Per un uso corretto dei videogiochi

Dobbiamo preoccuparci se i nostri figli giocano con i videogiochi?
No se noi genitori non siamo spettatori passivi, ma aiutiamo i nostri figli a sfruttare al meglio le nuove tecnologie; imparando a conoscere le potenzialità di tali mezzi, gli eventuali pericoli, stabilendo i tempi di utilizzo, scegliendo i contenuti di qualità fra le migliaia di proposte in commercio, e soprattutto riuscendo a trasformarli in momenti di sviluppo e di apprendimento.


Inoltre, favorire un utilizzo sociale dei videogiochi attraverso sfide con i fratelli e sorelle o con amici, ne fa uno strumento di socializzazione e non di isolamento.

Gli aspetti positivi dei videogiochi sono molteplici; le immagini sono veloci e coloratissime e, mantenendo il bambino in perenne stato di allerta, stimolano i processi mentali. Aumentano le abilità nella lettura delle immagini visive, sviluppano la capacità di scelta decisionale. Il gioco si svolge così velocemente, che il bambino per formulare strategie vincenti, deve fare più cose in modo simultaneo, deve prestare molta attenzione a più variabili prendendo decisione immediate, tutte cose che sviluppano fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. Inoltre richiedono una notevole prontezza di riflessi, e di conseguenza, aiutano la coordinazione dei movimenti, infatti il bambino deve coordinare i movimenti delle mani, utilizzando i joystick, con quanto gli viene comunicato dallo schermo. 
Fra le varie tipologie di videogiochi, quelli educativi, se scelti con cura, sono degli utili strumenti di studio.
Inoltre negli ultimi anni sono stati sviluppati software "riabilitativi", come ad esempio FaceSay" ideato da Symbionica, che in presenza di autismo risulta essere molto utile.

Ci sono poi videogiochi di ruolo, grazie ai quali il bambino riesce a liberare le proprie emozioni; deve scegliere le caratteristiche del personaggio che vuole interpretare, immedesimandosi con la personalità dell'avatar scelto, venendo coinvolto emotivamente.

È importante però saper scegliere il videogioco adatto al proprio figlio. Prima di procedere all'acquisto di un nuovo videogioco leggiamo sempre sulla confezione l'età a cui è rivolto (PEGI - Pan European Game Information, si vedano le specifiche in fondo all'articolo), le caratteristiche e i contenuti. Più il videogioco è interattivo maggiore è il suo valore per lo sviluppo cognitivo e sensoriale del bambino.
Il bambino tende ad identificarsi nei protagonisti dei giochi, quindi è importante verificare che i valori trasmessi siano positivi e corrispondano a quelli che cerchiamo di comunicare ai nostri figli. In particolar modo bisogna fare attenzione ai videogiochi violenti, dannosi perché favoriscono comportamenti aggressivi.
Ricordiamoci sempre di controllare anche i videogiochi che prestano ai nostri figli i loro amici, spesso non sono adatti alla loro età.

Stabiliamo insieme ai nostri figli, dei limiti di tempo (non superiori ad un'ora circa al giorno) e degli orari, che andranno rigorosamente rispettati, in cui possono giocare con i videogiochi. Installiamo la console nella stanza dove di solito trascorriamo il maggior numero di ore in compagnia di tutti i membri della famiglia, per poter controllare l'uso che ne fanno.
Se non giocano con balance Board è importante controllare la postura del bambino; busto eretto con il collo in posizione rilassata, lo schermo deve essere sempre posizionato un po' più basso rispetto alla posizione degli occhi con una distanza ottimale di circa 60cm.
Gli effetti negativi dei videogiochi sono tutti legati all'uso eccessivo o scorretto di tali strumenti; infatti la prolungata esposizione ai videogames, senza pause, completamente assorbiti dal gioco crea la dipendenza, con il rischio che il bambino si estranei completamente da ciò che lo circonda, costruendosi così una realtà virtuale, che potrebbe ridurre i suoi rapporti sociali, sottraendo così ai ragazzi il tempo che dovrebbero spendere per altre attività come la lettura o lo sport, aumentando così il rischio di avere disturbi fisici come l'obesità. 

Quindi anche se vi spaventa e vi sembra eccessiva la forza di attrazione che i vostri bambini nutrono verso i videogiochi affidatevi al vostro buon senso, non utilizzando le consolle di videogiochi come delle baby sitter, ma ricordandovi che se prestate attenzione nella scelta del prodotto, possono diventare degli ottimi strumenti di apprendimento. 

