Accompagnare i bambini nella lettura

Secondo i più recenti dati dell’AIE (Associazione Italiana Editori) gli italiani che leggono libri sono solo circa 38% della popolazione. E a quanto pare anche i bambini italiani leggono meno rispetto ai coetanei europei.

Nell’indagine di mercato condotta dall’ ISTAT “La lettura di libri in Italia”, tra gli elementi che possono influire sulle abitudini di lettura dei bambini e dei ragazzi, un ruolo importante rivestono il numero di libri presenti in casa e il comportamento di lettura dei genitori. I dati evidenziano un significativo incremento della quota di giovani lettori in quelle famiglie dove i libri sono presenti in casa e, in particolare, in quelle dove la biblioteca domestica è più consistente. Nello specifico, se in media il 58,2% dei bambini e ragazzi di 6-14 anni dichiara di aver letto almeno un libro, tale quota raggiunge il 78,1% nel caso in cui in casa siano presenti più di 200 libri, mentre la percentuale crolla al 23,6% se in casa non ce ne sono affatto.

In sintesi, se vogliamo che i nostri figli leggano, siamo i primi a dover dare il buon esempio.

Ma oltre a dare il buon esempio, come possiamo stimolare i bambini alla lettura?

La passione per la lettura nasce in tenera età fra le braccia di mamma e papà, ed è per questo che è importante cominciare prestissimo.

Quando il bambino è molto piccolo il libro è un mero oggetto, infatti in commercio troviamo libri da bagno, libri da mordere, libri cuscino, libri da appendere al passeggino. Spesso diventa complicato sceglierne uno, data la vasta offerta; la cosa importante è che quanto scegliamo abbia la certificazione di qualità della Comunità Europea (CE), che non si troppo pesante per il bambino, o troppo fragile.

Il primo passo per avvicinare i nostri figli alla lettura è quello di legger loro dei libri ad alta voce, proponiamo noi la lettura come momento per stare insieme, se però ci accorgiamo che il bambino non ne ha voglia, non insistiamo… aspettiamo l\'occasione adatta.

Se è nostro figlio a chiederci di leggere un libro, non rifiutiamoglielo, se in quel preciso momento non possiamo proprio, diamogli un appuntamento ben preciso: crescerà così l’aspettativa ed il desiderio.

Calibriamo i tempi di lettura, non troppo lunghi per evitare che il bambino si annoi ma nemmeno troppo brevi, altrimenti non si riesce a trasmettere l’amore per la lettura, il nostro compito è quello di far desiderare al bambino tempi progressivamente più lunghi. Una o più volte durante l’arco della giornata l’importante è riuscire a creare un’abitudine, la sera, prima di spengere la luce, può diventare irrinunciabile.

Il tempo che ogni bambino dedica alla lettura deve essere libero da qualsiasi tipo di costrizione, deve essere un piacere e non un ricatto, non è un compito e non deve essere valutato per come lo svolge.

La lettura consente al bambino molto piccolo di familiarizzare con la lingua scritta e con l’oggetto libro, inoltre è uno dei modi più divertenti e stimolanti per passare il tempo.
Attraverso le storie il bambino mette in moto la fantasia, migliora la capacità di pensare e affina il linguaggio. Se leggete dei libri al vostro bambino, imparerà ad ascoltare, aumenterà i tempi di attenzione mentre verrà stimolato in lui il desiderio di imparare a leggere da solo.
Per leggere scegliete un ambiente dove non ci sia confusione, in modo tale che il bambino possa dedicarsi all’ascolto serenamente.
Bene poi avere sempre un libro a portata di mano anche fuori di casa, ci sono momenti in cui, magari in fila per pagare una bolletta, possiamo intrattenere il nostro bambino leggendogli la sua fiaba preferita.
Molto spesso i bambini amano farsi leggere la stessa storia centinaia di volte tanto che le pagine del libro preferito, con l’andare del tempo si consumano, perché gli piace impararla a memoria, perché pregusta i passaggi che lo hanno colpito maggiormente, perché una storia letta più volte lo rassicura.

Ci sono delle regole da seguire per scegliere il libro giusto? No, lasciamo scegliere a loro, senza imporre i nostri gusti. Se c’è un libro che pensiamo possa piacergli, raccontiamogli brevemente la trama, se non lo convinciamo chiediamogli che genere di storia avrebbe voglia di leggere.
Ovviamente la scelta del libro dipenderà anche dall’età dei vostri bambini.

Di seguito un decalogo ironico per allevare dei non lettori, stilato da Dean Schneider e Robin Smith, basta fare il contrario e siete a cavallo.

“ Tredici modi per allevare un NON lettore”


1) Non leggete mai quando vostro figlio può vedervi.

2) Mettete una televisione e un computer in ogni stanza della casa. Non dimenticate i bagni e la cucina.

3) Correggete il vostro bambino ogni volta che pronuncia male una parola.

4) Organizzate ogni giorno attività extrascolastiche, in modo tale che il bambino non si possa mai annoiare.

5) Quando vostro figlio imparerà a leggere, buttare tutti i libri illustrati. Sono per bambini piccoli.

6) Non fate giochi da tavolo. Troppo noiosi!

