Orientamento: studenti verso le scuole secondarie superiori

Il passaggio tra scuola media e secondaria superiore non è privo di criticità e complessità date da fattori di tipo relazionale, ambientale, istituzionale che intervengono a determinare la riuscita o meno del percorso scolastico dei nostri ragazzi.

Naturalmente ogni famiglia si rapporta in maniera diversa a seconda della tipologia di formazione offerta. L'elemento saliente di una scelta dovrebbe indirizzare versa la maturazione di determinate competenze personali del ragazzo; una scuola che ne favorisca la crescita e una buona cultura di base, tenendo presente le sue attitudini specifiche.

Nell'orientamento scolastico si utilizza la metafora del viaggio, paragonando il passaggio fra le due scuole ad una lunga traversata, da un continente all'altro, nel corso del quale è probabile dover affrontare numerose tempeste. Occorre verificare in anticipo se la barca utilizzata per il viaggio è abbastanza forte per reggere le inevitabili pressioni, o rischi invece di essere sopraffatta.

 

Un'importante valutazione, alla base di una corretta scelta scolastica, è dunque relativa al ritmo che il ragazzo può adeguatamente e serenamente sostenere. Si possono prevedere miglioramenti, senza dubbio, ma devono essere progressi ragionevoli. Il rendimento scolastico è determinato dalla somma di impegno nel lavoro a casa e metodo di studio, attenzione in classe e autocontrollo, interesse e motivazione per la scuola, maturazione delle abilità scolastiche di base, supporto diretto o indiretto della famiglia, impegni extrascolastici, livello di preparazione raggiunto.

Il periodo di passaggio tra le due scuole è dunque un momento molto delicato, spesso foriero di difficoltà inaspettate, ma anche di straordinari miglioramenti. Per arrivare a progettare la propria scelta scolastica, i ragazzi, con l'aiuto e il supporto della famiglia, attraverso dialogo e ascolto, dovrebbero riflettere e ragionare su:

  • area o aree scolastiche più idonee, tenendo conto del rapporto con la scuola (impegno, metodo, preparazione di base, motivazione);
  • materie preferite e quelle ritenute invece meno interessanti;
  • interessi personali ed hobby, cioè come viene utilizzato il tempo libero;
  • cosa ci si aspetta e cosa si cerca dal lavoro: esempio, la possibilità di viaggiare, aiutare gli altri, il prestigio, le prospettive di carriera, ecc...

Inoltre, in un percorso di orientamento, è necessario prendere in considerazione le caratteristiche di personalità dello studente, individuandone pregi e difetti, anche se la personalità, a questa età, è ancora troppo poco definita per trarne valutazioni assolute relative al suo futuro professionale, o all'evolversi dei suoi tratti caratteriali. Può a tal proposito essere utile osservare due aspetti del ragazzo. Il primo è la fiducia in se stesso.

Chi ha fiducia tende ad impegnarsi maggiormente a scuola, ad affrontare con più serenità le frustrazioni. Chi ha stima di se non si abbatte se qualcosa va storto e si rimbocca le maniche per rimettere le cose a posto. Se il ragazzo manca di questa caratteristica, è probabile che necessiti di un percorso formativo nel quale possa ricevere adeguate gratificazioni.

Il secondo aspetto è la resilienza. Come sopporta le frustrazioni? Lo motivano oppure lo abbattono? È chiaro che un adolescente dotato di scarsa resilienza deve avere il tempo per maturarla con serenità, senza necessariamente passare per un istituto per lui troppo impegnativo.

Come genitori teniamo presente che, con la scelta della scuola superiore, non si opta per un lavoro. La scelta di un istituto specifico non determinerà in maniera ineluttabile se nostro figlio avrà o meno successo nella vita. Semplicemente dobbiamo scegliere una scuola che lo aiuti a maturare come persona. Solo allora sarà in grado di realizzarsi anche sul lavoro.

 

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