La rabbia: imparare a gestire stati d'animo negativi

Tema: emozioni e stati d'animo

Attività: Rabbia BANG

Età: dai 4 anni

Opera: Autoritratto con orecchio bendato, Courtauld Gallery, Londra 60x49 cm (olio su tela)

Autore: Vincent Van Gogh

Un'immagine molto conosciuta, direi perfino iconica. Autoritratto con orecchio tagliato di Vincent Van Gogh. Probabilmente altrettanto conosciuta la vicenda legata all'immagine.


Nella vita di Van Gogh genio e follia sono sempre procedute di pari passo. È risaputo che l'artista soffrisse di instabilità mentale e che alternasse periodi di profonda crisi emotiva a momenti di relativa serenità.
Uno dei periodi più felici (a detta dell'artista stesso, tra le righe della fitta corrispondenza epistolare che ha sempre caratterizzato la relazione con il fratello Theo) è stato quello ad Arles. L'artista risiedeva in una casa di campagna, per un certo periodo insieme al suo amico e noto pittore Paul Gaugin. Passavano gran parte del giorno dipingendo (Vincent febbrilmente anche la notte, nei periodi di profonda immersione nella sua arte) e discutendo di pittura e di nuove sensibilità artistiche.
Due pittori che si stimavano molto a vicenda. Due artisti, personalità particolari, entrambi con caratteri dai tratti marcati. Si racconta che una sera un'accesa discussione si trasforma in una lite furibonda. Vincent è geloso e possessivo, Paul decide di andarsene.
E così Van Gogh decide di autopunirsi e di tagliarsi un pezzo di orecchio per tradurre in azione il proprio senso di colpa, la frustrazione e la rabbia. Un gesto impulsivo dettato dalla sofferenza e dall'incapacità di controllare e gestire la rabbia contro sé stesso.

Senza arrivare a questi estremi, penso che abbiate sperimentato qualche volta su voi stessi o con i vostri figli un'esplosione emotiva, un mix quasi incontrollabile di rabbia, frustrazione e sofferenza.
Non è sempre facile controllare e gestire i propri stati d'animo, soprattutto quando si è bambini. C'è la necessità di agire, concretizzare e tradurre qualcosa di poco definibile che si sente dentro, in un comportamento, in un'azione. E spesso si fanno cose sbagliate o che non si vorrebbero fare. Reazioni eccessive, impulsive. 

È fondamentale però imparare a controllare le proprie emozioni, soprattutto quelle negative. Controllare significa in questo caso saperle gestire, dandogli un senso e trasformandole così in qualcosa di accettabile e non dannoso, per sé stessi e gli altri. Non reprimerle o negarle ma comprenderle, dargli un nome ed uno sfogo "innocuo", evitando così che esplodano inaspettatamente.
Come genitori abbiamo il dovere di aiutare i nostri bambini in questo delicato e complesso processo (e forse aiutare anche un po' noi stessi! Gestire la rabbia non è affatto un gioco da ragazzi!).

 verbalizziamo ciò che osserviamo nelle loro reazioni emotive. Dimostriamo empatia e comprensione, anche se non ci piace uno specifico comportamento. Suggeriamo alternative pratiche e comportamentali, ricordando che, soprattutto con bambini piccoli (e adolescenti!) il cambiamento deve essere graduale. Se ad esempio il nostro bambino quando è arrabbiato inizia a lanciare gli oggetti, invece che costringerlo a fermarsi e bloccarlo fisicamente (cosa che scatenerebbe ulteriore frustrazione e rabbia) offriamogli oggetti morbidi: un cuscino, un pupazzo, un pezzo di stoffa... Quando avrà scaricato fisicamente la sua rabbia allora potremo parlargli e tentare di ragionare insieme, trovando nuovi modi di affrontare questa forza negativa e distruttiva.

Aiutiamo i nostri bambini a verbalizzare quello che sentono, il motivo per cui si sono arrabbiati e quali stati d'animo accompagnano la rabbia (che è SEMPRE scatenata da qualche altra emozione). Se sono già capaci di scrivere possono descrivere queste cose con carta e matita, altrimenti possono fare un disegno o "dettarvi" quello che voi scriverete per loro. Fate questo esercizio quando i bambini sono calmi e tranquilli, in grado davvero di gestire e controllare razionalmente gli stati d'animo legati alla rabbia. Potete chiedere loro di elencare e scrivere più di un momento di rabbia (suggerendo di ripensare a momenti realmente accaduti o ipotetiche situazioni che sapete essere potenzialmente frustranti), ognuno su un foglio diverso. Leggeteli e discutetene insieme, provando a pensare a come poter affrontare i momenti di grande tensione senza creare danno a sè stessi o agli altri. Non pensate che un bambino di 3 o 4 anni sia troppo piccolo per questo. È importantissimo iniziare ad essere consapevoli delle proprie emozioni e reazioni fin da molto piccoli.

