Giornata Internazionale per la Sensibilizzazione sul problema delle Mine

La Campagna Internazionale contro le mine "International Campaign To Ban Landmines" e l'Agenzia delle Nazioni Unite per la Mine Action (United Nation Mine Action Center) hanno deciso di riproporre a livello mondiale la campagna "Lend your leg" (Presta la tua gamba) a sostegno dei diritti delle vittime delle mine antiuomo, che lo scorso anno ha riscosso moltissimo successo in tutto il mondo.

La Campagna si svolge dal 1 marzo sino al 4 aprile 2013, Giornata Internazionale per la sensibilizzazione sul problema delle mine, e mira ad informare il maggior numero di persone, compresi personaggi pubblici e famosi, invitandoli al semplice gesto di arrotolarsi una gamba del pantalone per esprimere la propria solidarietà alle vittime di ordigni inesplosi, allo scopo di aumentare la consapevolezza sul problema delle mine antiuomo e sul progresso verso il loro sradicamento.

Inoltre il lancio a livello mondiale coglie l'occasione per richiedere a tutti quei governi che ancora oggi non hanno aderito al Trattato di Ottawa del 1997 (è un trattato che si propone di eliminare le mine antiuomo nel mondo) di provvedere a farlo in tempi rapidi, richiamando invece i paesi che l'hanno sottoscritto, ad un pieno rispetto degli obblighi del Trattato.

La Polonia a dicembre 2012 ha annunciato che è in procinto di ratificare il trattato internazionale, è il 161esimo paese che aderisce. L'accordo entrerà in vigore il primo giugno 2013. 
Con la firma della Polonia, tutti i 27 paesi dell'Unione Europea e della NATO hanno aderito al trattato. Mancano solo gli Stati Uniti.

Il numero esatto delle persone che ogni anno muoiono o restano mutilate a causa dell'esplosione di ordigni, non è rilevabile. Purtroppo però la maggior parte delle persone colpite sono proprio i bambini, che li scambiano per giocattoli a causa della loro forma curiosa e dei colori vivaci. 

Nei paesi devastati dalle guerre, le mine antiuomo rappresentano una silenziosa minaccia. Restano sotto terra per anni, con il rischio di procurare nuove ferite in generazioni che hanno appena iniziato a guarire.

In Colombia nell'ultimo anno sono morti 13 bambini e altri 52 sono rimasti feriti a causa delle mine.
L'Afghanistan dopo trent'anni di guerre e occupazioni è uno dei paesi più minati al mondo, nonostante gli sforzi e i programmi internazionali di bonifica (ONU rende noto che dal 1989, anno del ritiro sovietico, sono state distrutte almeno 700mila mine e oltre 15 milioni di residui esplosivi) ad oggi gli ordigni sotterrati in tutto il territorio sono circa 30 milioni, considerando che gli abitanti sono 26 milioni, possiamo dire che hanno una mina a testa.

Sempre in Afghanistan, a dicembre 2012 nei pressi del villaggio di Dawlatzai sono morte 9 ragazzine che avevano dai 9 ai 13 anni, stavano raccogliendo della legna quando accidentalmente una di loro ha colpito con l'accetta una mina anti-carro.

Vi segnaliamo un documentario e il blog di un designer che ha creato una soluzione a basso costo per operazioni di sminamento.
Si tratta di un artista afgano, Massound Hassani, che insieme a suo fratello ha reinventato un gioco che facevano da bambini; una sfera da far rotolare nel deserto grazie al vento.
Si chiama Mine Kafon, è una sfera mobile realizzata in plastica biodegradabile e bambù, abbastanza leggera per essere trasportata dal vento, ma allo stesso tempo abbastanza pesante da innescare una mina quando ci passa sopra. Il Mine Kafon ha chip GPS integrato, che traccia la strada che ha percorso, stabilendo così quali sono le strade prive di bombe e quindi sicure. Durante ogni detonazione la Mine Kafon perde solo una o due "gambe", in questo modo riesce a fare esplodere circa 3 o 4 mine in un viaggio.

Per approfondire:
http://www.icbl.org - sito della Campagna internazionale contro le mine.
http://www.mineaction.org sito dell'Agenzia delle Nazioni Unite per la Mine Action

Pin It
Accedi per commentare

Parla con me. Comunicare con i nostri figli è difficile? Consigli, situazioni, soluzioni per un dialogo sereno

Non si può non comunicare e come genitori dobbiamo sempre pensare agli effetti che la nostra comunicazione avrà sui destinatari dei nostri messaggi, cioè i nostri figli. Non esiste solo una comunicazione verbale atta a trasmettere concetti e significati, esiste anche una comunicazione implicita, non verbale, caratterizzata da comportamenti e da atteggiamenti attraverso i quali i bambini percepiscono cosa i genitori pensano di loro e sono il veicolo di emozioni e sentimenti.

 

Leggi tutto...

Stella fata del bosco

Grandi alberi, rocce, animali: il bosco può far paura, soprattutto a un bambino timido e fifone
come il piccolo Sam. Ma Stella, entusiasta e affettuosa, saprà mostrare al fratellino la bellezza
di api e farfalle, lepri e tartarughe, giganti e fate, e fra scambi di battute surreali e irresistibili
lo convincerà ad amare la foresta e tutte le sue creature.

Leggi tutto...

I ragazzi felici di Summerhill

L'esperienza della scuola non repressiva più famosa al mondo

Quanta libertà è giusto concedere a un bambino, a un ragazzo? E quando la libertà si trasforma in licenza?

Summerhill è la scuola che Neill fondò in cui il principio inspiratore è un'educazione che non ha bisogno di ricorrere alla paura. Una scuola senza autorità dove le regole sono dettate da un'Assemblea Generale formata da alunni e insegnanti in cui il fondatore ha lo stesso potere di voto di un fanciullo.

Neill dimostra che la libertà funziona, che i bambini sono capaci di autoregolarsi qualora non abbiano già assorbito il sistema educativo violento e coercitivo delle scuole tradizionali.
Summerhill ha uno spirito comunitario e di autogoverno in anticipo sui tempi. Questo avviene perché la scuola stessa è un'isola:
Neill non si propone di cambiare la società, lui desidera solo che i suoi ragazzi siano felici. Quando un ragazzino arriva a Summerhill inizialmente è disorientato e approfitta di tutto quello che si pensa (sbagliando) sia "libertà", ovvero fare quello che si vuole. A Summerhill le lezioni sono facoltative, se un bambino non vuole imparare a leggere e a scrivere non lo fa, e non è giudicato ma viene trattato con rispetto. Eppure entro breve tempo (quasi) tutti frequentano le lezioni, rispettano la libertà degli altri e se questo non avviene, gli stessi bambini decidono la sanzione, nell'assemblea settimanale di autogoverno.

E' una bella utopia, un invito a riflettere sulla violenza e sulle ipocrisie del nostro sistema scolastico, una proposta di antiscuola inimitabile, perché molte scuole ispirate a quel modello scambiarono proprio libertà con licenza, l'errore più comune che proprio Neill stesso tendeva a sottolineare: libertà non è assenza di regole come molti credono, ma è autoregolazione. La comunità infatti si detta da sola le regole, spesso ferree e precise, improntate sul rispetto reciproco.

autore: Alexander S. Neill

editore: Red Edizioni