Adolescenti e utilizzo di droghe: segnali d'allarme che i genitori devono saper riconoscere

Le droghe, l'alcool e tutte quelle sostanze che attentano alla salute dei nostri figli, tengono sveglie la notte e preoccupate di giorno intere generazioni di genitori. Il problema è sempre lo stesso, a cambiare è la diffusione, la tipologia, ma soprattutto le ragioni che stanno alla base del consumo da parte degli adolescenti.

L'atto aggressivo e contestatario collegato al consumo di sostanze era prevalente nel passato tra le generazioni che utilizzavano l'attacco come strategia per cercare di individuarsi rispetto ad un clima famigliare conflittuale e proibitivo. Oggi questo tipo di significato mal si adatta a fornire una motivazione generale al fenomeno, fermo restando che si tratti di azioni trasgressive e come tali in adolescenza possono essere utilizzate come sostegno al processo di separazione-individuazione. L'utilizzo di droghe e alcool può essere inteso più come strumento al servizio della necessità di sperimentare limiti e potenzialità del nuovo corpo dell'adolescenza, ancor più se lo si fa alla presenza o in compagnia dei coetanei. Il gruppo è al centro di questa nuova sperimentazione e il loro sguardo risulta fondamentale non solo per condividere l'esperienza, ma percepito in quanto portatore di giudizi e aspettative che non possono essere deluse, pena l'impossibilità di sentirsi grandi ed accettati.

Oggi in Italia il consumo di droghe è in rapido aumento, assumendo sempre più le caratteristiche del fenomeno di massa. Il commercio non solo è fiorente, ma lancia sul mercato i suoi "prodotti" con tecniche di marketing studiate ad hoc, in maniera che i ragazzi trovino quelli che meglio esaltino il loro stile di vita.

Cosa possono fare i genitori? Prima di tutto, essere informati sulle sostanze incriminate nelle quali i ragazzi possono imbattersi. Conoscerle e sapere quali effetti provocano aiuta ad individuare se il giovane le sta usando.
I segnali fisici di abuso o dipendenza sono variabili in relazione al tipo di droga utilizzata e alle caratteristiche psicologiche e biologiche personali. Ecco un elenco delle più utilizzate oggi:

  • cocaina: è la droga stimolante più diffusa in Italia; essa influenza direttamente il cervello e può indurre una potente dipendenza. La sua interazione con l'alcool, se assunta insieme, si trasforma nell'organismo in una terza sostanza chimica chiamata cocaetilene, con una più lunga e tossica durata d'azione sul cervello, un micidiale cocktail di sostanze, che può portare anche al decesso;
  • eroina: tra i derivati dell'oppio è la droga più diffusa e quella dall'azione più rapida. Essa provoca una fortissima dipendenza e il suo consumo ha ripercussioni che vanno ben oltre l'individuo. Devastante sul piano fisico e sociale, il suo abuso si riscontra spesso nella violenza e nella criminalità, con effetti di disintegrazione dell'ambiente familiare e lavorativo;
  • allucinogeni: sono sostanze che provocano allucinazioni e alterazione della percezione, dove l'LSD è la più potente e la più studiata. Gli effetti sono imprevedibili e chi ne fa uso vede immagini e colori molto vivi, sente suoni e prova intense sensazioni che sembrano reali, ma non esistono;
  • ecstasy: il nome scientifico è MDMA, i suoi effetti molto simili a quelli degli allucinogeni. Il suo uso è legato al mondo del divertimento notturno, dei dance club e rave party. I giovani possono consumarla per ricavarne energia e ballare e festeggiare l'intera notte o ricercare una sensazione di calore emotivo e un generale senso di benessere;
  • marijuana e hashish: si consumano in maggioranza come sigarette rollate a mano, le famigerate canne. Il fumo ha un odore pungente, dolce amaro, ben distinguibile. Contrariamente a ciò che si pensa, può creare dipendenza, può danneggiare polmoni, compromettere la memoria a breve termine, le capacità verbali, di giudizio e alterare la percezione. Il crescente uso in ragazzi sempre più giovani può avere un profondo effetto sullo sviluppo.

