Giorno della Memoria. Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi. 


Questi sono alcuni dei versi più toccanti che abbia scritto Primo Levi e che aprono il suo libro Se questo è un uomo, testimonianza sconvolgente dell'inferno del lager. 

Meditate che questo è stato! Ripetetelo ai vostri figli! È l'ammonimento del chimico e scrittore torinese: ricordate, abbiate memoria, non dimenticate. 

E così è, ogni 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria una ricorrenza istituita per legge dallo Stato Italiano: La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati".

Il 27 gennaio, in Italia e in altri paesi si ricorda quindi la Shoah e tutti i deportati morti nei campi di concentramento: ebrei, zingari, religiosi, comunisti, handicappati, omosessuali e chiunque si sia opposto alla follia del disegno nazista. 

Come si legge nel testo di legge, è stato scelto questo giorno perché proprio il 27 gennaio 1945 le Forze Alleate, liberarono Auschwitz dai tedeschi.
Al di là di quel cancello, oltre la scritta tristemente famosa "Arbeit macht frei" cioè Il lavoro rende liberi, ai soldati russi apparve l'inferno. Solo così il mondo conobbe lo sterminio in tutta la sua realtà. Tra i detenuti di quel campo, c'era anche Primo Levi, non un uomo ma solo un numero il 174517. Il numero fu tatuato sul suo avambraccio sinistro nel febbraio del 1944 dopo la deportazione dall'Italia e l'arrivo ad Auschwitz. La sua detenzione durò undici mesi infernali, fino a quel 27 gennaio.

Il Giorno della Memoria non vuole solo rendere omaggio ai milioni di vittime (sei milioni solo di ebrei), ma vuole essere una presa di coscienza collettiva del fatto che l'uomo è stato capace di questo. 
Non è la pietà per i morti ad animarlo, ma la consapevolezza di quel che è accaduto, che non deve più accadere. La consapevolezza che in un passato ancora molto vicino a noi, nella civile e illuminata Europa, milioni di persone hanno permesso che accadesse un orrore tale.

In occasione del "Giorno della Memoria" vengono organizzati incontri, cerimonie, concerti e momenti comuni di rievocazione dei fatti e di riflessione (in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado) su quanto accadde nei campi di concentramento nazisti, al fine di conservare viva la memoria di quel periodo della storia europea e del nostro Paese e perché sia scongiurato per sempre il ripetersi di simili tragedie.


Pin It
Accedi per commentare

Rinoceronte

Scimmia si è svegliata male stamattina e dà un calcio a Uccello che cade in una pozzanghera.

Uccello diventa furioso a sua volta e se la prende con Rospo che lì sta facendo il bagno.

Rospo si agita e schizza Coccodrillo; anche quest'ultimo si arrabbia e colpisce Tartaruga con la coda.

Tartaruga è già pronta a bisticciare anche lei quando vede Rinoceronte... molto grande, molto forte, ma oggi Rinoceronte è soprattutto molto contento.

Ed ecco, come per contagio, che Tartaruga si calma e così a catena si calmano anche gli altri animali e tutto finisce in una grande risata, dove nessuno ricorda più i motivi dei litigi.

La forza, la tranquillità e la gioia di Rinoceronte sono servite per ritrovare la pace e la felicità.

Può capitare di svegliarsi malcontento, di cattivo umore, contagiando così il prossimo; litigio chiama litigio. E' bello vedere come la gentilezza e la gioia siano altrettanto contagiose e capaci di ristabilire l'armonia. Evviva i "rinoceronti" della vita quotidiana!

Per bambini in età prescolare.

autore: Lucia Scuderi

editore: Bohem Press Italia

Libri di Marcello Bernardi

Leggi tutto...

La mia mamma guarirà

Questa è la storia di Alvise un bambino di sei anni e della sua mamma Maria.

Alvise racconta di alcuni episodi di vita quotidiana, l'insorgenza e la progressione della malattia della mamma. Quando la mamma ha i primi malori, Alvise è ancora piccolo e va in prima elementare, quindi vede solo i sintomi, non riesce a collegare fra loro i singoli eventi, ma ascolta con interesse e timore le parole dei genitori e dei medici.

Leggi tutto...