Feste di luce

In molte case in questo periodo è una vera festa di luci e lucine accese intorno all'albero o alle finestre, lungo le strade e nelle piazza d'Italia, in attesa del Natale. Le feste delle tradizioni religiose, nel mondo, sono spesso caratterizzate dalla luce, simbolo di verità e gioia contrapposto all'oscurità del male e dell'ignoranza. 
Abbiamo voluto raccoglierne alcune esempi. 

Festa della Luce: Festa di Santa Lucia in Svezia
Il 13 dicembre è la notte più lunga dell'anno in Svezia. Durante l'inverno ci sono solo poche ore di sole ogni giorno. Ed è per questo che in quel giorno, viene celebrata Santa Lucia; migliaia di bambine vestite di bianco, con una candela accesa in mano e una coroncina di candele elettriche in testa, illuminano il lungo inverno buio svedese. Le processioni sono guidate da una bambina che impersona Lucia seguita da damigelle e paggetti che indossano vesti bianche e cappelli con stelle dorate. Il corteo è chiuso da bambini vestiti come folletti. Lungo tutto il percorso, Lucia e le sue damigelle donano brioche allo zafferano chiamato Lussekatter cioè i "gatti di Santa Lucia", e biscotti allo zenzero agli spettatori.

Festa delle luci: Natale in Francia
In Provenza, la vigilia di Natale, poco prima del cenone, il più anziano e il più giovane membro della famiglia, vanno a prendere un grosso ciocco di legno (bûche de Noël in Francia e Yule Long nei paesi nordici) fanno tre giri intorno al tavolo. Il ciocco di legno viene bagnato tre volte con il vin brulé, poi viene messo nel camino dove prende fuoco continuando ad ardere per parecchi giorni per portare luce, vita e calore nelle case, proprio nel periodo più buio e freddo dell'anno, appunto durante il solstizio d'inverno.

Festa delle luci: Hanukkah
Hanukkah o Chanukah, è una festività ebraica conosciuta anche con il nome Festa delle luci.
Si svolge a cavallo tra due mesi: inizia infatti a Kislev e finisce in Tevet, che corrispondono indicativamente ai nostri medi di novembre e dicembre.
Commemora la consacrazione del nuovo altare nel Tempio di Gerusalemme avvenuta nel 161 a.C.
A quei tempi il re greco Antioco Epifane, ordinò agli ebrei di rinunciare alla propria religione in nome della religione greca.
Vennero distrutti tutti i tempi giudaici. Non tutti però ubbidirono ad Antioco Epifane, fra questi Giuda Maccabeo, che insieme a quattro suoi compagni, gli fece la guerra. Dopo tre anni riuscirono a sconfiggere Antioco Epifane, e per prima cosa purificarono il Tempio e per ri-dedicarlo (Hanukkah significa infatti "dedica") al proprio Dio. 
Per riuscirci però avevano bisogno di una grande quantità di olio benedetto che potesse illuminare il tempio, trovarono però solo una piccola ampolla, che miracolosamente tenne accesa la luce per ben otto giorni.
Ecco perché la festività dura ancora oggi otto giorni. La particolarità sta nell'accensione dei lumi del candelabro ad otto braccia chiamato chanukiah.
Negli ultimi anni l'accensione delle candele è divenuta molto sentita presso le comunità ebraiche che celebrano la festività con grandi celebrazioni pubbliche. 


Festa della Luce: il giorno di San Martino (Sint Maarten) in Olanda
11 novembre nel bel mezzo dell'autunno quando gli alberi sono spogli e fa buio presto, si celebra in Olanda, il giorno di San Martino (Sint Maarten Feest in Olandese). I bambini dopo il tramonto vanno in processione per le case, con delle lanterne (lampionnenoptocht) di carta o cartone con dentro un lumicino realizzate da loro. Davanti ad ogni porta si fermano a cantare delle tipiche canzoni di San Martino (Sint Maarten liedjes) in cambio ricevono dei doni (caramelle e dolcetti), proprio come aveva fatto San Martino regalando il suo mantello al mendicante. Lo spirito di questa celebrazione è proprio quello d'insegnare ai bambini di condividere con gli altri quello che si possiede.

