La scheda di valutazione, una chiave di lettura.

Arrivano in questi giorni le schede del primo quadrimestre. I genitori si trovano davanti un modulo che di per sé suscita una proiezione del loro passato in cui la pagella era fonte di ansie e preoccupazioni, ma che nell'ottica della didattica moderna sta assumendo un ruolo completamente diverso.

Lungi dall'essere uno strumento di mero giudizio, la scheda di valutazione è ormai un mezzo che serve per informare le famiglie sui progressi effettuati e sugli obiettivi raggiunti dall'alunno. All'inizio dell'anno scolastico, infatti, viene effettuata una verifica delle abilità per le discipline cosiddette "di base", attraverso i test d'ingresso. Individuato così il livello e divisa la classe in fasce di apprendimento, viene stilata la programmazione educativa che traccia il percorso che verrà intrapreso durante l'anno e fissa gli obiettivi educativi e formativi da raggiungere. I primi sono legati alle singole materie, mentre quelli formativi sono riferiti agli apprendimenti considerati trasversali, come per esempio la socializzazione o la capacità di lavorare nel gruppo. La programmazione, che in buona sostanza è un progetto educativo a lungo termine, deve rispettare il ritmo di tutte le fasce di apprendimento della classe.

Ed ecco che con le verifiche e le valutazioni disciplinari si arriva a fare il punto dei contenuti acquisiti alla fine del primo quadrimestre. Una valutazione di sufficiente, per esempio, indica che rispetto alla situazione di partenza sono stati raggiunti gli obiettivi considerati essenziali per procedere. Ovviamente, più è alta la valutazione, più si evidenzia in modo positivo il percorso effettuato dall'alunno. Questo giudizio sintetico è comunque circostanziato all'area di apprendimento e non è mai da leggere come una sterile catalogazione. È infatti davanti alle insufficienze, soprattutto nella scuola secondaria, che facilmente si perde l'obiettività, accusando il proprio figlio di lassismo o di scarsa capacità, mentre le motivazioni potrebbero essere diverse.

In una buona percentuale dei casi vi è una carenza da colmare nelle abilità fondamentali, in altri si tratta di mettere a punto un personale metodo di studio e in questo la famiglia può fare molto, incoraggiando e aiutando il ragazzo a sperimentare più strade senza avere paura di fallire. Quando a mancare è invece l'impegno nello studio è bene che i genitori facciano ben capire al figlio il rapporto causa-effetto che è alla base del suo scarso risultato, andando magari insieme a parlare con l'insegnante ma lasciando poi alla sua autonomia e maturazione il recupero, e rimanendo tuttavia disponibili a intervenire su specifica richiesta.

Nella quarta pagina della scheda si trova il giudizio complessivo che viene redatto da tutti gli insegnanti della classe e che deve avere l'approvazione dell'intero consiglio. È una sintesi della situazione didattica nelle varie materie, comprensiva delle considerazioni legate all'integrazione all'interno del gruppo di pari, al comportamento tenuto durante il quadrimestre, nonché al grado di maturazione raggiunto dall'alunno. 

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Il mare in fondo al bosco

…quella era un città buia fitta di misteri, una città piccola perché un bambino come lui, Paolo, potesse esplorarla e scoprirci dei segreti…

Trovò in terra dei libri, li guardò uno dopo l’altro e a poco a poco riuscì a leggerli. Intanto si accorgeva che quello che stava leggendo riusciva a vederlo anche se non c’erano le figure. “Forse - pensò - sto diventando anch’io un bambino inventato. Sarebbe divertente!”
A un tratto aprì un libro e dalle pagine si alzò una foresta: era un libro animato, di quelli da cui, quando si sfogliano, si vedono saltar fuori castelli, boschi, velieri, talmente belli che sembrano veri. Gli venne voglia di provare a entrarefra quegli alberi. Quella foresta poi era una giungla, certo zeppa di belve, di serpenti di insetti velenosissimi.
Be’ paura o non pauraaveva una gran smania divederla quella giungla, l’idea di passare dal buio di una città pericolosa, al buio di una foresta tropicale, adesso, lo tentava troppo.
Sentì delle voci e un gran correre: lontano nelle strade dei tipi loschi.

Il romanzo è una fantasticheria in cui, con ritmo crescente, compaiono città insidiose, giungle popolate di belve, mari in burrasca, magie luminose, grovigli di strade misteriose. I protagonisti sono bambini, bande criminali, mercanti di schiavi, maghi e mostri orrendi, pirati e scimmie, folletti e coccodrilli.

Età di lettura consigliata: da 4 anni.

autore: Pinin Carpi

editore: Einaudi Ragazzi

Rosi e Moussa

Rosi si è appena trasferita in città con la sua mamma, in un grande palazzo, molto alto, pieno di scale e di vicini che sembrano scontrosi. Non si farà mai degli amici, lo sa già!

E invece arriva Moussa: grande giacca, cappello sempre in testa, tanti fratelli, e un cane che in realtà è... un gatto. Il loro incontro nasce con una sfida: salire sul tetto proibito per guardare tutta la città dall'alto – in barba al bisbetico vicino signor Tak.

E dalle sfide, si sa, nascono le migliori amicizie e le avventure più belle.

Una delicata storia di amicizia e multiculturalità, scritta con naturalezza e senza ipocrisie.

Romanzo perfetto per le prime letture.

Autore: Michael de Cock e Judith Vanistandael

Editore: Il Castoro