Le relazioni come opere d'arte

Tema: Tratti di personalità e caratteristiche personali

Attività: componimento poetico per non poeti

Età: per i genitori (ma proponibile anche ai bambini dai 10 anni)

Opera: Vaso Sara (fotografia di Alessandra Rizzo)

Autore: Alessandra Rizzo

...il valore del vaso sta nel suo vuoto...

Ci avete mai pensato? Sembra quasi un paradosso ma è proprio così. Ed è un profondo insegnamento che ho imparato in laboratorio di lavorazione dell'argilla dell'artista contemporanea Alessandra Rizzo.


Ceramista da una vita, abile sperimentatrice della tecnica Raku, Alessandra esplora nel suo lavoro il libero fluire dell'energia cosmica nella materia. L'argilla permette ai 4 Elementi (Terra, Acqua, Aria, Fuoco) di essere parte di un unico processo. I materiali parlano, comunicano un messaggio ancestrale a disposizione di chi sa ascoltare con le mani e l'intuito. Alessandra sa ascoltare questa energia, traducendo un pensiero creativo in opera d'arte. 

Tra le innumerevoli dell'artista, ho scelto quest'opera affascinante. Oltre al valore intrinseco del vaso, mi ha colpito un aspetto del processo creativo alla base dell'opera stessa, che Alessandra mi ha spiegato in uno dei nostri recenti incontri. Il vaso è stato progettato e creato a partire dal manico. 'E come se, partendo dal pezzo di legno (spesso regalato all'artista da amici e parenti) la creta abbia preso vita e forma, modellandosi in modo tale da creare intorno al legno un unico oggetto dinamico e completo. Come in un organismo vivente le diverse parti dialogano tra loro, creando equilibri armonici.

Mi piace l'idea che un'opera d'arte nasca da un dono (un pezzo di legno raccolto durante una passeggiata nel bosco o sulla spiaggia...), e soprattutto che questo dono si trasformi in qualcosa di speciale.
È come se l'artista sia in grado di tradurre in prodotti creativi aspetti della personalità di chi le ha regalato il pezzo di legno, fondendoli con tratti significativi della propria personalità.

Credo che questo aspetto del suo lavoro sia estremamente interessante per una riflessione educativa. In quanto genitori dovremmo essere in grado di cogliere quanto di speciale c'è racchiuso nei nostri figli e fondere questi aspetti con caratteristiche della nostra personalità per creare, come scultori attenti ed in ascolto, una relazione speciale ed unica, modellata a partire dalle singole individualità.

Questa volta vi propongo una semplice attività di arteterapia, da fare da soli (o al massimo insieme al vostro partner), senza coinvolgere direttamente i vostri figli. È un semplice esercizio letterario che ho ribattezzato componimento poetico per non poeti. Non fatevi spaventare dall'apparenza: non presuppone alcuna specifica conoscenza lirica né impegno eccessivo, ed è facile ottenere risultati interessanti e più che soddisfacenti senza grande sforzo. Ed è anche divertente!
Iniziate scrivendo su un foglio il nome del vostro bambino (se avete più figli potete ripetere il gioco più volte) e poi create uno schema simile a questo:

NOME
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----------------------- --------------------- ---------------------
-------------------- ----------------------- ----------------------- ------------------
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-----------------------------------

Su ogni linea dovrete scrivere una parola. Potete scegliere di scrivere singole parole che hanno tutte in qualche modo a che fare con il vostro bambino (caratteristiche personali, cose che gli piacciono, cose che vi fanno pensare a lui o a lei...). Possono essere dieci parole semplicemente una in fila all'altra, come una specie di lista, oppure potete provare a formare una specie di frase (poetica, per cui senza preoccuparsi troppo di connessioni corrette dal punto di vista grammaticale!).

 O ancora, potete provare a combinare le due possibilità. Insomma, vi assicuro che è più facile a farsi che a dirsi! Provate e riprovate, vedrete che ci prenderete gusto ed i risultati saranno sempre più interessanti ad ogni ulteriore tentativo!