A questo punto piegate i foglietti in modo che si possano inserire in un palloncino sgonfio. Gonfiatelo e chiudetelo con un nodo. Giocate con il vostro bambino a passarvi il palloncino e quando siete entrambi pronti decidete di far scoppiare tutta la rabbia e liberarla, mandandola via una volta per tutte. É fondamentale che il bambino capisca quello che sta per succedere (cioè che il palloncino scoppierà). Ditegli di farvi sapere quando si sente pronto a far scoppiare tutta la rabbia; quando vuole, dirà 'BANG' e voi farete scoppiare il palloncino. Il primo momento vi lascerà entrambi un pò sbigottiti, ma la tensione si scioglierà presto in una risata.
Siate pronti a fare e rifare questo gioco, dandovi il tempo per assimilare questo lento processo di rielaborazione della rabbia. Parlate, parlate e parlate ancora, apertamente e senza paura di affrontare questa tematica un po' tabù, perchè solo così sarà possibile stemperarne la gravità e risolvere serenamente i momenti di tensione.

Consigli di approfondimento

Libri:
Eliane Whitehouse, Warwick Pudney "Ho un vulcano nella pancia" Ed. EGA, Edizioni Gruppo Abele
Rosemarie Portman "Anche i cattivi giocano. Giochi per gestire l'agressività"Ed. La Meridiana

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Il viaggio di Caden

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Il banchiere dei poveri

Muhammad Yunus vive in uno dei paesi più poveri del mondo. Ad arginare gli effetti devastanti delle calamità naturali, della malnutrizione, della povertà strutturale, dell'analfabetismo e della alta densità di popolazione, in Bangladesh, non sono bastati i trenta miliardi di dollari degli aiuti internazionali.

E' difficile, quindi, immaginare che l'Occidente abbia qualcosa da imparare da questo paese. Eppure, è nata qui la Grameen Bank e con essa un'idea per far sparire la povertà dalla faccia della terra. Il professor Yunus ha trovato il modo, accordando minuscoli prestiti ai diseredati della terra, di fornire al 10% della popolazione - bengalese (dodici milioni di persone) gli strumenti per uscire dalla miseria, e di trasferire poi la sperimentazione del microcredito dal Terzo mondo ai poveri di altri paesi.

La banca presta denaro, a tassi bonificati, solo ai poverissimi: in questo modo coloro che non potevano ottenere prestiti dai tradizionali istituti di credito (e sono state in maggioranza donne) vengono messi nella condizione di affrancarsi dall'usura, di allargare la propria base economica e di prendere in mano il proprio destino. 

Segnaliamo un articolo su Muhammad Yunus scritto dalla redazione di Officina Genitori

autore: Muhammad Yunus
editore: Feltrinelli

La città dei bambini

La rivoluzione proposta in questo libro è ripensare alle nostre città a partire dai bambini: una città fatta per i bambini è garanzia di una vita migliore per tutti.

Francesco Tonucci è un ricercatore del CNR che ha avviato con il comune di Fano il progetto "La città dei bambini".

Questo libro rivede tutte le priorità della vita di città, dove sono le macchine a farla da padrone. I bambini sono prigionieri delle case, non possono uscire a giocare da soli, non possono andare a scuola da soli. Non vivono la città, perché in realtà le città non sono più vivibili.

Ma considerando il punto di vista dei bambini, contemporaneamente si rispettano anche le altre categorie più deboli: gli anziani, i disabili. Una città pensata per i bambini è in realtà una città per tutti, e il libro ci mostra come e perché. La soluzione potrà sembrare utopica, forse, ma per l'autore è molto più utopico e folle procedere nel cammino senza futuro che le nostre città hanno imboccato. Quella dei bambini è un'utopia concreta, un'utopia sostenibile.

La prefazione è di Bobbio.
L'autore è anche disegnatore, con lo pseudonimo di FRATO.

autoreFrancesco Tonucci

editore: Laterza