Bambini dai diritti calpestati

La Giornata Mondiale per i Diritti dell'Infanzia celebra la data in cui la "Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza" venne approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York: il 20 novembre 1989. 

L'Italia ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991, poi nel dicembre 1997, è stata istituita la: "Commissione parlamentare per l'infanzia" e "l'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza".

La Convezione non è solo una dichiarazione di principi generali ma, una volta ratificata, rappresenta un vero e proprio vincolo giuridico che impegna tutti gli Stati firmatari a far in modo che i diritti in essa proclamati siano rispettati.

Purtroppo però ancora oggi in moltissimi paesi i diritti dei bambini continuano ad essere calpestati e troppi di loro sono costretti a vivere in condizioni poco o affatto dignitose, privati dei beni più elementari.

Ed è proprio a quei duecentoquindici milioni di bambini nel mondo che subiscono continui soprusi, i cui diritti sono continuamente violati, che rivolgiamo il nostro pensiero in questa giornata.


Ai tre milioni di bambini che lavorano i mattoni nelle cave di argilla alla periferia di Lima, in Perù. I bambini dai 4 ai 6 anni rivoltano i mattoni crudi posti al sole per facilitarne l'essiccazione, trasportano terra e sabbia, aiutano a preparare la mescola di fango. 

Alle tantissime ragazzine della comunità Quechua, l'etnia originaria degli Inca, che vivono sulle Ande, costrette a emigrare in città e sottoposte a forme di semischiavitù, sfruttate oltre ogni limite nel lavoro domestico.

Ai duecentomila bambini sfruttati per il commercio della frutta in Nicaragua.

Alle sessanta milioni di "spose bambine" nel mondo, per le quali il giorno delle nozze arriva in genere tra i 12 e i 14 anni, a volte anche prima.

Ai bambini dell'Uzbekistan, che ogni anno da settembre a dicembre, sono costretti a raccogliere il cotone senza andare a scuola.

Ai quarantamila bambini albanesi, che vengono sottratti alla scuola, impiegati nelle aziende di vestiario e di calzature che vanno alla ricerca di manodopera a basso costo.

Ai quarantacinque milioni di bambini-lavoratori sotto i 14 anni in India. 

Ai due milioni di bambini coinvolti nel giro della pornografia e della prostituzione.

Ai duecentocinquantamila impiegati come bambini soldato in tutto il mondo. 

Ai seicentomila bambini brasiliani schiavizzati e sfruttati. 

Alle oltre diecimila ragazze nepalesi tra i 9 e 18 anni che ogni anno, e ogni anno sempre più giovani, vengono rapite e costrette alla prostituzione.

Ai bambini rapiti per l'espianto e il traffico di organi. 

Un pensiero particolare va infine ai centocinquanta milioni di bambini nel mondo che vivono soli per strada, bambini in grave stato di abbandono la cui vita si svolge al di fuori di una famiglia e di qualsiasi struttura atta ad accudirli: i bambini del Bangladesh, che vivono e lavorano sulle strade delle grandi città, i ragazzi delle fogne di Bucarest, i meninos de rua in Brasile, i Kijana Chokora ragazzi "spazzatura" di Nairobi, i piccoli homeless che affollano le vie di Città del Messico e gli street children delle Filippine.


Ilaria Nasini per Officina Genitori


Fonti:
Terre des hommes
Unicef
Asia News

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Nebbia di streghe, una bella fiaba avventurosa, avvincente e allo stesso tempo commovente, che aiuta i giovani lettori a comprendere la separazione tra genitori. 

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La nebbia l’ha mandata la strega Cunegonda, perché Carletto non ha accettato di seguirla nel suo castello, dove lei lo ha invitato per una grande festa di bambini.
Carletto, rendendosi conto che la nebbia fra i genitori peggiorava decide di seguire la strega, con la speranza che questo possa servire a farla svanire.

Giunto al castello, Carletto scopre che insieme a lui ci sono tantissimi altri bambini e comincia un avventura che li porterà a sconfiggere le streghe, colpevoli di voler trasformare i bambini in streghe e streghi, e a fuggire dal castello.

Al suo ritorno a casa la gioia dei genitori è immensa ma dopo pochi giorni la nebbia ritorna, a quel punto Carletto è convinto che quello che sta succedendo accade solo per colpa sua.
Per fortuna trova il coraggio e si confida con la mamma, la quale gli spiega che a volte fra i genitori cala una nebbia che rende difficile la loro convivenza, al punto tale che non riescono nemmeno più a rivolgersi la parola.
La colpa non è certamente di Carletto, lui non c\'entra niente, può succedere che i genitori smettano di amarsi, e anche se ciò accade non smetteranno mai di voler bene ai loro bambini.
La mamma spiega a Carletto che l’unico modo per far si che la nebbia vada via è che la mamma e il papà non vivano più sotto lo stesso tetto.
Carletto è spaventato perché non sa che fine fanno i bambini che hanno i genitori che si separano, la mamma lo rassicura immediatamente, abbracciandolo teneramente e spiegandogli che i bambini staranno un pò nella nuova casa della mamma e un pò in quella del papà, in modo tale che quell’orribile nebbia non torni più.

autore: Giulio Levi

editore: Falzea Editore

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