Un ultimo pensiero prima di concludere. Natale è alle porte e questa riflessione sulle caratteristiche personali delle persone che amiamo calza a pennello. Vi invito a soffermarvi su questi pensieri nel momento in cui vi accingete a fare un regalo: deve essere qualcosa di significativo per la persona che lo riceve, qualcosa che parli un po' di voi e della vostra relazione. Qualcosa che comunichi che vi volete bene e che tra voi c'è qualcosa di speciale. Se non è così, il regalo perde completamente di significato e diventa solo e soltanto qualcosa di materiale e commerciale.
Perché non regalare esperienze da vivere insieme? Perché non fondere le vostre individualità creando qualcosa di unico e speciale? In fondo una relazione parla proprio di questo... non è ciò che si mette nel vaso l'importante, ma quello che ci sta intorno, la combinazione dei materiali che avvolge ed abbraccia il vuoto del vaso...


Consigli di approfondimento

Libri:
Gabriella Trani "Dalla creta alla cretazione. L'argilla in arte terapia" Edizioni Edup

Siti web: 
www.arterre.it - Sito personale dell'artista Alessandra Rizzo

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I figli che aspettano. Testimonianze e normative sull'adozione.

Il mondo è pieno di figli che aspettano di essere figli. Ma essere adottati non è facile, perché non è facile adottare. Eppure si fa, si deve poter fare. Carla Forcolin esplora il territorio in cui si muovono i figli che aspettano, analizza il macroscopico divario che esiste fra la disponibilità ad adottare e le adozioni attuate, scandaglia gli effetti delle nuove leggi, lascia emergere le contraddizioni che ne ostacolano o comunque ne rendono faticosa l’esecuzione.

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L'avventura di crescere - una guida per i genitori di oggi

Dal risvolto di copertina:
"L'avventura di crescere, un libro che descrive lo sviluppo infantile a partire dalla nascita attraverso le tappe fondamentali: la scoperta del mondo, la conquista, gli altri, la famiglia, la scuola, l'adolescenza, l'appetito, il sonno, la paura, la violenza, la censura, la religione, il danaro, lo sport ...
Con la sensibilità di chi ha trascorso molto tempo a fianco dei genitori e dei bambini, Bernardi ci aiuta ad affrontare con responsabilità e coerenza, ma soprattutto con elasticità e apertura, tutte le tappe della crescita, ricordando che insieme al bambino anche il genitore cresce.
Un libro generoso e attento, scritto da un medico autorevole, amico dei genitori, fermamente convinto che alle sfide di oggi si possa rispondere puntando sull'educazione, la tolleranza e l'indipendenza del pensiero, rifiutando la violenza e il consumismo, fino alla difficile conquista della libertà".

Un libro di facile lettura, da leggere un pezzo alla volta a seconda delle necessità, o tutto di un fiato (ma sono quasi 500 pagine!). Scritto in un linguaggio accessibile a tutti, molto pratico, rassicurante e anche divertente.
Perchè crescere è una grande avventura, non solo per il bambino, ma anche per il genitore che attraversa con lui territori inesplorati.

Un brano tratto dal libro, sul "valore dell'ostacolo"

La "guerra di indipendenza" del bambino non ha soste. Egli si impegna di continuo a fare da sé, nel mangiare, nel vestirsi e nello spogliarsi, nell'igiene della persona, e non perde occasione per dimostrare che non ha più bisogno di nessuno. Qualche volta, anzi molto spesso, va oltre i limiti dell'opportunità e della prudenza. Allora scattano i provvedimenti restrittivi, le limitazioni, i divieti, gli impedimenti posti dai genitori, e lui, il bambino, può andare su tutte le furie e abbandonarsi a quella serie di reazioni esplosive che abbiamo visto prima. Direi che non è un male, se i genitori ce la fanno a mantenere la calma. Le proibizioni, le frustrazioni in generale, oltre alla tutela dell'integrità personale del bambino, hanno una doppia specifica funzione: quella di fornire al bambino l\'esperienza di un ostacolo cui far fronte, e quella di fargli capire che si può anche perdere una battaglia senza per questo rinunciare alla guerra. Mi direte che all'età di due anni queste cose non si possono imparare. Certo, non impararle nel senso che diamo noi a questa parola, ma si possono "sentire" e accumulare dentro di sè come preziosa esperienza. Un ragazzino che le abbia sempre tutte vinte, che non trovi mai nessuno che gli dica di no, che viva tra persone terrorizzate dalla possibilità della sua protesta, probabilmente crescerà con una personalità piuttosto fragile e disarmata. A combattere si impara presto, o non si impara mai.

