Il bagno come momento speciale di condivisione

Tema: passare del tempo di qualità insieme

Attività: colori da bagno

Età: dagli 8 mesi

Opera: Donna nel bagno che si spugna la gamba, Musèe d'Orsay Parigi 

Autore: Edgar Degas

Edgar Degas è considerato uno tra i più importanti Impressionisti. Conosciuto dal grande pubblico soprattutto per le sue stupende ballerine, è forse meno conosciuto per la serie del bagno, un ciclo di dipinti che catturano attimi di vita quotidiana legati al momento della toilette di donne parigine.
Sono quadri altrettanto affascinanti ma capaci di cogliere con semplicità un momento particolare nella vita delle persone. 


Ciò mi ha fatto riflettere circa il momento del bagno come elemento della vita familiare. Un momento che fa parte della normale routine quotidiana, ma che può assumere accezioni molto particolari: può infatti essere vissuto come un obbligo, un compito impegnativo da assolvere tra le varie attività giornaliere, che spesso crea disordine e confusione e perfino tensioni tra genitori e figli. Per fortuna come genitori consapevoli siamo in grado di cambiare punto di vista e quindi possiamo provare a percepirlo anche come un momento speciale, qualcosa di rilassante e rigenerante, da condividere con gioia ed intimità.

Sebbene non siamo creature acquatiche è risaputo che il nostro rapporto con l'acqua è, almeno all'inizio della nostra vita, positivo. Dopo tutto fluttiamo in un liquido accogliente e sicuro per 9 mesi! È quindi fondamentale che questa connessione con l'elemento acqua venga continuata e rinforzata, aiutando il nostro bambino ad arricchire questo legame in modi ancor più divertenti e speciali.

Cerchiamo di considerare il momento del bagno come un dono, un'occasione unica per stare con nostro figlio condividendo attimi di rilassamento e divertimento. Mettiamo questo momento nella nostra collezione di tempo di qualità che passiamo con i nostri figli (ma anche con noi stessi, ritagliandoci e regalandoci attimi di tranquillità).
Come rendere ancora più intrigante e creativa questa parte nella nostra giornata? Vi suggerisco una ricetta per preparare dei colori da bagno (con ingredienti sicuri per la pelle dei vostri piccoli) che contribuiranno a trasformare la vostra vasca in un micro laboratorio artistico!

Pastelli a cera da bagno
Ingredienti: 
1 panetto di sapone di Marsiglia (puro, senza profumi aggiunti) da 500 gr
una grattugia
colori alimentari

Preparazione:
Grattugiate il sapone di Marsiglia in scaglie, usando il lato della grattugia con i buchi più grandi. Suddividete il tutto in mucchietti, dello stesso numero dei diversi colori che siete riusciti a procurare (es. se avete 4 colori a disposizione avrete 4 montagnette di scaglie di sapone). Aggiungete qualche goccia di colore alimentare al sapone ed iniziate a manipolare le scaglie di un gruppo cercando di distribuire uniformemente il colore. Il calore delle vostre mani dovrebbe inoltre permettere alle scaglie di fondersi ed amalgamarsi, creando una "pasta di sapone" modellabile (sebbene ancora piuttosto granulosa). 
Cercate di modellare dei cilindri più o meno dello spessore di una salsiccia e lunghi una decina di centimetri, aiutandovi con l'aggiunta di poca acqua per volta se l'impasto dovesse risultare troppo granuloso e sbriciolarsi. Ovviamente queste sono solo indicazioni generali, non è fondamentale che i pastelli così creati siano regolari né tanto meno perfetti. È sufficiente che il vostro bambino riesca facilmente a tenerli in mano. Lasciate i pastelli così creati in frigorifero per qualche ora in modo che si solidifichino e che si rinforzi la struttura.
Con questi pastelli potete divertirvi a disegnare, scrivere e colorare sulle pareti della vasca o sulle piastrelle. Sono innocui e completamente lavabili. Il vostro piccolo ne sarà incuriosito ed affascinato...
C'è in realtà una controindicazione: vostro figlio non vorrà più uscire dalla vasca!

Se avete un bambino con un animo "pittorico" potete in alternativa sperimentare una ricetta diversa usando della schiuma da barba (sono perfette quelle non di marca e poco costose perchè di solito non hanno profumi aggiunti). In questo caso avete bisogno anche di alcuni contenitori di plastica (dei semplici bicchieri saranno perfetti, dello stesso numero dei colori che avete a disposizione) e almeno un pennello (nuovo, usato solo per questo scopo!). Come per l'altra ricetta, è sufficiente unire alcune gocce di colore alle quantità di schiuma suddivise nei contenitori, mischiare e... come per magia avrete delle speciali tempere da bagno, soffici ed invitanti come nuvole colorate! Anche in questo caso piastrelle e pareti della vasca diventeranno tele perfette! Se siete abituati a fare la doccia, non preoccupatevi, la creatività può esprimersi anche nel box-doccia, direttamente sulle pareti di vetro o plexiglass.

