Bambini in festa. Tanti giochi da fare con gli amici

Oggi è sempre più diffusa l'abitudine di organizzare per i nostri figli attività strutturate e giochi quando si trovano in casa con i loro amici, in particolare se i bambini sono numerosi, come accade quando si organizza una festa di compleanno.

I giochi guidati da un adulto offrono il vantaggio di consentire anche ai bambini più timidi di integrarsi facilmente, e allo stesso tempo prevenire giochi pericolosi e situazioni che potrebbero presentare rischi per le cose e le persone presenti alla festa.
Inoltre in questo modo i genitori, partecipando attivamente ai giochi, si sentiranno più coinvolti ed avranno la possibilità di passare un pomeriggio particolarmente interessante e piacevole.

Di seguito trovate qualche spunto utile ad organizzare dei giochi da fare in gruppo.

Giochi da fare in casa o all'aria aperta.

Gioco del pio-pio: fate sedere in cerchio i bimbi, uno di loro deve stare nel centro con gli occhi bendati. Poi muovendosi nel cerchio deve toccare uno degli altri bambini. Il bimbo toccato deve dire "pio-pio" e lui deve indovinare chi è, se indovina si scambiano di posto.

Face painting: procuratevi una buona quantità di trucchi e pennelli per il face painting, fate divertire i partecipanti truccandoli con fantasia.

Quiz a squadre: dividete i bambini in due squadre, procuratevi una serie di domande adatte all'età dei partecipanti. La squadra che risponde per prima, dando la risposta esatta, guadagnerà un punto. Vince la squadra con il maggior numero di punti.

La sedia mancante: disponete in cerchio tante sedie quante sono i partecipanti , meno uno. Mettete della musica, i partecipanti in fila girano intorno alle sedie. Ad un certo punto interrompete la musica, tutti devono fermarsi di colpo e sedersi. Chi rimane senza sedia viene eliminato dal gioco. Vince chi resta per ultimo.

Tutti "giù" tutti "su": estraete a sorte un capo. Tutti gli altri bambini si dispongono in un largo cerchio attorno a lui. Quando il capo dice: "Tutti su", tutti devono fare un salto in alto. Quando il capo dice: "Tutti giù!", tutti devono accovacciarsi. Per imbrogliare i giocatori, il capo può dare gli ordini lentamente o rapidamente, oppure ripetere lo stesso comando quando nessuno se lo aspetta. Quelli che sbagliano vanno fuori. L'ultimo che rimane in gioco sarà il capo nel giro seguente.

Trova l'oggetto misterioso: I giocatori si siedono in circolo, ciascuno con un cucchiaio e un barattolo vuoto in mano. Si tira a sorte chi deve indovinare e lo si fa uscire. Mentre è fuori gli altri giocatori scelgono un oggetto che egli deve trovare nella stanza, come per esempio un libro, la maniglia di una porta, una finestra. Quando i giocatori cominciano a battere leggermente i barattoli col cucchiaio, l'indovino torna nella stanza. Egli deve cercare di qua e di là: quando si avvicina all'oggetto che è stato scelto, i giocatori colpiscono con maggior forza il barattolo; quando si allontana, battono più leggermente. Quando l'indovino trova l'oggetto, sceglie un altro da mandare fuori.


Giochi da fare all'aria aperta:

Bomba d'acqua: i ragazzi si dispongono in cerchio e devono passare di mano in mano una bottiglia piena d'acqua bucata sul fondo. Perde chi rimane con la bottiglia vuota in mano.

Gioco del fazzoletto: formate due squadre ed assegnate ad ogni bambino un numero, fate disporre le squadre in fila una di fronte all'altra. Qualcuno, disposto a metà strada fra una squadra e l'altra, tiene in mano davanti a sé un fazzoletto e chiama un numero, ad esempio il numero 2: i numeri 2 di ogni squadra correranno velocemente verso di lui, per prendere il fazzoletto. Ogni fazzoletto conquistato rappresenta un punto per la squadra.

Guardie e ladri: suddividete i bambini due squadre, una delle guardie e una dei ladri, i primi devono catturare, toccando gli altri, che potranno essere liberati dal tocco di un compagno di squadra.

