Bruno Munari

“Pensare confonde le idee”
Bruno Munari


Definito il Leonardo del '900 per la sua incredibile poliedricità ed estro geniale, ma anche come l'uomo che sapeva guardare l'arcobaleno di profilo, Bruno Munari è stato davvero questo e molto altro.

Attivo ed estremamente creativo per tutto il Novecento, non è mai stato sufficientemente riconosciuto come genio, quale avrebbe dovuto essere di diritto. Forse perchè amava sperimentare e trovare sempre nuovi ed inconsueti approcci (cosa che difficilmente permetteva ai critici di "ricondurlo" ad una corrente specifica, ad uno stile particolare o ad una scuola di pensiero).

Innovativo, canzonatorio e seriamente impegnato a giocare (proprio come fanno sempre i bambini!), usava l'ironia per stravolgere regole e convenzioni.
L'ironia è una componente dell'intelligenza e della creatività umana mai banale e scontata, è la capacità di utilizzare il sorriso come scintilla di accensione di una riflessione. Permette di dire grandi e profonde verità con la trasparenza e la semplicità di un bambino, mascherandole da scherzi. Munari sosteneva che la rivoluzione va fatta sottovoce, in modo che nessuno se ne accorga, ed in questo è senza dubbio stato maestro, usando l'ironia per sconvolgere e stravolgere (senza che nessuno se ne accorgesse!) regole e convenzioni artistiche, culturali ed educative.

Inventore, esploratore, sempre alla ricerca di nuovi modi di agire l’arte e la realtà. Uno sperimentatore disinteressato che prova e riprova, traffica, inventa, smonta e rimonta, dà e scopre sempre nuove identità delle cose. Con uno sguardo ironico, a volte spiazzante, l’artista ci offre delle opere (che a volte non sono nemmeno oggetti veri e propri ma “azioni artistiche” o addirittura semplicemente "concetti creativi") che ci aprono nuove prospettive di senso consentendo di osservare la realtà secondo logiche fino a quel momento impensate.
Grazie al suo esempio, diventa facile sviluppare la capacità di rimettere sempre tutto in discussione, imparando ad apprezzare e ad utilizzare al meglio ed in modo creativo ciò che scaturisce dall’imprevisto e dalla casualità. Un educatore innato, un esempio vivente dei principi alla base dell'essere genitori ed educatori: mettersi in discussione, cercare sempre di vedere le situazioni da diversi punti di vista, sapersi perfino prendere un pò in giro...

Munari cerca di insegnare, attraverso la sua opera, e poi con i laboratori per bambini, a non voler sempre per forza “classificare” e ricondurre ogni cosa ad una categoria specifica o ad una definizione già conosciuta. Egli inventa e reinventa ogni volta la realtà ed ogni giorno sé stesso.
Ci invita a saper guardare, a sviluppare il pensiero progettuale, sperimentando il limite dell’oggetto, dell’azione, per scoprire territori inesplorati. Nell’ordinario scoprire lo stra-ordinario, suscitare interesse e curiosità, allargando il campo visivo e percettivo.
Attraverso la sorpresa e lo stupore suscitati da continue provocazioni imparare ad utilizzare l’imprevisto come risorsa. Senza dubbio una suggestione estremamente utile in educazione ed indispensabile nel relazionarsi con i bambini.

Bruno Munari ha sempre avuto un grande interesse e rispetto per il mondo dell'infanzia. Passione che si è sviluppata in maniera creativa in diverse direzioni: dai primi laboratori museali per bambini (da cui è nato il così definito "metodo Munari", benchè lui non abbia mai teorizzato alcun metodo!), ai libri per l'infanzia, fino ad arrivare alla creazione di giochi didattici ed educativi.
Secondo Munari l’adulto deve insegnare il come, la tecnica, non il cosa fare. Deve porsi come regista, insegnare le regole, ma anche la possibilità di trasgredirle.
Munari dice che un bambino creativo è un bambino felice. Io aggiungo che un bambino creativo e felice sarà un adulto capace di affrontare le sfide della quotidianità e la complessità della vita di ogni giorno.
Come già sottolineato, Munari non ha mai teorizzato un vero e proprio metodo pedagogico, ma attraverso il proprio intervento educativo e la propria attività ha trasmesso un approccio all’arte ed all’educazione estremamente innovativo ed importante.
Lo scopo di ogni attività con i bambini e di ogni gioco deve essere far nascere tante domande, ed è sicuramente il messaggio più importante che la personalità cristallina di questo grande artista ci ha lasciato.

«C'è sempre qualche vecchia signora che affronta i bambini facendo delle smorfie da far paura e dicendo delle stupidaggini con un linguaggio informale pieno di ciccì e di coccò e di piciupaciù. Di solito i bambini guardano con molta severità queste persone che sono invecchiate invano; non capiscono cosa vogliono e tornano ai loro giochi, giochi semplici e molto seri.»
(Estratto da Fantasia, Universale Laterza 1977).

Consiglio vivamente di approfondire l'opera e l'attività di Bruno Munari, sia come artista che come educatore. Interessantissima anche la sua attività di scrittore ed illustratore per l'infanzia. Esistono decine di titoli per bambini creati da Munari, facilmente reperibili in biblioteca e nelle librerie. Ha scritto inoltre numerosi testi per adulti, apparentemente di pura comunicazione visiva e teoria del design, ma assolutamente piacevoli e apprezzabili da chiunque, anche senza esperienza o conoscenze specifiche in ambito artistico.

Una selezione tra i libri di Munari che preferisco:

Libri per adulti
- Fantasia - Laterza (1977) (Davvero imperdibile)
- Codice ovvio - Einaudi (1971)
- Arte come mestiere - Laterza (1966)

Libri per bambini
- L'alfabetiere - Einaudi (1960)
- Nella nebbia di Milano - Emme edizioni (1968)
- Rose nell'insalata - Einaudi (1974)
- Disegnare un albero - Zanichelli (1977)
- Disegnare il sole - Zanichelli (1980)
- I prelibri (12 libri) - Danese (1980)
- Cappuccetto Rosso Verde Giallo Blu e Bianco - Einaudi (1981)
- Tantagente - The Museum of Modern Art (1983)
- Il merlo ha perso il becco, con Giovanni Belgrano - Danese (1987)
- La favola delle favole - Publi-Paolini (1994)
- La rana Romilda - Corraini (1997)

Siti web:
http://www.munart.org/ (prospettiva artistica ma molto interessante e completo)
http://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Munari



Foto Bruno Munari

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A prima vista può sembrare un manuale, visto che si propone di insegnare ad essere dei buoni "allenatori emotivi" per i figli. In realtà ci sono molti spunti interessanti e informazioni molto utili riguardo le varie fasi dell\'età evolutiva. Gottman divide schematicamente i genitori in quattro categorie: il genitore "censore", modello autoritario per intenderci; il genitore "noncurante", quello che si disinteressa delle emozioni del figlio; il genitore "lassista", che nonostante comprenda il figlio non offre indicazioni di comportamento né aiuta il figlio a risolvere il problema; il genitore "allenatore emotivo" che oltre a comprendere e a rispettare le paure e sentimenti del figlio riesce a porre dei limiti e aiuta a risolvere i problemi.

autore: John Gottam con Joan De Claire (tradotto da A. Di Gregorio e B. Lotti)

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

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