Viaggio attraverso la romantica Baviera

In questi giorni stiamo pensando ad una meta carina e vicina all'Italia per una breve vacanza durante il periodo natalizio e così abbiamo pensato di tornare nella bella Baviera che abbiamo già visitato in primavera qualche anno fa.

La Baviera è facilmente raggiungibile in macchina dall'Italia (ricordo che siamo partiti da Bologna verso le 9 e per pranzo avevamo già raggiunto la nostra prima tappa in Germania) e ritengo sia molto suggestiva nel periodo natalizio in quanto è disseminata di paesini molto caratteristici che sembrano lo sfondo di un presepe. 

Il viaggio che abbiamo fatto ha seguito la Romantische Straße, un famoso percorso turistico che si snoda attraverso la valle del Meno, la Franconia occidentale, la Svevia, l'Alta Baviera fino ad arrivare alle Alpi Tedesche per un totale di poco più di 500 chilometri percorribili in circa cinque, sei giorni. Qui di seguito riporto un ricordo del viaggio che abbiamo fatto in primavera sperando che le condizioni meteo ci permettano di ripercorrere le stesse tappe anche nel nostro viaggio natalizio.

Prima tappa del nostro viaggio (circa 400km da Bologna, quasi tutti di autostrada) è il Castello di Linderhof (vicino alla cittadina di Oberammergau): si tratta di un magnifico castello in stile tardo rococò costruito nella secondo metà dell'800 per volontà del Re Ludwig II nel luogo dove sorgeva il capanno di caccia del padre Massimiliano II di Baviera. Il castello gode di una splendida vista sulle Alpi Bavaresi ed è il più intimo dei tre castelli bavaresi di Ludwig (gli altri due li vedremo nella seconda tappa): gli interni sono molto ricercati, tuttavia, Linderhof, rispetto alle altre residenze, risulta essere più intimo in quanto è l'unico ad essere stato realmente abitato dal sovrano.
Il parco che circonda il castello, complice la cornice delle Alpi Bavaresi, è di una bellezza mozzafiato con giardini all'italiana e all'inglese, fontane, cascate e alcuni edifici davvero caratteristici quali la Casa Marocchina, la Grotta di Venere e il Chiosco Moresco. I bambini apprezzeranno in maniera particolare la Grotta di Venere (ispirata alla Grotta Azzurra di Capri) fatta costruire per la messa in scena del primo atto dell'opera di Wagner il "Tannhäuser" (dove Tannhäuser, il trovatore, viene sedotto e rapito da Venere) le cui note riecheggiano per tutta la grotta conferendole un'atmosfera davvero magica. Una curiosità: il castello prende il nome da un possente tiglio secolare, Linde in tedesco, che si trova all'interno del parco… da vedere!!! 

Il giorno successivo, proseguendo verso nord, ci siamo fermati al piccoloSantuario in der Wies (letteralmente "nel prato") che spicca tra il verde dei campi e dei boschi con la sua sagoma bianca e rosata ai piedi delle Alpi Bavaresi e alla piccola abbazia di St. Mang dove vale la pena una sosta anche solo per ascoltare "il silenzio" che sovrasta la zona. 

Si arriva così alla caratteristica cittadina di Füssen, punto di partenza per la visita ai castelli di Neuschwanstein e Hohenschwangau, i due castelli gemelli posti in posizione veramente scenografica ai piedi di una montagna, poco distanti da un lago, sul ciglio di una gola vertiginosa e immersi nella foresta: io li ho visti in primavera, ma ho visto delle foto fatte in inverno con la neve e devo dire che lo spettacolo sembra grandioso. Il castello di Neuschwanstein (letteralmente "Il Castello della Nuova Pietra del Cigno") è un edificio costruito alla fine del XIX secolo per volontà del Re Ludwig che impegnò tutto il suo patrimonio in questa costruzione, ma non riuscì a vederlo ultimato in quanto morì, a soli 41 anni, in circostanze mai del tutto chiarite. Di fronte ad esso e in posizione leggermente sottostante si trova il castello Hohenschwangau, castello in cui Ludwig ha trascorso l'infanzia e dal quale sovraintendeva ai lavori del castello di Neuschwanstein. I bambini riconosceranno nel castello di Neuschwanstein l'ambientazione dei castelli delle favole della Disney e si divertiranno moltissimo nella visita degli interni che comprende, tra l'altro, la ricostruzione di una grotta con tanto di stalattiti e stalagmiti. A mio avviso è assolutamente da non perdere la vista dei due castelli dal ponte Marienbrücke che sormonta la gola di Pollat, un po' altino (90 metri circa) ma assolutamente suggestivo anche per il percorso dentro al bosco che si deve fare per arrivarci.

