Amministratore di sostegno

La figura dell'amministratore di sostegno è disciplinata dagli artt. 404 e segg c.c. ed è stata introdotta dalla legge 06/04 in favore di quelle persone che, per effetto di una infermità mentale o di una menomazione fisica o psichica, si trovino in una situazione, anche solo momentanea, di incapacità di provvedere alla cura dei propri interessi.

Tale figura, può riguardare anche gli alcolisti, gli anziani, i disabili, i tossicodipendenti, i detenuti e i malati terminali, e la sua nomina può essere effettuata anche in previsione di una successiva dichiarazione di incapacità, allo scopo di ottenere, con un mezzo che richiede un giudizio di accertamento più agevole e snello di quello richiesto per la dichiarazione di inabilitazione o di interdizione, la nomina di qualcuno che si occupi della persona e del patrimonio di colui che rientri nei casi sopra citati.

La richiesta di nomina viene inoltrata al Giudice Tutelare del Tribunale del luogo in cui risiede o è domiciliata la persona che necessiti di assistenza, e può essere promossa solo da taluni soggetti espressamente individuati dalla legge:

  • dallo stesso soggetto beneficiario, anche se minore, interdetto o inabilitato
  • dal coniuge
  • dalla persona stabilmente convivente 
  •  dai parenti entro il quarto grado (1)
  • dagli affini entro il secondo grado (2)
  • dal tutore o curatore 
  • dal pubblico ministero

Anche gli assistenti sanitari o sociali che siano impegnati nella cura della persona, qualora a conoscenza di fatti tali che rendano opportuna la apertura del procedimento di nomina dell'Amministratore di Sostegno, sono tenuti ad inoltrare domanda o a collaborare col Pubblico Ministero, fornendogli tutte le informazioni.

Il ricorso può essere redatto da uno dei soggetti indicati, senza l'ausilio di un avvocato e deve contenere:

  • La indicazione delle generalità del beneficiario e della dimora attuale
  •  Le ragioni per cui si chiede la nomina dell'amministratore di sostegno
  • Il nominativo ed il domicilio del coniuge, degli ascendenti, dei discendenti, dei fratelli e dei conviventi del beneficiario, se conosciuti dal ricorrente.

Il Giudice deve sentire personalmente la persona in favore della quale sia stato proposto ricorso per la nomina di un Amministratore di sostegno, recandosi, se è il caso, presso il domicilio di questi per raccoglierne bisogni e richieste che, se compatibili con le esigenze di protezione della persona, devono trovare accoglimento.

La nomina avviene con decreto che deve contenere, a pena di nullità, l'indicazione:

  • delle generalità della persona beneficiaria e dell'amministratore di sostegno
  • della durata dell'incarico, che può essere anche a tempo indeterminato
  • dell'oggetto dell'incarico e degli atti che l'amministratore di sostegno ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario
  • degli atti che il beneficiario può compiere solo con l'assistenza dell'amministratore di sostegno
  • dei limiti, anche periodici, delle spese che l'amministratore di sostegno può sostenere con utilizzo delle somme di cui il beneficiario ha o può avere la disponibilità
  • della periodicità con cui l'amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l'attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.

Nella nomina dell'Amministratore di sostegno, il Giudice Tutelare predilige:

  • il coniuge che non sia separato legalmente
  • la persona stabilmente convivente
  • il padre, la madre
  • il figlio
  • il fratello o la sorella
  • il parente entro il quarto grado
  • il soggetto designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.

L'amministrazione di sostegno può essere anche indicato dal beneficiario stesso, in previsione della propria futura incapacità, con atto pubblico o scrittura privata autenticata.
Nello svolgimento del proprio compito, l'amministrazione di sostegno deve tenere conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario e deve informarlo degli atti che intende compiere, e informare il Giudice Tutelare dell'eventuale dissidio tra i propri intendimenti e la volontà del beneficiario e il Giudice Tutelare adotta gli opportuni provvedimenti.

Con l'introduzione di questo istituto giuridico, il legislatore ha voluto tutelare,
con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente che siano di più semplice e veloce applicazione rispetto alle comuni pratiche dell'interdizione (3) o dell'inabilitazione (4).
Per questo, il beneficiario dell'amministrazione di sostegno conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l'assistenza necessaria dell'amministratore di sostegno. Il beneficiario dell'amministrazione di sostegno può in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana.

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Note
(1) parenti entro il quarto grado possono essere il padre, il figlio, il fratello, i nipoti, i cugini e in generale coloro che hanno uno stipite in comune. Il calcolo del grado viene eseguito partendo dalla persona interessata, risalendo sino allo stipite in comune con la persona nei confronti della quale si vuole verificare il grado di familiarità, e discendendo verso quest'ultima. Es: due cugini sono parenti di terzo grado.

(2) Affinità è il vincolo che lega il coniuge ai parenti dell'altro coniuge; per il calcolo del grado si usa la stessa metodologia che si usa per il calcolo del grado di parentela; quindi se fratello e sorella sono parenti di secondo grado, il coniuge del fratello (cognato) sarà affine di secondo grado.

(3) Ai sensi dell'art. 414 c.c., il maggiorenne o il minorenne emancipato che si trovino in condizioni di abituale infermità di mente che li renda incapaci di provvedere ai propri interessi, devono essere interdetti.
Con la dichiarazione di interdizione (che viene emessa dal Tribunale a seguito di attenta attività istruttoria volta a verificare la reale incapacità dell'interdicendo), l'interdetto ritorna allo stato giuridico di minorenne e sia gli atti di ordinaria che di straordinaria amministrazione devono essere compiuti da colui che abbia la su legale rappresentanza, ossia il Tutore nominato dal Tribunale.

(4) Ai sensi dell'art. 415 c.c. il maggiore di età infermo di mente, lo stato del quale non è talmente grave da far luogo all`interdizione, può essere inabilitato (417 e seguenti, 429). Possono anche essere inabilitati coloro che, per prodigalità (776) o per abuso abituale di bevande alcoliche o di stupefacenti, espongono sé e la loro famiglia a gravi pregiudizi economici. Possono infine essere inabilitati il sordomuto e il cieco dalla nascita o dalla prima infanzia, se non hanno ricevuto un`educazione sufficiente, salva l`applicazione dell`art. 414 quando risulta che essi sono del tutto incapaci di provvedere ai propri interessi.

A differenza dell'interdetto, l'inabilitato può compiere autonomamente tutti gli atti di ordinaria amministrazione, e può compiere gli atti di straordinaria amministrazione solo con l'ausilio del curatore e previa autorizzazione del Giudice. 

Lo scopo della interdizione e dell'inabilitazione è quella di garantire una tutela non squisitamente patrimoniale ai soggetti che si trovino nelle condizioni descritte dai due diversi istituti.

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