Festa della Luce: Loi Krathong (loy-Kruh-thong) in Thailandia
Questa festa viene celebrata in Thailandia nel mese di novembre. "Loy" significa "galleggiare" e un "Krathong" è un vaso a forma di loto fatto di foglie di banano. Il Krathong di solito contiene una candela, tre bastoncini d'incenso, dei fiori e delle monete. La festa inizia di notte, quando c'è la luna piena nel cielo. Le persone portano i loro Krathongs lungo il corso di un fiume. Dopo aver acceso le candele ed aver espresso un desiderio, si mettono le Krathongs in acqua lasciandoli scivolare via, come dono alla Dea delle Acque. Si ritiene che i Krathongs portino via la sfortuna e che i desideri che le persone esprimono per il nuovo anno si avvereranno. È un momento di grande allegria e felicità perché le sofferenze sono andate via lontano galleggiando. 

Festa della Luce: Diwali in India
Diwali (luci in Indiano) è una "festa delle luci", indù. Simboleggia il trionfo del bene, la luce, sul male, le tenebre. Si tratta di una delle celebrazioni più importanti in India ed è una festa di famiglia, che si svolge in nel mese indù di ashwavaia a cavallo fra ottobre e novembre e dura per cinque giorni.
La legenda narra che al ritorno del Re Rama nella città di Ayodhya dopo 14 anni di esilio, il popolo decorò le case con migliaia di luci in suo onore. Ecco perché ancora adesso le persone decorano le loro case con migliaia di lampade ad olio, le case vengono pulite accuratamente e le finestre lasciate aperte per accogliere Laxmi, la dea della ricchezza. Durante il Diwali, gli indiani comprano del riso soffiato che offrono alla dea della Prosperità Lakshmi.

Festa della Luce: Natale nelle Filippine
Le Filippine sono l'unico paese in Asia a prevalenza cristiana. La festa della luce è caratterizzata dalla vista di "parols" o lanterne stella. Le parols sono delle lanterne ornamentali di bambù e carta fatte a forma di stella di Natale, che evoca la stella di Betlemme che guidò i Re Magi alla presepe. Simboleggia anche la vittoria della luce sulle tenebre, augurando speranza e 'buona volontà durante il periodo natalizio. La vigilia di natale si celebra con processioni dove Maria e Giuseppe, vanno in cerca di un riparo, il loro cammino è illuminato da un corteo di persone che portano le parols accese.
Le parols sono di tutte le dimensioni e durante le feste di Natale decorano le case dei Filippini. Vengono organizzati dei concorsi per scegliere le parols più belle ed originali. Inoltre le famiglie tramandano di generazione in generazione i segreti per costruirle. 

Festa della Luce: Natale in Cina
I Cristiani in Cina festeggiano il Natale con l'accensione di lanterne di carta nelle loro case.
Hanno anche gli alberi di Natale chiamati "Alberi di Luce", decorati con catene di carta, fiori, e lanterne. I bambini cinesi appendono le calze e aspettano la visita di Babbo Natale, che chiamano "Dun Che Lao Ren" (dwyn c'un-lau-oh-run) che significa "Vecchio Natale".
La maggior parte dei cinesi non sono cristiani, la festa invernale più grande in Cina è il Capodanno cinese che si svolge verso la fine di gennaio. In quell'occasione, i bambini ricevono vestiti nuovi, giocattoli, e assistono a fuochi pirotecnici favolosi.

Festa della Luce: Natale in Messico 
Durante i nove giorni prima di Natale, ogni sera i messicani celebrano la "posada", che in italiano vuol dire locanda, locale dove si fermavano i viaggiatori per mangiare e dormire.
Le famiglie messicane marciano di casa in casa con le candele accese, impersonando Giuseppe e Maria verso la strada per Gerusalemme, alla ricerca di una "posada" che li ospiti. I cattolici più osservanti ospitano gli amici e i parenti nella loro casa trasformata in "posada".
I viandanti, si fermano davanti alla casa dei parenti, e cominciano a cantare, mentre i patroni da casa chiusi dentro, rispondono con altri versi attraverso la porta d'ingresso, alla fine aprono le porte della casa e ad ogni invitato regalano un piccolo cestino pieno di dolci, poi si procede al rito della "Piñata" per i bambini.
La "Piñata" è una sagoma realizzata in cartapesta, durante le feste natalizie di solito è fatta a forme di stella, al suo interno ci sono caramelle dolci e frutta. Viene appesa con una corda al soffitto, ogni bambino la colpisce a turno sino a quando non si rompe lasciando cadere in terra e sulla testa dei bambini i dolciumi.

