Il colori nei disegni dei bambini

C'era una volta un paese lontano 
dove i colori si davan la mano.
Tra tutti il rosso era il più piccolino 
e l'arancione gli stava vicino.
Rideva forte il giallo brillante 
e il verde lì accanto parlava alle piante.
Alti nel cielo l'azzurro ed il blu 
guardavan la terra e stavan lassù.
Più grande e più scuro degli altri era il viola,
ma i sette sembravano una cosa sola 
e chi li vedeva nel cielo sereno 
diceva: "Guardate, c'è l'arcobaleno!"

(Elio Giacone)
Disegnare, colorare, scarabocchiare, sono occupazioni spontanee per tutti i bambini. Con il disegno i piccoli proiettano le proprie emozioni, i propri sentimenti, le loro percezioni del mondo sulla carta, utilizzando strumenti quali pennarelli, matite colorate e quanto possono trovare a loro disposizione. Rilevante, nel disegno, è il "valore espressivo", ovvero il modo in cui i bambini trattano la superficie bianca, attraverso la scelta delle forme e dei colori. Colorare è un atto naturale, dunque, il colore più della forma, è puro linguaggio emotivo che permette di evidenziare aspetti psichici, altrimenti insondabili, dell'inespresso e dell'inesprimibile.

Approfondendo il significato dei diversi colori, possiamo innanzitutto distinguere i colori caldi, come il rosso, il giallo, l'arancione, che suscitano attività, eccitazione, impulsività, voglia di vivere, il cui utilizzo da parte del bambino esprime stimoli positivi e caratteri espansivi, e i colori freddi, come il verde, il blu, il viola, che esprimono invece tranquillità, calma, riservatezza, malinconia e inducono alla riflessione. 
Inoltre, per interpretare l'uso dei colori, bisogna considerare con attenzione il contesto in cui essi si strutturano. Il significato del colore cambia infatti di società in società. Nelle religioni occidentali e in quella tibetana, ad esempio, il rosso rappresenta le forze del male, mentre per le tribù africane il rosso significa forza e virilità, e il nero non morte ma gioia.

Cosa significa se il bambino sceglie spesso un certo colore per i suoi disegni? O al contrario, se rifiuta in più di un'occasione quel particolare colore? 
Ecco una panoramica dei principali colori e del loro possibile significato, a carattere puramente indicativo, senza pretese di esaustività. Si consiglia, come sempre, in caso di dubbi o in presenza di una situazione psicologica "difficile", di rivolgersi a personale esperto e preparato.

rosso: è il fuoco, la scintilla che origina la vita. Colore caldo che indica intelligenza vivace, un carattere estroverso e allegro. 
Il bambino che sceglie il rosso va verso il prossimo con il sorriso sulle labbra. Un'abbondanza di questo colore indica grande vivacità, un carattere attivo ma impulsivo, può riflettere anche bisogno di movimento. 
Largamente utilizzato prima dei sei anni d'età, periodo durante il quale il bambino non domina ancora molto bene le sue pulsioni. Al contrario, un rifiuto del rosso può indicare un bimbo che si senta schiacciato dalle regole, o viva momentaneamente uno stato di stress e tensione, oppure non si senta amato;

giallo: è il colore del sole, simboleggia la luce, la gioia, l'energia. 
I bambini che utilizzano questo colore hanno generalmente un carattere estroverso e desiderio di cambiamento. Un'abbondanza di giallo è indice di tensione, di facile distrazione, di dinamismo e voglia di apertura; i bambini iniziano ad utilizzarlo più volentieri verso gli 8-9 anni. Chi lo rifiuta potrebbe sentirsi scoraggiato, avvertire un senso di vuoto, oppure aver subito una forte delusione;

arancione: si può definire il colore dell'evoluzione. Il passaggio dal giallo al rosso attraverso l'arancione, indica un progressivo aumento d'energia e calore che il bambino tira fuori attraverso l'uso che ne fa. La presenza quindi di questo colore nei disegni, esprime quasi sempre una buona capacità di vivere le proprie scelte. 
Il bambino che ama l'arancione è allegro e ha una gran voglia di crescere in fretta, di diventare grande, è generoso ed altruista;