Sebbene non ci sia nulla di pericoloso, consiglio di fare molta attenzione: come sappiamo i bambini adorano sperimentare anche con la propria bocca. Nessuno degli ingredienti descritti è velenoso se "accidentalmente" assaggiato, ma può diventarlo se ingerito in grandi dosi. 
Valutate inoltre la fattibilità dell'attività proposta in base alla pelle del vostro bambino (è inutile rischiare se sappiamo già che il nostro piccolo soffre di eczemi o ha problemi particolari di sensibilità epidermica).
Ovviamente ci sono altri innumerevoli modi per rendere il momento del bagno attraente e speciale... giocare con la schiuma, sperimentare le possibilità di diversi oggetti di galleggiare od affondare, spruzzare con diversi strumenti, coccolare e lavare bambole e bambolotti, strizzare spugne di diverse forme e colori... 
E ancora, soffiare, acchiappare, scoppiare le bolle di sapone... Cercate semplicemente di divertirvi insieme e sicuramente nuove idee emergeranno naturali dai vostri giochi!

Consigli di approfondimento

Libri
Questa volta più che libri sul momento del bagno suggerirei libri per il momento del bagno. In commercio infatti ci sono moltissimi libretti plastificati da leggere e sfogliare nell'acqua.

Vi consiglio però anche alcuni libri molto belli che affrontano il tema dell'acqua in modo particolare proponendo approcci ed utilizzi alternativi dell'acqua con i bambini

Monica e Petra Bezdeck "Laboratorio acqua. Esperimenti, giochi e attività sensoriali per i bambini di 3-6 anni" Erikson
Arianna Sedioli "Suoni d'acqua" Artebambini edizioni.

Attività "extra"
È risaputo che il nuoto faccia bene e sia perfetto per uno sviluppo armonioso del bambino, vi invito però ad approfondire maggiormente l'aspetto dell'acquaticità (o acquamotricità) come strumento per una crescita integrale, non solo fisica. Sono ormai molto di moda i corsi di acquaticità per neonati ed essendo io stessa acquamotricista consiglio vivamente di sperimentarvi in questa esperienza. Vi sorprenderà quanto il rapporto con il vostro piccolo possa essere arricchito dall'elemento acqua, offrendo nuovi modi di stare insieme ed interagire in modo efficace con la realtà.


A questo proposito vi suggerisco altre letture davvero interessanti:
Laura Heston, Water Baby "Come un pesce nell'acqua" Edizioni Il Punto di Incontro
Boris Guinzbourg e Andrea Lucca "Aquananda. Acquaticità per bambini. Un percorso di sviluppo per i primi anni di vita" Tecniche Nuove Editore

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George e Sam

Una madre, due figli autistici e il racconto di un intensa quotidianità.

È la storia dell'infanzia di due fratelli autistici, descritta con obiettività e anche ironia. È interessante e illuminante, anche per chi non ha figli autistici; attraverso le parole dell'autrice si colgono tante cose che fanno meditare.

Dall'introduzione:

George e Sam è un libro illuminante. Non ci fornisce quel tipo di riscatto sentimentale che permette di piangere e dimenticare, ma propone e, cosa più impressionante, risponde a una serie di domande importanti che sono valide per tutti noi.

Fino a che punto siamo preparati ad accogliere i nostri bambini?

Siamo in grado di amarli così come sono?

Se la nostra vita non è come ce l'aspettavamo, qual è il modo migliore di viverla?

Charlotte Moore ha le risposte.

autore: Charlotte Moore

editore: Penguin

Il mare in fondo al bosco

…quella era un città buia fitta di misteri, una città piccola perché un bambino come lui, Paolo, potesse esplorarla e scoprirci dei segreti…

Trovò in terra dei libri, li guardò uno dopo l’altro e a poco a poco riuscì a leggerli. Intanto si accorgeva che quello che stava leggendo riusciva a vederlo anche se non c’erano le figure. “Forse - pensò - sto diventando anch’io un bambino inventato. Sarebbe divertente!”
A un tratto aprì un libro e dalle pagine si alzò una foresta: era un libro animato, di quelli da cui, quando si sfogliano, si vedono saltar fuori castelli, boschi, velieri, talmente belli che sembrano veri. Gli venne voglia di provare a entrarefra quegli alberi. Quella foresta poi era una giungla, certo zeppa di belve, di serpenti di insetti velenosissimi.
Be’ paura o non pauraaveva una gran smania divederla quella giungla, l’idea di passare dal buio di una città pericolosa, al buio di una foresta tropicale, adesso, lo tentava troppo.
Sentì delle voci e un gran correre: lontano nelle strade dei tipi loschi.

