FamigliE di Officina Genitori

Prende il via il progetto a sostegno dei diritti dei bambini con disabilità intellettiva e relazionale e delle loro famiglie.

Scienzabile è un progetto di scoperta ed esplorazione del museo, pensato per bambini con bisogni speciali insieme al loro contesto famigliare o scolastico.

Come guardare un grande treno a vapore?
Come scoprire i segreti delle bolle di sapone?
Come manipolare quei materiali così strani? 

Sostenuto e finanziato da Fondazione De Agostini, Scienzabile – inclusione e gioco tra scienza e disabilità, nasce dalla partnership tra il Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci e L'abilità Onlus. 

I due enti hanno costruito un progetto innovativo che prevede la realizzazione di materiali scaricabili da casa per preparare l'esperienza al Museo, percorsi di visita alle collezioni e attività di laboratorio a cui partecipino insieme persone con disabilità e non, nell'idea che ciascuno sia portatore di abilità diverse che possono essere valorizzate in un contesto di apprendimento cooperativo.

Questo aspetto rappresenta un elemento di novità rispetto alla maggior parte dei progetti attivi nei musei che, quando propongono percorsi dedicati alle persone con disabilità cognitive, raramente prevedono un'esperienza inclusiva in gruppo con altri visitatori.

"Il Museo persegue molteplici finalità" dichiara Fiorenzo Galli, Direttore Generale Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "tra cui promuovere, diffondere e rendere accessibile la cultura tecnico-scientifica. Accessibilità è un concetto ampio che riguarda ogni singolo visitatore, dai bambini più piccoli, agli adolescenti, agli anziani, alle persone con bisogni speciali. Dobbiamo dotarci di strumenti, costruire ambienti e situazioni che sostengano un'esperienza al Museo soddisfacente e significativa per ciascuno, lavorando per ridurre situazioni che possano creare separazione, disagio, esclusione. Inclusione significa rispettare l'identità di ogni visitatore, i suoi interessi, la sua esperienza, il suo modo di costruire conoscenza, i suoi tempi. Il progetto Scienzabile nasce nell'ottica di condividere questo obiettivo importante con l'associazione L'abilità e con il sostegno di Fondazione De Agostini. Il benessere personale e sociale di tutte le persone è uno degli argomenti contemporanei più importanti al quale il Museo può sia dare un contributo significativo sia riceverlo da ciascuno dei suoi visitatori".

"L'abilità da sempre sostiene la piena inclusione del bambino con disabilità" sottolinea Carlo Riva, Direttore L'abilità Onlus "in ogni ambito di vita. Scienzabile si inserisce quindi in un lungo percorso compiuto in questi anni da L'abilità nella riflessione e nella specializzazione sulla relazione gioco – educazione – disabilità - cura. A partire dai bisogni del bambino con disabilità intellettiva, dalla necessità della condivisione, dal diritto all'esperienza museale comune, si è così delineato un progetto che con tecniche e modalità di lavoro specifiche permette ai bambini con disabilità di vivere concretamente il contesto ludico ed educativo del Museo. Buone prassi che diventano riferimento per altri contesti che devono necessariamente aprirsi alla diversità. L'incontro con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e il sostegno della Fondazione De Agostini dimostrano come la collaborazione fra realtà d'eccellenza, operanti in settori diversi, possa rafforzare e concretizzare il supporto alla crescita del bambino con disabilità". 

"Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e l'associazione L'abilità sono due realtà che De Agostini conosce molto bene perché ha collaborato con entrambe in più occasioni nel passato e sempre con ottimi risultati. Essere riusciti a far lavorare insieme questi due enti per costruire un progetto innovativo che mette al centro il bambino con disabilità, le attività museali, la scuola e la famiglia è un orgoglio e una soddisfazione. Nasce oggi un percorso di inclusione sociale su più livelli che può diventare un modello d'eccellenza esportabile in altri contesti nazionali o internazionali con risultati attesi di grande impatto culturale" dichiara Roberto Drago, Presidente Fondazione De Agostini.

La fase di sperimentazione del progetto con le famiglie prende il via il prossimo weekend 15 e 16 marzo 2014. Ogni sabato pomeriggio e domenica mattina fino a fine maggio, i visitatori del Museo troveranno percorsi di visita ai mezzi di trasporto e attività nel laboratorio interattivo Bolle di sapone "a marchio Scienzabile". Durante il mese di maggio saranno invece sperimentate le attività con alcune scuole primarie anche nei laboratori Alimentazione e Materiali. 
La fase di progettazione, sperimentazione e monitoraggio, partita nell'autunno 2013, si concluderà alla fine del 2014 evidenziando le buone pratiche utili ad allargare l'accessibilità a tutta l'offerta culturale del Museo e rendendo il modello esportabile anche in altri contesti museali. 