rosa: è il colore della ricettività. Il bambino che predilige il rosa, recepisce tutti gli stimoli provenienti dall'ambiente. È ipersensibile, sempre disponibile con i coetanei ma selettivo con quelli aggressivi o troppo violenti;

verde: rappresenta l'autoregolazione e la fermezza, esalta lo scambio e il desiderio di comunicazione. Può indicare un bambino che cerca libertà e indipendenza. Un uso eccessivo può comunicare che il bambino ha bisogno di maggior stabilità ed è alla ricerca di autonomia. Chi lo rifiuta può invece sentirsi spossato, stanco, annoiato, o aver paura di diventare grande;

blu: rappresenta la serenità, la distensione, l'interiorizzazione. Colore che produce rilassamento. Il bimbo che utilizza il blu può ricercare tranquillità e pace. Un uso eccessivo, all'estremo, può indicare passività o rassegnazione. Il bambino che rifiuta il blu può non sentirsi abbastanza incoraggiato, oppure vivere una situazione di ansia;

viola: è il colore dell'ambivalenza, in quanto risulta dalla mescolanza di blu e di rosso, colori dal simbolismo opposto poiché l'uno tende verso l'introversione e l'altro all'estroversione e all'azione. Il viola rappresenta dunque la fusione dei contrari. Nel disegno di un bambino, se questa tonalità è utilizzata in maniera eccessiva, può essere indice di angoscia e tensione contraddittoria. Al contrario, il bimbo che lo rifiuta può apparire ipercritico, molto razionale, con difficoltà ad entrare in contatto con l'altro;

marrone: rappresenta la forza vitale, che richiama il calore, la tradizione, la sicurezza. È il colore della terra, richiama ai bisogni primitivi. Il marrone è un simbolo anale, ed è privilegiato nei più piccoli, in età di apprendimento della cura di sé. Una preponderanza di questo colore può indicare una certa forma di regressione. Al contrario, può rifiutarlo un bimbo super impegnato, che cerca la perfezione e non riesce a rilassarsi;

grigio: colore neutro per eccellenza, poco espressivo. Il bambino che abbonda con questo colore ha difficoltà ad esprimere i propri sentimenti e non riesce a passare all'azione. Chi al contrario lo rifiuta, non ha timore a lasciarsi coinvolgere nelle cose, o ha paura di sentirsi escluso. La sua assenza è positiva;

nero: colore della chiusura, del blocco, della rimozione degli stimoli. Ma anche della tristezza, dell'opposizione, del buio, della magia e della morte. Per alcuni autori è il colore dell'angoscia, ma nella pubertà può testimoniare ricchezza interiore poiché attesta la riservatezza e il pudore dei sentimenti. Piccole chiazze annerite mostrano invece ansietà. Chi lo rifiuta può essere un po' prepotente e non voler rinunciare a nulla;

bianco-nero, chiaro-scuro: il bianco e il nero rappresentano il positivo e il negativo e tutti gli opposti. I colori chiari e scuri, usati in contrasto, simboleggiano la materializzazione della luce.


Ogni colore trasferisce segnali importanti che possono essere letti all'interno di un disegno: un tetto viola indica che il bambino è sottoposto ad uno sforzo eccessivo, superiore alle proprie forze, un albero con radici profonde tutto marrone indica un momento di tristezza o di malinconia, un fumo grigio che esce dal camino vuole significare uno stato d'ansia. I disegni senza colore sono segnali di apatia e freddezza di sentimenti, dove i vari avvenimenti non sono riusciti a coinvolgere il bambino.


Per ulteriori approfondimenti: 


Max Lüscher, I colori di Lüscher, Ed. RED, Como, 1993

Max Lüscher, Il Test rapido dei colori Lüscher, Ed. RED, Como, 1993

Anna Oliveiro Ferraris, Il significato del disegno infantile, Ed. Bollati Boringhieri, Torino, 2012

Claudio Widmann, Il simbolismo dei colori, Ed. Magi Scientifiche, Roma, 2006

Ster Arno, Lindbergh Peter, Felice come un bambino quando dipinge, Armando Editore, Roma, 2006


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Pane e cioccolato

Nina e Susi sono amiche del cuore, stanno molto bene insieme e hanno molte cose in comune, tranne…il colore della pelle. A scuola tutte le chiamano pane e cioccolato.

