Un aiuto alle difficoltà di apprendimento: DSA

Con il termine Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) ci si riferisce a disturbi delle abilità scolastiche manifestati nell’apprendimento della lettura, della scrittura e del calcolo nonostante un\'istruzione adeguata, in assenza di deficit intellettivi, neurologici, sensoriali e con adeguate condizioni socioculturali (DSM IV-TR). Può accadere che la dislessia, si manifesti con una più o meno grave difficoltà di lettura e si accompagni a problemi nella scrittura (disortografia cioè una difficoltà di tipo ortografico, nel 60% dei casi e disgrafia, difficoltà nel movimento fino-motorio della scrittura, cioè una cattiva resa formale, nel 43% dei casi), nel calcolo (44% dei casi) e, talvolta, anche in altre attività mentali. Tuttavia questi bambini sono intelligenti, vivaci e creativi.?Solitamente i Disturbi dell’Apprendimento vengono diagnosticati nel secondo ciclo della scuola primaria, da un équipe multidisciplinare composta da: Neuropsichiatra Infantile, Psicologo, Pedagogista e Logopedista.

Non sempre i DSA sono diagnosticati precocemente e il bambino sperimenta una serie di insuccessi senza conoscerne il vero motivo, con conseguente scarsa autostima, demotivazione all’apprendimento e disagio a livello emotivo-affettivo e comportamentale. ?Gli apprendimenti metodici di lettura, scrittura e calcolo, pongono i bambini all’inizio della scolarizzazione primaria nella necessità di possedere particolari condizioni: i prerequisiti. Bambini intelligenti possono infatti incontrare problemi nell’apprendimento perché non hanno ancora raggiunto uno stadio adeguato di sviluppo delle funzioni psicomotorie e degli altri prerequisiti all’apprendimento, come la funzione simbolica verbale e grafica, il linguaggio espressivo e non condizionato.

Lo sviluppo delle funzioni psicomotorie è fondamentale per l’educazione cognitiva del bambino in quanto l’evoluzione delle seconde, è tributaria dello sviluppo delle prime. Fin dalla scuola materna si può constatare se il bambino ha difficoltà di coordinazione nei movimenti, se è indeciso su quale mano usare e quindi le utilizza alternativamente entrambe per le attività quotidiane, se confonde i nomi degli oggetti o scambia le iniziali delle parole, se incontra difficoltà nel battere le mani o più generalmente a muoversi a ritmo.?

Per questo motivo, ritengo indispensabile un lavoro pedagogico ed olistico, dove i bambini nei laboratori scolastici di prevenzione non utilizzino fin da subito carta e penna, ma per leggere e scrivere o far di conto si allenino innanzitutto con il corpo: nel riconoscere la destra e la sinistra, nello stare in equilibrio, nel sapersi orientare nello spazio e nel tempo, nell’usare la motricità fine, nel coordinare il movimento dell’occhio e della mano e nel riconoscere i suoni (in altezza, durata, intensità, timbro).?

Molti genitori si interrogano e chiedono: Perchè con i disturbi di apprendimento si lavora con la motricità e la musica?.? Non è facile comprendere che il corpo è un tutto, che per leggere si deve saper lanciare, afferrare e seguire i movimenti di una palla… come si potrebbe altrimenti seguire con gli occhi l’andamento di una riga? E’ necessario sapersi orientare nello spazio, per riuscire ad orientarsi nel foglio e possedere la capacità di discriminare i suoni e percepire il tempo, per essere in grado di discriminare le lettere dell’alfabeto (v/f, p/b, m/n,…), riconoscere le doppie e gli accenti. Gli apprendimenti scolastici richiedono l’integrazione di numerose funzioni cognitive e percettivo-motorie: visione, udito, motricità, lateralizzazione, memoria, elaborazione delle informazioni, processi associativi, affettività, motivazione e stima di sé. Il corpo come canale relazionale, comunicativo, espressivo e creativo è un indispensabile supporto per l’apprendimento cognitivo e un’impronta della nostra storia e del nostro cammino interiore.

Partire dal corpo significa aiutare il bambino a prendere coscienza di sé, della pienezza della propria globalità (nella dimensione fisica, intellettiva e affettiva), fino ad arrivare ad accompagnarlo negli apprendimenti più complessi, come l’acquisizione della competenza lessicale, fonologica, morfo-sintattica, pragmatica e narrativa, l’elaborazione di un testo scritto, la creazione e l’utilizzo delle mappe mentali, la riflessione metacognitiva, ecc.

