Un nuovo inizio alla scuola media

Inizia per molti ragazzi una nuova esperienza con l'inizio della scuola secondaria di primo grado. 

Che cosa bisogna aspettarsi

I ragazzi saranno spronati ad agire in maniera sempre più indipendente, e si dovranno orientare fra tanti professori e tante materie, alcune delle quali del tutto nuove. 

Le principali differenze rispetto alla primaria 

La differenza più evidente sta nel corpo docente, a partire dalla prima media infatti i maestri della scuola elementare sono sostituiti dai professori, diversi per ogni materia. È inoltre di norma richiesta una certa autonomia del ragazzo, sia nell'organizzazione dello studio che nel rapporto con la scuola. 

La formazione delle classi

Solitamente nel corso della quinta elementare viene inviato alle famiglie un modulo per l'iscrizione, ove, oltre alle informazioni anagrafiche e generali utili agli insegnanti per decidere la futura classe, è possibile inserire richieste, o indicare esigenze particolari dell'alunno.
Una volta raccolti i moduli, il corpo docente, in collaborazione con i maestri elementari, seleziona e divide i ragazzi in varie classi, cercando di crearle ugualmente omogenee. Le sezioni vengono poi solitamente estratte a sorte. I criteri di selezione dei ragazzi variano da scuola a scuola, ma generalmente si basano sul luogo di residenza, sul rendimento, e sulle segnalazioni delle maestre. Non sempre è possibile invece tenere conto di tutte le richieste fatte dalle famiglie. 

Cosa acquistare

Il primo giorno di scuola non è necessario avere materiale particolare in cartella, anzi , per comprare quaderni e matite è meglio aspettare le richieste dirette degli insegnanti delle varie materie. Saranno loro ad indicare cosa deve usare il ragazzo. 
Si può certamente acquistare uno zaino (sufficientemente capiente, dato che i libri sono tanti e voluminosi), ed un diario. 

Ambientamento

Ognuno reagisce alla novità in modo personale: c'è chi sente il disagio delle nuove e molteplici materie di studio, altri sono preoccupati dai tanti professori, altri vivono di più l'ansia della relazione coi nuovi compagni. Ma sono disagi iniziali. 
La mole di lavoro, sia a casa che a scuola è più grande, è possibile che il ragazzo senta un po' di difficoltà all'inizio perché aumenta la quantità di compiti e di pagine da studiare. È necessario per loro imparare ad organizzare il tempo da dedicare allo studio, ed abituarsi alle nuove materie ed ai nuovi docenti. A noi genitori sta invece capire se in questi momenti abbiano bisogno del nostro appoggio, o se possano proseguire il loro percorso in autonomia. 
In ogni caso queste problematiche si stabilizzano in qualche mese, e dopo le vacanze di Natale nella maggior parte dei casi, si sono risolte. 
Inoltre, i professori nelle prime settimane fanno spesso fare ai ragazzi un test d'ingresso, non per valutarli, ma per capire il livello generale della classe e per sapere da quale argomento è meglio partire, o se ci sono delle cose da ripassare prima di iniziare il programma vero e proprio.


L'esperienza dei genitori della community su questo delicato passaggio

Non vi sarà data nessuna possibilità di commuovervi, niente lacrime come all'asilo, niente bacetti sulla porta come alle elementari. Mettete da parte ogni istinto di controllo, non vedrete nemmeno le facce dei professori per un bel pezzo, non capirete un acca dell'organizzazione per un bel po' ed anche ciò che fanno sarà per voi oscuro, fra la miriade di libri, quaderni e fogli volanti che avranno.

Tutta la prima settimana penserete "oddio l'ho iscritto ad una scuola dove non fanno nulla". 
Tutta la seconda penserete "oddio troppo difficile non ce la possiamo fare" 
Dalla terza settimana fanno da soli.


Sul materiale


Saranno i professori a dire di volta in volta quale sia il materiale richiesto: sicuramente riga, squadra, compasso. 

L'unico consiglio che mi viene in mente è non risparmiare sullo zaino, e controllare bene gli spallacci, soprattutto nel punto di attacco. Da noi la questione peso degli zaini non si è mai risolta.


Sull'autonomia nello studio


Ho dovuto molto seguire mia figlia nello studio in questi anni, per i compiti a casa soprattutto ho dovuto sempre stare vicino a lei, perchè altrimenti si perdeva. Non mi chiedeva certo di fare il lavoro per lei, ma aveva bisogno fisico che fossi lì. Forse era insicurezza, adesso comunque non mi cerca quasi più. 

Suppongo dipenda da ragazzo a ragazzo. Non mi vergogno nel dire che a mia figlia, che è sempre stata una lumaca, soprattutto in prima media ho dato una grande mano. Secondo me il primo anno il fattore più importante è quello di non rimanere indietro e di cercare di stare al passo il più possibile, evitando di fare i compiti all'ultimo momento. 

Ah, le tavole di tecnica! Vengono assegnate una settimana per l'altra, ma richiedono veramente tanto tempo per l'esecuzione.

Insomma ci vuole tempo e pazienza, almeno fino a Natale secondo la mia esperienza. Il mio ha avuto bisogno di aiuto nell'organizzazione ancora per tutta la seconda. Quest'anno è invece più veloce. 

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