7) Ricompensate il bambino che legge qualche pagina. Figurine e sorpresine in plastica vanno bene. La ricompensa in denaro è comunque la migliore.

8) Non aspettatevi che i vostri figli possano divertirsi leggendo. I libri per bambini servono solo per imparare a leggere, per fornire buoni esempi e per insegnare le buone maniere.

9) Comprate solo lampadine da 40 watt per le lampade di casa.

10) Non rileggete per nessun motivo a vostro figlio un libro già letto. Lo hanno già sentito una volta, e lo ricorderanno certamente.

11) Non permettete mai al vostro bambino di ascoltare un audioracconto, potrebbe essere una truffa.

12) Assicuratevi che i ragazzi leggano solo libri “difficili”. I libri facili sono una vera perdita di tempo. Peggio ancora i fumetti e i giornalini.

13) Vietate, nel modo più assoluto di leggere a letto. 
 
 



Approfondimenti:

Progetto <url= http://www.natiperleggere.it/]Nati per leggere

R. Valentino Merletto, B. Tognolini “Leggimi forte” Ed. Salani, 2006

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I ragazzi felici di Summerhill

L'esperienza della scuola non repressiva più famosa al mondo

Quanta libertà è giusto concedere a un bambino, a un ragazzo? E quando la libertà si trasforma in licenza?

Summerhill è la scuola che Neill fondò in cui il principio inspiratore è un'educazione che non ha bisogno di ricorrere alla paura. Una scuola senza autorità dove le regole sono dettate da un'Assemblea Generale formata da alunni e insegnanti in cui il fondatore ha lo stesso potere di voto di un fanciullo.

Neill dimostra che la libertà funziona, che i bambini sono capaci di autoregolarsi qualora non abbiano già assorbito il sistema educativo violento e coercitivo delle scuole tradizionali.
Summerhill ha uno spirito comunitario e di autogoverno in anticipo sui tempi. Questo avviene perché la scuola stessa è un'isola:
Neill non si propone di cambiare la società, lui desidera solo che i suoi ragazzi siano felici. Quando un ragazzino arriva a Summerhill inizialmente è disorientato e approfitta di tutto quello che si pensa (sbagliando) sia "libertà", ovvero fare quello che si vuole. A Summerhill le lezioni sono facoltative, se un bambino non vuole imparare a leggere e a scrivere non lo fa, e non è giudicato ma viene trattato con rispetto. Eppure entro breve tempo (quasi) tutti frequentano le lezioni, rispettano la libertà degli altri e se questo non avviene, gli stessi bambini decidono la sanzione, nell'assemblea settimanale di autogoverno.

E' una bella utopia, un invito a riflettere sulla violenza e sulle ipocrisie del nostro sistema scolastico, una proposta di antiscuola inimitabile, perché molte scuole ispirate a quel modello scambiarono proprio libertà con licenza, l'errore più comune che proprio Neill stesso tendeva a sottolineare: libertà non è assenza di regole come molti credono, ma è autoregolazione. La comunità infatti si detta da sola le regole, spesso ferree e precise, improntate sul rispetto reciproco.

autore: Alexander S. Neill

editore: Red Edizioni

La vera storia del pirata Long John Silver

La biografia - raccontata in prima persona - di Long John Silver, il temibile pirata con una gamba sola dell'Isola del Tesoro, fatto sparire da Stevenson nel nulla che riappare ora vivo e ricco in Madagascar intento a scrivere le sue memorie.

E così ci si ritrova - adulti - a leggere una storia di pirati, con lo stesso gusto con cui lo facevamo da bambini, sognando ancora di porti affollati di vascelli, taverne fumose, tesori, arrembaggi, tempeste improvvise.

Ma non c'è solo questo, c'è anche la scoperta del mondo all'epoca della pirateria, i legami con il commercio ufficiale, le condizioni atroci dei marinai, i soprusi dei capitani, il codice egualitario dei pirati, le loro efferatezze e quelle contro cui si ribellavano.

 

Un grande affresco di un'epoca e di un mondo che ha sempre affascinato grandi e piccoli.

autore: Larsson Björn (traduzione K. De Marco)

editore: Iperborea

Il bambino perduto e ritrovato. Favole per far la pace col bambino che siamo stati.

“Gli adulti ritengono comunemente di poter pensare e agire in modo libero nei loro comportamenti abituali, mentre in realtà sono spesso condizionati dal bambino che sono stati, con la sua vitalità e creatività, ma anche con le sue realtà irrisolte, che possono interferire con le loro attuali relazioni, quella con i figli innanzi tutto.


Forse nel desiderio di evitare, ai figli, fatiche eccessive, gli adulti a volte spianano loro troppo la strada, impedendogli così di confrontarsi con le difficoltà che invece aiutano a crescere e a rinforzarsi: Altre volte, anche, aspettano da loro quei successi che invece a loro sono mancati e che consolino la loro basa autostima, e questo complica la vita sia a loro che ai figli.


Questo libro vorrebbe aiutare noi adulti, sempre attraverso delle favole costruite su molte storie reali condensate in una, a cercare di evitare che le ombre del nostro passato interferiscano troppo con la nostra relazione con i bambini e i ragazzi condizionandoli eccessivamente e involontariamente nelle loro scelte e nella disposizione mentale con cui affronteranno la vita.”

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)