Qui di seguito segnaliamo “L’alfabeto in gioco®”, un gioco creato per i bambini dell’ultimo anno della scuola d’infanzia e dei primi anni di scuola primaria, da fare a casa con i genitori, con l’obiettivo di rafforzare i prerequisiti e di avviare alla lettura-scrittura attraverso la dimensione ludica, consolidando i traguardi raggiunti a scuola e fortificando il legame affettivo bambino-genitore attraverso il con-tatto e il “fare insieme” (il genitore che gioca o legge la favola al proprio figlio trasmette un messaggio non verbale molto importante: “Ti sono vicino, comprendo le tue difficoltà, puoi contare su di me mamma/papà”). ?

“L’alfabeto in gioco®”, simile al gioco dell’oca, presenta “giochi” con difficoltà graduale, dalla percezione e coordinazione del proprio corpo (destra/sinistra, coordinazione oculo-manuale, percezione del tempo,…), fino ad attività “ludiche” di lettura-scrittura (per migliorare la competenza lessicale, morfo-sintattica, fonologica, pragmatica e narrativa). Questo può essere considerato un esempio, da cui si possono trarre idee per altri giochi creativi.
Partecipanti: genitori e figli (fratelli compresi).
?Occorrente: “L’alfabeto in gioco” in formato A4/A3 e le tesserine del gioco (vanno entrambi richiesti tramite mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. richiesto un contributo simbolico di 5 € ), un dado, delle pedine segna-casella, l’affiancamento di un adulto per la lettura/comprensione dei giochi, un palloncino da gonfiare, una palla, un nastro da ginnastica ritmica, pongo/creta, sassolini, stuzzicadenti, colori/penne, pasta/riso.

Dott.ssa Germi Sabrina Germi

Bibliografia:
Autori Vari, Dislessia. Lavoro fonologico tra scuola dell\'infanzia e scuola primaria. Esperienze, Editore Libriliberi AID (Associazione Italiana Dislessia), 2006
Autori Vari. Un Mare di Parole. Attività di lettura e scrittura per il primo ciclo della scuola primaria, Centro Studi Erickson, 2008
Cisotto L., Il portafoglio per la prima alfabetizzazione. La valutazione delle competenze emergenti nel passaggio tra scuola dell’infanzia e primaria, Centro Studi Erickson, 2011
Cisotto L., Prime competenze di letto-scrittura. Proposte per il curricolo di scuola dell’infanzia e primaria, Trento, Erickson, 2009
Guido P., Dalla diagnosi funzionale al piano educativo individualizzato, Bulzoni, 1993
Pratelli M., Disgrafia e recupero delle difficoltà grafo-motorie, Centro Studi Erickson, 1995

Germi Dott.ssa Sabrina: Pedagogista Clinico, Formatore esperto per le competenze di scrittura e Mediatore familiare e sociale (in formazione).
Si occupa di metodologie e tecniche di aiuto per i disturbi dell’apprendimento, del comportamento, della condotta, difficoltà affettivo-relazionali in età pre-scolastica e scolastica.
Collabora con il Centro Medico San Marco, con la rivista scuolaer.it, guidagenitori.it, rivistadidattica.com, Assistenza Anziani, Pedagogia clinica e in alcuni Istituti scolastici della provincia di Vicenza. Inoltre, ha contribuito a fondare l’Associazione Spazio Empatia (www.spazioempatia.it) dove interviene attivamente per servizi di consulenza, formazione e progettazione di percorsi di crescita pedagogico-clinici, in aiuto alla persona.
Per maggiori informazioni visitate:
http://studiopedagogicoclinico.com
http://www.educare.it/servizi/chicercatrova/germi/index.html

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Asino chi legge

Se scrivo, soffro, dice Irene, 16 anni. Mi piace, è rilassante ma se insisto soffro. Perché scavo e scavo. Alessandra, invece, fa il liceo "Psicopedagogico", e si indigna perché tutte le compagne votano come rappresentanti di scuola i pochi maschi, dell'unica classe dello Scientifico. Sara legge Bakunin e sa di essere diversa. Mosche bianche, perle rare che si annidano tra le pareti cadenti, tra i brutti casermoni di cemento della scuola italiana.