Dopo tanto splendore, lasciamo la pace dei boschi e arriviamo nella splendida capitale della Baviera, Monaco. Abbiamo dedicato un giorno alla visita della città, perché è una piccola perla, molto caratteristica e, a mio avviso, vale la pena prendersi tutto il tempo per girarla a piedi. 
In particolare consiglio 
Marienplatz e la Neus Rathaus: si tratta della piazza principale della città e del suo municipio. Quest'ultimo è stato realizzato nel XIX secolo, in stile neogotico ed è caratterizzato da una torre con orologio che contiene uno dei carillon più grandi del mondo, il Glockenspiel. Le statue dell'orologio ballano due distinte scene: una giostra in onore delle nozze del duca Guglielmo V e la Schäfflertanz (danza dei bottai), una rappresentazione che ogni anno viene messa in scena anche per le strade della città e che commemora la scampata epidemia di peste del 1517. Alla fine della rappresentazione, un gallo dorato apre le ali, mentre un meccanismo a soffietto ne riproduce il canto. Questa rappresentazione viene ripetuta, ogni giorno, alle ore 11:00 e 12:00 (durante l'estate anche alle 17:00), mentre, alla sera, nelle nicchie situate al settimo piano della torre, compaiono le figure di un alfiere con corno che benedice il Münchner Kindl (letteralmente, il bambino di Monaco) e dell'angelo della pace che lo accompagna a letto. Questa seconda rappresentazione, è accompagnata da due carillon: il primo, a trombe, esegue uno spezzone dell'opera lirica "I maestri cantori di Norimberga" di Wagner, mentre il secondo, a campane, esegue la "Ninna nanna" di Brahms. Consiglio vivamente di non perdere queste rappresentazioni!!!
Frauenkirche: si tratta della cattedrale di Monaco, costruita in stile gotico nella seconda metà dell'800. La costruzione domina tutta la città con le sue torri gemelle sovrastate da cupole in ottone a forma di cipolla ed è alta in totale quasi cento metri.
Viktualienmarkt: è un mercato alimentare inaugurato ad inizio ‘800 dall'allora Re di Baviera Max Joseph I che mantiene ancora le tradizionali bancarelle ricche di prodotti tipici bavaresi ma anche fiori, fontane, bandiere, ecc… bellissimo passeggiarci in mezzo lasciandosi guidare dagli aromi e dai colori.
La birreria Hofbräuhaus: è la più antica e celebre birreria di Monaco fatta costruire alla fine del XVI secolo per l'esercito di Guglielmo V; con il tempo divenne anche punto di ritrovo per i rivoluzionari ai tempi della Räterepublick (Repubblica dei consigli). Consiglio vivamente di entrare e sedersi in uno dei tavoli di legno per mangiare un panino (e bere una birra!) ascoltando il complessino folkloristico bavarese che si esibisce all'interno del locale.
Degni di nota sono anche Maximilianeum (edificio oggi sede del parlamento regionale), il Teatro Nazionale sito nella Max-Joseph-Platz e La Residenz con la bellissima biblioteca annessa.

A nord della città (circa 15km) si trova la cittadina di Dachau che ospita il memoriale del lager che qui sorgeva in epoca nazista: quando abbiamo fatto questo viaggio mia figlia era ancora troppo piccola per effettuare le visita al campo, quindi non ho consigli da dare a riguardo se non quello che ritengo che la visita sia assolutamente da non perdere per l'alto contenuto educativo legato all'immane tragedia che qui si è consumata. 

Chi viaggia con i bambini, deve assolutamente prevedere anche una giornata aLegoland Deutschland che è raggiungibile in circa un'ora di macchina da Monaco.
A questo punto il viaggio si snoda attraverso la Romantische Straße che percorriamo interamente in macchina ma facendo numerose tappe per ammirare al meglio le vallate mozzafiato e paesini lillipuziani che attraversiamo percorrendo la strada. Il nostro percorso ci ha portato a visitare:
Augsburg, che conserva ancora le tracce della sua origine romana
Feuchtwagen, di cui ricordo in particolare i fruttivendoli e le ottime albicocche con cui abbiamo fatto merenda
Harburg, e il suo suggestivo borgo medioevale con le caratteristiche case a traliccio.
Nördlingen e le mura che la circondano, tutte percorribili a piedi nel cammino di guardia.
Rothenburg ob der Taube, della quale ci sarebbe tanto da dire, ma mi limiterò a dire che è stata la cittadina che mi è piaciuta di più e in particolare è stato fantastico:
-Il giro sul carro del fieno trainato dai cavalli
-La visita al museo della prigione dove mia figlia ha apprezzato i particolari sui metodi di tortura applicati in quell'epoca
-Il giro sulle mura della città
-Il negozio di Babbo Natale (ovvero, un negozio a più piani in cui il Natale è l'unico protagonista)
Würzburg, l'incantevole città barocca (con lo splendido Duomo Romanico e la Residenza Vescovile patrimonio dell'UNESCO) incastonata tra montagne e fiume, della quale ricordo maggiormente la vitalità notturna nelle strade ancora illuminate a candela.
Quest'ultimo tratto l'abbiamo percorso in due giorni perché ci siamo fermati parecchio lungo il percorso, ma si tratta di poco più di 300 chilometri quindi si può fare tranquillamente anche in un giorno.