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Una sorellina per Paolino

Presto mamma coniglio avrà un piccolo e tutti sono felici...

Tutti tranne Paolino. Il suo amico Robi l'ha avvertito: i neonati sono una vera catastrofe e Paolino, a dire il vero, preferirebbe avere un criceto, piuttosto che un bebè.

Ma, quando nasce la sorellina, cambia tutto...

Una storia piena di umorismo e tenerezza che parla dei dubbi e delle paure di tutti i bambini, quando arriva a casa un fratellino.

Età consigliata: dai 3 anni.

 

autore: Brigitte Weninger, Éve Tharlet (traduzione di L. Battistutta)

editore: Nord-Sud

I ragazzi felici di Summerhill

L'esperienza della scuola non repressiva più famosa al mondo

Quanta libertà è giusto concedere a un bambino, a un ragazzo? E quando la libertà si trasforma in licenza?

Summerhill è la scuola che Neill fondò in cui il principio inspiratore è un'educazione che non ha bisogno di ricorrere alla paura. Una scuola senza autorità dove le regole sono dettate da un'Assemblea Generale formata da alunni e insegnanti in cui il fondatore ha lo stesso potere di voto di un fanciullo.

Neill dimostra che la libertà funziona, che i bambini sono capaci di autoregolarsi qualora non abbiano già assorbito il sistema educativo violento e coercitivo delle scuole tradizionali.
Summerhill ha uno spirito comunitario e di autogoverno in anticipo sui tempi. Questo avviene perché la scuola stessa è un'isola:
Neill non si propone di cambiare la società, lui desidera solo che i suoi ragazzi siano felici. Quando un ragazzino arriva a Summerhill inizialmente è disorientato e approfitta di tutto quello che si pensa (sbagliando) sia "libertà", ovvero fare quello che si vuole. A Summerhill le lezioni sono facoltative, se un bambino non vuole imparare a leggere e a scrivere non lo fa, e non è giudicato ma viene trattato con rispetto. Eppure entro breve tempo (quasi) tutti frequentano le lezioni, rispettano la libertà degli altri e se questo non avviene, gli stessi bambini decidono la sanzione, nell'assemblea settimanale di autogoverno.

E' una bella utopia, un invito a riflettere sulla violenza e sulle ipocrisie del nostro sistema scolastico, una proposta di antiscuola inimitabile, perché molte scuole ispirate a quel modello scambiarono proprio libertà con licenza, l'errore più comune che proprio Neill stesso tendeva a sottolineare: libertà non è assenza di regole come molti credono, ma è autoregolazione. La comunità infatti si detta da sola le regole, spesso ferree e precise, improntate sul rispetto reciproco.

autore: Alexander S. Neill

editore: Red Edizioni

Tecnobarocco. Tecnologie inutili e altri disastri

Leggendo questo libro molti troveranno delle conferme a dei ragionamenti  che spesso sorgono spontanei di fronte a innovazioni tecnologiche che la gente ha subito come traumi e che invece di semplificare l’esistenza  l’hanno resa più complicata. La domanda è quasi sempre la stessa: “Ne abbiamo veramente bisogno?”  Cambiamo ogni due o tre anni sistemi operativi che non comportano necessariamente miglioramenti;  affrontiamo lunghissime telefonate presso enti e aziende, digitando vari codici di accesso col telefono a pulsanti, solo per ascoltare un’alberatura di messaggi vocali che rende impossibile il contatto con un operatore; immagazziniamo una mole immensa di immagini digitali di cui non ricordiamo più niente; compriamo il cellulare di ultima generazione quando per comunicare ci bastava la prima versione.  Mario Tozzi (geologo e noto conduttore di trasmissioni televisive di divulgazione scientifica) e molti altri della sua stessa generazione,  non “nativi digitali”,  hanno vissuto l’epoca in cui si andava in biblioteca a fare le ricerche scolastiche, si usava il telefono con il duplex, ci si muoveva con la mappa geografica, si giocava al biliardino e al flipper, ma soprattutto ci si spostava  con automobili dotate di quel magnifico e comodo aggeggio chiamato deflettore per il quale anche Francesco Guccini nel suo libro “Dizionario delle cose perdute” pensa di  fondare una Lega (Prodeflettore!).

 

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