Sperimentare una droga è un'esperienza non rara in adolescenza, soprattutto in occasione di eventi ricreativi. Fortunatamente la maggior parte di questi "utilizzi" non sfocia in situazioni patologiche che richiedono azioni o cure professionali. Se il genitore scopre che il figlio ha usato droghe è opportuno non drammatizzare la situazione, considerandola una vergogna o una catastrofe. La situazione più probabile è quella determinata da un'occasione, un consumo determinato dall'ambiente frequentato, "perché così fan tutti". I genitori possono fare molto, mantenendo un dialogo aperto e onesto con i figli, offrendo esempi e comportamenti molto chiari sul non consumo. In questa fase, discutere e ragionare insieme restano il miglior contributo educativo e preventivo. Supervisionando i comportamenti adeguati all'età, accordandosi sugli orari di incontro e rientro, condividendo e rinforzando le regole, insieme alla disponibilità di accogliere le problematiche, sono aspetti cruciali che danno riferimenti e riducono il rischio.

Pin It
Accedi per commentare

Il segreto della resistenza psichica

Quante volte ci siamo detti che sarebbe bello avere una corazza dell’anima, una difesa contro le pressioni lavorative, le forti richieste che arrivano dalla famiglia, dai figli, da questa vita che sembra diventare sempre più stressante. Sarebbe bello avere fiducia in se stessi, così da farci scivolare via le critiche che spesso sentiamo su di noi, oppure avere le risorse per superare le crisi, avere le energie necessarie per affrontare non solo i piccoli problemi quotidiani, ma le inevitabili grosse difficoltà che la vita ci pone davanti. Ci sono persone che hanno tutte queste caratteristiche:  sono le persone resilienti.

Leggi tutto...

Io sono Malala. La mia battaglia per la libertà e l'istruzione delle donne

Malala Yousafzai è una ragazza nata in Pakistan nella valle dello Swat. Nel libro descrive con orgoglio la bellezza della sua terra: la natura meravigliosa, la bellezza delle montagne e delle sue acque; racconta con sguardo attento anche la storia del suo paese e del suo popolo: i Pashtun, suddivisi in varie tribù sparse nel Pakistan e nell’Afghanistan dove l’ospitalità e l’onore sono i valori fondamentali. Malala ci racconta della sua famiglia, di suo padre e di sua madre che si sono sposati per amore e non attraverso un accordo stipulato dalle rispettive famiglie.

Il padre, in particolare, figlio di un Imam insegnante di teologia, è un padre diverso dagli altri che usano violenza contro le loro mogli. Suo padre condivide ogni scelta di vita con la propria moglie. Anche il nome Malala fu scelto da lui perché era il nome di un’eroina afghana che nel 1880 incitò le truppe del suo paese che stavano per essere sconfitte dall’esercito inglese: innalzò una bandiera afghana, venne uccisa, ma il suo coraggio servì a vincere una sanguinosa battaglia.

Leggi tutto...

Una bambina

Una bella bambina con grandi problemi emotivi e con una grave situazione familiare e di disagio viene accolta in una classe speciale da un'insegnante specializzata a seguire bambini con difficoltà, con fragilità emotiva.

Torey Hayden racconta questa esperienza con grande partecipazione ed emozione; il coinvolgimento per chi legge è davvero grande: si prova rabbia, speranza, apprensione e commozione per i progressi di questa bambina. Il libro si legge tutto d'un fiato e l'empatia che l'autrice mostra per questa bambina è totale. La Hayden è specializzata in psicopatologia infantile e i bambini che descrive nei suoi libri, i "suoi" bambini, sono provati da terribili esperienze di abbandono, violenze sia fisiche che morali. Eppure rimangono pur sempre dei bambini e le loro emozioni ci coinvolgono e ci accorgiamo che sono anche le nostre.

Autore: Torey L.Hayden

Editore: Corbaccio