Esperimenti per conoscere meglio l’acqua

Il mini-pianeta
Questa esperienza permetterà di osservare l'autoregolazione di un sistema vivente. 

Occorrente 
• Un grosso vaso trasparente 
• Una zolla di terra con il muschio e qualche piantina 
• Uno spruzzatore 
• Acqua 
• Colla 

Procedimento
• Adagiate il muschio, abbiate cura di raccogliere la zolla di muschio insieme al terriccio che trattiene, sul piano della campana da formaggio

• Sovrapponete il coperchio e fate in modo di raggiungere il giusto equilibrio aggiungendo acqua o lasciando evaporare sino a che di giorno la campana sia per metà appannata e per metà trasparente.

• Raggiunto l'equilibrio sigillate il bordo con colla universale. 

• Il vostro mini-pianeta, opportunamente esposto alla luce è a questo punto autonomo, gli organismi animali, acari, insetti, ecc., che vivono nel muschio insieme agli organismi vegetali, all'acqua e ai componenti minerali permettono lo svilupparsi del ciclo della materia e la luce proveniente dall'esterno fornisce il flusso energetico necessario alla vita. 


Facciamo la pioggia in casa
Questa esperienza permetterà di capire il ciclo dell'acqua 

Occorrente 
• Una pentola con un coperchio
• una piastra elettrica o il gas 
• acqua .

Procedimento 
• Riempite la pentola d'acqua e fatela bollire 
• Immediatamente si libera del vapore, che sfugge dalla pentola
• Prendiamo un coperchio e copriamo la pentola
• Dopo qualche istante solleviamo il coperchio
• Il coperchio si sarà coperto di goccioline che se alzate il coperchio cadono a terra come pioggia 
• Se si utilizza un coperchio di vetro è ancora più facile osservare il processo di evaporazione/condensazione.



Tagliare il ghiaccio come per magia 

Questo esperimento permetterà di osservare che il ghiaccio si scioglie più velocemente se vi è applicata una pressione. 

Occorrente
• Un cubo di ghiaccio 
• Un pezzo di filo da pesca 
• Un peso (più pesante, meglio è) legato a ciascuna estremità
• Un contenitore
• Una specie di vassoio per contenere il tutto (ed evitare di bagnare tutto intorno) 

Come procedere
• Posizionate il contenitore a testa in giù e metterlo sul vassoio.
• Posizionare il cubetto di ghiaccio sulla parte superiore del contenitore capovolto.
• Posizionate il filo da pesca sul ghiaccio in modo che i pesi siano lasciati penzoloni dal lato del contenitore.

Osservate
• La pressione dei due pesi tira la corda attraverso il cubetto di ghiaccio così da sciogliere il ghiaccio direttamente sotto la linea della lenza. Questo è simile a ciò che avviene qundo si pattina: le lame dei pattini sciolgono il ghiaccio direttamente sotto, permettendo al pattinatore di muoversi agevolmente su un sottile strato di acqua.


Costruiamo un pluviometro 
Questo esperimento serve a scoprire insieme quanta piogga cade quando c'è una pioggerella normale e quanta invece quando c'è un temporale. 

Occorrente
• Una bottiglia di plastica da 1 litro e mezzo 
• Alcune pietre o ciottoli
• Pennarello 
• Un righello

Procedimento 
• Tagliate la parte superiore della bottiglia, in modo che rimanga bene aperta.
• Posizionate alcune pietre nel fondo della bottiglia in modo che resti ben ferma. 
• Disegnate una scala sulla bottiglia utilizzando righello e pennarello. Per sapere come graduarla potete versare un bicchiere d'acqua alla volta. Un bicchiere "standard" contiene 125 ml di acqua. 
• Inserite l'acqua fino a raggiungere la striscia più bassa del vostro contenitore graduato.
• Il vostro pluviometro è pronto! 
• Mettete il pluviometro all'aperto in modo che raccolga bene l'acqua quando inizia a piovere. 
• Alla fine di un bel temporale osservate quanto è salita l'acqua. 

Che cosa sta succedendo?
La pioggia cade nel recipiente e si raccoglie sul fondo, dove può essere misurata facilmente. Provate a confrontare la quantità di pioggia per il periodo di tempo in cui è durato il temporale: era breve e intenso o lungo e leggero? 
Potete anche fare un grafico mensile delle precipitazioni per vedere quanto cambia la quantità di pioggia con il cambiare delle stagioni. 