Il romanzo è una fantasticheria in cui, con ritmo crescente, compaiono città insidiose, giungle popolate di belve, mari in burrasca, magie luminose, grovigli di strade misteriose. I protagonisti sono bambini, bande criminali, mercanti di schiavi, maghi e mostri orrendi, pirati e scimmie, folletti e coccodrilli.

Età di lettura consigliata: da 4 anni.

autore: Pinin Carpi

editore: Einaudi Ragazzi

Asino chi legge

Se scrivo, soffro, dice Irene, 16 anni. Mi piace, è rilassante ma se insisto soffro. Perché scavo e scavo. Alessandra, invece, fa il liceo "Psicopedagogico", e si indigna perché tutte le compagne votano come rappresentanti di scuola i pochi maschi, dell'unica classe dello Scientifico. Sara legge Bakunin e sa di essere diversa. Mosche bianche, perle rare che si annidano tra le pareti cadenti, tra i brutti casermoni di cemento della scuola italiana.

Si stringe il cuore a leggere Antonella Cilento, che racconta con passione l'esperienza dei suoi laboratori di scrittura creativa tenuti come Esperto Esterno nelle scuole pubbliche italiane. Nell'insegnare scrittura "mostro tecniche che la scuola non insegna, risolvo problemi di relazione, riporto i ragazzi alla lettura, suggerisco letture a insegnanti che non leggono o non sanno bene come orizzontarsi tra i libri, a volte riporto anche ragazzi che hanno abbandonato l'obbligo a scuola", scrive. Il quadro che ne emerge non è molto diverso se a seguire i laboratori sono i ragazzi di una media della periferia di Napoli o del liceo bene della città o di una bella scuola di Bolzano: si, diverso l'ambiente, ma ovunque si nota la stessa povertà culturale di fondo, l'incapacità di concentrarsi per più di 5 minuti fosse anche guardare un film di Hitchocock (che per altro non conoscono) gli stessi "sogni diventati sintetici o semplicemente estinti". Ma la lettura, la passione, per fortuna, si trasmettono e quasi sempre ne emerge profonda soddisfazione per un lavoro così impegnativo, e poco gratificante in termini economici e di riconoscimenti. Abbiamo allora un problema, almeno in Italia. Lo sapevamo già, d'altronde, però non è irrisolvibile se poi emerge della vera poesia in qualche incipit di ragazzine che sanno raccontare uno stato d'animo in maniera struggente, o un idraulico descrive in maniera suggestiva gli attrezzi blu del suo lavoro. Ma viva i ragazzi, scrive Cilento, perché non è certo colpa loro. Troppo spesso inascoltati, sia che abbiano in tasca troppi soldi, sia che vivano nell'indigenza dei quartieri più malfamati e abbandonati.

Questi ragazzi crescono con l'idea che sia facile ottenere ciò che si vuole, che conta l'apparire, dove tutto si può improvvisare: mentalità che hanno appreso dagli adulti, anche dagli stessi insegnanti che improvvisano laboratori, teatri come se la tecnica, la professionalità non contassero. E naturalmente colpa è anche dei genitori, sempre di fretta, che fanno al posto dei figli, piuttosto che aspettare che facciano e magari sbaglino, che li proteggono dalle frustrazioni, dalla disciplina e rigore, dove disciplina non è intesa con ordine precisione obbedienza, fare i compiti, ma applicazione, imparare con passione, impegno e metodicità.

Allora, in un'Italia che non legge se non il best seller del momento o il giallo dove c'è una rivelazione in ogni riga altrimenti ci si annoia, queste persone riscoprono il "piacere degli asinI" quello della lettura, perché come si fa a scrivere senza leggere? La letteratura, i racconti, le storie, sono come internet, scrive Cilento, è avere relazioni, scoprire che prima di te tanti altri hanno sofferto, pianto, amato. E dopo aver scoperto il piacere di leggere ci si accorge che scrivere "è una disciplina , è accorgesi del tempo, lasciarlo andare, ritmare il lavoro.
È un balsamo per l'anima. Abbiamo bisogno di tutto questo, ne abbiamo bisogno noi per poter aiutare i nostri ragazzi, ne abbiamo bisogno per indignarci, per non accettare le apparenze e andare oltre.

Paola Crisafulli per Officina Genitori