I benefici dello sport per i bambini

Nel particolare e delicato momento della crescita, lo sport ricopre un ruolo fondamentale e crea preziose occasioni d'incontro e confronto tra coetanei. Oggi i bambini non hanno quasi più la possibilità di vivere la magnifica esperienza "del cortile", specie nelle grandi città. Dunque, l'attività sportiva permette loro di sperimentare lo spirito di gruppo e rifuggire a noia e solitudine, mettendo in scena i propri desideri, aspirazioni, ambizioni e mitigando il naturale egocentrismo tipico di questa età.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea come il binomio movimento-salute sia fondamentale per un corretto sviluppo della personalità e il raggiungimento e mantenimento del benessere fisico. Anche il Ministero della Pubblica Istruzione fornisce linee guida a riguardo, che interessano la scuola dell'infanzia fino alle scuole secondarie di secondo grado. I bambini, a partire dai 3-4 anni, iniziano a prendere coscienza e acquisire il senso del proprio sé fisico, il controllo del corpo, delle sue funzioni, della sua immagine, delle possibilità sensoriali ed espressive e di relazione ed imparano ad averne cura attraverso l'educazione alla salute. Attraverso il corpo sperimentano l'esperienza sensoriale e percettiva, che permette loro di scoprirne le potenzialità, di affinarle e di rappresentarlo.

 

L'approccio ludico al movimento consolida la sicurezza di sé e permette ai bambini di sperimentare le potenzialità e i limiti della propria fisicità, i rischi dei movimenti incontrollati e violenti, le diverse sensazioni date dai momenti di rilassamento e di tensione, il piacere del coordinare le attività con quelle degli altri in modo armonico.

I benefici psicomotori che si possono trarre dal praticare un'attività sportiva sono molti: controllo del peso corporeo, ottimizzazione dell'efficienza muscolo-scheletrica, stimolazione del sistema immunitario e ormonale, azione generale positiva sulla psiche, aumento della forza di volontà, miglioramento dell'autostima e maggiore fiducia nelle proprie capacità. Possiamo scegliere un corso che permetta di fare molte esperienze di movimento e gioco, sviluppando più competenze in modo armonioso, come ad esempio baby-nuoto, attività propedeutiche alla danza classica e moderna, pattinaggio a rotelle e su ghiaccio. Meglio evitare lo sport agonistico prima dei 12 anni, poiché nell'età infantile un'eccessiva competizione rischia di procurare carichi di stress e trasformare la voglia spensierata di divertirsi in ansia da prestazione.

Come scegliere lo sport più indicato al bambino? Che la scelta opti a divenire nel tempo una pratica agonistica o rimanga un'attività dove occupare in modo divertente e sano il tempo libero, l'importante è che sia appassionante, lo diverta, gli consenta di vivere in modo piacevole il tempo insieme ai suoi coetanei, con gioia e senza costrizioni. Tenendo conto delle sue predisposizioni naturali, delle sue caratteristiche fisiche, della sua capacità di relazionarsi con gli altri e del suo carattere.

Sport di squadra oppure individuale? In linea generale, gli sport di squadra, quali calcio, pallavolo, pallacanestro, baseball, possono aiutare i bimbi timidi e riservati, che tendono a sfuggire il confronto con il gruppo poiché temono di non essere all'altezza, di sbagliare. Praticarli può aiutare loro a vivere meglio le relazioni sociali e acquisire maggior sicurezza in se stessi. Nello stesso tempo, il gioco di squadra può apportare benefici a bambini egocentrici e troppo sicuri; con il tempo impareranno a rispettare gli altri e a capire che a volte si può pure perdere.

Per ciò che riguarda gli sport individuali, essi possono rivelarsi adatti a bimbi irruenti ed irrequieti. Le regole di comportamento necessarie per praticare sport come arti marziali, scherma, tennis, possono insegnare l'autodisciplina, conquista importantissima non solo in ambito sportivo.

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Il giardino dei giochi dimenticati

"Giocare non è solo giocare: è cercare (quello che serve per realizzare un'idea), è immaginare (qualcosa che nessuno ha mai fatto), è costruire (un oggetto che sarà per noi indimenticabile)".
In questo manuale i due autori restituiscono a genitori smemorati e a bambini curiosi i giochi che i padri e i nonni facevano per strada e nei cortili: giochi contadini, giochi rari, giochi storici, giochi dimenticati e soprattutto insegnano loro a costruirli con divertenti e dettagliate illustrazioni.

In realtà oltre a essere un libro per bambini è un libro per i loro genitori e per chi continua a essere un po' bambino; raccoglie infatti un patrimonio culturale che ci tramandiamo, e che ricordiamo con nostalgia. I giochi descritti hanno due ingredienti fondamentali: i costi bassissimi di realizzazione e la fantasia. Per dirla con le parole dell'autore: "un bambino rimane piccolo per poco tempo, poi ha tutta la vita per ricordare chi ha passato del tempo a giocare con lui".

Giorgio F. Reali è il fondatore dell'Accademia del gioco dimenticato.

La prefazione è di Stefano Bartezzaghi.

autore: Giorgio F. Reali, Niccolò Barbiero

editore: Salani

Libri di Marcello Bernardi

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Il mare in fondo al bosco

…quella era un città buia fitta di misteri, una città piccola perché un bambino come lui, Paolo, potesse esplorarla e scoprirci dei segreti…

Trovò in terra dei libri, li guardò uno dopo l’altro e a poco a poco riuscì a leggerli. Intanto si accorgeva che quello che stava leggendo riusciva a vederlo anche se non c’erano le figure. “Forse - pensò - sto diventando anch’io un bambino inventato. Sarebbe divertente!”
A un tratto aprì un libro e dalle pagine si alzò una foresta: era un libro animato, di quelli da cui, quando si sfogliano, si vedono saltar fuori castelli, boschi, velieri, talmente belli che sembrano veri. Gli venne voglia di provare a entrarefra quegli alberi. Quella foresta poi era una giungla, certo zeppa di belve, di serpenti di insetti velenosissimi.
Be’ paura o non pauraaveva una gran smania divederla quella giungla, l’idea di passare dal buio di una città pericolosa, al buio di una foresta tropicale, adesso, lo tentava troppo.
Sentì delle voci e un gran correre: lontano nelle strade dei tipi loschi.

Il romanzo è una fantasticheria in cui, con ritmo crescente, compaiono città insidiose, giungle popolate di belve, mari in burrasca, magie luminose, grovigli di strade misteriose. I protagonisti sono bambini, bande criminali, mercanti di schiavi, maghi e mostri orrendi, pirati e scimmie, folletti e coccodrilli.

Età di lettura consigliata: da 4 anni.

autore: Pinin Carpi

editore: Einaudi Ragazzi