Tuttavia, in questo come in ogni altro campo, conviene stare molto attenti a non esagerare. Ho detto che le frustrazioni e le proibizioni, fra l'altro spesso inevitabili, costituiscono un'utile esperienza, ma se un ragazzino subisce decine di proibizioni al giorno, se si sente dire di non fare questo e quello ogni volta che si muove, se è costantemente bersagliato da una pioggia di "no", allora delle due l'una: o si rassegna a subire tutto, a rinunciare a tutto, a sottomettersi a tutto, e andrà incontro a una vita grama di gregario, di suddito, di servo o di padrone e di "caporale", che è la stessa cosa; oppure deciderà che i divieti non hanno alcun valore e rappresentano soltanto una fastidiosa e molesta intrusione, in presenza della quale è meglio far finta di niente e comportarsi da ciechi e sordi.

Occorre dunque, da parte dei genitori, un adamantino autocontrollo. Occorre dare delle proibizioni soltanto quando servono davvero, quindi molto di rado, e occorre che le proibizioni siano sensate e coerenti. E comunque civili e rispettose. Solo in questo caso sono utili. Solo in questo caso aiutano il bambino a crescere come uomo e non, diceva Totò, come caporale.

A conclusione di questo capitoletto, potremmo dire che nel secondo anno di vita del bambino il suo mestiere è quello di dire di no il più spesso possibile, il mestiere dei genitori è quello di dire di no il meno possibile. Paradosso? Non tanto. La parola NO, come si è detto e ripetuto, è per il bambino affermazione di se stesso e della propria indipendenza. Ma non è solo questo. È anche resistere alle pressioni e alle seduzioni dell'ambiente, del costume e della moda, è anche coraggio di mettere in discussione il potere, è anche capacità di scorgere una "seconda dimensione" delle cose e quindi un passo avanti per conquistare una seconda dimensione di se stesso. È un\'avanzata trionfale verso il consolidamento della propria dignità di uomo. Speriamo che il nostro piccolo combattente conservi dentro di sè per sempre la facoltà di dire di no. Certo, nel futuro sarà un "no" diverso da quello che scaglia ora contro i genitori, sarà un "no culturale", un "no" all'ingiustizia, alla sopraffazione e all'egoismo. Non sarà più soltanto opposizione e provocazione, sarà spirito di civiltà e libertà.

autore: Marcello Bernardi

editore: Fabbri Editore

Anche le cose hanno un'anima

Finalmente una raccolta di racconti per l'infanzia scritta con il cuore. 

"Anche le cose hanno un'anima " di Claudia Volpe non narra di vampiri, fantasmi e mostri spaziali che alimentano gli incubi dei bambini. Solo storie di oggetti comuni, ma con l'anima ed i sentimenti veri di ogni giorno.

Gli oggetti "parlano" ai bambini e così li vedrete giocare e colloquiare, oltre che con i giocattoli, anche con le pentole della mamma, con le mollette, con la frutta Certo, ogni epoca ha dei personaggi particolarmente cari ai bambini e, nel terzo millennio, tra mille sofisticati giochi elettronici e libri che narrano di invincibili eroi spaziali e terrestri e di mostri più o meno spaventosi, io credo che ci sia ancora un po' di spazio per le storie semplici che narrano di buoni sentimenti; passano gli anni, ma il cuore dei nostri bambini rimane sempre lo stesso, in qualsiasi tempo si viva, perché l'essenza più vera dell'infanzia è costituita principalmente di fantasia e teneri affetti. Leggi tutto...