La Carta di Roma. Un nuovo strumento per sostenere i diritti dei bambini.

Si chiama Carta di Roma, ed è un nuovo strumento per ribadire e sostenere i diritti dei bambini, un documento operativo e condiviso, che sarà adottato a livello internazionale da Governi e Comunità religiose e che va ad affiancare e a dare maggior voce, alla Convenzione dei diritti del fanciullo, approvata dall'Assemblea Generale dell'Onu ed entrata in vigore nel 1990.

La Carta di Roma, è stato presentata lo scorso 3 novembre in occasione del congresso, tenutosi al Senato, dal titolo «The world's children and the abuse of their rights», organizzato dal Telefono Azzurro e dal Centro internazionale per i bambini scomparsi e sfruttati (Icmec) , in collaborazione con l'Ospedale Bambino Gesù e la Mayo Clinic. Un incontro, che ha voluto sensibilizzare l'opinione pubblica e i leader mondiali della politica e della società, sui temi dei diritti dell'infanzia, progettando nuove strategie d'intervento globale per contrastare gli abusi sui minori, fenomeno in continua crescita in tutto il mondo.

L'iniziativa romana, ha avuto il plauso del Presidente Giorgio Napolitanoche ha ribadito il suo apprezzamento per tutte le Associazioni e gli Enti operanti nel settore sociale, prime tra tutte Telefono Azzurro: "per l'opera meritoria che compiono uniti a difesa dei bambini abusati, nella consapevolezza che questa indegna piaga vada eliminata. Un mondo in cui i diritti dell'infanzia sono negati è un mondo insicuro e privo di speranza per il futuro". 

A 20 anni dalla ratifica della Convenzione sui diritti del Fanciullo, l'incontro ha rappresentato una importante occasione di confronto e di denuncia. Perché i dati sono davvero allarmanti. 

L'Icmec (International Centre for Missing & Exploited Children) stima che nel mondo, ogni anno, scompaiano almeno 8 milioni di bambini, mentre 1,8 milioni sono vittime di sfruttamento sessuale. Almeno una ragazza su 5 e un ragazzo su 10 sono vittime di molestie sessuali prima dell'età adulta. Dal 2009, anno in cui è stato attivata la linea 19696 di Telefono Azzurro, sono state gestite dalla Onlus italiana 570 situazioni di abuso sessuale (giunte alla linea 19696 di Telefono Azzurro e al 114 Emergenza infanzia), ovvero, in media, 191 casi all'anno.

Nello stesso periodo di riferimento il servizio di Telefono Azzurro, che consente a chi naviga in Internet di segnalare contenuti inadeguati o potenzialmente pericolosi per bambini e adolescenti, ha accolto 5.768 segnalazioni: il 26% si riferiva a materiale pedopornografico. Per quanto riguarda invece il fenomeno dei minori scomparsi, Telefono Azzurro, dall'attivazione in Italia nel 2009 del Servizio 116000 (numero unico europeo per i bambini scomparsi) ad oggi, ha gestito 235 segnalazioni relative a casi di scomparsa, 153 di avvistamento e 50 di ritrovamento. Dai dati dell'Associazione emerge, inoltre, che il 52% dei bambini scomparsi è di sesso femminile, mentre il 66% ha un'età compresa tra 0 e 10 anni.

Un dramma, quello degli abusi, che nonostante gli sforzi nazionali e internazionali per proteggere e promuovere i diritti dei bambini e degli adolescenti, in Europa e nel mondo, è ancora lontano dall'essere risolto. Ci auguriamo davvero, che la "Carta di Roma" si riveli un valido strumento per tutti quelli che sono impegnati a vario titolo nella difesa dei diritti dei minori. Da oggi in poi, in tutto il mondo, i parlamentari e i Governi potranno avere un punto di riferimento in più per la propria attività legislativa e garantire una maggiore tutela ai diritti dell'infanzia.


Dossier 2011 a cura del Centro Studi di Telefono Azzurro: 
Le violazioni dei diritti dei bambini e degli adolescenti nel mondo

Documento originale in lingua inglese della Carta di Roma

Sito di:Telefono Azzurro

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Nella loro vita ci sono due madri, due famiglie, possono avere un passato segnato da traumi, possono aver vissuto per anni in un istituto, possono aver viaggiato da un continente all'altro, hanno sempre viaggiato o da un prima ad un dopo, molto diversi tra loro, per avere una famiglia stabile e serena.

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Raramente gli operatori della scuola conoscono le realtà, le storie dei bambini, le procedure, le vicissitudini burocratiche, le attese e le avventure dei genitori adottivi. A volte sembra che manchino i canali per parlarsi e che scuola e famiglia siano due mondi che non riescono a raggiungersi.

La scuola accogliendo in sé - attraverso i bambini - le moltissime istanze del sociale, può oggi farsi promotrice di una cultura della convivenza civi­le dove ogni differenza trovi modo di esprimersi per quanto ha di ricco, nuovo, stimolante per tutti noi. È per questo che desideriamo creare un'alleanza tra genitori e maestre, un'alleanza dentro cui i bambini cresceranno serenamente, i genitori si sentiranno sostenuti e le insegnanti vedranno riconosciute al meglio le proprie capacità."

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