Il genitore imperfetto e l'educazione

Chi si sente di dare consigli universali in fatto di educazione dei figli?
Di fronte ai normali problemi di crescita, alle situazioni quotidiane, cerchiamo spesso una guida, un'illuminazione.
Leggiamo tanti manuali, cerchiamo soluzioni a portata di mano. Noi genitori amiamo molto parlarne con chi ci sta passando, anche se il più delle volte cerchiamo solo conforto ed empatia.

 

 

E come se non bastasse, ci sono le tendenze educative del momento: dall'era dell'autoritarismo dei nostri nonni in cui i bambini non potevano fiatare, si è passati al permissivismo, semplificando forse anche troppo. Salvo poi lamentarsi delle nuove generazioni, "I giovani non sono più quelli di una volta", come se fosse un fenomeno nuovo, come se non si dicesse già fin dai tempi di Platone. Ed ecco che ritornano i no e i limiti, visti come strumenti educativi più che come normali termini di confronto nei rapporti tra esseri umani.

Sarebbe comodo se esistessero ricette preconfezionate, una guida d'uso da cui si impari a diventare un genitore perfetto. E invece non esistono, per fortuna. Più cerchiamo di essere perfetti e più ci accorgiamo di quanto siamo inadeguati.
Allora tanto vale saperlo subito, dichiararlo. Sbagliamo, accettiamoci e spieghiamolo ai nostri figli.
Una cosa, però, credo di averla capita: non esistono regole uguali per tutti. Ogni famiglia ha le sue regole, le sue abitudini, che se condivise in armonia creano equilibrio. L'autorevolezza, che è tutt’altra cosa rispetto all’autoritarismo, si manifesta e si agisce a tutela di un principio, o di un valore, che è basilare per i genitori.
Occorre cercare di sfuggire dalle facili etichettature "Tu che genitore sei?", "Sei autoritario o permissivo?", "Sei una mamma apprensiva o distaccata? " Non lo so che cosa sono.
So soltanto che voglio esserci, essere presente. Voglio essere un genitore autorevole e che sa ascoltare.
Ascoltare un figlio vuol dire anche saper ascoltare noi stessi. Superando il blocco delle nostre emozioni, e ascoltando il bambino che siamo stati, spesso riusciamo a dare un senso ai comportamenti dei nostri figli, a capire perché un suo determinato gesto ci indispone tanto.

Credo, insomma, che crescere un bambino voglia dire anche far crescere noi stessi.
Perché "Un bambino non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere" (Francois Rabelais). Questa per me è l'essenza dell'educazione.

 

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La bambina che mangiava i lupi

E' la storia di una bambina di nome Bambina, che aveva una gallina di nome Gallina e che viveva in una casetta in cima a un albero di un bosco.

D'inverno Bambina aveva così tanta fame da mangiare i lupi. Così che la favola di Cappuccetto Rosso viene ribaltata; nel bosco si sparge la voce che c'è una bambina che mangia i lupi e sono i lupi ad avere paura dei bambini.

Bambina infine diventa essa stessa un lupo, troppi avendone mangiati.
(E dunque non abbiate paura dei lupi, bambini. Dentro di loro batte il cuore di Bambina).

Per bambini di età 3-6 anni

autore: Vivian Lamarque

editore: Emme Edizioni (collana Prime Letture)

Pane e cioccolato

Nina e Susi sono amiche del cuore, stanno molto bene insieme e hanno molte cose in comune, tranne…il colore della pelle. A scuola tutte le chiamano pane e cioccolato.

Nina sogna una principessa color cioccolato, proprio come lei, ma ha paura di essersi sbagliata perché i suoi compagni dicono che è impossibile: non esiste qui una principessa così. E anche a casa, nel libro di fiabe della mamma, una principessa nera non si trova. Così mamma e papà, insieme alla sua amica Susi organizzano una caccia alla principessa color cioccolato, fanno una spedizione in biblioteca e scoprono che fra le pagine di un libro c'è Akira, una principessa africana, bella e anche coraggiosa.

Questa è l'incantevole storia di una bambina nera, che esprime il suo senso di estraneità in mezzo a gente dalla pelle "bianca come la panna".

Per affrontare un tema delicato come le diverse identità e le varie peculiarità somatiche, è molto utile la chiave di lettura per gli adulti a cura di Mariateresa Zattoni, inserita alla fine del libro, scritto da Lodovica Cima.

Età consigliata dai 6 agli 8 anni

Il libro è inserito all'interno della collana "Parole per dirlo" edita da San Paolo Edizioni, rivolta ai bambini di 6-8 anni. Non sempre è facile trovare le parole giuste per spiegare ai bambini alcuni eventi della vita, situazioni difficili che si incontrano in famiglia, a scuola o con gli amici. Il modo migliore è quello di raccontare loro una storia che gli aiuti a capire ed accettare la novità.

Lodovica Cima vive e lavora a Milano, dove si è laureata in Letteratura italiana comparata alla Letteratura inglese. Ha due figli. Da più di quindici anni lavora nell'editoria per ragazzi, dapprima come redattrice in case editrici librarie (Signorelli, Vita e Pensiero, Cetem, De Agostini, Giunti, PBM Editori) e poi, dal 1996 come autrice/progettista e consulente editoriale. Ha creato e diretto per nove anni la collana di narrativa per ragazzi "La giostra di carta" per Bruno Mondadori Editore. Insegna al Master per L'Editoria istituito dall'Università degli studi di Milano e dalla Fondazione Alberto e Arnoldo Mondadori. Partecipa a giurie di premi letterari riservati ai ragazzi e scrive, oltre a romanzi e fiabe che si trovano in libreria, anche testi scolastici e parascolastici.

Francesca Carabelli, autrice delle illustrazioni, è nata a Roma nel 1969. Ha iniziato la sua attività artistica nel campo dell'animazione e successivamente si è dedicata all'illustrazione per l'infanzia. Ha partecipato a diverse mostre e concorsi. Ha pubblicato i suoi lavori con varie case editrici.

Intervista all'autrice: Lodovica Cima

autore: Lodovica Cima - Illustrazioni Francesca Carabelli

editore: San Paolo Edizioni, 2009

Il bambino arrabbiato. Favole per capire le rabbie infantili.

“Una rabbia infantile cela il più delle volte una situazione di conflitto e di sofferenza psicologica. Quando un genitore si trova di fronte a tali manifestazioni spesso si sente in un tunnel: vede che il piccolo sta male ma non riesce a individuare i reali motivi che si nascondono dietro il disagio e la sofferenza del proprio figlio.

Se riusciamo a capire che un bambino si arrabbia perché sta soffrendo per qualcosa che impedisce il suo naturale processo evolutivo, è più facile anche per noi adulti cercare dentro di noi delle strade diverse per aiutarlo a sciogliere i suoi nodi.

Attraverso l’uso di favole, che prendono spunto da storie reali, questo libro offre alcuni suggerimenti per aiutare gli adulti a comprendere meglio le rabbie infantili.” 

 

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)