Alunni disabili e diritto allo studio

La scuola è diritto di ogni bambino, e la scuola pubblica, a maggior ragione, dovrebbe essere libera e accessibile a tutti.

Il sito del Ministero dell'Istruzione recita:

"Il diritto allo studio degli alunni con disabilità si realizza, secondo la normativa vigente, attraverso l'integrazione scolastica, che prevede l'obbligo dello Stato di predisporre adeguate misure di sostegno, alle quali concorrono a livello territoriale, con proprie competenze, anche gli Enti Locali e il Servizio Sanitario Nazionale. La comunità scolastica e i servizi locali hanno pertanto il compito di "prendere in carico" e di occuparsi della cura educativa e della crescita complessiva della persona con disabilità, fin dai primi anni di vita. Tale impegno collettivo ha una meta ben precisa: predisporre le condizioni per la piena partecipazione della persona con disabilità alla vita sociale, eliminando tutti i possibili ostacoli e le barriere, fisiche e culturali, che possono frapporsi fra la partecipazione sociale e la vita concreta delle persone con disabilità." 

Nel corso dell'ultima riforma scolastica sembra però che queste belle parole siano state dimenticate per sostituirle con l'unica parola risparmio; si è infatti deciso che, a livello nazionale, non si può superare il rapporto medio di un insegnante di sostegno ogni due alunni con disabilità.

Ma quanti sono gli alunni con disabilità in Italia? Quanti per classe? Quali le loro patologie? Che tipo di sostegno richiedono? Non è dato saperlo: da oltre due anni il Ministero della Pubblica istruzione ha posto l'embargo su tutti i dati che riguardano i bambini e i ragazzi con disabilità presenti nelle scuole italiane. Eppure il costante monitoraggio sulla qualità dell'inclusione scolastica è un obbligo previsto per legge e confermato dalla Convenzione ONU ratificata anche in Italia nel 2009. 
Forse i dati esistono, ma sono troppo destabilizzanti; forse mettono in evidenza il crollo del sostegno, il sovraffollamento delle classi, il numero elevato delle persone con disabilità. Di fronte al silenzio prolungato, le supposizioni sono le più grigie, anche perché alimentate da esperienze quotidiane non certo positive.
Per questo motivo, a settembre di quest'anno, l'Onorevole Letizia De Torre ha presentato una specifica interrogazione al Ministro della Pubblica istruzione, richiedendo questi dati. Ancora non c'è stata risposta.

Un nuovo anno scolastico è cominciato e molti studenti disabili si sono ritrovati senza l'aiuto di cui avrebbero bisogno o con aiuto dimezzato. Alcune patologie particolarmente gravi richiedono un rapporto 1/1 tra insegnante e allievo, ma dovendo rimanere nei limiti di un rapporto medio nazionale di 2/1 è chiaro che qualcuno, per forza di cose, è rimasto tagliato fuori.

Genitori e associazioni non sono rimasti fermi e hanno denunciato il ministero e le istituzioni per aver negato ai bambini disabili l'adeguato numero di ore di sostegno. Esemplificativa è la sentenza del TAR di Cagliari del 17 novembre 2011, che ha visto accogliere i ricorsi di una ventina di famiglie di studenti disabili ai quali erano state ridotte le ore di sostegno. La sentenza riconosce il danno subito dal minore disabile nel periodo in cui ha avuto minore sostegno, quantificandolo in mille euro di risarcimento a carico del Ministero, per ogni mese in cui non è stata data la completa assistenza. 
Anche il TAR di Reggio Calabria si è pronunciato a favore degli alunni disabili ai quali era stato negato il rapporto 1/1 e in tale occasione l'autorità giudiziaria ha ribadito che la pronuncia del giudice su questa materia ha comunque un valore di indirizzo dell'attività futura dell'amministrazione, la quale, pertanto, dovrà a tale pronuncia conformare anche le proprie successive determinazioni

Queste ultime sentenze hanno dunque ribadito il diritto dello studente ad avere un adeguato sostegno. Altre sentenze hanno invece ribadito l'importanza di creare attorno all'allievo disabile un ambiente il più possibile adeguato, ovvero poter stare in una classe non troppo affollata: si è infatti affermata l'illegittimità di costituire classi con un numero di alunni superiore ai venti, in presenza di uno studente con grave disabilità o di due alunni con disabilità. Le classi, dunque, che si trovano in queste condizioni vanno sdoppiate.

Queste sentenze, sicuramente positive, sono solo un inizio. Siamo di fronte a una situazione di cui non abbiamo numeri certi e ufficiali, ma sicuramente i selvaggi tagli operati dall'ex ministro Gelmini hanno condotto ad una situazione critica, con un grave sovraffollamento delle classi, nelle scuole di ogni ordine e grado, soprattutto nelle regioni meridionali. Inoltre si riscontrano diversi casi di classi con tre o addirittura più alunni disabili, tra l'altro con assegnazione d'insegnanti di sostegno assolutamente insufficiente.
Questa situazione oltre a mettere a rischio la sicurezza di alunni e insegnanti e a rendere difficile ogni razionale progetto didattico, nuoce gravemente alla prospettiva dell'integrazione scolastica degli alunni con disabilità. 
Concludo con una speranza: che queste sentenze siano illuminanti per il nuovo ministro dell'istruzione e che ne tragga spunto per una normativa migliore e più attenta alle esigenze di tutti e soprattutto dei più deboli.

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