Natale equo-solidale

Anche quest'anno le feste di Natale potranno essere per qualcuno l'occasione per avvicinarsi ai prodotti del commercio equo e solidale e come sempre vogliamo segnalare alcune iniziative che si svolgono un po' in tutta Italia.

Ma, prima di tutto, perché riteniamo che il commercio equo vada sostenuto?


Intanto per i principi su cui si basa: divieto del lavoro minorile, impiego di materie prime rinnovabili, spese per la formazione o la scuola nelle comunità dei produttori, cooperazione tra produttori, creazione per quanto possibile di un mercato interno dei beni prodotti. 

Uno dei cavalli di battaglia del commercio equo è poi il prezzo trasparente: il consumatore viene informato dell'incidenza di ogni voce sul prezzo finale che lui pagherà (prezzo pagato ai produttori, spese di trasporto interno e internazionale, costi legati alla trasformazione del prodotto grezzo, costi legati all'attività dell'importatore e del dettagliante, tasse, imposte e soprattutto dazi doganali imposti dai paesi importatori). 

In questo modo si mette in evidenza il fatto che aumentare il prezzo pagato direttamente ai produttori non incide se non in misura marginale sul prezzo pagato dal consumatore; inoltre si sensibilizza il consumatore sulle regole del commercio internazionale e in particolare sui dazi, misure imposte dai paesi consumatori per proteggere il loro mercato a scapito delle economie svantaggiate. Paradossalmente l'Occidente ricco, tramite le regole del commercio internazionale, continua intenzionalmente a proteggere la sua economia, mantenendo depresse le economie dei paesi del Sud del mondo, salvo poi inviare aiuti umanitari ai paesi poveri tramite organismi internazionali, ONG e associazioni varie. 

Il commercio equo e solidale si inserisce in questo contesto e offre a tutti noi, in prima persona, la possibilità di colmare questa ingiustizia in attesa che il Nord ricco si decida a modificare le regole del commercio internazionale; offre a tutti noi, la possibilità di garantire ai lavoratori dei paesi più poveri un futuro nel loro Paese e accanto alle proprie famiglie.

Sì, perché pensare anche a chi sta peggio di noi non significa privarci di tutto quello che renderà belle le nostre feste. Significa rendersi consapevoli che l'offerta speciale per noi consumatori occidentali significa spesso il lavoro mal pagato di qualcun altro. 

Forse allora è meglio spendere qualche euro in più riconoscendo un giusto prezzo a chi lavora, piuttosto che cercare le offerte speciali per risparmiare un po' e poi offrire questo po' ad associazioni che lo gireranno sotto forma di aiuti, sostegno, cooperazione (per carità tutte cose utilissime e sacrosante) a quelle stesse persone che il commercio internazionale sfrutta per avere prezzi sempre più bassi.
Forse, in attesa che i grandi del mondo si decidano a modificare le regole del commercio internazionale, possiamo pensarci noi nel nostro piccolo a riequilibrare un po' le cose.

Per sapere dove sono le botteghe del commercio equo-solidale della vostra città:Botteghe Altromercato http://www.altromercato.it/it


Segnaliamo alcuni appuntamenti:

"Natale in piazza": Anche quest'anno Altromercato scende in tante piazze italiane con i suoi tendoni all'interno dei quali si potrà scegliere tra una grande offerta di prodotti del Commercio Equo e Solidale. Clicca qui per scoprire la lista di tutti i tendoni Altromercato per il Natale 2013

A Milano il "Banco di Garabombo" nel piazzale di Mario Pagano.
Due le novità principali di quest'anno: 
"L'angolo del produttore. Un banco dentro al banco." Ogni giorno, in uno spazio dedicato, un produttore sarà a disposizione del pubblico per informazioni, domande e curiosità sulla propria esperienza di economia alternativa. Un vero "banco dentro al Banco" – dove sarà possibile acquistare i prodotti – e al tempo stesso un'opportunità per scoprire le storie di chi, ogni giorno, lotta contro le mafie, lavora dentro le carceri, si prende cura della terra e del territorio, nel pieno rispetto del lavoro, dell'ambiente, delle tradizioni e della qualità.
Calabria solidale. Prodotti tipici calabresi per dire NO alle mafie, allo sfruttamento, al consumo di territorio e per dire SI' alla legalità, alla trasparenza allo sviluppo sostenibile. 
Calendario delle attività clicca qui 

"Negozi di Natale" di Emergency 
In tutta Italia i "Negozi di Natale" sono veri e propri negozi, dove si potranno acquistare oggetti provenienti dai paesi in cui opera Emergency e prodotti offerti da imprese, aziende e negozi che desiderano contribuire all'attività umanitaria dell'associazione.
Orari e indirizzi qui 

La "Pigotta" dell'UNICEF
Ogni Natale l'UNICEF è nelle piazze d'Italia per "dare in adozione" tutte le Pigotte realizzate dalle migliaia di volontari che aderiscono a questo progetto. Per trovare lo stand più vicino a te dove poter adottare una Pigotta clicca qui 