Dove : Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci 
Via San Vittore 21, Milano

Quando : dal 15-16 marzo 2014. Ogni sabato pomeriggio e domenica mattina fino a fine maggio.

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I ragazzi felici di Summerhill

L'esperienza della scuola non repressiva più famosa al mondo

Quanta libertà è giusto concedere a un bambino, a un ragazzo? E quando la libertà si trasforma in licenza?

Summerhill è la scuola che Neill fondò in cui il principio inspiratore è un'educazione che non ha bisogno di ricorrere alla paura. Una scuola senza autorità dove le regole sono dettate da un'Assemblea Generale formata da alunni e insegnanti in cui il fondatore ha lo stesso potere di voto di un fanciullo.

Neill dimostra che la libertà funziona, che i bambini sono capaci di autoregolarsi qualora non abbiano già assorbito il sistema educativo violento e coercitivo delle scuole tradizionali.
Summerhill ha uno spirito comunitario e di autogoverno in anticipo sui tempi. Questo avviene perché la scuola stessa è un'isola:
Neill non si propone di cambiare la società, lui desidera solo che i suoi ragazzi siano felici. Quando un ragazzino arriva a Summerhill inizialmente è disorientato e approfitta di tutto quello che si pensa (sbagliando) sia "libertà", ovvero fare quello che si vuole. A Summerhill le lezioni sono facoltative, se un bambino non vuole imparare a leggere e a scrivere non lo fa, e non è giudicato ma viene trattato con rispetto. Eppure entro breve tempo (quasi) tutti frequentano le lezioni, rispettano la libertà degli altri e se questo non avviene, gli stessi bambini decidono la sanzione, nell'assemblea settimanale di autogoverno.

E' una bella utopia, un invito a riflettere sulla violenza e sulle ipocrisie del nostro sistema scolastico, una proposta di antiscuola inimitabile, perché molte scuole ispirate a quel modello scambiarono proprio libertà con licenza, l'errore più comune che proprio Neill stesso tendeva a sottolineare: libertà non è assenza di regole come molti credono, ma è autoregolazione. La comunità infatti si detta da sola le regole, spesso ferree e precise, improntate sul rispetto reciproco.

autore: Alexander S. Neill

editore: Red Edizioni

Una bambina

Una bella bambina con grandi problemi emotivi e con una grave situazione familiare e di disagio viene accolta in una classe speciale da un'insegnante specializzata a seguire bambini con difficoltà, con fragilità emotiva.

Torey Hayden racconta questa esperienza con grande partecipazione ed emozione; il coinvolgimento per chi legge è davvero grande: si prova rabbia, speranza, apprensione e commozione per i progressi di questa bambina. Il libro si legge tutto d'un fiato e l'empatia che l'autrice mostra per questa bambina è totale. La Hayden è specializzata in psicopatologia infantile e i bambini che descrive nei suoi libri, i "suoi" bambini, sono provati da terribili esperienze di abbandono, violenze sia fisiche che morali. Eppure rimangono pur sempre dei bambini e le loro emozioni ci coinvolgono e ci accorgiamo che sono anche le nostre.

Autore: Torey L.Hayden

Editore: Corbaccio

 

L'avventura di crescere - una guida per i genitori di oggi

Dal risvolto di copertina:
"L'avventura di crescere, un libro che descrive lo sviluppo infantile a partire dalla nascita attraverso le tappe fondamentali: la scoperta del mondo, la conquista, gli altri, la famiglia, la scuola, l'adolescenza, l'appetito, il sonno, la paura, la violenza, la censura, la religione, il danaro, lo sport ...
Con la sensibilità di chi ha trascorso molto tempo a fianco dei genitori e dei bambini, Bernardi ci aiuta ad affrontare con responsabilità e coerenza, ma soprattutto con elasticità e apertura, tutte le tappe della crescita, ricordando che insieme al bambino anche il genitore cresce.
Un libro generoso e attento, scritto da un medico autorevole, amico dei genitori, fermamente convinto che alle sfide di oggi si possa rispondere puntando sull'educazione, la tolleranza e l'indipendenza del pensiero, rifiutando la violenza e il consumismo, fino alla difficile conquista della libertà".

