#Amore #Violenza. Chiamarlo amore non si può

L'8 marzo soffermiamoci a riflettere insieme ai ragazzi su che cos'è l'amore e cosa la violenza, sugli stereotipi e l'identità di genere, sulla relazione uomo-donna, l'autostima e la realizzazione di sé.


Vi invitiamo a farlo sfogliando le pagine del libro "Chiamarlo amore non si può" che si presenta ai ragazzi nel seguente modo:

"Cari ragazzi e care ragazze che vi affacciate al mondo dei grandi, questo libro è per voi. Perché impariate dai nostri errori, impariate che amore vuol dire rispetto e non sopraffazione, che amare vuol dire permettere all'altro/a di essere se stessi. Insomma l'amore non può essere egoista, altrimenti non lo si può chiamare amore".

Ventitré racconti scritti da altrettante autrici, che raccontano ai ragazzi la violenza contro le donne, perché sappiano reagire senza rimanere in silenzio di fronte ai fatti di cronaca.

C'è un unico filo conduttore che legai i 23 racconti: combattere la violenza di genere attraverso la prevenzione. 

"Per noi – scrivono le 23 autrici – prevenzione significa lavorare sull'educazione, sulla cultura, anche contrastando i modelli femminili forniti dai media, i ruoli stereotipati che i ragazzi e le ragazze vivono in famiglia o nella società". Perché "non è facile crescere, né diventare uomini né diventare donne, e noi adulti non vi stiamo offrendo dei grandi modelli. I messaggi proposti dai nostri media spesso denigrano il corpo e il ruolo di voi ragazze e così facendo offendono e confondono anche voi ragazzi. E tutto diventa più difficile se ai modelli dei media si sovrappongono quelli familiari, poi quelli educativi e ancora quelli delle diverse culture che vanno mescolandosi nella nostra società sempre più multiculturale ma ancora non interculturale".

Un libro pensato e scritto per gli adolescenti (dai 12 anni) perché imparino presto a distinguere l'amore dal non-amore, perché è importante che sappiano che cos'è l'amore, quello vero, riconoscendo la violenza nascosta dietro un finto amore.

Le autrici: Anna Baccelliere, Alessandra Berello, Rosa Tiziana Bruno, Fulvia Degl'Innocenti, Ornella Della Libera, Giuliana Facchini, Ilaria Guidantoni, Laura Novello, Isabella Paglia, Daniela Palumbo, Elena Peduzzi, Cristiana Pezzetta, Annamaria Piccione, Manuela Piovesan, Livia Rocchi, Maria Giuliana Saletta, Chiara Segrè, Luisa Staffieri, Annalisa Strada, Pina Tromellini, Pina Varriale, Laura Walter, Giamila Yehya.

Le autrici e la Casa Editrice Mammeonline hanno deciso di devolvere all'Aidos i compensi derivanti da questo libro e in particolare al progetto: Salute e prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili in Burkina Faso.

Chiamarlo amore non si può prende il suo titolo da una famosa canzone di Edoardo Bennato, La Fata, e ha ricevuto dal cantautore una dedica speciale.

Ad alcune frasi del libro, sono state abbinate delle immagini che arrivano da tutto il mondo e che saranno esposte alla mostra internazionale «Chiamarlo amore (non) si può» che si terrà a Napoli dal 3 al 9 marzo al PAM Palazzo delle Arti, la mostra è un raro esempio di "Arti unite" per affrontare insieme un unico tema con l'obiettivo di proporre un percorso di riflessione a ragazzi e adulti, per fermare la violenza sulle donne. 

Tra i tanti artisti presenti all'esposizione, spiccano i nomi di: Arianna Papini, Sonia ML Possentini, Paolo Domenicani, Matteo Gubellini, Andrea Alemanno, Daniela Giarratana, Luis Rodrìguez, Pasquale Brancato, Anna Cox, Michele Acanfora, Jean Claude, Luong Ana, Cuk Rianne van de KerKhof, Giuseppe Guida, Chicca Regalino, Vincenzo Napoletano. 


Approfondimenti: 

Qui il booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=enVLDpdU_e8

AIDOS: L'Associazione italiana donne per lo sviluppo, è una ONLUS nata nel 1981 per affermare i diritti delle donne del Sud del mondo attraverso la promozione della salute e dei diritti sessuali e riproduttivi, della piccola imprenditorialità femminile, del diritto allo studio delle bambine e il rafforzamento delle organizzazioni di donne.

Foto: immagine di copertina "Chiamarlo amore non si può" edito da Mammeonline.

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Oggi a scuola è arrivato un nuovo amico

"Parlano russo, indiano, swaili o spagnolo. Sono confusi ed intimoriti, a volte sono introversi e persi nel loro mondo, a volte sono inquieti ed irrequieti. Hanno sei anni e ne dimostrano quattro, emotivamente poi sembrano ancor più piccoli. A sette e otto anni non hanno idea di quel che sia una scuola, un libro... Sono i figli dell'adozione internazionale.

Nella loro vita ci sono due madri, due famiglie, possono avere un passato segnato da traumi, possono aver vissuto per anni in un istituto, possono aver viaggiato da un continente all'altro, hanno sempre viaggiato o da un prima ad un dopo, molto diversi tra loro, per avere una famiglia stabile e serena.

Arrivano in classe con le loro lingue, le loro culture, i tradimenti degli adulti, il loro aver trovato una famiglia attraverso l'adozione. Arrivano in classe con i nuovi genitori, genitori a volte stanchi, ansiosi, desiderosi di trovare nelle insegnanti delle alleate che li aiutino nei primi bellissimi e faticosissimi mesi di formazione di una nuova famiglia.

Raramente gli operatori della scuola conoscono le realtà, le storie dei bambini, le procedure, le vicissitudini burocratiche, le attese e le avventure dei genitori adottivi. A volte sembra che manchino i canali per parlarsi e che scuola e famiglia siano due mondi che non riescono a raggiungersi.

La scuola accogliendo in sé - attraverso i bambini - le moltissime istanze del sociale, può oggi farsi promotrice di una cultura della convivenza civi­le dove ogni differenza trovi modo di esprimersi per quanto ha di ricco, nuovo, stimolante per tutti noi. È per questo che desideriamo creare un'alleanza tra genitori e maestre, un'alleanza dentro cui i bambini cresceranno serenamente, i genitori si sentiranno sostenuti e le insegnanti vedranno riconosciute al meglio le proprie capacità."

autore: Anna Guerrieri, M. Linda Odorisio

editore: Armando Editore

Cane nero

Conoscete la leggenda del terribile Cane Nero? Pare basti un suo sguardo per scatenare gli eventi più funesti. 

Così, quando una mattina d'inverno si presenta fuori dalla casa dalla famiglia Hope, tutti scappano impauriti. Tranne la giovane Small, che saprà riportare la bestia alle giuste dimensioni.
Un libro che insegna ai bambini (e non solo) a guardare in faccia e ad affrontare le proprie paure e le proprie ansie, non importa l'età. Magari scoprendo che non sono poi così tremende come uno pensa.

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Il mondo è tuo

Un albo illustrato per grandi e piccini, che insegna ai più piccoli, e ricorda ai più grandi che, si è liberi di essere e fare quello che si vuole, nonostante la strada non sarà priva di difficoltà che ci faranno crescere.

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