Nina sogna una principessa color cioccolato, proprio come lei, ma ha paura di essersi sbagliata perché i suoi compagni dicono che è impossibile: non esiste qui una principessa così. E anche a casa, nel libro di fiabe della mamma, una principessa nera non si trova. Così mamma e papà, insieme alla sua amica Susi organizzano una caccia alla principessa color cioccolato, fanno una spedizione in biblioteca e scoprono che fra le pagine di un libro c'è Akira, una principessa africana, bella e anche coraggiosa.

Questa è l'incantevole storia di una bambina nera, che esprime il suo senso di estraneità in mezzo a gente dalla pelle "bianca come la panna".

Per affrontare un tema delicato come le diverse identità e le varie peculiarità somatiche, è molto utile la chiave di lettura per gli adulti a cura di Mariateresa Zattoni, inserita alla fine del libro, scritto da Lodovica Cima.

Età consigliata dai 6 agli 8 anni

Il libro è inserito all'interno della collana "Parole per dirlo" edita da San Paolo Edizioni, rivolta ai bambini di 6-8 anni. Non sempre è facile trovare le parole giuste per spiegare ai bambini alcuni eventi della vita, situazioni difficili che si incontrano in famiglia, a scuola o con gli amici. Il modo migliore è quello di raccontare loro una storia che gli aiuti a capire ed accettare la novità.

Lodovica Cima vive e lavora a Milano, dove si è laureata in Letteratura italiana comparata alla Letteratura inglese. Ha due figli. Da più di quindici anni lavora nell'editoria per ragazzi, dapprima come redattrice in case editrici librarie (Signorelli, Vita e Pensiero, Cetem, De Agostini, Giunti, PBM Editori) e poi, dal 1996 come autrice/progettista e consulente editoriale. Ha creato e diretto per nove anni la collana di narrativa per ragazzi "La giostra di carta" per Bruno Mondadori Editore. Insegna al Master per L'Editoria istituito dall'Università degli studi di Milano e dalla Fondazione Alberto e Arnoldo Mondadori. Partecipa a giurie di premi letterari riservati ai ragazzi e scrive, oltre a romanzi e fiabe che si trovano in libreria, anche testi scolastici e parascolastici.

Francesca Carabelli, autrice delle illustrazioni, è nata a Roma nel 1969. Ha iniziato la sua attività artistica nel campo dell'animazione e successivamente si è dedicata all'illustrazione per l'infanzia. Ha partecipato a diverse mostre e concorsi. Ha pubblicato i suoi lavori con varie case editrici.

Intervista all'autrice: Lodovica Cima

autore: Lodovica Cima - Illustrazioni Francesca Carabelli

editore: San Paolo Edizioni, 2009

Il segreto della resistenza psichica

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Sorella del mio cuore

La vita di due bambine che diventano donne perdendosi e ritrovandosi fra le tradizioni dell'India e le sue contraddizioni. Nate e cresciute insieme si conoscono e si amano profondamente, condividendo gioie, dolori, speranze.

Ma fuori dai muri protettivi della loro famiglia le attendono i segreti del passato e le nebbie del futuro: i fantasmi dei loro padri, i fanatismi dei pregiudizi e dei riti sociali, la fatica quotidiana di una famiglia di sole donne per allevarle e mantenerle, lo spettro del matrimonio combinato e l'incanto del vero amore.

Un romanzo che ci avvicina al mondo affascinante dell'India, che ce ne fa scoprire la magia ma anche le profonde contraddizioni che lo caratterizzano.

La storia ha un seguito, nel libro "Il fiore del desiderio", che si svolge in America dove si perde la magia che caratterizza questo volume, le ragazze crescono e con loro la difficoltà e l'amarezza dei loro destini.

autore: Chitra Banerjee Divakaruni (traduzione Federica Oddera)

editore: Einaudi