Un esperto in Officina. I figli e il senso critico.

Come si educano i figli a sviluppare il senso critico?

Il senso critico è una delle abilità più complesse dell'essere umano. 

Galimberti lo definisce la capacità di esaminare una situazione... e di assumere una posizione personale in merito. Tale capacità costituisce il fondamento di un atteggiamento responsabile nei confronti delle esperienze e relativamente autonomo rispetto ai condizionamenti ambientali. 

Il senso critico è il pensa con la tua testa che i genitori di ogni epoca raccomandano ai figli.

Per insegnare a un figlio a pensare con la propria testa è necessario iniziare molto presto, da subito, dalla prima infanzia. Il senso critico infatti è uno di quei fattori sui quali è quasi impossibile influire nel periodo dell'adolescenza dove l'omologazione al gruppo e la differenziazione dal mondo degli adulti diventano i principi fondamentali. Pensare di insegnare a un figlio adolescente il senso critico senza averci lavorato in precedenza è pura utopia.

Come in tutti i principi educativi, anche per il senso critico il fattore più potente è quello dell'esempio. Bambini che crescono in una famiglia dove sia comune esprimere le proprie idee, dove sia aperto e costruttivo il contraddittorio, dove le differenze di opinioni siano valorizzate rispetto all'omologazione saranno sicuramente avvantaggiati nello sviluppare un buon senso critico.

Accanto all'esempio quotidiano è anche utile stimolare il bambino ad esprimere quello che pensa o che gradisce davanti a fatti, cose e situazioni. Spesso, specialmente coi bambini più insicuri, questo non è così scontato o immediato.

È necessario rassicurarli, spronarli e poi gratificarli quando riescono ad esprimere quello che pensano. È abbastanza comune sentire un genitore che chiede al figlio "Ti è piaciuto il film?" e vedere il piccolo titubare e poi chiedere di rimando "E a te?". Questo succede sia perchè come scrivevo inizialmente il senso critico è un'abilità complessa, sia perchè è più rassicurante per il bambino omologarsi alle figure di riferimento. Lo si può aiutare con domande più specifiche, per esempio circa quali parti gli siano piaciute di meno e quali di più. Via via che crescono poi si potrà aiutarli anche ad esprimere le motivazioni delle loro opinioni, inizialmente invece questa potrebbe risultare una competenza troppo difficile e rischierebbe di essere controproducente.

Un ulteriore aiuto è costituito da lasciare ai figli degli ambiti di libera scelta, naturalmente in base alle età. Quando sono molto piccoli per esempio possono scegliere liberamente come colorare un disegno, come sistemare i pupazzi in camera, quali canzoncine ascoltare. Appena possibile è anche molto utile lasciar loro scegliere dall'armadio i vestiti da indossare, soprassedendo magari su accostamenti di colore improbabili e correggendo solo nel caso di reale inadeguatezza: il senso critico è importante ma non uscire in gennaio con le maniche corte lo è di più! Mano a mano che gli anni passano, gli ambiti di libera scelta si ampliano consentendo al bambino e poi al ragazzo di scegliere assumendosene le responsabilit. Questo varrà per un film, per un vestito ma anche e soprattutto per un pensiero o un valore.

Infine è bene tenere conto che sviluppare un senso critico che prescinda completamente dai condizionamenti e dalla influenze dell'ambiente in cui siamo immersi è impossibile. È impossibile per gli adulti, è impossibile per i bambini e per i ragazzi e sarebbe sbagliato pretendere da loro l'individualità a tutti i costi.


Risposta a cura della Dottoressa Anna Laura Boldorini, Psicologa

Pin It
Accedi per commentare

Il volo di Sara

In un grigio pomeriggio autunnale la piccola Sara scende dal treno che la porta insieme a tanti altri verso le baracche di un campo di concentramento.

Leggi tutto...

Genitori in Gioco

Ben 240 attività fisiche, manuali e intellettuali, suddivise in pratiche schede con le indicazioni di fascia di età e tipologia, adatte a tutti i bambini dalla nascita ai 6 anni da svolgere da soli o con i compagni, in casa o all'aperto, questi giochi stimolano l'immaginazione e la creatività dei bambini e rendono più profondo il legame con i loro genitori.

Una guida che, con entusiasmo ed energia insegna ad esplorare, manipolare, far finta che, sporcare la cucina, animare pupazzi e peluche, disegnare su fogli ciclopici, utilizzare materiali insoliti, in compagnia dei propri figli.

Ogni momento trascorso insieme è un'occasione unica per conoscersi meglio e rinsaldare il legame affettivo; attraverso il gioco, si comunicano sensazioni ed esperienze e si apre la porta alla conoscenza del mondo.
I bambini nascono e crescono a una velocità sorprendente. I ritmi frenetici della vita moderna, però, spesso impediscono a mamma e papà, specie se impegnati con il lavoro, di prendere parte ai giochi dei figli piccoli: costretti a lasciarli in compagnia della «baby-sitter» televisione o con giocattoli e videogiochi già pronti, che lasciano poco spazio alla creatività, rischiano di sentirsi inadeguati e smarriti.

Per venire incontro alle esigenze di tutti quei genitori con sempre più impegni e sempre meno tempo libero a disposizione, ma che desiderano essere presenti con costanza e amore nel prezioso e irripetibile periodo della crescita dei figli, questa guida propone una ricca raccolta di attività ludico-didattiche da organizzare in famiglia, tutte ideate e sperimentate in prima persona dalla mamma/autrice: dai giochi all'aperto ai lavoretti di Natale, dal disegno alla manipolazione dei materiali, dall'invenzione di storie agli sporto più classici rivisitati a "misura di bambino".

autore: Alessandra Zermoglio

editore: Sonda

L'aggancio

L'incontro casuale in un garage di Cape Town tra una ricca ragazza bianca e un giovane arabo, colto ma povero, mette in moto una serie di eventi inimmaginabili. Abdu, l'uomo del garage, si chiama in verità Ibrahim ibn Musa. È immigrato illegalmente in Sudafrica da un misero paese africano con una laurea in economia. La ragazza è Julie Summers, insofferente al proprio ambiente privilegiato ma culturalmente ristretto.

La loro relazione è sostenuta all'inizio da una forte attrazione sessuale che è quasi l'unico linguaggio comune tra due mondi assolutamente diversi. Ma la loro storia si rafforza al punto che, quando le autorità obbligano Ibrahim a tornare nel suo paese, Julie sorprende la famiglia, gli amici e soprattutto se stessa decidendo di seguirlo come moglie.

In una piccola città sommersa dalla polvere e circondata dal deserto, Julie lotta per essere accettata dalla sua nuova famiglia mussulmana. Ibrahim, intanto, continua a lottare per emigrare ancora, verso gli Stati Uniti. Quando finalmente arriva il momento della partenza, la scelta di Julie sarà ancora una volta sorprendente: decide infatti di restare. Con questo nuovo romanzo, Nadine Gordimer indaga le ragioni dell'amore, esplora l'incontro tra culture diverse e racconta la condizione dei disperati, privati di ogni certezza.

[Descrizione tratta dal sito dell'editore La Feltrinelli]

autore: Nadine Gordimer

editore: Feltrinelli Editore - Universale Economica