Un libro di facile lettura, da leggere un pezzo alla volta a seconda delle necessità, o tutto di un fiato (ma sono quasi 500 pagine!). Scritto in un linguaggio accessibile a tutti, molto pratico, rassicurante e anche divertente.
Perchè crescere è una grande avventura, non solo per il bambino, ma anche per il genitore che attraversa con lui territori inesplorati.

Un brano tratto dal libro, sul "valore dell'ostacolo"

La "guerra di indipendenza" del bambino non ha soste. Egli si impegna di continuo a fare da sé, nel mangiare, nel vestirsi e nello spogliarsi, nell'igiene della persona, e non perde occasione per dimostrare che non ha più bisogno di nessuno. Qualche volta, anzi molto spesso, va oltre i limiti dell'opportunità e della prudenza. Allora scattano i provvedimenti restrittivi, le limitazioni, i divieti, gli impedimenti posti dai genitori, e lui, il bambino, può andare su tutte le furie e abbandonarsi a quella serie di reazioni esplosive che abbiamo visto prima. Direi che non è un male, se i genitori ce la fanno a mantenere la calma. Le proibizioni, le frustrazioni in generale, oltre alla tutela dell'integrità personale del bambino, hanno una doppia specifica funzione: quella di fornire al bambino l\'esperienza di un ostacolo cui far fronte, e quella di fargli capire che si può anche perdere una battaglia senza per questo rinunciare alla guerra. Mi direte che all'età di due anni queste cose non si possono imparare. Certo, non impararle nel senso che diamo noi a questa parola, ma si possono "sentire" e accumulare dentro di sè come preziosa esperienza. Un ragazzino che le abbia sempre tutte vinte, che non trovi mai nessuno che gli dica di no, che viva tra persone terrorizzate dalla possibilità della sua protesta, probabilmente crescerà con una personalità piuttosto fragile e disarmata. A combattere si impara presto, o non si impara mai.

Tuttavia, in questo come in ogni altro campo, conviene stare molto attenti a non esagerare. Ho detto che le frustrazioni e le proibizioni, fra l'altro spesso inevitabili, costituiscono un'utile esperienza, ma se un ragazzino subisce decine di proibizioni al giorno, se si sente dire di non fare questo e quello ogni volta che si muove, se è costantemente bersagliato da una pioggia di "no", allora delle due l'una: o si rassegna a subire tutto, a rinunciare a tutto, a sottomettersi a tutto, e andrà incontro a una vita grama di gregario, di suddito, di servo o di padrone e di "caporale", che è la stessa cosa; oppure deciderà che i divieti non hanno alcun valore e rappresentano soltanto una fastidiosa e molesta intrusione, in presenza della quale è meglio far finta di niente e comportarsi da ciechi e sordi.

Occorre dunque, da parte dei genitori, un adamantino autocontrollo. Occorre dare delle proibizioni soltanto quando servono davvero, quindi molto di rado, e occorre che le proibizioni siano sensate e coerenti. E comunque civili e rispettose. Solo in questo caso sono utili. Solo in questo caso aiutano il bambino a crescere come uomo e non, diceva Totò, come caporale.

A conclusione di questo capitoletto, potremmo dire che nel secondo anno di vita del bambino il suo mestiere è quello di dire di no il più spesso possibile, il mestiere dei genitori è quello di dire di no il meno possibile. Paradosso? Non tanto. La parola NO, come si è detto e ripetuto, è per il bambino affermazione di se stesso e della propria indipendenza. Ma non è solo questo. È anche resistere alle pressioni e alle seduzioni dell'ambiente, del costume e della moda, è anche coraggio di mettere in discussione il potere, è anche capacità di scorgere una "seconda dimensione" delle cose e quindi un passo avanti per conquistare una seconda dimensione di se stesso. È un\'avanzata trionfale verso il consolidamento della propria dignità di uomo. Speriamo che il nostro piccolo combattente conservi dentro di sè per sempre la facoltà di dire di no. Certo, nel futuro sarà un "no" diverso da quello che scaglia ora contro i genitori, sarà un "no culturale", un "no" all'ingiustizia, alla sopraffazione e all'egoismo. Non sarà più soltanto opposizione e provocazione, sarà spirito di civiltà e libertà.

autore: Marcello Bernardi

editore: Fabbri Editore