Corsa dei palloncini: date un palloncino ad ogni giocatore. Tutti si mettono carponi dietro la linea di partenza. Al via i giocatori devono cominciare a spingere i palloncini con il naso. Chi arriva prima al traguardo vince. Si può organizzare un'altra corsa di palloni facendoli avanzare con i soffi.

Palla assassina: Il gioco si deve svolgere vicino a un muro. Scegliete a turno un ragazzo che lancia la palla e gli altri si mettono introno a lui circondandolo. Il lanciatore tira la palla contro il muro, e tutti gli altri devono correre più lontano che possono. Quando riprende la palla si devono fermare, restando immobili. A questo punto il lanciatore sceglie una "vittima", e può provare a colpirla per tre volte con la palla. Se la colpisce la vittima è eliminata, se prende la palla diventa lui il lanciatore. Vince chi resta per ultimo.

Corsa con il pallone: suddividete i bambini a coppie. Le coppie devono mettersi uno di fronte all'altro e stringere un pallone premendolo uno contro il petto dell'altro, tenendo le mani dietro la schiena. Devono correre fino al traguardo senza far cadere il pallone, se sbagliano cedono il posto ad altri due ragazzi. Vince la coppia che resiste di più.

Caccia al tesoro: si può giocare suddivisi in squadre oppure singolarmente. L'organizzatore del gioco deve disporre (e nascondere) preventivamente una serie di indizi, possibilmente formulati sotto forma di indovinello, che servono a trovare determinati oggetti ed altri indizi per continuare la ricerca. Alla partenza viene comunicato il primo indizio, e devono essere riportate in esso le istruzioni per arrivare all'indizio successivo. Vince chi trova per primo tutti gli oggetti nascosti.

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Requiem per il giovane Borgia

 

Si tratta di un romanzo storico e nello stesso tempo di un avvincente giallo scritto da due giovani autrici milanesi esordienti che hanno svolto approfondite ricerche storiche sulla opulenta e maestosa Roma rinascimentale e le ricche corti italiane, soggiogate dalla morale del tempo, individualista e brutale, tesa al conseguimento dei fini senza curarsi dei mezzi con i quali ottenerli.

La vicenda parte dal brutale omicidio di Juan Borgia, duca di Gandia, figlio prediletto di papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia.

Chi è il mandante dell'assassinio? L'indagine non è facile. È possibile il movente politico (il dominio dei Borgia è inviso alle potenti famiglie romane, agli Orsini, agli Sforza di Milano, a Guido da Montefeltro, ai baroni romani e a molti prelati che disapprovano la scandalosa condotta del papa), ma può essere un movente passionale o può essere maturato nell'ambito familiare....

La scrittura è scorrevole e varia e si presta facilmente ad una trasposizione filmica.

autore: Elena Martignoni, Michela Martignoni

editore: TEA

Flicts

Flicts è un colore triste e solitario perché nessuna cosa intorno ha quel colore e nessuno vuole giocare con lui. Flicts non è rosso, non è giallo, non è verde, non è blu. Il sole è giallo, il cielo è azzurro, i fiori sono rossi, arancioni, rosa. Ma niente è flicts. Nessun colore lo invita a fare il girotondo, tutti hanno da fare quando lui li cerca. Finché non scopre che .... la luna è flicts. Pochi hanno visto il vero colore del suolo lunare, ma Armstrong, il primo astronauta che ha messo piede sul nostro satellite, garantisce che la luna ha quel colore, con tanto di autografo. 

Un librino bello, colorato. Flicts in realtà è una specie di ocra, colore forse "normale" per noi, ma ogni bimbo in realtà si sente un po' flicts, a volte. Vorrebbe essere uguale agli altri e invece è diverso. Le chiavi di lettura sono tante e secondo me ha una poeticità semplice ma commovente.

Alves Pinto Ziraldo è tra i più conosciuti autori per l'infanzia in lingua portoghese.

