L'importanza del gioco dopo una catastrofe

I bambini colpiti da calamità naturali vivono due diverse tipi di esperienze: il trauma causato dal disastro e i cambiamenti nelle condizioni di vita quotidiana che ne derivano.

Dopo un disastro la vita potrebbe non ritornare rapidamente alla normalità, si assiste invece a cambiamenti nelle attività quotidiane e nelle relazioni tra membri della famiglia, che rendono la vita dei bambini diversa da prima e imprevedibile, cosa che può essere ulteriore fonte  di turbamento e di  paura.

Dopo una catastrofe naturale, come un terremoto o uno Tsunami, è fondamentale come prima cosa dare un luogo di accoglienza al bambino, dove si possa sentire sicuro. È inoltre importante che ci siano degli adulti di riferimento che giochino con lui, attraverso una comunicazione affettiva intensa.

 

Facendo giocare i bambini, è più semplice tenere desta la loro attenzione su messaggi importanti quali la salute e l’igiene e ciò permette ai piccoli di riprendersi più facilmente, aiutandoli  a non rimuginare troppo su quanto è accaduto.

Ci sono una serie di attività ludiche che possono aiutare i bambini a far fronte al trauma del disastro o alle conseguenze dello stesso, condividendo le loro esperienze ed esprimendo le loro paure e preoccupazioni: si può disegnare, raccontare una storia, colorare o leggere libri che affrontino il tema dell'esperienza vissuta, inventare o creare giochi riguardanti il disastro, parlare della sicurezza e dell’auto protezione.

È importante dare al bambino la possibilità di condividere le proprie esperienze, anche attraverso il gioco, questo lo aiuta ad esprimere i propri sentimenti  (paura e preoccupazioni) in modo tale che si possa sentire meglio una volta alleviata la tensione e l’ansia.

Molte risorse e attività specifiche sono destinate alla prevenzione degli eventi sismici, segnaliamo un  paio di organizzazioni che individuano strategie di prevenzione e di gestione dell’emergenza psicologica nei bambini.

Il progetto Racce si rivolge proprio ai bambini, sviluppando percorsi educativi dedicati all’esplorazione della paura associata all’evento terremoto. Attività formative riferite a buone pratiche di  educazione al rischio sismico sono inoltre destinate ad insegnati, genitori, volontari ed operatori della Protezione Civile. Il progetto prevede anche la definizione di forme di collaborazione, a livello europeo, tra i diversi operatori della Protezione Civile.

Plan invece è un organizzazione Internazionale senza fini di lucro che si occupa dei bambini. Da oltre 75 anni lavora con i minori nei Paesi più poveri del mondo per aiutarli a costruire un futuro migliore. Inoltre ha sviluppato uno studio, unico nel settore, sull’importanza delle cure ai bambini tra gli 0-8 anni colpiti dalle calamità naturali.

Segnaliamo infine una pagina del sito Giunti Scuola Torniamo a galla, dove trovare una ricchissima selezione di materiali di approfondimento sull’argomento, scaricabili gratuitamente. 

Approfondimenti

University of Illinois Extension. Disaster Resources Children, Stress, and Natural Disasters.

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Senza Biglietto da visita. Cosa sei disposta a lasciare per essere te stessa?

Veronica Viganò, ex "manager ninja", e ora blogger e consulente di comunicazione è una mia amica. Virtuale finché volete ma mia amica.

Ci siamo conosciute via web 7 anni fa, e credo parlate al telefono solo una volta, quando a Radio24, insieme a Iolanda Restano, ha recensito il mio libro  "Mammina Vecchia fa buon brodo”.  Ho capito che tra noi c’era feeling dal modo in cui ha commentato alcuni capitoli: si avvertiva che avevamo lo stesso sentire, la stessa visione della maternità e del nostro essere donne. Per anni ci siamo incrociate sui social, mettendo “mi piace” ai rispettivi post: soprattutto quando si parlava di “mammitudine” e tematiche relative al lavoro. Così, quando qualche mese fa è uscito il suo libro “Senza biglietto da visita”  l’ho subito ordinato, letto tutto d’un fiato e capito che era giunto il momento di ricambiare il favore.

 

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Il giardino dei giochi dimenticati

"Giocare non è solo giocare: è cercare (quello che serve per realizzare un'idea), è immaginare (qualcosa che nessuno ha mai fatto), è costruire (un oggetto che sarà per noi indimenticabile)".
In questo manuale i due autori restituiscono a genitori smemorati e a bambini curiosi i giochi che i padri e i nonni facevano per strada e nei cortili: giochi contadini, giochi rari, giochi storici, giochi dimenticati e soprattutto insegnano loro a costruirli con divertenti e dettagliate illustrazioni.

In realtà oltre a essere un libro per bambini è un libro per i loro genitori e per chi continua a essere un po' bambino; raccoglie infatti un patrimonio culturale che ci tramandiamo, e che ricordiamo con nostalgia. I giochi descritti hanno due ingredienti fondamentali: i costi bassissimi di realizzazione e la fantasia. Per dirla con le parole dell'autore: "un bambino rimane piccolo per poco tempo, poi ha tutta la vita per ricordare chi ha passato del tempo a giocare con lui".

Giorgio F. Reali è il fondatore dell'Accademia del gioco dimenticato.

La prefazione è di Stefano Bartezzaghi.

autore: Giorgio F. Reali, Niccolò Barbiero

editore: Salani

Rosi e Moussa

Rosi si è appena trasferita in città con la sua mamma, in un grande palazzo, molto alto, pieno di scale e di vicini che sembrano scontrosi. Non si farà mai degli amici, lo sa già!

E invece arriva Moussa: grande giacca, cappello sempre in testa, tanti fratelli, e un cane che in realtà è... un gatto. Il loro incontro nasce con una sfida: salire sul tetto proibito per guardare tutta la città dall'alto – in barba al bisbetico vicino signor Tak.

E dalle sfide, si sa, nascono le migliori amicizie e le avventure più belle.

Una delicata storia di amicizia e multiculturalità, scritta con naturalezza e senza ipocrisie.

Romanzo perfetto per le prime letture.

Autore: Michael de Cock e Judith Vanistandael

Editore: Il Castoro