologia del proprio papà, è importante ed unico il forte legame che unisce un padre al proprio bambino.

Una tenera storia da leggere insieme ai bambini, priva di stereotipi, piena d'ammirazione per i diversi tipi di papà, e che fa certamente sorridere e riflettere.

autore: Autore Isabella Paglia - Illustratore Francesca Cavallaro

editore: Fatatrac

Arcobaleno fa la pace

Il pesciolino Arcobaleno e i suoi amici vivono spensierati in fondo all'oceano. Poco lontano, una bella balena blu si lascia cullare dalle onde osservandoli placidamente.

"Perché ci guarda in quel modo?" si chiedono un giorno, insospettiti, i pesciolini.

"Grande e grossa com'è, chissà quanto mangia. E se divorasse tutto quello che c'è in giro?".

Sentendoli parlare così, la balena, che in realtà stava solo ammirando le loro belle scaglie brillanti, s'indispettisce e la sua rabbia non resterà senza conseguenze...

"Dobbiamo fare la pace" decide allora Arcobaleno "perché quando si litiga si finisce per stare male tutti".

Sì, ma in che modo?

Sembrava complicato, ma quanto è semplice fare la pace! Balena e Arcobaleno parlano a lungo. La balena spiega ad Arcobaleno perché si è arrabbiata... i due ridono insieme e trovano un accordo e ben presto nessuno riesce a spiegarsi più perché quel bisticcio sia mai avvenuto.

Le illustrazioni sono ulteriormente abbellite dalle lamine rifrangenti che fanno luccicare le scaglie dei pesciolini.

Per bambini in età prescolare.

Della stessa serie
"Arcobaleno, il pesciolino più bello di tutti i mari" che insegna la felicità nel donare 
"Arcobaleno, non lasciarmi solo!", che insegna a non creare gruppi esclusivi e ad accettare anche coloro che sono diversi da noi.

autore: Isabella Bossi Fedrigotti, Marcus Pfister

editore: Nord-Sud

Genitori in Gioco

Ben 240 attività fisiche, manuali e intellettuali, suddivise in pratiche schede con le indicazioni di fascia di età e tipologia, adatte a tutti i bambini dalla nascita ai 6 anni da svolgere da soli o con i compagni, in casa o all'aperto, questi giochi stimolano l'immaginazione e la creatività dei bambini e rendono più profondo il legame con i loro genitori.

Una guida che, con entusiasmo ed energia insegna ad esplorare, manipolare, far finta che, sporcare la cucina, animare pupazzi e peluche, disegnare su fogli ciclopici, utilizzare materiali insoliti, in compagnia dei propri figli.

Ogni momento trascorso insieme è un'occasione unica per conoscersi meglio e rinsaldare il legame affettivo; attraverso il gioco, si comunicano sensazioni ed esperienze e si apre la porta alla conoscenza del mondo.
I bambini nascono e crescono a una velocità sorprendente. I ritmi frenetici della vita moderna, però, spesso impediscono a mamma e papà, specie se impegnati con il lavoro, di prendere parte ai giochi dei figli piccoli: costretti a lasciarli in compagnia della «baby-sitter» televisione o con giocattoli e videogiochi già pronti, che lasciano poco spazio alla creatività, rischiano di sentirsi inadeguati e smarriti.

Per venire incontro alle esigenze di tutti quei genitori con sempre più impegni e sempre meno tempo libero a disposizione, ma che desiderano essere presenti con costanza e amore nel prezioso e irripetibile periodo della crescita dei figli, questa guida propone una ricca raccolta di attività ludico-didattiche da organizzare in famiglia, tutte ideate e sperimentate in prima persona dalla mamma/autrice: dai giochi all'aperto ai lavoretti di Natale, dal disegno alla manipolazione dei materiali, dall'invenzione di storie agli sporto più classici rivisitati a "misura di bambino".

autore: Alessandra Zermoglio

editore: Sonda