"Tutto Un Altro Natale" è la manifestazione che le organizzazioni di commercio equo e solidale marchigiane promuovono ogni anno per diffondere sempre più radicalmente i valori del commercio equo: giustizia sociale ed economica, rispetto dell'ambiente e dignità umana, per far riflettere i consumatori sul valore e l'importanza dei propri acquisti. Per il calendario degli eventi clicca 
qui 

Non necessariamente bisogna andare lontano per un natale "migliore" segnaliamo anche "Natale per l'Emilia terremotata 2013". Vendita speciale dei prodotti di alcune aziende con sede nel territorio colpito dal sisma di maggio-giugno 2012. L'obiettivo è trovare nuovi acquirenti e continuare la ricostruzione dei locali danneggiati con i ricavati delle vendite. Ma anche offrire opportunità di lavoro a chi è più in difficoltà.
Maggiori informazioni qui 

Foto Altromercato 

Pin It
Accedi per commentare

Il fanciullo difficile

E' uno dei primi libri scritti dal pedagogista scozzese Neill, ma è già ricco di quelle tematiche rivoluzionarie in campo pedagogico che fecero dell'autore un punto di riferimento per tutti coloro che, nei decenni successivi, vollero cercare strade alternative ad un'educazione autoritaria e repressiva.

Alexander S. Neill è il creatore della scuola di Summerhill, dove i bambini sono liberi di fare quello che vogliono, senza che l'autorità dell'adulto imponga le sue regole di morale e di condotta. A Summerhill non ci sono punizioni per chi si comporta male, e le regole del vivere insieme sono regole sociali, dettate dalla stessa comunità, formata dai ragazzi.

Il libro è scritto nel 1927, può sembrare datato per certi aspetti, ma alcune idee sono davvero interessanti e meritano uno spunto di riflessione. Il titolo "il fanciullo difficile" non tragga in inganno, anche se l'autore prende spunto da casi di ragazzini con problemi le sue riflessioni hanno valenza universale: "[...]non vedo che una via per l'educazione: dire coraggiosamente che noi adulti non sappiamo cosa sia l'educazione; confessare che noi ignoriamo cosa sia il meglio per un fanciullo[...]" e ancora "[...] nessun uomo è tanto buono da poter dire a un altro come deve vivere; nessun uomo è tanto saggio da poter guidare i passi di un altro". 

Il libro è preceduto da un saggio introduttivo di Annalisa Pinter, che fa notare come in quest'opera, ancora più che in Summerhill, l'autore cerchi di costruire una teoria organica. A volte, dice sempre la Pinter, "non vi è molto impegno nel cogliere l'eziologia dei problemi" e certo non fornisce una metodologia di analisi e intervento.

E' chiaro che non è un saggio pedagogico che possa illuminare un genitore in crisi: ma è un arricchimento, anche storico per chi si interessa di tematiche sull'educazione e sulla scuola. Summerhill è lontanissima dal concetto di scuola a cui siamo abituati, ma proprio per questo vale la pena sognare, perché tutti noi, nella nostra infanzia abbiamo sognato una scuola così. Ma la realtà è un'altra cosa.

autore: Alexander S. Neill

editore: La Nuova Italia (collana Classici dell'educazione contemporanea)

[Copertina del libro non disponibile] 

Tecnobarocco. Tecnologie inutili e altri disastri

Leggendo questo libro molti troveranno delle conferme a dei ragionamenti  che spesso sorgono spontanei di fronte a innovazioni tecnologiche che la gente ha subito come traumi e che invece di semplificare l’esistenza  l’hanno resa più complicata. La domanda è quasi sempre la stessa: “Ne abbiamo veramente bisogno?”  Cambiamo ogni due o tre anni sistemi operativi che non comportano necessariamente miglioramenti;  affrontiamo lunghissime telefonate presso enti e aziende, digitando vari codici di accesso col telefono a pulsanti, solo per ascoltare un’alberatura di messaggi vocali che rende impossibile il contatto con un operatore; immagazziniamo una mole immensa di immagini digitali di cui non ricordiamo più niente; compriamo il cellulare di ultima generazione quando per comunicare ci bastava la prima versione.  Mario Tozzi (geologo e noto conduttore di trasmissioni televisive di divulgazione scientifica) e molti altri della sua stessa generazione,  non “nativi digitali”,  hanno vissuto l’epoca in cui si andava in biblioteca a fare le ricerche scolastiche, si usava il telefono con il duplex, ci si muoveva con la mappa geografica, si giocava al biliardino e al flipper, ma soprattutto ci si spostava  con automobili dotate di quel magnifico e comodo aggeggio chiamato deflettore per il quale anche Francesco Guccini nel suo libro “Dizionario delle cose perdute” pensa di  fondare una Lega (Prodeflettore!).

 

Leggi tutto...

Cecilia passeggia nel parco

Cecilia è una bambina ipovedente. Il suo uccellino Pilù, che sempre la accompagna, non sa volare. Il mondo intorno a loro è privo di colore, ma una passeggiata nel parco, ricca di stimoli sensoriali e un incontro-scontro inatteso faranno tornare i colori nella sua vita e daranno nuove ali a Pilù.

Leggi tutto...