Come respirano i pesci 

Questa esperienza permetterà di comprendere che l'acqua è fonte di vita per i pesci.

Occorrente 
• Una vaschetta 
• Un pennello grande 
• Acqua
• Il disegno o la foto di un pesce con le sue branchie ben visibili 

Procedimento 
• Spiegate con un disegno come sono fatte le branchie dei pesci e la loro funzione: respirare. Mentre lo spiegate concentratevi anche sul pesce come essere vivente, indicando la bocca e gli occhi e come fa a vedere e a muoversi 
• Riempite il bicchiere d'acqua 
• Immergete ora il pennello in acqua, e fate osservare al vostro pubblico che le setole del pennello si allargano. 
• Estraete ora il pennello e fate osservare loro che le setole del pennello si sono richiuse. Si osserverà così che: quando il pennello è immerso le setole si allargano, e quando è emerso aderiscono tra loro. 
• Le branchie del pesce funzionano allo stesso modo: se sono immerse si allargano e riescono a catturare l'ossigeno (così il pesce respira), fuori dall'acqua si stringono e il pesce muore.


Esperimenti tratti da: 

http://cicloacqua.altervista.org/index.html
http://www.sciencekids.co.nz/lessonplans/water.html

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Nebbia di streghe

Nebbia di streghe, una bella fiaba avventurosa, avvincente e allo stesso tempo commovente, che aiuta i giovani lettori a comprendere la separazione tra genitori. 

Carletto è il protagonista di questo libro, ha sette anni e vede fra i sui genitori una nebbia grigia, che con il passare del tempo, diventa sempre più fitta, al punto tale che non riescono quasi più a parlare e ad incontrarsi.

La nebbia l’ha mandata la strega Cunegonda, perché Carletto non ha accettato di seguirla nel suo castello, dove lei lo ha invitato per una grande festa di bambini.
Carletto, rendendosi conto che la nebbia fra i genitori peggiorava decide di seguire la strega, con la speranza che questo possa servire a farla svanire.

Giunto al castello, Carletto scopre che insieme a lui ci sono tantissimi altri bambini e comincia un avventura che li porterà a sconfiggere le streghe, colpevoli di voler trasformare i bambini in streghe e streghi, e a fuggire dal castello.

Al suo ritorno a casa la gioia dei genitori è immensa ma dopo pochi giorni la nebbia ritorna, a quel punto Carletto è convinto che quello che sta succedendo accade solo per colpa sua.
Per fortuna trova il coraggio e si confida con la mamma, la quale gli spiega che a volte fra i genitori cala una nebbia che rende difficile la loro convivenza, al punto tale che non riescono nemmeno più a rivolgersi la parola.
La colpa non è certamente di Carletto, lui non c\'entra niente, può succedere che i genitori smettano di amarsi, e anche se ciò accade non smetteranno mai di voler bene ai loro bambini.
La mamma spiega a Carletto che l’unico modo per far si che la nebbia vada via è che la mamma e il papà non vivano più sotto lo stesso tetto.
Carletto è spaventato perché non sa che fine fanno i bambini che hanno i genitori che si separano, la mamma lo rassicura immediatamente, abbracciandolo teneramente e spiegandogli che i bambini staranno un pò nella nuova casa della mamma e un pò in quella del papà, in modo tale che quell’orribile nebbia non torni più.

autore: Giulio Levi

editore: Falzea Editore

Città blu città gialla

 

Città Blu e Città Gialla sono vicine e separate solo da un fiume. Una è famosa per i suoi ombrelli variopinti, l’altra per i calzolai che fabbricano scarpe eccezionali.

Gli abitanti hanno sempre vissuto in pace e un ponte permette agli abitanti di passare da una sponda all’altra e tutti andavano d’accordo, finché un giorno non decidono di ridipingere il vecchio ponte che collega le due città: già, ma di quale colore?

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La forza d'animo

Argomento del libro è la "resilienza", intesa come capacità di fronteggiare e ricostruire; tale capacità è in gran parte scritta nel nostro patrimonio genetico, ma può anche svilupparsi nel corso dell'esistenza, rafforzarsi o indebolirsi a seconda delle esperienze che si vivono, soprattutto negli anni infantili, nel proprio ambiente, a contatto con le proprie figure di attaccamento o in loro assenza. La formazione di un legame di attaccamento saldo nella prima infanzia è alla base della fiducia in se stessi e dell'autostima. 

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