Studia così. Guida a un metodo di studio efficace

Studiare comporta attenzione, concentrazione e fatica. Imparare un metodo di studio agevola la vita degli studenti. Esistono tanti metodi per studiare, non esiste un metodo di studio migliore di tutti gli altri.

Di seguito una serie di suggerimenti, semplici da mettere in pratica e di sicura efficacia, perché testati da un docente di lungo corso, che gli studenti possono adeguare in modo funzionale al proprio stile di apprendimento.

Osserva la pagina che devi studiare;
• Leggi il titolo e gli eventuali sottotitoli.
• Guarda le illustrazioni e leggi le eventuali didascalie, cioè le parole scritte in piccolo vicino alle figure stesse.
• Ripensa alla spiegazione dell'insegnante
• Prova a rispondere a questa domanda: "Qual è l'argomento della lezione?"

Ora leggi alcune volte tutto il testo, a voce alta; quando ti accorgerai di saperlo leggere in modo scorrevole, cioè senza doverti fermare per pronunciare correttamente le parole;
• Prendi matita e righello e sottolinea leggermente le parole o le frasi che non conosci.
• Comincia dalla prima parola sottolineata e cerca di ricordarne il significato, è molto probabile che l'insegnante spiegato in classe, puoi anche provare a dedurlo dal contesto, cioè immaginarlo basandoti sull'argomento trattato, oppure, cercalo sul dizionario; infine, se questi sistemi non hanno funzionato, cerca un adulto e fatti rispiegare.

Alcuni significati ti sembrano particolarmente difficili da ricordare?
• Con la matita scrivi al margine del libro il significato.

Ora sei pronto/a per cominciare lo studio vero e proprio. Rileggi mentalmente tutto il testo ed eventualmente guarda le tue "note a margine". Il testo ora dovrebbe essere per te ben
comprensibile; se non è così:
• Dividi l'intero testo in parti più piccole ( lo puoi fare a mente oppure segnando i "pezzi" con crocette) e comincia a rileggere più volte, mentalmente, solo la prima, ad esempio fin dove trovi un "punto e a capo".

Noterai che, in ogni sezione (= piccola parte da te segnata) del testo, una o più parole sono scritte in grassetto, cioè sembrano "più ciccione"; esse sono le parole chiave e servono per avere un'idea
immediata del contenuto, anche prima di aver letto il resto; osservale e rifletti su ciò che possono farti capire. Anche altri elementi possono essere scritti in neretto, ad esempio nomi di personaggi o di luoghi: questi devono essere imparati a memoria.

Hai terminato di leggere la prima sezione?
• Prova a riassumere con parole tue, a voce alta, quanto hai capito, tenendo il testo davanti a te (ti servirà per guardare i particolari che ancora non ricordi bene).
• Se ti sembra che il tuo discorso sia scorrevole, chiaro ed esatto (possibilmente fatti interrogare da un'altra persona) procedi con le sezioni successive, una alla volta. In caso contrario, ricomincia dalla prima.

Quando avrai finito di spiegare oralmente il contenuto di tutte le sezioni, riguarda l'intero testo per qualche istante e se necessario, rileggilo, poi mettilo da parte e prova ad esporre tutto dall'inizio.

Per una esposizione efficace: 
• Ripeti ad alta voce con parole tue.
• Memorizza però nomi e date.
• Abituati ad usare i termini specifici della disciplina che stai studiando, ad esempio, in geografia dirai "riduzione in scala" e non "rimpicciolimento".
• Ricorda che ogni tua frase deve essere formulata (cioè pensata) secondo le regole della nostra lingua e pronunciata con voce chiara.
• Se ti accorgi di avere qualche difficoltà nel ripetere a voce l'insieme del testo, osservalo ancora attentamente; poi cerca di rivedere nella mente le figure, i titoli e le parole chiave nella loro esatta posizione sulla pagina: questo ti servirà per ricordare e riferire almeno gli elementi più importanti.
• Per ricordare a lungo ciò che hai studiato, ogni volta che affronti un nuovo argomento riguarda e ripassa, magari velocemente, le parti che lo precedono. Ricordati che non basta capire, sapere vuol dire anche ricordare .

Allenamento all'esposizione orale: 
Può succedere che nonostante tu abbia studiato e sia riuscito ad imparare la lezione, tu non riesca a ripeterla ad alta voce durante un interrogazione. Per questo ti occorre allenamento, proprio come per praticare un'attività sportiva;
• E' utile avere un adulto che ti ascolti e ti corregga gli errori di forma (=espressione in lingua italiana) e di contenuto (=argomento della lezione).
• Ricorda, comunque, che il tuo collaboratore non è indispensabile nelle fasi di comprensione e memorizzazione, a lui ripeterai solo la lezione.
• Chiedi a chi ripeti la lezione, di farti alcune domande, ti aiuteranno, specialmente all'inizio, a ricordare e riferire ciò che hai studiato.
• Prova ad esporre tutto quello che sai in un discorso unico. 
• Ripeti diverse volte quest'ultima fase, fino a quando non avrai la sicurezza di aver imparato tutto e bene.

