Le parole sono importanti

Quali di queste frasi sono state davvero pronunciate?

1. «No, non sono favorevole al matrimonio tra omosessuali perché il matrimonio tra un uomo e una donna è il fondamento della famiglia, per la Costituzione. E, per la maggioranza degli italiani, è pure un sacramento. Il matrimonio tra omosessuali, perciò, offenderebbe il sentimento religioso di tanta gente. Due persone dello stesso sesso possono vivere uniti senza bisogno di simulare un matrimonio.»

Massimo D'Alema


2. «La sentenza della corte di Strasburgo che permette a una coppia di lesbiche di adottare il figlio di una delle due conviventi. E' un oltraggio, purtroppo non il primo, alla famiglia. Siamo al rovesciamento del diritto, si spaccia per diritto all'adozione il desiderio di una coppia omosessuale, e si rinnega il diritto naturale di ogni bambino di avere un padre e una madre. È solo un pregiudizio ideologico che non può far vedere l'evidente e tremenda ingiustizia di questa decisione, le cui conseguenze verranno pagate dai bambini.»

Maurizio Lupi


3. «Il desiderio di maternità e di paternità un omosessuale se lo deve scordare. [...] Non sarei mai favorevole al riconoscimento del matrimonio fra omosessuali: non si possono creare in laboratorio dei disadattati. È meglio che un bambino cresca in Africa.»

Rosy Bindi


4. «Essere gay? Sbagliato come evadere il fisco.»

Rocco Buttiglione


Vi abbiamo fatto uno scherzo: le frasi sopra riportate sono state in realtà tutte pronunciate. Vien da dire che il partito dei politici omofobi sia veramente quello delle larghe intese! Ed è proprio grazie a questo, e all'atteggiamento gregario della politica italiana nei confronti di quella oltretevere, che l'Italia è in Europa il fanalino di coda in tema di diritti civili nonché l'unica, insieme alla Grecia, a non aver prodotto negli ultimi 20 anni leggi paritarie tra i cittadini eterosessuali e omosessuali (figuriamoci per i cittadini e le cittadine transessuali).

Tutto questo, insieme ad un funzionale livellamento al ribasso delle modalità di confronto sociale (ad esempio le arene televisive organizzate ad hoc per avere da una parte la persona omosessuale e dall'altra il personaggio pubblico che gli/le butta in faccia il suo disprezzo) contribuisce inesorabilmente all'innescarsi di un circolo vizioso che di fatto finisce con l'avallare un pregiudizio che va dalla violenza verbale a quella fisica.

Il linguaggio omofobico non è sempre usato per fare male, ma quante volte lo usiamo senza pensare? E quante volte, se sentito dalla bocca dei nostri figli e delle nostre figlie, lo blocchiamo argomentando? Quante volte, invece, lasciamo correre?

Il 17 maggio è la Giornata Internazionale di Lotta all'Omofobia ed alla Transfobia: facciamo in modo che ce ne sia sempre meno bisogno.
Diventiamo attori e attrici attive di quello scatto culturale che, solo, potrà permettere all'Italia di mettersi al pari del resto d'Europa. E potrà permettere alle persone omosessuali e transessuali di non essere più cittadini di serie B.



Link

http://www.itgetsbetter.org/
e la neonata campagna italiana
http://lecosecambiano.org

http://www.amnesty.it/iniziative-giornata-internazionale-contro-omofobia

http://www.ilgrandecolibri.com/
omosessualità e intercultura


Maria Caprì per Officina Genitori


Foto: Simbolo della campagna mondiale Human Rights 

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La donna Italiana: 1861-2000, il lungo cammino verso i diritti

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Il Guerriero di Legno

Cosa siamo senza la nostra storia? Una pianta senza radici.
È così che si sente il Vecchio Albero, Guerriero di legno, quando perde la sua magica capacità di raccontare storie. Un vecchio albero è quanto di più vicino ci sia all'immagine della stabilità, della solidità. Ma se non c'è memoria, non c'è voce, ma solo un grande silenzio. L'albero guerriero non è solo, però: tutti i giovani alberi, che avevano sempre ascoltato i racconti del vecchio albero, diventano a loro volta narratori di storie, testimoni di quella memoria che è stato loro tramandata. Diventano dunque capaci di rigenerare la primavera delle parole dando così sollievo a chi non è più in grado di trattenere ricordi.

Un tema difficile, quello dell'anziano che per colpa della malattia perde la memoria, raccontato ai bambini con toni poetici, dove traspare il dolore, la malinconia ma con delicatezza e garbo, anche grazie alle splendide illustrazioni che seguono il racconto in perfetta sincronia, intonandosi alle parole. Così la pagina in cui la betulla argentata chiede una storia assume tonalità blu come l'argento, gli oggetti dai colori vivaci appaiono man mano che l'albero li descrive. Perfino il sole con la risata scoppiettante ha i raggi come popcorn. Poi arriva il vuoto e il silenzio della memoria e le pagine si adeguano, nei colori freddi dell'inverno. Non si guarisce, ma molto si può fare, e anche i colori tornano in qualche dettaglio pur rimanendo tenui e delicati.

Nel testo troviamo una felice parallelo tra i libri e il bosco. Nel nostro immaginario i libri hanno molti legami con le foreste, le biblioteche sembrano un po' dei boschi, pensiamo per esempio agli allestimenti nelle manifestazioni per ragazzi dove tantissimi libri sono appesi alle pareti con dei fili e i bambini possono passarci in mezzo, fermarsi e aprirli. 
I libri, infine, ci aiutano là dove la nostra memoria non può arrivare. Anche loro ci salvano dall'oblio e ci guidano nei sentieri del bosco.

Autore: Lorenza Farina - Manuela Simoncelli

Editore: Lineadaria editore