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Mi hanno ucciso le fiabe. Come spiegare la guerra e il terrorismo ai nostri figli.

Durante l'osservazione del comportamento di alcuni bambini del suo Centro giochi di Masal, l'autrice - nota psicoterapeuta, rimane impressionata dalla seguente conversazione: "Secondo me dovrebbero dare il permesso agli americani di usare la bomba atomica così ne sganciano una su Bagdad ed è finita la guerra". Un'altro bambino risponde "Io penso che sia sbagliato perchè se butti una bomba atomica su Bagdad uccidi tutta la gente e poi anche...come si chiama..Aladino. Così uccidono tutte le nostre fiabe e non ci sono più fiabe". Dialogo surreale che mette in evidenza un problema molto serio: guerre, massacri di innocenti, armi chimiche, attacchi kamikaze ed eventi naturali incontrollabili: le notizie dei disastri colpiscono grandi e piccini e nessun mass media riserva spazi a loro adeguati per aiutarli ad impadronirsi della realtà.

In questo libro Masal Pas Bagdadi ha intervistato bambini e fermato i loro pensieri e le loro emozioni ma soprattutto ci insegna a stare loro vicini, a rassicurarli e a decodificare le loro paure sui grandi temi della guerra e della distruzione. Ci dice come dirglielo e cosa dirgli, cosa fargli sapere e cosa non fargli vedere, ci mette in guardia contro le difficoltà che si possono incontrare e ci suggerisce come affrontarle.

Un libro per entrare in sintonia con i propri figli, per comprendere i loro ragionamenti e percepire le realtà che possono provvedere al loro fondamentale bisogno di sicurezza.

autore: Masal Pas Bagdadi

editore: Franco Angeli

 

Tommaso e i cento lupi cattivi

E' notte. Una notte nera come la pece. Le raffiche di vento fischiano alle finestre, quasi volessero spalancarle.

Ed è proprio in notti come questa che - feroci e affamati - i lupi cattivi vanno a caccia di bambini... per mangiarseli!

Cento lupi famelici... no, forse erano cinquanta.
Cinquanta lupi assetati di sangue... beh, forse erano dieci.
Dieci lupi mannari... o era soltanto uno? Comunque, con una cacciatrice di lupi esperta come la mamma, si può dormire tranquilli!

Un libro molto bene illustrato, molto bella la scena della mamma che fa tanto rumore con la scopa contro... i bidoni della spazzatura per cacciare i lupi di cui Tommaso, e di conseguenza i suoi fratellini che poco prima dormivano tranquilli, hanno paura.

Molto adatto per i bambini che hanno timore ad addormentarsi!

Età prescolare.

autore: Valeri Gorbachev

editore: Nord-Sud

L'ombra del vento

"Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra."

Un'ottima opera prima, di questo scrittore che finora si era cimentato solo nella narrativa per bambini; un libro che, uscito in sordina, è diventato un best-seller grazie al passaparola dei lettori. Un romanzo a tratti inquietante, che mescola mistero, Storia e vita vissuta; e che ha, soprattutto, un grande pregio: è sempre coerente alla trama e ai riferimenti. Ogni rimando, ogni indizio, alla fine trova una sua collocazione, ogni mistero ha una spiegazione, ogni rapporto una sua conclusione. Bellissime le descrizioni di una Barcellona cupa, invernale e lontana dall'idea che si può avere di questa città, vittima di un triste dopoguerra ed un ancor più triste strascico del regime. Ancor più belle, seppur drammatiche alcune, le descrizioni delle coppie: coppie di padri e figli, coppie di amici, coppie di fidanzati, e degli intrecci che li legano.

Da leggere d'un fiato, e rileggere con calma una seconda volta.

autore: Carlos Ruiz Zafon

editore: Mondadori