Studiare in compagnia: 
Dopo un periodo di allenamento, quando il tuo metodo per imparare sarà ben avviato, mettiti d'accordo, con uno o due compagni per studiare insieme, almeno una volta ogni tanto; ne avrai diversi vantaggi:
• Esporre la lezione davanti a persone diverse, ti abitua all'interrogazione a scuola, come una specie di prova generale;
• Parlare con i tuoi compagni e ascoltare i loro suggerimenti ti permette di esprimerti in modo più corretto e di memorizzare meglio le informazioni.
• Se qualcosa della spiegazione dell'insegnante ti è sfuggito, magari lo ricordano loro.
• Gli amici rilevano eventuali errori senza criticarti e ti danno soddisfazione con i loro complimenti se sei stato/a bravo/a.
• Se a casa hai ripetuto bene la lezione, in classe non sarai l'unico/a a saperlo: avrai dei testimoni che, con la loro presenza, ti rassicureranno sulla tua preparazione.

Pin It
Accedi per commentare

Il bambino perduto e ritrovato. Favole per far la pace col bambino che siamo stati.

“Gli adulti ritengono comunemente di poter pensare e agire in modo libero nei loro comportamenti abituali, mentre in realtà sono spesso condizionati dal bambino che sono stati, con la sua vitalità e creatività, ma anche con le sue realtà irrisolte, che possono interferire con le loro attuali relazioni, quella con i figli innanzi tutto.


Forse nel desiderio di evitare, ai figli, fatiche eccessive, gli adulti a volte spianano loro troppo la strada, impedendogli così di confrontarsi con le difficoltà che invece aiutano a crescere e a rinforzarsi: Altre volte, anche, aspettano da loro quei successi che invece a loro sono mancati e che consolino la loro basa autostima, e questo complica la vita sia a loro che ai figli.


Questo libro vorrebbe aiutare noi adulti, sempre attraverso delle favole costruite su molte storie reali condensate in una, a cercare di evitare che le ombre del nostro passato interferiscano troppo con la nostra relazione con i bambini e i ragazzi condizionandoli eccessivamente e involontariamente nelle loro scelte e nella disposizione mentale con cui affronteranno la vita.”

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

 

Tecnobarocco. Tecnologie inutili e altri disastri

Leggendo questo libro molti troveranno delle conferme a dei ragionamenti  che spesso sorgono spontanei di fronte a innovazioni tecnologiche che la gente ha subito come traumi e che invece di semplificare l’esistenza  l’hanno resa più complicata. La domanda è quasi sempre la stessa: “Ne abbiamo veramente bisogno?”  Cambiamo ogni due o tre anni sistemi operativi che non comportano necessariamente miglioramenti;  affrontiamo lunghissime telefonate presso enti e aziende, digitando vari codici di accesso col telefono a pulsanti, solo per ascoltare un’alberatura di messaggi vocali che rende impossibile il contatto con un operatore; immagazziniamo una mole immensa di immagini digitali di cui non ricordiamo più niente; compriamo il cellulare di ultima generazione quando per comunicare ci bastava la prima versione.  Mario Tozzi (geologo e noto conduttore di trasmissioni televisive di divulgazione scientifica) e molti altri della sua stessa generazione,  non “nativi digitali”,  hanno vissuto l’epoca in cui si andava in biblioteca a fare le ricerche scolastiche, si usava il telefono con il duplex, ci si muoveva con la mappa geografica, si giocava al biliardino e al flipper, ma soprattutto ci si spostava  con automobili dotate di quel magnifico e comodo aggeggio chiamato deflettore per il quale anche Francesco Guccini nel suo libro “Dizionario delle cose perdute” pensa di  fondare una Lega (Prodeflettore!).

 

Leggi tutto...

Basta studiare! Da due prof il metodo collaudato per uscire dall’ansia di compiti, insufficienze e debiti ad uso di genitori e studenti.

Due insegnanti e papà trentenni invitano i genitori dei ragazzi che cominciano a frequentare i 5 anni delle scuole superiori a non abbandonare il loro ruolo attivo ed educativo pensando che i propri figli siano ormai cresciuti abbastanza per correre con le proprie gambe. E no…non bisogna darsi per vinti davanti a questi adolescenti annoiati, borbottanti, insoddisfatti, apatici, sdraiati sui divani o paralizzati davanti a Facebook e WhatsApp. Brutti voti, week end riempiti di compiti, angosce per interrogazioni, bugie, litigi, discussioni sono tutte rappresentazioni di una certa quotidianità e fanno della scuola una vera e propria emergenza educativa per numerose famiglie. Grazie al metodo BiEsse (Bramati e Sanna) è possibile restituire tempo al dialogo, all’ascolto, alla programmazione insieme ai figli.

Leggi tutto...