Per saperne di più

PEGI è l'abbreviazione di Pan European Game Information (Informazioni paneuropee sui videogiochi). 
Si tratta di un sistema di classificazione Europeo che aiuta i genitori a prendere decisioni informate sull'acquisto di videogiochi, il cui scopo è assicurare che i minori non siano esposti a giochi non adatti alla loro età.
Il sistema comprende due elementi separati ma complementari:

Il primo è la classificazione in base alle fasce d'età, che sono 3+, 7+, 12+, 16+ e 18+
Il secondo sono delle icone riportate sul retro delle confezioni che descrivono il contenuto del prodotto:

Linguaggio scurrile Gioco che contiene espressioni volgari.

Discriminazione Gioco che contiene scene di discriminazione o materiale che possa incoraggiarla.

Droghe Gioco che fa riferimento a o rappresenta l'uso di droghe.

Paura Gioco che può allarmare o spaventare i bambini.

Gioco d'azzardo Gioco che incoraggia o insegna a giocare d'azzardo.

Sesso Gioco che contiene scene di nudo e/o comportamenti sessuali o riferimenti sessuali.

Violenza Gioco che contiene scene di violenza.

L'abbinamento di questi due elementi consente ai genitori e a coloro che acquistano i giochi per i bambini di avere la certezza che il prodotto che stanno per comprare sia adeguato all'età del giocatore a cui è destinato.

Per maggiori informazioni, cliccare il sito del PEGI 
AESVI (Associazione Editori Software Videoludico Italiana) è l'Associazione di categoria dell'industria dei videogiochi che rappresenta i produttori di console, gli editori e gli sviluppatori di videogiochi operanti in Italia.

Bibliografia:
E. Baumgartner "Il gioco dei Bambini" Ed. Carocci, 2010 
L. Nessia, G. Pietra "Videogiochi, internet e TV" Ed. Red, 2004 
Bartolomeo A.; Caravita S. "Il bambino e i videogiochi. Implicazioni psicologiche ed educative" Ed. Carlo e Amore, 2005 
Francesco Pira, Vincenzo Marrali Infanzia, media e nuove tecnologie. Strumenti paure e certezze" Franco Angeli, 2007 
E. kermol, F. Pira "Videogiocando. Pro e contro i nuovi divertimenti dei bambini" Ed Cleup 2001 

Pin It
Accedi per commentare

Genitori in Gioco

Ben 240 attività fisiche, manuali e intellettuali, suddivise in pratiche schede con le indicazioni di fascia di età e tipologia, adatte a tutti i bambini dalla nascita ai 6 anni da svolgere da soli o con i compagni, in casa o all'aperto, questi giochi stimolano l'immaginazione e la creatività dei bambini e rendono più profondo il legame con i loro genitori.

Una guida che, con entusiasmo ed energia insegna ad esplorare, manipolare, far finta che, sporcare la cucina, animare pupazzi e peluche, disegnare su fogli ciclopici, utilizzare materiali insoliti, in compagnia dei propri figli.

Ogni momento trascorso insieme è un'occasione unica per conoscersi meglio e rinsaldare il legame affettivo; attraverso il gioco, si comunicano sensazioni ed esperienze e si apre la porta alla conoscenza del mondo.
I bambini nascono e crescono a una velocità sorprendente. I ritmi frenetici della vita moderna, però, spesso impediscono a mamma e papà, specie se impegnati con il lavoro, di prendere parte ai giochi dei figli piccoli: costretti a lasciarli in compagnia della «baby-sitter» televisione o con giocattoli e videogiochi già pronti, che lasciano poco spazio alla creatività, rischiano di sentirsi inadeguati e smarriti.

Per venire incontro alle esigenze di tutti quei genitori con sempre più impegni e sempre meno tempo libero a disposizione, ma che desiderano essere presenti con costanza e amore nel prezioso e irripetibile periodo della crescita dei figli, questa guida propone una ricca raccolta di attività ludico-didattiche da organizzare in famiglia, tutte ideate e sperimentate in prima persona dalla mamma/autrice: dai giochi all'aperto ai lavoretti di Natale, dal disegno alla manipolazione dei materiali, dall'invenzione di storie agli sporto più classici rivisitati a "misura di bambino".

autore: Alessandra Zermoglio

editore: Sonda

Libri di Marcello Bernardi

Leggi tutto...

Il segreto della resistenza psichica

Quante volte ci siamo detti che sarebbe bello avere una corazza dell’anima, una difesa contro le pressioni lavorative, le forti richieste che arrivano dalla famiglia, dai figli, da questa vita che sembra diventare sempre più stressante. Sarebbe bello avere fiducia in se stessi, così da farci scivolare via le critiche che spesso sentiamo su di noi, oppure avere le risorse per superare le crisi, avere le energie necessarie per affrontare non solo i piccoli problemi quotidiani, ma le inevitabili grosse difficoltà che la vita ci pone davanti. Ci sono persone che hanno tutte queste caratteristiche:  sono le persone resilienti.

Leggi tutto...