Consigliato per l'età prescolare. 

autore: Alves Pinto Ziraldo

editore: Editori Riuniti

”Vorrei scappare in un deserto e gridare…”

Questo libro svolge brillantemente l'importante compito di far conoscere ad un pubblico "laico" un disturbo di cui i mass media parlano spesso, fornendo tuttavia, come accade non di rado, notizie in gran parte inesatte e talora decisamente errate. E’ scritto da un medico pediatra e da un ingegnere, ambedue genitori di bambini affetti da ADHD, quindi da persone che hanno avuto modo di conoscere il disturbo nelle più intime pieghe della sua quotidianità familiare.

Il primo autore, in quanto pediatra, ha arricchito questa conoscenza con le capacità di osservazione e di comprensione derivate dall'esercizio quotidiano della sua professione: una conoscenza partecipe, quale "l'esperto" estraneo non ha. Nello stesso tempo il linguaggio riesce a essere "laico", quindi con la massima comprensibilità per tutti, ma soprattutto per i genitori, cui specificamente si rivolge. A questi pregi si aggiunge la capacità espressiva degli autori, che rende piacevole la lettura.

Il libro dunque parte da esperienze vissute, che però sono state elaborate ed approfondite attraverso il confronto con gli "esperti" e soprattutto da un lodevole impegnativo studio dei dati scientifici esistenti, che vengono correttamente esposti e sono puntualmente aggiornati. Esso rappresenta anche un significativo documento sulle difficoltà in cui viene spesso a trovarsi un genitore di bambino con ADHD a causa delle disfunzioni organizzative e delle insufficienti conoscenze che si trovano anche tra i medici, ampiamente testimoniato da un buon numero di lettere di genitori, non poche delle quali devono far riflettere i medici e in particolare i neuropsichiatri su un certo tipo di errore che è stato a lungo commesso. Un errore che fa parte di uno stereotipo culturale derivante da vecchie teorie o da cattiva interpretazione delle stesse e che si basa sull'assunto "la colpa è sempre dei genitori"! Com'è successo per l'autismo (potremo mai calcolare il danno e la sofferenza che questa impostazione ha provocato nei genitori e di conseguenza nei figli?), ora continua, a volte, per l'ADHD.

Già da anni la letteratura scientifica ha contraddetto queste teorie relativamente all' autismo e all'ADHD, ma evidentemente non tutti si aggiornano. Ben lungi dal negare che tante problematiche del bambino dipendano dall'ambiente e soprattutto da quello familiare, ma bisogna saper distinguere e non imputare allo stato d'ansia riscontrabile nella madre, ad esempio, la causa della patologia del bambino. Questo suggerisce una insufficiente capacità di approfondire i meccanismi della relazione interpersonale e a volte appare un modo del terapeuta di scaricare ad altri le responsabilità: «La colpa è di voi genitori, curatevi voi altrimenti io non posso far nulla per il bambino!». Anche nei casi in cui vi è una responsabilità più o meno ampia dei genitori, l'atteggiamento del terapeuta deve essere diverso, non accusatorio ma, secondo il proprio ruolo, "terapeutico", cioè di indirizzo, di richiamo e di ricerca della collaborazione da parte del genitore.

Più o meno indirettamente il libro mette in luce anche un'altra carenza che a volte si riscontra in alcuni operatori neuropsichiatrici (non solo in Italia): l'insufficiente conoscenza di tecniche terapeutiche in senso lato. Essi sono preparati per un solo tipo di psicoterapia efficace per alcuni disturbi, mentre non hanno evidentemente conoscenza di altre tecniche di intervento terapeutico non farmacologico, efficaci per altri tipi di disturbo. Questo perché è necessaria una maggiore capacità del terapeuta di usare approcci diversi in rapporto a problematiche diverse. Il libro non manca da questo punto di vista di segnalare interventi semplici ma talora molto efficaci di guida ai genitori e agli insegnanti.

Un libro per laici, che sarà utile pure ai medici e agli altri operatori del settore, perché dà un panorama scientificamente corretto dell'ADHD e degli interventi da adottare in favore di coloro che ne soffrono e anche perché riporta, attraverso le lettere dei genitori, una istruttiva esperienza di casi clinici.

autore: Raffaele D'Errico, Enzo Aiello

illustratore: S. Deflorian

editore: AIFA