Genitori fatti ad arte. Intervista all'autrice

"Genitori fatti ad arte. Prepararsi all''arrivo di un bambino" è il libro di Sara Baistrocchi (edito da La meridiana), esperta in processi creativi.

È un'opera per genitori in attesa, che siano alla loro prima esperienza o che abbiano già altri figli, infatti, come sappiamo, in questo campo non si è mai abbastanza esperti. È una sorta di diario, suddiviso in 40 capitoli, proprio come le settimane di gravidanza, uno per ogni settimana d''attesa. Non necessariamente deve essere letto settimanalmente, può essere divorato anche tutto d'un fiato, visto che invoglia a farlo.
Ricco di idee e suggerimenti, ci accompagna lungo la strada per diventare genitori, ricordandoci che è importante dedicare del tempo anche a noi stessi, come persone e come coppia.

Per ogni settimana gestazionale l''autrice accompagna la coppia nel percorso di avvicinamento alla nascita di una nuova vita, ricorrendo alle immagini di celebri pittori. Mirò, Fontana, Picasso, Dalì, Klimt, Duchamp, Kandinskij sono tra i diversi ‘accompagnatori' lungo questo percorso. Genitori fatti ad arte, appunto, perché bisogna essere un po' artisti, creativi, capaci di stupore e meraviglia nell''essere genitori. Raccontando, attraverso oggetti, immagini e parole, impariamo ogni giorno qualcosa in più di noi, ci occupiamo e prendiamo cura dell''altro e di noi stessi, diventando collezionisti della nostra vita.

Ci sentiamo doppiamente coinvolti e orgogliosi di poter presentare questo libro, forse anche perché il titolo ricorda quello della rubrica che Sara Baistrocchi tiene sul nostro sito, ma soprattutto perché è un eccezionale compagno di viaggio per affrontare un percorso tanto impegnativo quanto affascinante, quello che ci conduce a essere genitori.

Approfittiamo di questa occasione per rivolgere alcune domande a Sara Baistrocchi:

C'è un modo "corretto" per prepararsi all'arrivo di un bambino? 

No, non c'è un modo corretto per prepararsi all'arrivo di un bambino. Altrimenti tutti lo seguirebbero ed il mondo sarebbe un posto migliore. Purtroppo non ci sono ricette. Forse indicazioni, suggerimenti e spunti di riflessione. Ma non un formulario definito e sempre valido. Siamo persone e le persone possono essere molto diverse tra loro. Se poi consideriamo le possibili combinazioni che vengono a crearsi quando più persone si mettono insieme, intrecciando vicende di vita, situazioni e circostanze....beh, è chiaro che sia davvero difficile definire un modo "corretto" di prepararsi all'arrivo di un bambino. Avete mai sentito parlare di Eraclito? Tutto scorre, l'acqua del fiume non è mai la stessa. Come si può pensare quindi di trovare un modo corretto di tuffarcisi?
Nonostante questo, come ripetuto continuamente nel libro, può essere utile allenarsi a farsi delle domande.


Andiamo sempre di corsa, quanto è importante per un genitore in "attesa" riscoprire il significato del tempo e dei propri ritmi? 

Importantissimo. Lo è per tutti a dire la verità, ma l'arrivo di un bambino è un inizio di qualcosa di speciale, una buona occasione per rivalutare i propri ritmi e rivedere le proprie priorità. Avere un bambino significa impegnarsi per il resto della propria vita in qualcosa che non si può semplicemente concludere quando siamo stufi o non abbiamo più tempo. Significa interrogarsi continuamente e riflettere sulle proprie scelte. Ritarare completamente tutti i propri punti di riferimento. E per questo ci vuole tempo e calma interiore.

Nel libro ripeti in più occasioni che è importante dar voce e concretezza alle nostre emozioni, perché? 

Perché le nostre emozioni parlano, che lo si voglia o no. E se non le lasciamo esprimere troveranno il modo comunque di farlo, prepotentemente e violentemente (soprattutto se abbiamo cercato per molto tempo di reprimerle e soffocarle), nei momenti meno opportuni. Meglio quindi prevenire, cercando di utilizzare i messaggi che le emozioni ci mandano in modo positivo e vivendoli come risorse ed occasioni di sviluppo di una maggior consapevolezza. 

Cosa vuol dire essere genitore nell'era del consumismo? È forse più difficile? 

Purtroppo non ho mai potuto sperimentare l'essere genitore in un'altra era (sarebbe interessante!), per cui non so se sia più difficile o meno. Sicuramente non è facile, ma molto dipende anche da quelli che sono i nostri valori come genitori e quanto forti e radicate sono le nostre convinzioni. Il problema nasce quando i nostri valori non coincidono con quelli del consumismo e della società di massa. Difficile competere con il bombardamento mediatico. Ci vuole tanta sicurezza nelle proprie idee, costanza e pazienza. E la consapevolezza che ci saranno momenti in cui i nostri figli non capiranno le nostre scelte e non saranno affatto contenti di quanto abbiamo deciso per loro.

Le ansie e le paure dei genitori, possono essere raffigurate in un grande labirinto... Qual è il modo migliore per affrontare i problemi e trovare le soluzioni? 

Inanzitutto riconoscere il problema e sapergli dare un nome ed una chiara rappresentazione. Questo è sicuramente il primo passo. E poi cercare in qualche modo di prenderne le distanze e osservare la situazione da diversi punti di vista, per averne una visione più ampia e completa. Trovare l'uscita di un labirinto è molto più semplice se puoi osservare il labirinto dall'alto, nella sua totalità.

