La mia mamma guarirà

Questa è la storia di Alvise un bambino di sei anni e della sua mamma Maria.

Alvise racconta di alcuni episodi di vita quotidiana, l'insorgenza e la progressione della malattia della mamma. Quando la mamma ha i primi malori, Alvise è ancora piccolo e va in prima elementare, quindi vede solo i sintomi, non riesce a collegare fra loro i singoli eventi, ma ascolta con interesse e timore le parole dei genitori e dei medici.

Negli anni che vanno dalla prima infanzia all'adolescenza, Alvise affronta questa esperienza con sentimenti diversi: inizialmente con curiosità (si chiede cosa sia la malattia della mamma e perché debba avere quel dottore dal nome difficile; "Neurologo"), ma anche timore per la madre e per se stesso, e senso di colpa. La malattia della mamma infatti è la sclerosi multipla: una malattia sulla quale la ricerca non ha ancora fatto piena luce e quindi difficile da curare.

I bambini tendono a colpevolizzarsi quando percepiscono che un genitore è triste, infelice o malato. Quest'ultimo caso è descritto nel mio libro "La mia mamma guarirà". Il fatto è che i bambini vedono i genitori come persone perfette in confronto alle quali si sentono piccoli, deboli e pieni di difetti. E allora non possono che essere loro la causa dei mali che colpiscono il babbo o la mamma (Giulio Levi)

Crescendo, il protagonista impara, insieme ai suoi genitori, ad affrontare con consapevolezza e con forza il progredire del male. Comprende che non è responsabile di ciò che sta accadendo, che non se ne deve vergognare davanti al mondo. Può invece contribuire, anche con piccoli gesti, al miglioramento della situazione del genitore ammalato.

Il cambiamento da bambino a ragazzo si intravede nel libro con il cambiamento del linguaggio con il quale vengono descritte le varie situazioni, inoltre Alvise crescendo, da semplice spettatore, diventa "partecipe" e collabora con la famiglia e con la società nella ricerca di soluzioni possibili.

Il finale lascia alla famiglia di Alvise, e a tutti noi, la speranza che, grazie al lavoro, la ricerca e l'impegno di tante persone si possa arrivare presto ad una cura definiva.

Giulio Levi, di professione neurologo, esperto nel trattamento della sclerosi multipla, riesce in questo suo libro a trattare con la giusta dose di leggerezza un argomento molto difficile, rendendo con raro equilibrio più prossimi e quindi più facilmente affrontabili i sentimenti familiari.

Proprio per questo la lettura è consigliabile sia all'adulto che vuole vedere con occhi "diversi" un argomento solitamente pesante, sia ai ragazzi, che nell'esempio di Alvise possono trovare un modo di affrontare il dolore e le difficoltà con curiosità, volontà e impegno, evitando di lasciarsi andare per troppo tempo alla tristezza; scoprendo che è possibile superare il senso di impotenza, anche di fronte a problemi molto grandi.

autore: Giulio Levi

editore: Falzea

Breve biografia dell'autore

Giulio Levi è nato a Firenze nel 1937, è sposato, ha due figli e tre nipoti.
Ha studiato a Firenze e dal 1963 ha svolto attività di ricerca nel campo della neurobiologia e della fisiopatologia del sistema nervoso a Firenze, New York e Roma. Già Direttore del Laboratorio di Fisiopatologia dell'Istituto Superiore di Sanità, Roma, è oggi coordinatore per la ricerca scientifica per la Fondazione Italiana Sclerosi Multipla.
È stato Membro (1993-1996) del Consiglio Scientifico della Enciclopedia dei Ragazzi dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana (Treccani), alla quale ha collaborato anche come autore. Attualmente è Direttore scientifico della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla.

La sua attività letteraria è cominciata all'inizio del 1999, attraverso la scrittura di libri per bambini e ragazzi.
Levi ha la capacità di affrontare temi riguardanti problemi che i bambini a volte si trovano a dover affrontare, descrivendoli con gli occhi e i sentimenti del bambino, con lo scopo di spiegare e allo stesso tempo di sdrammatizzare situazioni difficili, spesso angosciose.

Dello stesso autore consigliamo anche:

1940-1945: Gioele, fuga per tornare

Nebbia di streghe

Pin It
Accedi per commentare

Il mare in fondo al bosco

…quella era un città buia fitta di misteri, una città piccola perché un bambino come lui, Paolo, potesse esplorarla e scoprirci dei segreti…

Trovò in terra dei libri, li guardò uno dopo l’altro e a poco a poco riuscì a leggerli. Intanto si accorgeva che quello che stava leggendo riusciva a vederlo anche se non c’erano le figure. “Forse - pensò - sto diventando anch’io un bambino inventato. Sarebbe divertente!”
A un tratto aprì un libro e dalle pagine si alzò una foresta: era un libro animato, di quelli da cui, quando si sfogliano, si vedono saltar fuori castelli, boschi, velieri, talmente belli che sembrano veri. Gli venne voglia di provare a entrarefra quegli alberi. Quella foresta poi era una giungla, certo zeppa di belve, di serpenti di insetti velenosissimi.
Be’ paura o non pauraaveva una gran smania divederla quella giungla, l’idea di passare dal buio di una città pericolosa, al buio di una foresta tropicale, adesso, lo tentava troppo.
Sentì delle voci e un gran correre: lontano nelle strade dei tipi loschi.

Il romanzo è una fantasticheria in cui, con ritmo crescente, compaiono città insidiose, giungle popolate di belve, mari in burrasca, magie luminose, grovigli di strade misteriose. I protagonisti sono bambini, bande criminali, mercanti di schiavi, maghi e mostri orrendi, pirati e scimmie, folletti e coccodrilli.

Età di lettura consigliata: da 4 anni.

autore: Pinin Carpi

editore: Einaudi Ragazzi

TANDEM, due storie che viaggiano insieme

Si dice spesso che il piacere di leggere cresce leggendo. All'inizio però non sempre le cose sono facili per i piccoli lettori alle prime armi. Diventa quindi fondamentale aiutare i bambini a non spaventarsi davanti ad un libro facendo in modo che invece ne siano attratti sentendo il desiderio di toccarlo, sfogliarlo, leggerlo. Impareranno così che i libri sono contenitori di emozioni che aiutano a fantasticare e noi saremo riusciti a trasmettere il desiderio e il piacere della lettura.

Leggi tutto...

Io sono Malala. La mia battaglia per la libertà e l'istruzione delle donne

Malala Yousafzai è una ragazza nata in Pakistan nella valle dello Swat. Nel libro descrive con orgoglio la bellezza della sua terra: la natura meravigliosa, la bellezza delle montagne e delle sue acque; racconta con sguardo attento anche la storia del suo paese e del suo popolo: i Pashtun, suddivisi in varie tribù sparse nel Pakistan e nell’Afghanistan dove l’ospitalità e l’onore sono i valori fondamentali. Malala ci racconta della sua famiglia, di suo padre e di sua madre che si sono sposati per amore e non attraverso un accordo stipulato dalle rispettive famiglie.

Il padre, in particolare, figlio di un Imam insegnante di teologia, è un padre diverso dagli altri che usano violenza contro le loro mogli. Suo padre condivide ogni scelta di vita con la propria moglie. Anche il nome Malala fu scelto da lui perché era il nome di un’eroina afghana che nel 1880 incitò le truppe del suo paese che stavano per essere sconfitte dall’esercito inglese: innalzò una bandiera afghana, venne uccisa, ma il suo coraggio servì a vincere una sanguinosa battaglia.

Leggi tutto...