L’orientamento per i ragazzi della scuola secondaria di primo grado

La riforma dell'ordinamento scolastico ha necessariamente modificato l'intervento rivolto alla fascia dei giovani del ciclo secondario di primo grado, che si viene caratterizzando soprattutto con azioni di orientamento alla scelta.

Quando si parla di orientamento, si deve mettere in evidenza soprattutto la valenza educativa: non si indica una strada, ma si educa l'individuo a trovarla e a utilizzare gli strumenti appropriati per percorrerla. Proprio per questo, è fondamentale che il processo di orientamento abbia inizio già nella scuola, dove diventa uno strumento di crescita della persona, di educazione per acquisire competenze orientative, autonomia nella scelta, capacità di autovalutazione delle proprie risorse e competenze, valutazione degli obiettivi e degli strumenti per raggiungere lo scopo, consapevolezza di sé e del percorso intrapreso.

La formazione orientativa diventa la parte fondamentale e, in ordine di tappe, la primaria, che educa alla scelta. Se non si sa che cosa scegliere, infatti, non si può sapere su che cosa informarsi. E se non si ha idea delle possibilità di fare delle scelte, non si può progettare un proprio percorso orientativo.

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Parla con me. Comunicare con i nostri figli è difficile? Consigli, situazioni, soluzioni per un dialogo sereno

Non si può non comunicare e come genitori dobbiamo sempre pensare agli effetti che la nostra comunicazione avrà sui destinatari dei nostri messaggi, cioè i nostri figli. Non esiste solo una comunicazione verbale atta a trasmettere concetti e significati, esiste anche una comunicazione implicita, non verbale, caratterizzata da comportamenti e da atteggiamenti attraverso i quali i bambini percepiscono cosa i genitori pensano di loro e sono il veicolo di emozioni e sentimenti.

 

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Il bambino perduto e ritrovato. Favole per far la pace col bambino che siamo stati.

“Gli adulti ritengono comunemente di poter pensare e agire in modo libero nei loro comportamenti abituali, mentre in realtà sono spesso condizionati dal bambino che sono stati, con la sua vitalità e creatività, ma anche con le sue realtà irrisolte, che possono interferire con le loro attuali relazioni, quella con i figli innanzi tutto.


Forse nel desiderio di evitare, ai figli, fatiche eccessive, gli adulti a volte spianano loro troppo la strada, impedendogli così di confrontarsi con le difficoltà che invece aiutano a crescere e a rinforzarsi: Altre volte, anche, aspettano da loro quei successi che invece a loro sono mancati e che consolino la loro basa autostima, e questo complica la vita sia a loro che ai figli.


Questo libro vorrebbe aiutare noi adulti, sempre attraverso delle favole costruite su molte storie reali condensate in una, a cercare di evitare che le ombre del nostro passato interferiscano troppo con la nostra relazione con i bambini e i ragazzi condizionandoli eccessivamente e involontariamente nelle loro scelte e nella disposizione mentale con cui affronteranno la vita.”

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

 

Genitori Manipolatori. Riconoscere e fuggire l'amore malato

Sappiamo tutti che colpevolizzare i figli, insultarli o denigrarli in pubblico sono azioni abominevoli, che intaccano l'autostima dei ragazzi, rendendoli insicuri delle proprie sensazioni. Ma a nessuno viene in mente che ciò significhi non amare i figli, né tanto meno essi hanno la percezione di subire un sopruso. 

In effetti non è facile capire dove sta il limite tra un normale sbotto genitoriale, un momento di debolezza o insicurezza educativa e un comportamento persistente di maltrattamento emotivo. La differenza sta nella frequenza e nei modi impiegati per esercitare il proprio potere, instillando sensi di colpa con comportamento spesso insensati e ingiustificati. I genitori di questo tipo sono "manipolatori" patologici, sono quelli che in psichiatria vengono definiti con personalità narcisistica.

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