La maggior parte dei genitori, quando i figli crescono, si rende conto che probabilmente avrebbero dovuto "crescere" il proprio rapporto di coppia oltre a crescere i figli. Che cos'è che non dobbiamo perdere di vista quando diventiamo anche genitori? 

Penso che non si debba mai perdere di vista la propria individualità, la propria identità di persone, e non solo come "mamma di" o "papà di". Se si riesce in questa impresa colossale la vita di coppia è salva di conseguenza! Mi rendo conto però che siano gran belle parole e nella realtà estremamente complicate e difficili da mettere in pratica. Come al solito è fondamentale fermarsi e chiedersi Io dove sono?

Come nasce questo libro? 

Nasce da un'idea capitata per caso...uno spunto creativo. Come per i bambini, non si sa esattamente da dove vengano le idee...forse aspettano su una stellina che qualcuno le metta in pratica, o riposano su soffici nuvole o tra le onde del mare....
Alcune idee le trovi nell'orto, ma quelle non le puoi usare molto perché sono un po' delle idee del cavolo!

Quanto parte vi ritroviamo di te come madre e quanto dell''educatrice? 

Difficile a dirsi. Le due identità si intrecciano continuamente senza una distinzione netta. Sicuramente la sicurezza e la positività fa parte di me educatrice. I dubbi e le incertezze vengono dalla me madre. Sicuramente l'educatrice fa molto meno fatica; supportare altri nel loro ruolo genitoriale è assolutamente molto più facile che fare il genitore! 

La domanda che non ti abbiamo fatto, ma che avresti voluto ti facessimo? 

C'è un aspetto del libro che non ti piace, di cui non sei completamente soddisfatta? 
Posso anche rispondere?! Sono soddisfatta del libro e mi piace davvero molto. Amo soprattutto la copertina fatta da Silvio Boselli, il bravissimo illustratore delle Edizioni la Meridiana. Credo sia stato in grado di cogliere davvero e tradurre con un'immagine l'essenza del testo. 
Il mio grande rimpianto è di non aver potuto inserire le immagini delle opere d'arte citate nel libro. Nell'introduzione spiego velocemente il perché. Fondamentalmente è stata una scelta obbligata, legata ai diritti d'autore. Oltre al fatto che i costi del testo sarebbero estremamente lievitati (e quindi il libro non sarebbe più stato alla portata della maggior parte delle coppie in attesa), ci è stato concretamente impossibile pubblicare le immagini delle opere a causa di regolamenti e statuti delle realtà museali di appartenenza delle opere citate nel libro.


Foto: Illustrazione di Silvio Boselli. Copertina libro


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Il libro di tutte le cose

Ho appena finito di leggere questo magnifico libro.

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Mi fido di te

Attenzione! La lettura di "Mi fido di te" di Gea Scancarello può causare smodati accessi di entusiasmo in chi da sempre segue con interesse gli stili di vita sostenibili e l'affermarsi dell'idea che un mondo diverso, non dominato dall'economia e dal denaro sia possibile. Perché in questo saggio il mondo dell'economia collaborativa non è solo immaginato, auspicato o sognato, ma è il mondo reale e concreto in cui si muove l'autrice nella sua vita di oni giorno. 

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I ragazzi felici di Summerhill

L'esperienza della scuola non repressiva più famosa al mondo

Quanta libertà è giusto concedere a un bambino, a un ragazzo? E quando la libertà si trasforma in licenza?

Summerhill è la scuola che Neill fondò in cui il principio inspiratore è un'educazione che non ha bisogno di ricorrere alla paura. Una scuola senza autorità dove le regole sono dettate da un'Assemblea Generale formata da alunni e insegnanti in cui il fondatore ha lo stesso potere di voto di un fanciullo.

Neill dimostra che la libertà funziona, che i bambini sono capaci di autoregolarsi qualora non abbiano già assorbito il sistema educativo violento e coercitivo delle scuole tradizionali.
Summerhill ha uno spirito comunitario e di autogoverno in anticipo sui tempi. Questo avviene perché la scuola stessa è un'isola:
Neill non si propone di cambiare la società, lui desidera solo che i suoi ragazzi siano felici. Quando un ragazzino arriva a Summerhill inizialmente è disorientato e approfitta di tutto quello che si pensa (sbagliando) sia "libertà", ovvero fare quello che si vuole. A Summerhill le lezioni sono facoltative, se un bambino non vuole imparare a leggere e a scrivere non lo fa, e non è giudicato ma viene trattato con rispetto. Eppure entro breve tempo (quasi) tutti frequentano le lezioni, rispettano la libertà degli altri e se questo non avviene, gli stessi bambini decidono la sanzione, nell'assemblea settimanale di autogoverno.

E' una bella utopia, un invito a riflettere sulla violenza e sulle ipocrisie del nostro sistema scolastico, una proposta di antiscuola inimitabile, perché molte scuole ispirate a quel modello scambiarono proprio libertà con licenza, l'errore più comune che proprio Neill stesso tendeva a sottolineare: libertà non è assenza di regole come molti credono, ma è autoregolazione. La comunità infatti si detta da sola le regole, spesso ferree e precise, improntate sul rispetto reciproco.

autore: Alexander S. Neill

editore: Red Edizioni