Si stringe il cuore a leggere Antonella Cilento, che racconta con passione l'esperienza dei suoi laboratori di scrittura creativa tenuti come Esperto Esterno nelle scuole pubbliche italiane. Nell'insegnare scrittura "mostro tecniche che la scuola non insegna, risolvo problemi di relazione, riporto i ragazzi alla lettura, suggerisco letture a insegnanti che non leggono o non sanno bene come orizzontarsi tra i libri, a volte riporto anche ragazzi che hanno abbandonato l'obbligo a scuola", scrive. Il quadro che ne emerge non è molto diverso se a seguire i laboratori sono i ragazzi di una media della periferia di Napoli o del liceo bene della città o di una bella scuola di Bolzano: si, diverso l'ambiente, ma ovunque si nota la stessa povertà culturale di fondo, l'incapacità di concentrarsi per più di 5 minuti fosse anche guardare un film di Hitchocock (che per altro non conoscono) gli stessi "sogni diventati sintetici o semplicemente estinti". Ma la lettura, la passione, per fortuna, si trasmettono e quasi sempre ne emerge profonda soddisfazione per un lavoro così impegnativo, e poco gratificante in termini economici e di riconoscimenti. Abbiamo allora un problema, almeno in Italia. Lo sapevamo già, d'altronde, però non è irrisolvibile se poi emerge della vera poesia in qualche incipit di ragazzine che sanno raccontare uno stato d'animo in maniera struggente, o un idraulico descrive in maniera suggestiva gli attrezzi blu del suo lavoro. Ma viva i ragazzi, scrive Cilento, perché non è certo colpa loro. Troppo spesso inascoltati, sia che abbiano in tasca troppi soldi, sia che vivano nell'indigenza dei quartieri più malfamati e abbandonati.

Questi ragazzi crescono con l'idea che sia facile ottenere ciò che si vuole, che conta l'apparire, dove tutto si può improvvisare: mentalità che hanno appreso dagli adulti, anche dagli stessi insegnanti che improvvisano laboratori, teatri come se la tecnica, la professionalità non contassero. E naturalmente colpa è anche dei genitori, sempre di fretta, che fanno al posto dei figli, piuttosto che aspettare che facciano e magari sbaglino, che li proteggono dalle frustrazioni, dalla disciplina e rigore, dove disciplina non è intesa con ordine precisione obbedienza, fare i compiti, ma applicazione, imparare con passione, impegno e metodicità.

Allora, in un'Italia che non legge se non il best seller del momento o il giallo dove c'è una rivelazione in ogni riga altrimenti ci si annoia, queste persone riscoprono il "piacere degli asinI" quello della lettura, perché come si fa a scrivere senza leggere? La letteratura, i racconti, le storie, sono come internet, scrive Cilento, è avere relazioni, scoprire che prima di te tanti altri hanno sofferto, pianto, amato. E dopo aver scoperto il piacere di leggere ci si accorge che scrivere "è una disciplina , è accorgesi del tempo, lasciarlo andare, ritmare il lavoro.
È un balsamo per l'anima. Abbiamo bisogno di tutto questo, ne abbiamo bisogno noi per poter aiutare i nostri ragazzi, ne abbiamo bisogno per indignarci, per non accettare le apparenze e andare oltre.

Paola Crisafulli per Officina Genitori

Che forza papà!

Un gruppo di vivaci bambini conversando tra loro riflettono su quanti tipi di papà ci sono al mondo.

Dai loro racconti viene fuori che le tipologie sono le più variegate; ci sono papà che lavorano vicino e quelli che lavorano lontano, quelli che aggiustano automobili e quelli che "aggiustano" animali. Quelli che fanno la spesa, quelli forti, quelli coraggiosi, quelli che sanno fare tutte le faccende domestiche. Poi c'è chi ha due papà, quello biologico e quello di "cuore", ci sono papà che si frequentano tutto l'anno, altri solo nei fine settimana o nel periodo delle vacanze; alcuni singoli altri doppi...

Sarà Mario, che ha un papà single, ad aiutarli a capire che, quale che sia la tipologia del proprio papà, è importante ed unico il forte legame che unisce un padre al proprio bambino.

Una tenera storia da leggere insieme ai bambini, priva di stereotipi, piena d'ammirazione per i diversi tipi di papà, e che fa certamente sorridere e riflettere.

autore: Autore Isabella Paglia - Illustratore Francesca Cavallaro

editore: Fatatrac

Il ritmo del corpo. Muoversi con consapevolezza

Un libro e un percorso sulla consapevolezza del sé, per sintonizzare il proprio corpo e la propria mente con i ritmi interiori e con quelli dell’ambiente che ci circonda attraverso la pratica costante, perseverante e umile del Daoyin Yangshen Gong, la forma del qi gong diffusasi in Cina negli anni 70 al fine di migliorare la salute e acquisire longevità.

Gli autori del libro, uno insegnante di qi gong e operatore tuina e l’altra fondatrice dell’Associazione Culturale ”Centro per lo Sviluppo Evolutivo dell’Uomo”, raccontandoci la propria esperienza personale maturata da contesti diversi, ci conducono passo dopo passo e con estrema chiarezza in questa dimensione caratterizzata da esercizi fisici armonici e rilassanti di estremo beneficio per la nostra salute, ma anche e soprattutto funzionali ad un recupero della capacità del nostro corpo-mente di ascoltarsi lasciando scorrere le energie vitali.

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